Mio cognato ha un plasma da banco a lavoro, solo che non sa usare il CAD e i programmi di taglio glieli faccio io.
Spiego per chi è curioso: si progetta qualsiasi forma sul CAD, i programmi di progettazione tecnica, poi si trasferisce il disegno sul computer della macchina, che taglia quel preciso disegno su una lamiera di ferro.
Il taglio al plasma praticamente scioglie il ferro in un punto esatto attraverso un arco elettrico. C'è un braccetto che muove l'arco seguendo il disegno e... fatto, si ha il disegno.
Nel Parco di Monza ieri è stato trovato questo reperto archeologico. Dovrebbe essere una lapide monumentale.
Mi ha fatto riflettere. Probabilmente troveranno un sacco di cose interessanti durante gli scavi della metropolitana. La linea M5 di Milano si allungherà fino al polo istituzionale di Monza. Sarà la prima linea al mondo a collegare due capoluoghi.
E probabilmente salteranno fuori alcune testimonianze della storia antica di Monza, di cui si sa ancora veramente poco.
Sapete come si risolve il problema degli incidenti stradali?
Problema alcool: bisogna alzare l'età
Non si può nello stesso anno dare in mano a un giovane sia alcol che un volante. La patente dovrebbe essere accessibile a partire dai 20 anni di età.
Potenza/tara: troppi squilibri
I veicoli accessibili ai neopatentati hanno limiti di peso-potenza che creano troppi squilibri. Si permette a un neopatentato di guidare un'auto elettrica che va da 0 a 100 in 5 secondi. Il limite va posto sulla cilindrata, con una norma specifica sulle auto elettriche.
Telefono alla guida: lettura automatica
Vanno sfruttate tutte le tecnologie disponibili per individuare chi è alla guida con telefono.
Cultura della sicurezza da coltivare.
Una volta la televisione era il veicolo principale per sensibilizzare i cittadini, attraverso le pubblicità progresso. I tempi sono cambiati e internet non fa che portare pessimi esempi. A contrasto di questa deriva bisogna spendere qualche soldino in campagne pubblicitarie in favore della sicurezza, ovviamente sui social.
Basta autodidatti.
Oggi avere la patente non significa sapere guidare un veicolo. Il corso di formazione deve diventare obbligatorio, con integrato un corso di primo soccorso.
Il Giappone ci da un'altro esempio di civiltà? Non proprio.Il rispetto parte da casa, non dalle tribune di uno stadio.La società giapponese è ancora tra le più patriarcali in assoluto. In molte abitazioni vige ancora il ruolo di capofamiglia, ovviamente e rigorosamente uomo. Ancora oggi le faccende domestiche sono qualcosa che viene affiancato alla donna.
Tra qualche settimana il Presidente della Repubblica verrà a farci visita. Quest'anno ricorrono i 50 anni dal Disastro di Seveso, la Chernobyl italiana.
Era il 10 luglio 1976, quando nella fabbrica chimica ICMESA di Seveso, un reattore chimico A101, destinato alla produzione di triclorofenolo, andò in avaria.
La reazione chimica né causò l'esplosione, con il rilascio nell'aria di diverse sostanze altamente tossiche, in particolare la diossina.Tutto tacque i primi giorni, con colpevole ritardo nulla si mosse. Nel frattempo i bambini iniziavano a manifestare un fortissimo bruciore agli occhi. Poi la pelle del viso iniziò a sgretolarsi a causa della cloracne.Lentamente la verità venne a galla. La zona dell'ICMESA divenne zona rossa, circoscritta ed evacuata. Fu realizzata anche una zona b, di compensazione, anch'essa inquinata e una zona c, per il contenimento e per ospitare gli sfollati.Seveso divenne un campo di battaglia, con soldati in tuta e maschera antigas. L'intera zona rossa fu rasa al suolo e il terreno superficiale fu asportato.Delle grandi vasche raccolsero tutta la terra inquinata. Il sarcofago oggi è diventato un simbolo di rinascita, soprattutto di esso infatti sorge il bellissimo Bosco delle Querce.Qualcuno però ha deciso di farci passare sopra un'autostrada. La Pedemontana taglierà in due la Brianza, toccando anche le vasche, che ancora oggi contengono materiale altamente inquinato dalla diossina.Il bilancio del disastro di Seveso non è qualcosa che si può riassumere nel bilancio: 3 300 animali morti, altri 76 000 abbattuti, perlopiù capi bestiame. Nessun essere umano morto, ok, ma il bilancio non tiene conto delle 736 persone sfollate, non tiene conto della sofferenza umana vissuta da quei bambini, non tiene conto dei danni a lungo termine che questo disastro ha fatto al nostro territorio. Nelle aree colpite sono aumentati sensibilmente casi di linfomi e leucemie. Sono aumentati casi di infertilità per le donne e per gli uomini che avevano respirato la nube tossica e tanti altri danni.
Per la prima volta nella storia, in via del tutto eccezionale, a Seveso fu autorizzato l'aborto, accendendo il dibattito in tutto il Paese, che deciderà per la sua legalizzazione nel referendum del 1981. Un altro importante passo fu fatto in Unione Europea. Nacque la direttiva Seveso, un pacchetto di norme che vincola pesantemente il trattamento di materiali altamente tossici e dispone norme rigidissime in tema di sicurezza e trattamento di questi.
Abbiamo imparato da tutto questo, ma la memoria è flebile. Ci auguriamo che Mattarella sia garante e custode del Bosco delle Querce, che il prossimo 10 luglio esprima una posizione netta.
È inutile girarci intorno, negare che serva una fattispecie di reato come il femminicidio, significa negare l'odio e l'incapacità di una parte di paese di accettare che la donna deve essere pari all'uomo.
No, il femminicidio non è la stessa cosa di un omicidio, perché matura in un finto amore morboso, in cui la donna è vessata costantemente. Un abuso psicologico in cui la donna è vista come un oggetto.
Noi non siamo oggetti e abbiamo tutto il diritto di dire basta quando l'amore si spegne e rimane il vuoto. Accettate la vostra incapacità e lavorate su voi stessi, invece che togliere la vita a una persona, vedrete che il reato di femminicidio non servirà più.
Qui il femminismo non c'entra, perché l'ordinamento penale prevede fattispecie di omicidi legati ai crimini d'odio. Esiste anche l'infanticidio, prevalentemente commesso dalle donne. Quindi nessuno se la prende con i maschi, è un problema sociale e come tale va affrontato.
📺 Il piccolo di casa Rai Il Secondo Programma nasce nel 1961, cambiando totalmente il modo di fare televisione in Italia.
Il 4 novembre, Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, viene scelto per l'inizio delle trasmissioni regolari. Una data non casuale, poiché viene scelta una programmazione speciale, interamente dedicata alle celebrazioni della vittoria nella Prima Guerra Mondiale.Esattamente come il Programma Nazionale, l'apertura delle trasmissioni interrompe il monoscopio, utilizzato per la verifica del segnale. La sigla di inizio trasmissioni, anche per il secondo canale, è il Guglielmo Tell di Rossini, che accompagna l'immagine di un trasmettitore che irradia il cielo con le sue frequenze.A seguire l'annunciatrice Aba Cercato annuncia l'inizio delle trasmissioni del Secondo Programma. Le trasmissioni iniziano con uno sceneggiato del regista Vittorio Cottafavi, prodotto dalla Rai, dal titolo La trincea.Il Secondo Programma si presentava come un'alternativa del Programma Nazionale, con trasmissioni che seguivano il palinsesto del primo, per offrire un'alternativa ai programmi culturali. Era dunque una sorta di estensione del Programma Nazionale, ma con una programmazione rivolta in particolare ai più giovani. Pur mantenendo la sua autonomia, con il suo primo direttore Angelo Romanò, affiancato da Fabio Borrelli e Pier Emilio Gennarini, il Secondo Programma manteneva un ruolo subalterno alla rete ammiraglia. Un'alternativa che però offriva maggior spazio ai giovani e più possibilità di sperimentare novità, lasciando al Programma Nazionale il ruolo di protagonista assoluto. Dal 4 novembre 1961 al 5 febbraio 1967, il Secondo Programma trasmetteva solo in orario serale, ovvero dalle ore 21:00, tranne nei giorni festivi durante i quali le trasmissioni riprendevano in orario preserale.Tra le prime importanti trasmissioni ci fu Alta Pressione, 5 episodi andati in onda nel 1962, in cui Walter Chiari e Renata Mauro intervistavano i giovani artisti dell'epoca. Tra gli ospiti troviamo Gianni Morandi, Rita Pavone, Mina, Adriano Celentano e Domenico Modugno.Il 1962 è anche l'anno della prima inchiesta giornalistica targata Rai. Protagonista assoluto di questa inchiesta è un giovane giornalista del Telegiornale: Enzo Biagi. Biagi è un giornalista che rompe ogni schema, che fa discutere, ma che colpisce sempre il telespettatore. È lui a portare in Rai grandi firme come Giorgio Bocca e Indro Montanelli, ma anche giovani promesse come Enzo Bettiza ed Emilio Fede. Biagi però fa discutere, sempre. Non piace alla DC, perché quando la politica si solleva contro le gambe troppo scoperte delle gemelle Kessler, lui è tra i pochi ad andare controcorrente. Non piace alla destra, perché è il primo a portare il segretario comunista Palmiro Togliatti in televisione. Ma non piace nemmeno alla sinistra, che lo vede troppo allineato con gli industriali dell'epoca. Eppure al pubblico piace, perché fa del giornalismo un puro servizio pubblico, senza strumentalizzarlo a servizio dei partiti. RT Rotocalco Televisivo, nasce dall'idea di Enzo Biagi e segna un nuovo percorso per il giornalismo. La prima inchiesta si svolge in un piccolo paese in provincia di Palermo. A Corleone c'è una banda di uomini che tiene sotto scacco le campagne del palermitano. Ancora non si sa cosa sia Cosa Nostra, Palermo è lontana da Roma, non si vuole sapere nulla. Per la prima volta però l'Italia conosce i nome di Salvatore Riina e Bernardo Provenzano.Il Secondo Programma è dunque il piccolo di casa Rai. Ha un budget inferiore rispetto al Programma Nazionale, ma segna sin da subito un nuovo modo di fare televisione, coraggiosa e dinamica.
Su RaiPlay trovate il primo storico programma di Rai 2 restaurato. Presenti anche le puntate complete di Alta Pressione e di RT Rotocalco Televisivo. Nel prossimo capitolo invece scopriremo il nuovo Telegiornale del Secondo Programma.
Oggi pomeriggio una mia amica ha tirato fuori questa perla:
"possiamo sfidare la morte, in realtà la sfidiamo ogni volta che usciamo di casa, a volte cerca di batterci anche dentro le nostre mura. E anche se alla fine vince sempre lei è una goduria pigliarla per il culo finché non vince."
Ste stronze non è che bucano e ciucciano il sangue, nono. Hanno un arnese multiuso.In realtà non bucano, ma segano la pelle, poi hanno una sorta di divaricatore, che tiene aperto il taglio. Intanto il centro dell'arnese ha due tubi. In uno mette una sostanza irritante (che rallenta la coagulazione) mentre l'altro aspira il nostro sangue.
Io domani dovevo andare da una mia amica a Caselle Torinese, ma abbiamo rinviato perché sta scema si è dimenticata che è il compleanno del suo fidanzato. Eh bhe, vero amore.
Peccato comunque perché volevo passare per Torino al museo della TV... che però è chiuso in ristrutturazione. Ma porcaccia... poteva servirmi per la rubrica.
Che poi, il dopo è ancora peggio e loro sono ancora più fortunati.
A riprova che madre natura ci ha provato gusto sadicamente a farci soffrire, chiusa la finestra fertile non è che finisce la sofferenza, nono.... menopausa! Con tutte le rotture che ne seguono.
La scorsa notte un paesano del mio ragazzo è morto in un incidente in moto. Evito i dettagli perché è una cosa brutta brutta, ma è veramente triste sta cosa. Si può anche sbagliare alla guida, ma una strada così importante come viale Forlanini (il vialone lunghissimo che porta all'aeroporto di Milano-Linate) dovrebbe avere tutte le misure di sicurezza possibili. Nessuna protezione, uno spartitraffico a gradino, che ha deciso la vita di un uomo.