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La Storia di Milano - Capitolo 41: la Rinascenza liutprandea

Dopo la battaglia di Coronate, vista nel capitolo 40, si apre un periodo prospero per il Regno longobardo, in particolare in Lombardia. La vicinanza alla capitale Pavia rende Milano una città fiorente in tempo di pace.

Un po' più delicata la reggenza, la cui instabilità è la principale debolezza della civiltà longobarda. Il protagonista assoluto di questa prosperità è certamente Liutprando. Il suo governo dura dal 712 al 744.Flavio Liutprando, re longobardo di dinastia bavarese, di origine milanese, tra i più importanti re di epoca longobarda.

Lo storico Paolo Diacono racconta di lui: "Fu uomo di molta saggezza, accorto nel consiglio, di grande pietà e amante della pace, fortissimo in guerra, clemente verso i colpevoli, casto, virtuoso, instancabile nel pregare, largo nelle elemosine, ignaro sì di lettere ma degno di essere paragonato ai filosofi, padre della nazione, accrescitore delle leggi".

Appartenente alla dinastia bavarese, il re milanese ha un occhio di riguardo per la sua città. È il periodo della Rinascenza liutprandea, dove il talento creativo longobardo sposa l'arte classica dei romani. Un decennio di fioritura commerciale e artistica, che parte da Pavia e si estende in tutto il Regno d'Italia. Nella Rinascenza liutprandea c'è il seme dell'arte lombarda alto-medievale, che si protrarrà nei secoli delle dominazioni straniere.Il Palazzo Reale di Milano. In origine questo terreno era occupato dall'arengo, storico edificio che nacque nei pressi del santuario celtico.

Ma com'era Milano in questo periodo?
Milano in questo periodo mantiene l'impianto urbanistico della Roma antica, pur con le notevoli modifiche del tempo. Romani e longobardi sono ormai uniti, grazie soprattutto all'apertura verso la chiesa cattolica.

Concretamente, la più importante testimonianza è proprio di Liutprando stesso, attraverso il Versum de Mediolano civitate. In questo testo si può ricostruire idealmente com'era Milano durante il suo regno. Egli descrive:

"...una città nobile ed ampia che fin dall’antichità porta il nome di Milano. Mirabili sono i lavori edilizi su cui saldamente si innalza. [[...]] E’ circondata da torri elevate e coperte con tetti: all’esterno sono decorate con sculture di gran pregio, mentre verso l’interno vi si trovano addossati vari edifici. [[...]] Splendido è l’edificio dell’arengo e tutto il reticolato stradale è perfettamente lastricato in pietra; la città riceve l’acqua per i bagni attraverso un acquedotto."

L'arengo era situato vicino alle due basiliche dell'odierna piazza Duomo, dove oggi si trova il Palazzo Reale. Un edificio che affonda le radici nella fondazione di Milano, accogliendo l’antico santuario celtico. Agli inizi dell’VIII secolo era ancora riconoscibile come cittadella circondata da mura e utilizzata ancora per le riunioni pubbliche e le emergenze difensive. Sappiamo altresì che l'acquedotto dell'Aqualunga, tra le più antiche fonti idriche della città, era ancora funzionante e riforniva d’acqua oltre i battisteri anche alcuni bagni pubblici a sud della cattedrale.

Nel prossimo capitolo tratteremo il tema della natalità in epoca longobarda, analizzando l'importante figura milanese di Dateo e del suo brefotrofio.
3 giorni fa