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Vi racconto 7 curiosità sul Duomo di Milano:

La Statua della Libertà ha origine a Milano.Sulla balconata sopra il portone centrale svettano due donne, che rappresentano l'Antico e il Nuovo Testamento. Pur non essendoci certezza storica, si pensa che la Statua della Libertà di New York, sia stata sviluppata da Auguste Bartholdi e da Gustave Eiffel, ispirandosi all'Antico Testamento di Pacelli.

L'eterno cantiereA Milano si dice "Lungo come la Fabbrica del Duomo" quando si fa qualcosa di interminabile. I lavori della Cattedrale di Santa Maria Nascente sono iniziati nel lontano 1386, e si sono conclusi, almeno ufficialmente nel 1965. Nonostante il Duomo è stato concluso, questo ha bisogno di costate manutenzione, a causa della delicatezza del marmo di Candoglia. Smontata una impalcatura, c'è subito da allestirne un altra.

La cattedrale dei milanesiChi pensa che il Duomo di Milano sia un simbolo religioso, sbaglia di grosso. Il Duomo è di più. Dietro l'abside, alle spalle della Cattedrale, si trova la sede della Veneranda Fabbrica del Duomo. La Cattedrale non appartiene a un ente religioso, non appartiene né all'arcidiocesi, né alla Chiesa, la Cattedrale è dei milanesi ed è gestita da sempre da questo ente autonomo. I milanesi da sempre se ne prendono cura attraverso donazioni, piccole o grandi che siano, tutti i cittadini hanno dato il loro contributo negli anni. Negli ultimi anni c'è particolare attenzione sulla manutenzione delle guglie. Attraverso il programma Adotta una guglia, le più importanti aziende lombarde supportano la loro manutenzione, però chiunque può contribuire a conservare questa la sua bellezza.

Non sembra, ma è rosaIl Duomo è bianco? a prima vista si, ma in realtà è una variante rosa molto chiara, con tendenze biancastre. Questa caratteristica cangiante del marmo di Candoglia, cambia totalmente volto alla cattedrale in base ai periodi della giornata. Per apprezzare particolarmente la sua tonalità rosa, bisogna ammirare la facciata al tramonto, mentre le ombre del mattino risaltano la tonalità biancastra. Come dicevo, però, è un marmo molto delicato, quasi incompatibile per una città come Milano. Il suo nemico è proprio l'inquinamento, che annerisce le striature rosa.

Il marmo è gratisI blocchi di marmo che compongono il Duomo provengono tutti dalle cave di Candoglia, in Val d'Ossola. In origine erano cave di proprietà della famiglia Visconti. Il Signore di Milano Gian Galeazzo Visconti, donò queste cave alla Fabbrica nel 1387. I Navigli sono stati poi sviluppati per portare i blocchi fino a ridosso della Cattedrale. In origine erano contraddistinti dalla scritta AUF (Ad Usum Fabricae, ovvero ad uso della Fabbrica), che consentivano di superare i caselli daziari gratis. Da qui viene un altro detto: a Milano qualcosa di gratuito è detta anche "ad ufo".

Il Duomo ha le campane?Pensate che tutto nacque dal campanile della vecchia cattedrale che rischiava di crollare. Il Duomo attuale si divorò letteralmente la vecchia cattedrale di Santa Maria Maggiore. Un cantiere cannibale, che partendo dall'abside avanzò verso la sua facciata e man mano smantellò dentro di sé la vecchia basilica. E il campanile? Tantissime proposte da altrettanti artisti, non ci si mise d'accordo. Nel frattempo però le campane erano pronte e furono messe in una celletta temporanea sopra il transetto. Non si sono messi d'accordo neanche dopo, così si optò per nascondere le campane dentro al tiburio. Ci sono, ma non le vediamo. Un unicum davvero affascinante.

Volti poco santiSe si notano le tante sculture all'esterno della cattedrale, si possono notare figure che non hanno niente a che fare con la religione cattolica. Le creature mostruose vennero in sogno a Gian Galeazzo Visconti. Esse furono messe in contrapposizione con le figure dei santi, che proteggono l'interno della Cattedrale. Questa caratteristica, che diventò comune nello stile gotico milanese, non è la più strana. Sulle decorazioni delle guglie troviamo anche il pugile Primo Carnera, oggetti insoliti come una racchetta, e addirittura un volto di Mussolini, che ci mise lo zampino anche lui nel cantiere della Fabbrica: il suo volto, oggi modificato, affianca quello del re Vittorio Emanuele II.

Bonus: Il tempo lascia tracceIl Duomo è praticamente un libro di storia della città in forma materiale, ci sono tracce di ogni genere. Il portale principale ad esempio mantiene le scheggiature causate dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
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3 mag 2026 alle 19:01

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