Delia mi piace molto, e perdipiù ha fatto una bellissima reinterpretazione moderna di Bella Ciao.
Avevo già fatto un post dove spiegavo l'evoluzione di questa canzone, che non aveva niente a che fare con la lotta partigiana agli inizi.
In Italia molti non vogliono chiudere i conti con il passato. Lei invece ha avuto coraggio, sostituendo partigiano con essere umano, adattando il significato di questa canzone ai tempi che corriamo.
Chi storce il naso non capisce. La cultura, la tradizione, la storia... è tutto mutevole in un paese come l'Italia. Siamo un paese di trasformatori e di trasformisti, la nostra forza è sempre stata l'innovazione e il cambiamento. Abbiamo un passato glorioso perché abbiamo sempre accolto e fatte nostre tutte le migliori idee di ogni cultura. Esattamente cosa andrebbe difeso oggi? Il made in Italy? Ma il made in Italy è fatto di artigianato, trasformazioni di materie prime che spesso noi non abbiamo. È per questo che l'Italia non può permettersi chiusure culturali.
Il fascismo inizia e finisce con Benito Mussolini, la lotta partigiana è finita nel 1946. Chiuso questo capitolo di storia? Non esattamente. Sentire parlare di razza italica nel 2026 mette un po' i brividi, ma facciamo finta per un instante che esistano le razze umane... la razza italica, semmai esistesse, sarebbe la più meticcia in assoluto. Abbiamo ancora, seppur in minima percentuale, il DNA con tracce mediorientali, perché tutto nasce e ritorna nella culla della civiltà, quel medioriente che questi fanatici disprezzano.
C'è sempre qualcosa da difendere: la nostra religione (ricordo tra l'altro che Gesù era anch'egli di quelle parti), la nostra cucina (la più influenzata della storia), la nostra arte, la nostra identità... e alla fine forse la vera cosa da cui ci dobbiamo difendere... siamo noi stessi.
@Ikner_ah_Saiken