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L'ape legnaiola è l'ape più bella in assoluto. Se avete orti l'avete vista sicuramente. Si tratta di un insetto del tutto strano. A differenza dell'ape comune, non è territoriale, non vive in gruppo, si fa il nido da sola, e difficilmente punge.

È molto più grande rispetto a un ape comune, tanto che assomiglia quasi di più a un coleottero più che a un afide. La sua stazza ovviamente le impedisce di impollinare come fa l'ape comune. Nonostante ciò fa della sua stazza il suo punto di forza. Lei buca direttamente il fiore, il che rende più efficiente l'impollinazione, e anche se questo impedisce di produrre miele (altra caratteristica da vera individualista) è molto utile per la riproduzione di kiwi, pomodori e soprattutto melanzane. Questi fiori, tra i più complessi da impollinare, vengono trattati in maniera molto diversa: l'ape legnaiola si appoggia sul fiore e fa letteralmente esplodere il polline fuori dalle antere, grazie a dei potentissimi muscoli del torace, che fanno vibrare con forza le sue ali.Individualista ma non egoista dunque. Oltre a bucare il fiore, ha un'altra mossa molto interessante: le mandibole con il quale fora la base della corolla, sono talmente potenti da rompere addirittura il legno marciscente. Ecco perché si chiama ape legnaiola. È nel legno che fa il suo nido. Se ne occupa la femmina, l'unica ad avere il pungiglione.Il maschio ha il compito principale di riprodursi. Dopodiché diventa la guardia personale della femmina e delle sue uova. Il loro carattere individualista richiede un uso ancora più parsimonioso del pungiglione rispetto all'ape comune. Punge soltanto se aggredita, in caso di avvicinamento al nido, ci pensa il maschio, che inizia a ronzare, battendo forte le sue potenti ali per mettere in guardia il predatore.
3 giorni fa
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Venerdì sera siamo uscite a ballare. Una mia amica aveva sto vestito, carino anche, in cotone nero brillantinato. Pochi minuti di utilizzo e le si è staccata una spallina. Potete immaginare dove è stato comprato...

Io mi chiedo perché la gente si ostina a buttare soldi in quel sito.
4 mag 2026 alle 22:38
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Lo chiamavano american dream. Il sogno americano. Sarà un brutto risveglio, soprattutto per gli americani, quando ci si accorgerà che era soltanto un sogno.

Gli Stati Uniti d'America vivono in una perenne illusione primatista. Sono primi per PIL procapite, ma la qualità della vita è nettamente inferiore ai paesi europei, in nessun dato statistico sulla qualità della vita primeggiano.
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4 mag 2026 alle 7:33 (modificato)
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In queste settimane sto iniziando a ragionare per la mia tesi di laurea. Ho ancora un anno, ma è importante partire con anticipo, perché mi hanno detto che è meglio cominciare a farsi una idea.

Sicuramente voglio andare sul classico e fare una tesi progettuale. Ma su cosa? Mi guardo intorno e vorrei mettere mano a tantissime cose: siamo circondati da fabbriche abbandonate, quartieri inospitali, edifici arretrati.

Per un po' ero orientata verso le case popolari, il loro sviluppo e il loro abbandono, ma ci sono troppi temi complessi.

Un'altra idea che ho è quella di affrontare il vecchio deposito carburanti di Villasanta, vicino a casa mia. Quando ero piccola furono sversati litri di petrolio nel Lambro e quindi si sposa con la sostenibilità ambientale.

Altro tema che mi piacerebbe molto è lo sviluppo di nuovi impianti sportivi, anche qui c'è un mix di argomenti compatibili con il mio percorso di studio.

È difficilissimo scegliere.
3 mag 2026 alle 22:44
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Ma chi è l'attuale Ministro delle Lumache Carnivore?

3 mag 2026 alle 21:41
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Tanti misteri avvolgono l'Eni da quando morì Mattei.

Tra le tante strane coincidenze di questo paese c'è anche il disastro della Moby Prince. Un traghetto civile fu lasciato bruciare con 140 persone a bordo, per salvare una petroliera della Snam ormeggiata dove non doveva stare.

L'Agip Abruzzi è stata demolita in Pakistan, fuori dalle competenze della magistratura italiana, mentre sul traghetto furono manomessi gli impianti di navigazione durante l'indagine.

Nelle registrazioni radio si sente una nave americana non identificata lasciare di fretta il porto di Livorno, probabilmente trasportate armi illegali e rifiuti illeciti. Materia in cui stava indagando Ilaria Alpi, giornalista uccisa a Mogadiscio tre anni dopo.

Andrea Purgatori è stato trani principali promotori della commissione d'inchiesta parlamentare. Anche Purgatori è morto in circostanze sospette.
3 mag 2026 alle 21:30
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04/1945: Enrico Mattei viene incaricato di smantellare l'Agip, ente fondato dal governo fascista

05/1945: Mattei nota che i macchinari estrattivi da vendere sono sottovalutati e destano un forte interesse delle agenzie petrolifere americane. È qualcosa di strano, così disobbedisce all'incarico. Invece che liquidare l'Agip, sviluppa il primo metanodotto in Italia.

1949: a Cortemaggiore viene scoperto un piccolo giacimento di petrolio. Non basta a rifornire il paese intero, ma Mattei è capace a vendere una pozzanghera per un lago, riuscendo a dare una posizione di vantaggio industriale all'Italia, in un settore monopolizzato dalle cosiddette 7 sorelle, le 7 superpotenze del petrolio.

1953: Nasce l'Ente Nazionale Idrocarburi (ENI)

1957: Mattei offre allo Scià di Persia una quota del 75% sui profitti (il 50% tramite le tasse e il restante 25% come partecipazione diretta dell'ente petrolifero locale). Fu uno scandalo internazionale: le Sette Sorelle lo accusarono di essere un "fuorilegge" del mercato. Nulla di scandaloso invece. Mattei non si presenta come un colonizzatore, ma come partner industriale, investendo sul territorio ospitante con un rapporto paritario.

1958: Mattei incontra Nikita Kruscev a Mosca. In piena guerra fredda sigla una partnership con l'agenzia petrolifera di stato. I rapporti di amicizia tra il presidente sovietico e l'imprenditore italiano non piacciono a Washington. A Roma governa una Democrazia Cristiana totalmente orientata verso gli USA.

27/10/1962: Enrico Mattei visita Gela, in Sicilia. Inizia la costruzione di uno dei più importanti siti di petrolchimica nazionali.

27/10/1962: di rientro da Catania, Enrico Mattei muore in un incidente aereo a Bascapè (Pavia). L'aereo si cui viaggiava cadde in avvicinamento a Linate. L'ultima perizia ha appurato che fu un attentato. Dietro al cruscotto un ordigno che si è attivato con la leva del carrello. Un agricoltore pavese negli anni '60 era facile da fare stare zitto.

11/1962: Eugenio Cefis, amico e vice di Mattei assume il ruolo di presidente dell'Agip. Cefis ritratta gli accordi paritari con i paesi mediorientali, rientrando nelle quote definite dalle 7 sorelle. L'accordo con l'Unione Sovietica viene stracciato. Cosa Nostra mette le mani sugli appalti per la costruzione di Enichem a Gela.

16/09/1970: Muore il giornalista Mauro De Mauro, rapito e ucciso mentre stava indagando sulla morte del papà di Eni.

03/11/1975: Pier Paolo Pasolini muore assassinato mentre scriveva Petrolio, una storia vera con personaggi fittizi. Tante analogie con la storia di Mattei. Sapeva troppo?
3 mag 2026 alle 21:04
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Tra l'altro c'è una regola non scritta per cui i marmi del Duomo di Milano possono essere usati soltanto per il Duomo di Milano.

C'è un eccezione però... l'Arco della Pace, voluto da Napoleone. E che dici di no all'imperatore?
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3 mag 2026 alle 19:13
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Vi racconto 7 curiosità sul Duomo di Milano:

La Statua della Libertà ha origine a Milano.Sulla balconata sopra il portone centrale svettano due donne, che rappresentano l'Antico e il Nuovo Testamento. Pur non essendoci certezza storica, si pensa che la Statua della Libertà di New York, sia stata sviluppata da Auguste Bartholdi e da Gustave Eiffel, ispirandosi all'Antico Testamento di Pacelli.

L'eterno cantiereA Milano si dice "Lungo come la Fabbrica del Duomo" quando si fa qualcosa di interminabile. I lavori della Cattedrale di Santa Maria Nascente sono iniziati nel lontano 1386, e si sono conclusi, almeno ufficialmente nel 1965. Nonostante il Duomo è stato concluso, questo ha bisogno di costate manutenzione, a causa della delicatezza del marmo di Candoglia. Smontata una impalcatura, c'è subito da allestirne un altra.

La cattedrale dei milanesiChi pensa che il Duomo di Milano sia un simbolo religioso, sbaglia di grosso. Il Duomo è di più. Dietro l'abside, alle spalle della Cattedrale, si trova la sede della Veneranda Fabbrica del Duomo. La Cattedrale non appartiene a un ente religioso, non appartiene né all'arcidiocesi, né alla Chiesa, la Cattedrale è dei milanesi ed è gestita da sempre da questo ente autonomo. I milanesi da sempre se ne prendono cura attraverso donazioni, piccole o grandi che siano, tutti i cittadini hanno dato il loro contributo negli anni. Negli ultimi anni c'è particolare attenzione sulla manutenzione delle guglie. Attraverso il programma Adotta una guglia, le più importanti aziende lombarde supportano la loro manutenzione, però chiunque può contribuire a conservare questa la sua bellezza.

Non sembra, ma è rosaIl Duomo è bianco? a prima vista si, ma in realtà è una variante rosa molto chiara, con tendenze biancastre. Questa caratteristica cangiante del marmo di Candoglia, cambia totalmente volto alla cattedrale in base ai periodi della giornata. Per apprezzare particolarmente la sua tonalità rosa, bisogna ammirare la facciata al tramonto, mentre le ombre del mattino risaltano la tonalità biancastra. Come dicevo, però, è un marmo molto delicato, quasi incompatibile per una città come Milano. Il suo nemico è proprio l'inquinamento, che annerisce le striature rosa.

Il marmo è gratisI blocchi di marmo che compongono il Duomo provengono tutti dalle cave di Candoglia, in Val d'Ossola. In origine erano cave di proprietà della famiglia Visconti. Il Signore di Milano Gian Galeazzo Visconti, donò queste cave alla Fabbrica nel 1387. I Navigli sono stati poi sviluppati per portare i blocchi fino a ridosso della Cattedrale. In origine erano contraddistinti dalla scritta AUF (Ad Usum Fabricae, ovvero ad uso della Fabbrica), che consentivano di superare i caselli daziari gratis. Da qui viene un altro detto: a Milano qualcosa di gratuito è detta anche "ad ufo".

Il Duomo ha le campane?Pensate che tutto nacque dal campanile della vecchia cattedrale che rischiava di crollare. Il Duomo attuale si divorò letteralmente la vecchia cattedrale di Santa Maria Maggiore. Un cantiere cannibale, che partendo dall'abside avanzò verso la sua facciata e man mano smantellò dentro di sé la vecchia basilica. E il campanile? Tantissime proposte da altrettanti artisti, non ci si mise d'accordo. Nel frattempo però le campane erano pronte e furono messe in una celletta temporanea sopra il transetto. Non si sono messi d'accordo neanche dopo, così si optò per nascondere le campane dentro al tiburio. Ci sono, ma non le vediamo. Un unicum davvero affascinante.

Volti poco santiSe si notano le tante sculture all'esterno della cattedrale, si possono notare figure che non hanno niente a che fare con la religione cattolica. Le creature mostruose vennero in sogno a Gian Galeazzo Visconti. Esse furono messe in contrapposizione con le figure dei santi, che proteggono l'interno della Cattedrale. Questa caratteristica, che diventò comune nello stile gotico milanese, non è la più strana. Sulle decorazioni delle guglie troviamo anche il pugile Primo Carnera, oggetti insoliti come una racchetta, e addirittura un volto di Mussolini, che ci mise lo zampino anche lui nel cantiere della Fabbrica: il suo volto, oggi modificato, affianca quello del re Vittorio Emanuele II.

Bonus: Il tempo lascia tracceIl Duomo è praticamente un libro di storia della città in forma materiale, ci sono tracce di ogni genere. Il portale principale ad esempio mantiene le scheggiature causate dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
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3 mag 2026 alle 19:01
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Delia mi piace molto, e perdipiù ha fatto una bellissima reinterpretazione moderna di Bella Ciao.

Avevo già fatto un post dove spiegavo l'evoluzione di questa canzone, che non aveva niente a che fare con la lotta partigiana agli inizi.

In Italia molti non vogliono chiudere i conti con il passato. Lei invece ha avuto coraggio, sostituendo partigiano con essere umano, adattando il significato di questa canzone ai tempi che corriamo.

Chi storce il naso non capisce. La cultura, la tradizione, la storia... è tutto mutevole in un paese come l'Italia. Siamo un paese di trasformatori e di trasformisti, la nostra forza è sempre stata l'innovazione e il cambiamento. Abbiamo un passato glorioso perché abbiamo sempre accolto e fatte nostre tutte le migliori idee di ogni cultura. Esattamente cosa andrebbe difeso oggi? Il made in Italy? Ma il made in Italy è fatto di artigianato, trasformazioni di materie prime che spesso noi non abbiamo. È per questo che l'Italia non può permettersi chiusure culturali.

Il fascismo inizia e finisce con Benito Mussolini, la lotta partigiana è finita nel 1946. Chiuso questo capitolo di storia? Non esattamente. Sentire parlare di razza italica nel 2026 mette un po' i brividi, ma facciamo finta per un instante che esistano le razze umane... la razza italica, semmai esistesse, sarebbe la più meticcia in assoluto. Abbiamo ancora, seppur in minima percentuale, il DNA con tracce mediorientali, perché tutto nasce e ritorna nella culla della civiltà, quel medioriente che questi fanatici disprezzano.

C'è sempre qualcosa da difendere: la nostra religione (ricordo tra l'altro che Gesù era anch'egli di quelle parti), la nostra cucina (la più influenzata della storia), la nostra arte, la nostra identità... e alla fine forse la vera cosa da cui ci dobbiamo difendere... siamo noi stessi.
3 mag 2026 alle 11:36 (modificato)
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Stanotte ho sognato che ero la Presidente del Consiglio. Ero andata in visita istituzionale in Brasile per siglare un importante accordo bilaterale tra i due paesi.

I giornalisti chiedevano tutte cose sul Mercosur, di cui non so niente però.

Quando mi sono svegliata mi sono messa a cercare su internet e ho scoperto che Italia e Brasile sono partner commerciali sin dalle origini. Il Ducato di Parma fu tra i primi a riconoscere l'indipendenza del Brasile, e quando l'Italia fu unificata il Brasile restituì il favore.

Oggi l'accordo UE-Mercosur è un importante occasione per ribadire il legame profondo che c'è tra i due paesi. Siamo un paese principalmente votato alle esportazioni e ci sono importanti accordi di tutela sui nostri alimenti. Come tutte le decisioni europee dovrebbe essere cavalcato invece che lamentarci come fa Parigi. (Ecco questa e una cosa che una figura politica non dovrebbe dire però).

Mi preoccupa però che il libero scambio tra i due continenti apra inevitabilmente la strada al narcotraffico. Su questo c'è da fare molta attenzione.
2 mag 2026 alle 11:14
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La vita inizia quando si nasce e termina quando si muore... tecnicamente c'è un inizio e una fine. Così dovrebbe essere. Eppure ci sono persone che sono morte più volte, rinate più forti di prima.

Una di queste è sicuramente Alex Zanardi.

La morte lo ha chiamato a sé la prima volta nel 2001.Sulla pista del Lausitzring, Zanardi perse l'uso delle gambe. Alex ha lottato, si è risollevato e si è rimesso in gioco. Si è dedicato al paraciclismo, continuando comunque a guardare il mondo dei motori con passione. Nel 2015 è tornato al volante di una macchina, per la 24 Ore di Spa. Grazie al suo contributo, BMW ha sviluppato un sistema di guida handcontrol.La morte si è ripresentata ad Alex nel 2020. Un errore durante un allenamento con la sua handbike e l'incidente che lo riporta a un passo da quella fine. Perse il 75% del sangue, ha affrontato sfide cliniche e personali che pochi esseri umani potrebbero sopportare, dimostrando ancora una volta una tempra eccezionale.

Tanti hanno tratto ispirazione da lui, prima fra tutte la mitica Bebe Vio. Ha dimostrato che nonostante ciò che si perde, la vita può offrire mille opportunità. Alla fine però si può sfuggire alla morte anche mille volte, ma il conto prima o dopo va pagato. L'Italia perde un grande campione di vita, che ha insegnato agli italiani cosa significa resilienza.

Alex Zanardi
1966-2026
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2 mag 2026 alle 10:19
Avatar Pali 🌻 Cultura
Il 14 febbraio 2004 la Polizia di Rimini irrompe nella stanza D5 del residence “Le Rose”. Al suo interno viene trovato morto un 34enne. I due agenti sanno già che cos'è successo... overdose da cocaina, la scena è chiara, tutto è a soqquadro, mobili ribaltati, tende divelte, arredi distrutti, la classica crisi che precede un overdose. Però c'è qualcosa che non torna ai due agenti: qualcuno è entrato prima di loro, qualcuno ha pesantemente inquinato la scena del delitto. I mobili ad esempio sono ribaltati in maniera particolare, i cassetti sono svuotati. In una crisi da overdose c'è una logica del caos chiara, nessuno si mette a svuotare i cassetti.

Delitto? Un overdose ha altri colpevoli se non la vittima stessa? Quell'uomo 5 anni prima era stato squalificato dal Giro d'Italia, sicuramente non ha retto il crollo dopo il successo. La Procura archivia troppo di fretta. C'era un popolo intero che non credeva più nel suo eroe, un eroe che sapeva staccare tutti in ogni vetta. Quel volto familiare, scavato dallo sforzo fisico impresso sui pedali, incarnava la sofferenza umana dell'obbiettivo da conquistare, non solo nello sport, anche nella vita di tutti i giorni.Marco Pantani muore il 14 febbraio 2004. La Gazzetta dello Sport ha la sua impostazione solenne quando viene a mancare un grande campione. Il titolo: "S'è n'è andato" non c'è bisogno di dire chi è, lo si può riconoscere anche di spalle. l'Italia, anche quella che non ha mai vissuto una tappa, sa chi è Marco Pantani.

I caschi non erano obbligatori all'epoca. Marco Pantani indossava una bandana. L'assalto alla cima, dove gli altri arrancavano, iniziava con il lancio di quel simbolo in aria. Era il segnale: mani sulle appendici del manubrio e in piedi sui pedali, mettendo una forza incredibili nella sua pedalata.

Nel 1995 un bruttissimo incidente durante un allenamento. Pantani viene investito da un automobile. È il 1° maggio 1995, un infortunio al ginocchio significherebbe fine dei giochi... e invece no, Marco si presenta al Giro d'Italia.

Il destino però sembra averlo preso di mira, perché il 18 ottobre 1995, durante la classica Milano-Torino succede un altro drammatico incidente. A causa di un gravissimo errore organizzativo, un fuoristrada entrò nel percorso di gara contromano, travolgendo un gruppetto di ciclisti in discesa dal Colle di Superga, tra cui Pantani. Frattura esposta e scomposta di tibia e perone della gamba sinistra. L'osso è completamente distrutto. Carriera finita? Assolutamente no, dopo un lungo calvario, interventi chirurgici e riabilitazione, tornò alle corse il 3 agosto 1996.

Ancora una volta Marco torna e vince. Ancora una volta però il destino non lo vuole lasciare in pace, stavolta si materializza sotto forma di un gatto nero, soprannominato poi "Puffy". Sulla discesa del Chiunzi attraversò la strada, causando la caduta del "Pirata". L'incidente costrinse Pantani, già dolorante, al ritiro, compromettendo la sua rincorsa alla maglia rosa.

Basta questo a fermare un uomo qualsiasi, ma ancora una volta Marco Pantani si rialza. Nel 1998 Marco vince il Giro d'Italia e il Tour de France, un double ambizioso raggiunto da pochissimi campioni.

Si arriva al 5 giugno 1999: alla vigilia dell'ultima tappa del Giro d'Italia, a Madonna di Campiglio vengono effettuati dei controlli antidoping. Pantani guida la classifica generale, ha trionfato in maniera disarmante sulla leggendaria salita del Mortirolo. Il risultato all'antidoping viene passato come di consueto, però c'è un problema. L'ematocrito è troppo alto. La federazione internazionale ha introdotto da poco questa norma a tutela degli atleti. Nonostante l'esclusione sia giusta dal punto di vista del regolamento, c'è qualcosa di profondamente sbagliato in ciò che avviene dopo.

Da quel giorno inizia una campagna d'odio incredibile verso il campione romagnolo. Accuse di doping infondate. Un enorme manona oscura stava muovendo la macchina del fango. Addirittura nel Carcere di San Vittore a Milano, girava voce da settimane di non scommettere su Pantani, perché quel Giro non l'avrebbe finito. Questo si saprà dopo da Renato Vallanzasca, ma, come spesso accade in Italia, ogni sussurro è già una condanna per molti.

Le Procure si riempiono di faldoni su un ciclista che aveva fatto innamorare un popolo intero. Marco potrebbe rialzarsi anche questa volta, lo ha dimostrato che anche gli dei cadono. Però stavolta quel incanto si rompe. Marco cade in depressione. Si ritira dalle corse e diventa dipendente dalla cocaina. È il periodo più buio per il campione, ma nonostante ciò la sua carriera non finisce neanche stavolta. Marco si rialza ancora. Il suo mondo però è cambiato. Torna a correre nel 2000, qualche vittoria di tappa ma nulla è più come prima.

Gli italiani sono passionali, tendono a esaltarsi quando qualcuno scrive imprese, ma difficilmente riescono a comprendere, tantomeno a perdonare, che anche gli dei hanno le loro fragilità.
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30 apr 2026 alle 23:20
Avatar Pali 🌻
Sto mese ne sono successe di tutti i colori vicino a dove abito.

  • aprile si apre con un maxi incendio a un deposito. L'odore è rimasto nell'aria per un paio di giorni
  • poi un incidente stradale bruttissimo. Un ragazzo è passato col rosso e si è impastato con la macchina... solo qualche lieve ferita e nessuna vittima per fortuna.
  • raduno illegale di scooter
  • hanno accoltellato una prostituta
  • si sono rubati due auto

E probabilmente c'è molto altro che non so...

ah, dimenticavo i cavalli fuggiti che hanno seminato il panico in tangenziale.
29 apr 2026 alle 22:31
Avatar Pali 🌻 Riflessione
Il granchio blu è arrivato da noi perché le industrie navali sono poco intelligenti, e le acque di zavorra delle grandi navi non sono filtrate.

Spesso la colpa è delle industrie, ma non c'è cosa peggiore degli eroi improvvisati...

Una volta avevo raccontato di quel genio che liberò delle tartarughe di terra in acqua... oggi ho letto che due turiste americane si sono comprate tutti gli astici di un ristorante per liberarli in mare.

È così che inizia tutto... si pensa di fare del bene e in realtà un gesto sconsiderato diventa la condanna a morte per migliaia di specie.

In Lombardia abbiamo perso un sacco di biodiversità a causa delle nutrie. Anche lo scoiattolo rosso sta scomparendo, perché la gente è così stupida da dargli pure da mangiare a quello grigio. Di volpi la nostra regione dovrebbe essere piena. Sapete quante ne ho viste in vita mia? 1 soltanto.

Stiamo facendo veramente un enorme casino.
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29 apr 2026 alle 22:12
Avatar Pali 🌻 Cultura
Tennis for Two, o Table Tennis, è invece il primissimo videogioco vero e proprio. È il 1958, la TV però non era ancora diffusa, si giocava su vecchi radar dismessi, oppure su un oscilloscopio.

Praticamente il gioco era semplicissimo, bisognava muovere il cursore per respingere la pallina verso il lato avversario.Si può dunque dire che il primo genere videoludico della storia è quello sportivo. Come ogni invenzione, Tennis for two ha il suo papà: William Higinbotham, ma è ancora troppo presto per parlare di industria videoludica. Chi poteva permetterselo? Solo le università avevano abbastanza risorse (e spazi) per gestire macchine simili.

Probabilmente si organizzavano i primi tornei, ovviamente niente gioco online, era tutto in una stanza.

Questo fino al 1972... quando nasce la prima console domestica della storia: il Magnavox Odyssey. Nell'Odissey si giocava soltanto a Table Tennis, che è l'evoluzione di Tennis for Two, praticamente il pov diventa verso l'alto e non più laterale. Tablet Tennis però non è discendente diretto, nasce da una idea di Ralph Baer, che è anche il papà della prima console.Nella confezione però c'erano tanti accessori interessanti: un tabellino con fiches per scommettere, banconote finte, dei piccoli notes e addirittura un tabellone segna punti. Ma la vera cosa curiosa era il campo personalizzabile, da attaccare sopra lo schermo. Tenete conto che i primi dei televisori erano in bianco e nero, quindi perché non metterci una lamella di plastica semitrasparente? Si poteva colorare dunque il campo a tema hockey, calcio oppure tennis appunto.Ben poche persone avevano un Odissey in casa. Il primo videogioco di ping pong a raggiungere un successo commerciale di massa è Pong, creato nel 1972 da Allan Alcorn per la compagnia Atari, fondata da Nolan Bushnell. Cause legali a parte, nei locali inizia a vedersi questo oggetto curioso:Il cabinato di Pong riempie di giovani e adulti bar e locali, facendo la fortuna dei gestori, grazie a una percentuale sulla vendita dei gettoni.
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29 apr 2026 alle 14:20 (modificato)
Avatar Pali 🌻
Tris mi sembra che sia stato il primo videogioco della storia.

Non esistevano joystick, si usava la rotella del telefono.La mossa poteva essere inserita selezionando una cifra da 1 a 9. Ogni numero mandava l'informazione al registro accumulatore del computer

I messaggi relativi all'andamento della partita erano stampati su una telescrivente, che è il nonno del computer.

Compatibilità? Nessuna, girava soltanto sull'EDSAC, uno dei primi computer, che occupava praticamente una stanza intera.
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29 apr 2026 alle 13:25
Avatar Pali 🌻
Potete giocare anche a tris (OXO) se cercate tris su Google.
29 apr 2026 alle 13:11
Avatar Pali 🌻
"cerco asino a 2 chilometri da me"

La ricerca tra virgolette dice a Google che state cercando queste parole nell'ordine esatto, tutte così.

Site:asini.com cerco asino

La ricerca con indicato il sito dice a Google che avete bisogno di risultato provenienti soltanto da quel sito specifico.

-cavalli cerco asini
Il meno davanti alla parola chiave elimina dalla ricerca quella parola

asini OR muli
Google cercherà pagine che contengono o l'uno o l'altro (utile quando ci sono sinonimi).

Asini filetype:pdf
Questo è utile se cercate file, indicando un preciso formato

Intitle:asino

Google cerca solo le pagine che hanno la parola nel titolo.

do a barrel roll
Un asino.... ah, no... Google ruoterà di 360° gradi
29 apr 2026 alle 13:07
Avatar Pali 🌻 Riflessione
Premetto che non ho competenze per dire che è una regola scientifica, è un idea che mi sono fatta...

Una scimmia mangia una bacca perché vede un suo simile farlo. È un meccanismo che ha anche l'uomo, il cucciolo umano vede un adulto fare qualcosa e lo replica per sentirsi adulto.

L'apprendimento osservativo deve però avere una base solida. Questo meccanismo è figlio di un evoluzione che ha visto molte scimmie avvelenate per aver mangiato le bacche sbagliate. Stessa cosa nell'uomo.

Ereditiamo i modelli comportamentali, non soltanto dai nostri genitori, tutti coloro che incontriamo nel nostro cammino ci influenzano. È qui che entrano in gioco idoli e modelli, persone al quale ci ispiriamo per crescere.

Di generazione in generazione abbiamo conquistato una sempre più enorme vastità nell'offerta di apprendimento.

Dal maestro Manzetti, che sui Rai 1 insegnava l'italiano a un popolo intero, uscito da una guerra con un tasso di analfabetismo drammaticamente enorme, siamo giunti alla conquista di diritti fondamentali, tra cui la più vasta offerta formativa della storia.

Qualcosa però si è rotto in questa evoluzione. Punti di riferimento con valori sani ci trasmettono valori sani, punti di riferimento sbagliati ci portano valori sbagliati. Prendiamo ad esempio a riferimento i fumetti: dalla classica figura dell'eroe che batte sempre il cattivo, negli ultimi anni abbiamo iniziato a scoprire anche il lati più umani dei cattivi. Nulla di sbagliato in questo, ma l'errore nasce nel momento in cui il cattivo diventa il protagonista. Non si punta più ad avere una contrapposizione tra bene e male, si punta ad accettare che il cattivo è un incompreso.

La crescita della violenza sistemica nella nostra società attuale non è disagio sociale. Sarebbe disagio sociale se i cattivi reali andassero a svaligiare un supermercato perché non hanno cibo a tavola. Ma i motivi che spesso spingono i giovani sono spesso stupidi: uno sguardo sbagliato verso una ragazza, il desiderio di nuovi vestiti firmati, un signore che per sbaglio vi tocca le scarpe bianche... ma che cavolo è successo?

È successo che il disagio sociale è accompagnato da modelli sbagliati:
  • nei videogiochi non c'è più la principessa da salvare, ma banche da svaligiare e auto di lusso da rubare
  • nei film non c'è più il poliziotto che protegge la città, ma il poliziotto corrotto che assiste i delinquenti
  • la politica anche, non è più un canale per risolvere i problemi, ma un veicolo per portare avanti i propri interessi.

Potrei fare altri mille esempi... ma quindi è colpa dei videogiochi? No, sono strumenti e come tali vanno trattati, come ho detto i modelli sbagliati accompagnano il disagio sociale, che è già presente quindi. La violenza c'è sempre stata in questi contesti, ma era appunto contestualizzata da dei valori sani. Il problema è che il comportamento "delinquenziale" viene glorificato, stilizzato e presentato come l'unico modo per ottenere rispetto, potere o beni materiali. Non c'è più quella contrapposizione sana che ha cresciuto i nostri nonni.

Bisognerebbe tornare a mangiare le bacche, qualcuno deve rischiare di avvelenarsi per salvare la propria specie. Una nuova educazione alla complessità delle cose, che ci aiuta a capire che c'è bene e male, che sì, anche i cattivi sono umani... che però vanno fermati ad ogni costo, che non esiste rispetto verso chi se lo cerca con la violenza. Per capire la complessità dobbiamo tornare alla semplicità.
29 apr 2026 alle 6:01
Hint @ 2026