Avatar Pali 🌻 Cultura
Siete mai stati in tribunale? Vi ci porto io, muahahaha.

No a parte gli scherzi, vi parlo della Corte d'Assise d'Appello di Milano. Le foto interne le ho prese da internet perché quando ci sono stata non avevo l'autorizzazione per le riprese.L'edificio ha la classica caratteristica monumentale dell'architettura degli anni '30, si tratta di un grande palazzo nato per ammodernare e centralizzare il sistema giudiziario, le decorazioni esterne sono tutte a tema giustizia. Molto bella la citazione "Fiat Iustitia Ne Pereat Mundus", una frase di Kant: sia fatta giustizia affinché non perisca il mondo.Il Palazzo di Giustizia di Milano racchiude la procura, gli uffici amministrativi, le aule di giustizia e le loro camere di consiglio, la torre degli archivi e gli uffici dei giudici e nei sotterranei due celle di servizio. È un edificio che va oltre la sua semplice funzione. Tra i corridoi e le aule si raccoglie un vero e proprio patrimonio artistico, tutto a tema giustizia ovviamente. In una delle aule della Corte d'Assise di primo grado c'è un quadro raffigurante la divina giustizia. Se ci avete fatto caso a chi c'è nel quadro la risposta è: si è lui, si infilava ovunque per la propaganda dell'epoca. Il pelatone era un grande esibizionista. È uno dei pochi luoghi italiani dove l'arte d'epoca fascista è conservata intatta, non per propaganda ma come raccolta storica. Il percorso artistico infatti segue l'evoluzione della giustizia dal diritto romano fino all'epoca contemporanea e ovviamente vanno inclusi anche i periodi in cui la giustizia era abbastanza sommaria.Dietro questa porta si sono scritte pagine di storia importantissime nella storia d'Italia. Mi viene in mente tra tutti il processo Cusani, che ha portato in tribunale l'intera classe politica della Prima Repubblica nel 1992.La Corte d'Assise d'Appello rappresenta il secondo grado di giudizio nel processo penale italiano.

Questa è tra le aule principali del Tribunale, attrezzata anche di banchi dedicati al pubblico. L'ingresso è composto da tre entrate, due piccole laterali e una monumentale al centro. Sul lato destro ci sono le sedute destinate alle forze dell'ordine, mentre su banchi siede il pubblico. A sinistra invece si trovano i banchi degli imputati, chiusi da sbarre per ovvie ragioni di sicurezza. In prima fila siedono gli avvocati dell'imputato e la Procura, rappresentata dal pubblico ministero. Dietro quelle sbarre ci sono delle gradinate in legno d'abete, su cui si sono seduti feroci criminali, Renato Vallanzasca ad esempio, o più recentemente l'assassino di Giulia Tramontano.

In prima fila siede dunque la procura, affiancata dallo scranno del procuratore. Davanti c'è invece la postazione dei testimoni, secondo in altezza soltanto alla cattedra del collegio giudicante. Per i reati gravi infatti non c'è un giudice monocratico, ma 2 giudici togati e 6 giudici popolari. I giudici popolari sono estratti a sorte tra i cittadini che si sono inseriti in elenco e consentono al giudice di emettere la sentenza "in nome del popolo italiano".

Tra i requisiti non bisogna essere laureati in legge, ma bisogna avere il diploma di 5^ superiore, un minimo di 30 anni e non più di 65 anni, ma soprattutto un certificato di buona condotta e il casellario giudiziario completamente pulito.I giudici siedono nella cattedra frontale ai banchi. Al centro siedono i giudici togati, che come suggerisce il nome sono i giudici veri e propri e indossano la toga, mentre i giudici popolari hanno abbigliamento civile, ma indossano una fascia tricolore, anche questa in rappresentanza del popolo italiano.

Nel dibattimento in appello accusa e difesa devono portare avanti le proprie ragioni, analizzare eventuali nuovi elementi probatori o interrogare nuovi testimoni. Il fine è quello di confermare o ribaltare la sentenza di primo grado. Si tratta dunque di un processo molto più tecnico.

Raccolti i nuovi elementi il collegio giudicante esce dalle porte alle loro spalle. Dove vanno? Nella camera di consiglio.

È una semplice stanzetta con un tavolo, dove vengono valutati gli elementi, e si vota per la condanna o per l'assoluzione. Il voto tra i giudici è paritario, in caso di pareggio... in dubio pro reo, si opta per l'assoluzione.

Ho detto tutto credo... L'udienza è tolta.
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18 mag 2026 alle 15:20

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