@Pali Hints
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Settimana assai dura. Il mio Hugo è morto, un macello di cose da studiare per l'università e non riesco a vedere il mio ragazzo quanto vorrei.

Stasera però serata con le amiche ✌🏻 spero di distrarmi un po', ne ho bisogno: ceniamo, alle 21:45 ci guardiamo il quarto episodio di Avamposti su Dmax e poi usciamo a ballare.
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22 mag 2026 alle 14:17
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Prima dell'avvento dell'agricoltura e dell'accumulazione della proprietà privata (circa 10.000 anni fa), le prime comunità di cacciatori-raccoglitori vivevano in contesti molto più egualitari, in cui i sessi godevano di pari rispetto e complementarità dei ruoli.

La cosiddetta società matrilineare, definiva una superiorità netta sul restante regno animale. Abbiamo iniziato a fare più cose, a trasformare oggetti in natura, piegandoli al nostro servizio. Eravamo nomadi... tutte caratteristiche che rendevano le informazioni acquisite enormemente complesse.

È per questo che abbiamo iniziato a sviluppare un cervello capace di una capacità di linguaggio così articolata.

Nei campi è nata la condanna del sapere. La società ha iniziato a complicare la società stessa. I primi schiavi lo sono diventati, incredibilmente, per loro scelta. Abbiamo smesso di lottare, accettando il bisogno di essere protette.

L'uomo bianco è tra i più abili a sviluppare la schiavitù, non per una superiorità di razza, ma perché per assurdo era quello che aveva di più da perdere. Il super uomo cercato da uomini terribili, come Hitler, è il debole in questo anello.

Perché il potere è un illusione, sta semplicemente nella persona a cui si ripone fiducia. Chi prende il potere con la forza questo lo sa bene, per questo deve tenere il suo popolo nell'ignoranza.

L'uomo, figlio del patriarcato, è vittima in egual misura di questa schiavitù. Un uomo che uccide la propria compagna è condannato a una vita vuota, privato dei valori stessi imposti da questa società illusoria.

Un uomo libero sa che l'amore può anche concludersi. L'uomo libero sa che una donna, sullo stesso piano dell'uomo, non toglie alcun diritto, alcun privilegio. Perché il privilegio maschile è un illusione, esattamente come il suo potere.

E se pensate che questo ragionamento sia femminista vi sbagliate di grosso: Jean-Jacques Rousseau ha notato questo particolare antropologico prima ancora che la donna scendesse in piazza per i propri diritti.
22 mag 2026 alle 13:30 (modificato)
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22 mag 2026 alle 7:58
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22 mag 2026 alle 7:58
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22 mag 2026 alle 7:55
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22 mag 2026 alle 7:55
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22 mag 2026 alle 7:52
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22 mag 2026 alle 7:52
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Il libro dei tessuti di Pali

T-shirt

Le origini di questo capo risalgono agli etruschi, una sorta di maglietta con maniche corte utilizzata sotto le vesti.

La t-shirt moderna invece inizia a diffondersi nel 1913, quando diventa parte dell'equipaggiamento dell'esercito statunitense. Anche se la denominazione t-shirt richiama la sua sagoma a T, la leggenda vuole che il nome sia da attribuire a Training shirt.È nel secondo dopoguerra però che la t-shirt diventa un capo di largo consumo. Il suo successo nasce nel 1942, quando il magazine “Life” sceglie un soldato come modello di copertina.Il cinema di Hollywood le porta alla ribalta in tutto il mondo, in particolare spopola la t-shirt total white, indossata tra tutti dal sex-symbol Marlon Brando.Negli anni '70 le prime scritte a stampa termo adesiva. Tra le prime l'iconica I ❤️ NY ideata da Milton Glaser. Da icona pop, la t-shirt diventa dunque un vero e proprio sfondo creativo, con i disegni più svariati, da semplici disegni di fantasia fino a veri e propri lavori artistici. Nello stesso periodo Blue Ribbon Sport, poi diventata Nike, è la prima a firmare una t-shirt.È sempre negli anni '70 che la t-shirt diventa anche un capo femminile. Per i movimenti femministi la t-shirt diventa una tela bianca su cui scrivere i propri slogan. In seguito anche nella moda femminile assume una dimensione commerciale, in cui si spazia dal modello unisex fino a modelli con ampia scollatura o con taglio crop top. Tra le più iconiche troviamo la leggendaria t-shirt nera di Madonna, con la scritta "Italians do it Better".Tra i tocchi di stile più interessanti c'è l'iconico nodo davanti. Se si opta per un modello lungo diventa anche determinante la scelta tra lasciate sopra o infilare sotto il pantalone, in base a cosa si vuole dare risalto.Tra i tessuti più utilizzati c'è il cotone, ma si possono trovare anche tessuti più tecnici, nati soprattutto nello sport. La t-shirt ribadisce anche in questo caso la sua doppia funzione di capo di abbigliamento e di messaggio pubblicitario, assumendo anche un ruolo determinate nella qualità della prestazione fisica per gli atleti, un oggetto da collezione per i tifosi, e una delle principali entrate nel merchandising delle società sportive.
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21 mag 2026 alle 14:49
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12/11/202416/06/202529/06/202505/10/202529/11/202510/05/2026Questi sono soltanto alcuni dei troppi incidenti, spesso mortali, in cui un dispositivo di sicurezza delle nostre strade diventa un'arma.Tra le cause principali di questa ecatombe c'è il particolare terminale a manina, una lamiera di acciaio da 3 millimetri, che se presa frontalmente può letteralmente tagliare in due la lamiera di un autovettura, penetrando nell'abitacolo con conseguenze spesso fatali. Altro punto vulnerabile sono gli ancoraggi, che in molti punti non sono protetti da un salva-motociclisti. Ma il vero dramma si consuma soprattutto dove il guard rail fa il suo dovere, ma poi non viene riparato.

Facendo due conti, lo Stato incassa:

  • circa 40 miliardi di euro, dalle accise sui carburanti
- 9,8 miliardi di euro dall'iva sulle nuove vetture
- 7,5 miliardi di euro in bollo auto

Il costo di adeguamento con nuovi guardrail gira intorno ai 300€ al metro.

L'articolo 208 del Codice della Strada imporrebbe di destinare i proventi delle sanzioni alla sicurezza stradale, ma i fondi vengono spesso dirottati dai comuni e dagli enti gestori per coprire altri buchi di bilancio.

Nelle nostre strade queste trappole mortali sono letteralmente abbandonate. Alcuni sono installati addirittura dai primi anni '50. Il problema è che la norma impone l'impiego di barriere di sicurezza di nuova generazione, ma non ne impone l'installazione. O meglio, diventa obbligatoria la sostituzione soltanto in caso di 5 incidenti mortali. In pratica prima di avere una strada sicura bisogna aspettare che ci muoiano almeno 5 persone.

Quanti muoiono a causa di un guard rail in Italia? Non lo sappiamo, perché non è tra gli indici di raccolta statistica dai rilievi per incidenti stradali, il che significa che, all'atto pratico, i gestori delle strade possono lasciarli così come sono.
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21 mag 2026 alle 8:46 (modificato)
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Hugo, un nome in omaggio allo scrittore francese.

Mi ricordo che quando dovevo preparare gli esami del primo anno di università lui si metteva davanti alla porta aspettando che staccassi un attimo. Aveva questa straordinaria capacità a leggere le situazioni. Non gli ho dovuto mai togliere di bocca qualcosa che non doveva avere, con molti cani è uno degli aspetti più difficili segnare il confine per ciò che è suo.

C'era qualcosa di speciale, come se riuscisse a capire i miei pensieri.
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21 mag 2026 alle 7:46
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A volte il silenzio vale più di mille parole. Vorrei raccontare ciò che provo in questo momento, ma non ne ho la forza.

Ieri, la prima giornata in cui rientrando a casa non c'era il suo musetto davanti alla porta ad aspettarmi. Forse col tempo ci si abitua, ma in questo momento ho perso un punto di riferimento della mia vita.

Stamattina stavo mettendo da mangiare nella ciotola... abitudine, ma lui non c'è più.
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21 mag 2026 alle 5:05
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Siete mai stati in tribunale? Vi ci porto io, muahahaha.

No a parte gli scherzi, vi parlo della Corte d'Assise d'Appello di Milano. Le foto interne le ho prese da internet perché quando ci sono stata non avevo l'autorizzazione per le riprese.L'edificio ha la classica caratteristica monumentale dell'architettura degli anni '30, si tratta di un grande palazzo nato per ammodernare e centralizzare il sistema giudiziario, le decorazioni esterne sono tutte a tema giustizia. Molto bella la citazione "Fiat Iustitia Ne Pereat Mundus", una frase di Kant: sia fatta giustizia affinché non perisca il mondo.Il Palazzo di Giustizia di Milano racchiude la procura, gli uffici amministrativi, le aule di giustizia e le loro camere di consiglio, la torre degli archivi e gli uffici dei giudici e nei sotterranei due celle di servizio. È un edificio che va oltre la sua semplice funzione. Tra i corridoi e le aule si raccoglie un vero e proprio patrimonio artistico, tutto a tema giustizia ovviamente. In una delle aule della Corte d'Assise di primo grado c'è un quadro raffigurante la divina giustizia. Se ci avete fatto caso a chi c'è nel quadro la risposta è: si è lui, si infilava ovunque per la propaganda dell'epoca. Il pelatone era un grande esibizionista. È uno dei pochi luoghi italiani dove l'arte d'epoca fascista è conservata intatta, non per propaganda ma come raccolta storica. Il percorso artistico infatti segue l'evoluzione della giustizia dal diritto romano fino all'epoca contemporanea e ovviamente vanno inclusi anche i periodi in cui la giustizia era abbastanza sommaria.Dietro questa porta si sono scritte pagine di storia importantissime nella storia d'Italia. Mi viene in mente tra tutti il processo Cusani, che ha portato in tribunale l'intera classe politica della Prima Repubblica nel 1992.La Corte d'Assise d'Appello rappresenta il secondo grado di giudizio nel processo penale italiano.

Questa è tra le aule principali del Tribunale, attrezzata anche di banchi dedicati al pubblico. L'ingresso è composto da tre entrate, due piccole laterali e una monumentale al centro. Sul lato destro ci sono le sedute destinate alle forze dell'ordine, mentre su banchi siede il pubblico. A sinistra invece si trovano i banchi degli imputati, chiusi da sbarre per ovvie ragioni di sicurezza. In prima fila siedono gli avvocati dell'imputato e la Procura, rappresentata dal pubblico ministero. Dietro quelle sbarre ci sono delle gradinate in legno d'abete, su cui si sono seduti feroci criminali, Renato Vallanzasca ad esempio, o più recentemente l'assassino di Giulia Tramontano.

In prima fila siede dunque la procura, affiancata dallo scranno del procuratore. Davanti c'è invece la postazione dei testimoni, secondo in altezza soltanto alla cattedra del collegio giudicante. Per i reati gravi infatti non c'è un giudice monocratico, ma 2 giudici togati e 6 giudici popolari. I giudici popolari sono estratti a sorte tra i cittadini che si sono inseriti in elenco e consentono al giudice di emettere la sentenza "in nome del popolo italiano".

Tra i requisiti non bisogna essere laureati in legge, ma bisogna avere il diploma di 5^ superiore, un minimo di 30 anni e non più di 65 anni, ma soprattutto un certificato di buona condotta e il casellario giudiziario completamente pulito.I giudici siedono nella cattedra frontale ai banchi. Al centro siedono i giudici togati, che come suggerisce il nome sono i giudici veri e propri e indossano la toga, mentre i giudici popolari hanno abbigliamento civile, ma indossano una fascia tricolore, anche questa in rappresentanza del popolo italiano.

Nel dibattimento in appello accusa e difesa devono portare avanti le proprie ragioni, analizzare eventuali nuovi elementi probatori o interrogare nuovi testimoni. Il fine è quello di confermare o ribaltare la sentenza di primo grado. Si tratta dunque di un processo molto più tecnico.

Raccolti i nuovi elementi il collegio giudicante esce dalle porte alle loro spalle. Dove vanno? Nella camera di consiglio.

È una semplice stanzetta con un tavolo, dove vengono valutati gli elementi, e si vota per la condanna o per l'assoluzione. Il voto tra i giudici è paritario, in caso di pareggio... in dubio pro reo, si opta per l'assoluzione.

Ho detto tutto credo... L'udienza è tolta.
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18 mag 2026 alle 15:20
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Quest'uomo è tutto da studiare.La legge prevede già la revoca della cittadinanza in caso di terrorismo e altri reati gravi. L'ha introdotta Salvini stesso nel 2018. E per com'è va bene, perché si tratta di terrorismo ed eversione, reati belli pesanti.

L'eventuale estensione a reati minori non è costituzionale, perché crea disparità sul trattamento della pena prevista: uno spacciatore con cittadinanza ius sanguignis finisce in carcere, mentre uno con cittadinanza acquisita la perde e viene espulso (e non è detto che rimanga in carcere nel suo paese).

Oltretutto se si tratta di un richiedente asilo senza documento d'origine, non si può nemmeno espellerlo, perché revocando la cittadinanza diventa apolide.

Si può verificare anche l'impossibilità a procedere, aumentando la microcriminalità.
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18 mag 2026 alle 9:32 (modificato)
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Bisogna smetterla di normalizzare la follia.

Un autrice della TV di stato non va in diretta a sproloquiare di cose che non capisce, si parla di psicologia con gli psicologi, non con una scrittrice. Se si immagina di recare sofferenza a una persona, e lo stupro è una delle forme peggiore di questa materia, allora si ha un problema, che va trattato con una psicologa.

Una persona che fa una dichiarazione del genere dimostra una forte incompetenza anche dal punto di vista professionale e non merita di lavorare nella TV di stato. Ma l'incompetenza parte dall'alto, con i vertici Rai scelti dal Governo Meloni, appositamente per addormentare ogni pensiero critico. "I problemi sono altri dopotutto"... NO, i problemi sono questi. Tutto nasce da questa immondizia comunicativa, che non ha niente a che fare con il giornalismo.

Noi usiamo prevalentemente internet, che è molto più libero, anche se più insidioso, ma la televisione è ancora oggi uno dei più potenti strumenti di comunicazione, che raggiunge una bella fetta di elettorato.
18 mag 2026 alle 8:23
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La Storia di Milano - 46: verso l'età comunale

Il dominio franco sul nord Italia e su Milano dura fino al 887, quando fu deposto l'ultimo re: Carlo il Grosso. Io Regno va in frantumi e i poteri politici passano ai conti, divenuti poi marchesi, e ai vescovi.

Nonostante la caduta del regno infatti il potere feudale stabilito da Carlo Magno rimane intatto. Il Re d'Italia però c'è ancora, nonostante l'instabilità politica. Un esempio di questa instabilità la troviamo nel 896, quando il conte di Milano Manfredo si ribellò all'imperatore Lamberto, allora Re d'Italia, e tentò di passare dalla parte di Arnolfo. Lamberto radunò a Pavia l'esercito e assediò Milano, che nel 897 si arrese, e catturò Manfredo, che ovviamente fu decapitato.

Nel 945 abbiamo invece una congiura ai danni dell'arcivescovo di Milano Arderico. Il re Ugo lo invitò quindi nel palazzo reale di Pavia per una cerimonia durante la quale, le guardie del palazzo avrebbero dovuto eliminare l'arcivescovo. L'attentato sfumò e Arderico si salvò, tuttavia nella rissa che scoppiò tra pavesi e milanesi, furono uccisi un centinaio di seguaci dell'arcivescovo.

In questo caos è proprio Ugo di Provenza a cercare di rimettere ordine in Italia. La riorganizzazione si concluse nel 950-951 con re Berengario II d'Ivrea. Viene costituita la Marca Obertenga: la Marca di Milano e la Marca di Genova furono affidate a Oberto I, capostipite della casata degli Obertenghi, insieme ai comitati di Luni, Tortona, Milano, Genova, Pavia e Bobbio (feudo monastico imperiale); con l'imperatore Ottone I si ebbe la fisionomia amministrativa definitiva.

Il vescovo assume un ruolo di amministratore cittadino, una forma embrionale di quello che vedremo in età comunale. E questa sorta di autogoverno è spesso approvata anche dai marchesi di Milano, contando sulla storica alleanza tra stato e chiesa. Nonostante il potere feudatario sia gestito in maniera totalmente arbitraria nelle campagne, in città questo equilibrio fa fiorire economicamente le città, prima fra tutte Milano, che riesce ad aprirsi con nuove rotte commerciali con Germania e Francia.

Si trova finalmente anche stabilità in Europa, con la costituzione del Sacro Romano Impero Germanico, istituito nel 962 con l'incoronazione di Ottone I da parte del papa di Ottone I di Sassonia. Io Re d'Italia diventa dunque una sorta di amministratore per conto dell'imperatore.

A Milano si formò la prima classe di cives, ovvero i cittadini, contrapposta ai cavalieri feudali, i milites, che a differenza dal resto d'Europa abitavano all'interno la città nei loro palazzi turriti. I vescovi però prevalsero nel X secolo e all'inizio dell'XI, con le figure di Ansperto (868-881), Valperto de' Medici (953-970) e in particolare con la figura di Ariberto da Intimiano (1018- 1045), che incoronò Corrado II re d'Italia.
18 mag 2026 alle 7:29
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In Brianza avevamo il primo parco di divertimenti italiano. Si chiamava Città Satellite, poi denominato Greenland.

Fu inaugurato nel 1964 ed ebbe la sua massima fioritura negli anni 80.Ma tenere un parco di divertimenti in un area protetta come il Parco delle Groane era assai difficile. Una lunga battaglia giudiziaria per presunto abuso edilizio prosciugò le casse. Nel frattempo nacquero parchi come Gardaland e Mirabilandia, Greenland non riuscì ad aggiornarsi e perse il passo.C'era anche un piccolo chalet su un isolotto. Nel lago artificiale si poteva pescare. I problemi economici però travolsero anche questo, si riempì d'alghe e probabilmente non aiutava la vicinanza con l'industria chimica SNIA di Varedo.

Nonostante i problemi rimase aperto fino al 2002. Il giorno di Pasquetta doveva riaprire dopo la pausa invernale, ma a sorpresa... Controllo dei NAS 🛃

Furono trovate le cucine dei chioschi in uno stato pietoso. Inoltre negli ultimi anni nelle vecchie giostre si verificarono alcuni incidenti, fortunatamente tutti di lieve entità. Alla fine i Carabinieri furono costretti a mettere i sigilli e la struttura chiuse per sempre.

Nonostante qualche tentativo di rilancio, l'area rimase abbandonata per anni, oggetto di esplorazioni urbane, su YouTube trovate un sacco di video. Oggi però è stato quasi tutto raso al suolo per ragioni di sicurezza.
17 mag 2026 alle 23:16
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Attualmente siamo nell'olocene, iniziato circa 11.500 anni fa. Sembra un eternità ma è un nulla rispetto alla vita della Terra.

Siamo in un periodo interglaciale, dove la riserva naturale di acqua sta diventando sempre più scarsa.

E anche se stiamo cucinando il nostro pianeta, sicuramente ci sarà una nuova era glaciale. Il problema è se ci saremo noi esseri umani.

Altra cosa certa è che spariranno dalla faccia della Terra città come Londra, Venezia, Dakar, Buenos Aires, Amsterdam, Tokyo, Pechino... un elenco molto ampio insomma. Anche se molte di queste città non sono affacciate sul mare, saranno ugualmente sommerse, perché stanno sprofondando a causa del peso degli agglomerati urbani e il continuo svuotamento dei bacini idrici sottostanti.

Sapete ad esempio quanto pesa New York?
764.000.000 chili

Roma ne pesa soltanto 31.000.000, non c'è uno studio a riguardo ma è una stima moooolto approssimativa, basata sul consumo del suolo.
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17 mag 2026 alle 18:33
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Facciamo che se siete stati maltrattati non ve la prendete con degli sconosciuti?

Potete ad esempio fare fuori chi vi importuna, pareggiate i conti e in carcere ci finite comunque.

Seriamente a quel tipo che ha investito degli sconosciuti che gli ha fatto di male la signora che perderà l'uso delle gambe?
17 mag 2026 alle 11:08
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C'era una volta la stazione di ChiaravalleQuesta è la storia di una abbazia e della sua stazione fantasma. Siamo a sud di Milano, poco più a sud della Stazione di Milano Rogoredo. Chiaravalle Milanese è il piccolo borgo che vi si è sviluppato successivamente, ma i monaci circestensi sono lì dal 1221.

Apro una piccola digressione: diamo a Cesare ciò che è di Cesare: tra i finiti meriti attribuiti a Benito Mussolini c'è quella del: "ha bonificato le paludi"... No, no e no. La Pianura Padana smise di essere palude con lo straordinario e umile lavoro dei monaci. Sono loro ad avere sviluppato il territorio che oggi accoglie una bella fetta del bellissimo Parco Agricolo Sud di Milano, in cui sorgono le città-borgo di Basiglio, Pieve Emanuele, Lacchiarella e Locate Triulzi.

Ma torniamo alla stazione: la storica abbazia nel 1891 fu scelta come fermata della linea Milano-Genova. Il fabbricato è ancora lì, oggi trasformato in abitazione privata. Con lo sviluppo della Stazione di Milano Rogoredo, pochi metri più a nord, la piccola stazione perse importanza.

Da quel 1891 ad oggi le ferrovie sono cambiate, prendendo una dimensione commerciale. La grande rete ferroviaria italiana agli inizi del secolo attuale aveva bisogno di una potatura dei rami secchi. Chiaravalle, ormai abbandonata, fu del tutto tagliata fuori dalla Milano-Genova. Fu costruito un vero e proprio by-pass nel 2007, che taglia dritto verso Pavia. E qui inizia la cosa assurda... I binari ci sono ancora su alcuni punti, ma sono inservibili, la stazione è una casa, ma in quell'area del by-pass si è sviluppata una terra di nessuno, che oggi è purtroppo diventata una delle più famose zone di spaccio italiane. Il by-pass di Chiaravalle inoltre è uno dei cosiddetti colli di bottiglia, essendoci uno scambiatore a due piazze (cioè 1 scambiatore per due binari), c'è un collo di bottiglia che strozza la Milano-Genova. Il treno suburbano per Pavia, i treni merci, il regionale veloce, l'intercity, e pure il Frecciarossa, diretto verso Pavia sulla Milano-Genova si imbottiglia qui, in attesa del quadruplicamento previsto a fine anno.

A questo si aggiunge una cosa ancora più assurda: in ogni stazione della metropolitana di Milano c'è una supermappa di Milano, con tutti i collegamenti del trasporto pubblico. La mappa è aggiornata alla più recente linea M4, che porta all'aeroporto di Linate. Tutto cambia in una città. Nel margine inferiore della mappa però si sono dimenticati di aggiornare una cosa, Chiaravalle è ancora lì, una svista curiosa che mi ha permesso di conoscere la storia di questa mitica abbazia, talmente importante che è stata scelta come simbolo del Municipio 5 di Milano.

Di Chiaravalle ne riparlerò tra qualche capitolo della Storia di Milano, siamo quasi in età comunale del medioevo, quindi ci siamo quasi.
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17 mag 2026 alle 6:05 (modificato)
Hint @ 2026