@Pali Hints
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Il mio bisnonno materno lavorava alle poste della Stazione Centrale di Milano, a 30 anni finì in un campo di prigionia sovietico. Non era nell'esercito, era un semplice lavoratore che fu prelevato forzatamente dai tedeschi per rimpinguare la forza lavoro della Germania Nazista. Sarei curiosa di sapere in che azienda fu messo a lavorare, probabilmente qualche industria pesante della Baviera. I "liberatori" non sono mai liberatori. Non c'è mai libertà nell'uso della forza.

La mia bisnonna materna invece dovette prendersi cura dei suoi due fratellini (un fratello e una sorella) più piccoli, perse suo papà durante i bombardamenti americani sulla città di Milano. Si rifugiò da una zia a Monza, a piedi. Teneva la più piccola in spalla e arrivò nella cassetta della sua zia con i piedi sanguinanti.

Lui poi riuscì a tornare, conobbe la mia bisnonna ed ebbero 5 figli, mia nonna fu la terza.

Dal lato paterno invece so poco, sicuramente la mia bisnonna lavorava in cotonificio. Votarono tutti e 4 Repubblica.
2 giu 2026 alle 22:04 (modificato)
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Ma siamo senza corrente da più di un ora, ma che succede?
2 giu 2026 alle 19:14
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Siam pronti alla morte. Qualcuno oggi ha polemizzato su questa frase presente nel nostro inno.

C'è un articolo della nostra Costituzione che recita: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Spesso si cita la Costituzione quando si esercita un proprio diritto, ma ci sono anche dei doveri. Il dovere stabilito dall'articolo 2 è molto chiaro. Gli italiani devono, non possono, DEVONO, essere solidali. Siam pronti alla morte non è più un grido di guerra, ma nel contesto della Repubblica assume un nuovo significato, il sacrificio per la patria a livello sociale.

Oggi, giorno di festa nazionale, i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile hanno lavorato incessantemente per il maltempo. Nella parata del 2 Giugno c'erano anche loro, assieme ai Volontari della Croce Rossa. Non è una rassegna militare, ma un riconoscimento verso chi ogni giorno si dedica interamente per la nostra sicurezza.

Penso anche a chi si impegna nel sociale, ogni giorno per chi rimane indietro. Tante donne e uomini, mettono da parte se stessi per gli altri.
2 giu 2026 alle 17:57
Avatar Pali 🌻 Cultura
📺 La storia della TV italiana: un nuovo inizio

La Seconda Guerra Mondiale obbligò il governo italiano a spegnere il segnale radio per le trasmissioni radio visive sperimentali. L'Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche, che gestiva i lavori, aveva iniziato a trasmettere soltanto il 22 luglio 1939.

In quel breve periodo la radio visione, come chiamata all'epoca, mosse i primi passi attraverso volti pionieristici. In EIAR lavoravano già tanti volti che poi sarebbero stati apprezzati da i primi telespettatori del secondo dopoguerra.In questa foto vediamo un trio davvero iconico: Vittorio Veltroni, a sinistra, era il papà di Walter (storico esponente della sinistra italiana), un giornalista che guidò la nascita dei primi radiogiornali e poi fu il protagonista assoluto della nascita del primo telegiornale; al centro invece c'è
Lidia Pasqualini, primo volto femminile nella storia della TV italiana, la primissima delle cosiddette signorine buonasera, le annunciatrici del palinsesto. A destra invece c'è il pilastro italiano della telecronaca sportiva: Nicolò Carosio, la voce dello sport dal 1933 al 1970, cambiò il modo di fare telecronaca, coniando neologismi come rete, calcio d'angolo e traversone. L'elenco dei pionieri della TV però non si ferma solo a loro tre, ci sono ad esempio tanti attori, tra cui cito il mitico Aldo Fabrizi, il poeta romano Trilussa e la cantante Lia Origoni, primo volto in assoluto a comparire nella TV italiana.La seconda guerra mondiale dunque ferma tutto, o quasi. C'è uno scrittore romano che si era rifiutato di iscriversi al Partito Nazionale Fascista, e per questo confinato in Basilicata. A lui si deve soprattutto l'affermarsi dei libri gialli nella letteratura italiana, ma è soprattutto l'uomo che raccoglie le macerie di una EIAR ormai disastrata. Quest'uomo è Luigi Rusca. Rusca torna a Roma dopo la caduta di Mussolini, riprende in mano la Mondadori. L'esercito americano nomina Rusca commissario straordinario della Radio italiana. Inizia dunque un riassetto societario, che porterà alla nascita della Radio Audizioni Italia; è il 26 ottobre 1944 e un decreto legislativo luogotenenziale sancisce la nascita della RAI. Il 20 aprile 1945 si riunì il primo consiglio di amministrazione. Viene dunque varato un piano di sviluppo per il paese. La priorità però è quella di ricostruire le infrastrutture radiofoniche, potenziandole per avere una copertura completa in tutta la penisola. Dalle macerie della guerra nasce un nuovo paese, ed è proprio attraverso la radio che il 25 aprile 1945 viene annunciata la liberazione dal nazifascismo. Nel 1948 la rete di trasmissione radiofonica è completa, con 28 trasmettitori in funzione.Mentre i governi europei tentano di creare una rete di cooperazione, che porterà alla nascita dell'Unione Europea, i principali broadcaster europei fanno altrettanto con l'Unione europea di radiodiffusione. La RAI è tra le società fondatrici, presente sin dal 1950. A Ginevra il confronto tra le altre realtà radiofoniche europee matura nella necessità di sviluppare anche la trasmissione televisiva. A Milano è in costruzione un nuovo centro di produzione, situato in Corso Sempione. La sua costruzione, già prevista prima della guerra per la trasmissione radio, viene ampliata alla produzione televisiva, con l'allestimento dei primi studi televisivi italiani.
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2 giu 2026 alle 10:05
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Hint programmato

29 maggio 2026, 11:06
80 anni fa l'Italia scelse chi essere. Difficilmente nella storia il popolo decide come essere governato.

L'Italia è donna, nell'iconografia viene raffigurata come una figura femminile, e non è una casualità. Alle donne della nostra Repubblica vorrei dedicare particolare attenzione. Quel 2 giugno 1946 per la prima volta votarono anche loro. Il regime fascista le aveva chiuse nell'ambiente domestico, ma loro hanno sorretto l'industria italiana nel periodo più difficile della nostra storia. Nelle fabbriche le donne presero il posto degli uomini, mandati a morire per una guerra folle voluta da Benito Mussolini. Le stesse donne furono protagoniste nella liberazione dal nazifascismo in Italia. Le stesse donne furono protagoniste e determinati nella scelta, nella nascita e nella crescita della nostra Repubblica.

Quel principio si rinnova ogni volta che si torna al voto. Un diritto che va preservato, nel rispetto del sacrificio di quelle donne che sono state uccise per darci in mano un paese libero. Il diritto al lavoro, il valore fondante della nostra Repubblica, è ancora oggi minato da quella parte di paese statuaria, che non ha mai accettato il cambiamento epocale affrontato.

La libertà di scelta, il principio cardine della nostra Repubblica, ancora oggi è respinta. Un paese in cui bisogna scegliere tra lavoro e figli non è un paese libero, un paese dove non si può scegliere come vestirsi non è un paese libero, un paese in cui una donna è obbligata a scegliere se morire accoltellata da un uomo geloso oppure stare muta e sottostare a un amore tossico non è un paese libero.

E per questo, e per molto altro, che non possiamo mai dare per scontata la nostra libertà, perché basta un niente per perderla. La nostra Costituzione va preservata, protetta e spiegata, specialmente in un Paese che sta cambiando volti. 80 sono un battito di ciglia nella storia umana, ma mai nella storia sono emerse così tante donne nella società civile. Penso a Rita Levi Montalcini, a Margherita Hack, a Samantha Cristoforetti. Penso anche a chi sognava di raggiungere traguardi importanti come loro, ma purtroppo sono state fermate da una società che ancora non ci vuole alla pari. La miglior forma di giustizia per loro e che noi tutti, donne e uomini liberi, manteniamo alto l'onore del nostro paese, impegnandoci al rispetto dei diritti e dei doveri costituzionali. È quella la stella polare ed è dalla nostra Costituzione che bisogna partire per affrontare le sfide che abbiamo di fronte.

A tutti voi, buona festa della Repubblica, una Repubblica donna, inclusiva e libera.
2 giu 2026 alle 8:00
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Il mio primo fidanzato tra l'altro era il classico finto duro, un tenerone. Ho avuto sfiga perché dopo 3 mesi di relazione lui si è trasferito in Emilia. Ne io ne lui c'è la sentivamo per una relazione a distanza, anche perché come fai a 14 anni... Oggi sarebbe possibile.
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1 giu 2026 alle 22:32
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Per chi non lo ha mai fatto comunque....

La prima volta è... brutta, veramente, veramente brutta.

Fare sesso fa schifo, è la cosa più disgustosa in assoluto. Solo che con la persona giusta è incredibilmente eccitante, ma non la prima volta, quella... oh noooo, mamma mia, trauma. 😖
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1 giu 2026 alle 22:01
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Eliminato
Originale
Cosa fa Federica Pellegrini quando non nuota? Mangia Pavesini

Cosa fa Pali quando non è su Hint?
1 giu 2026 alle 21:47
Avatar Pali 🌻
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1 giu 2026 alle 21:22
Avatar Pali 🌻
Volete sapere perché sto mangiando alle 11? Perché mi sono messa a leggere ed ero talmente concentrata che mi sono dimenticata di scendere dalla metro.
1 giu 2026 alle 20:58
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Ogni tanto ci sta: Crispy McBacon, McNuggets, patatine e Coca-Cola.
1 giu 2026 alle 20:46
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Se è troppo noioso il post che ho fatto, potete fare copia e incolla e farvelo riassumere dall'IA, però vale la pena saperla sta cosa.
1 giu 2026 alle 20:40
Avatar Pali 🌻 Cultura Riflessione
Il turbo-folk è un genere poco conosciuto in Italia, si tratta di un sottogenere della EDM che affonda le radici nei balcani. Alla musica elettronica è praticamente affiancato l'utilizzo dei classici strumenti musicali dell'est Europa, come fisarmoniche, Zurna e clarinetto.

Durante i conflitti nei Balcani e la dissoluzione della Jugoslavia, il turbo-folk si è imposto come colonna sonora di un'intera generazione. In un contesto di forte povertà e isolamento, questa musica univa le tradizioni rurali (il folk locale) con sonorità elettroniche occidentali e moderne, diventando un fenomeno di massa transnazionale. La difficile situazione geopolitica dei nostri vicini di casa ha portato uno sviluppo conservatore in questo genere, ma c'è un lato ancora più oscuro.

Le mafie locali hanno riscritto totalmente le regole di questo genere. La chiave per la conquista del mercato musicale da parte della criminalità organizzata è iniziata attraverso uno dei punti di forza delle mafie dell'est: lo sfruttamento della prostituzione. Le donne giocano un ruolo fondamentale nella vetrina del negozio, Ceca è tra le artiste di riferimento del genere, ha dominato le classifiche balcaniche nel periodo compreso tra la fine degli anni novanta e l'inizio degli anni duemila, acquisendo un'enorme popolarità. Si sposa con Željko Ražnatović "Arkan", criminale di guerra e comandante della guardia volontaria serba. Non certo una casualità.

Nel sottobosco di questo genere troviamo una produzione quasi cinematografica per video musicali, con largo uso di ragazze, molto belle esteticamente, nelle riprese. Una particolarità che ho notato è che su YouTube se cerchiamo i grandi pilastri della EDM, come il nostro Gigi D'Agostino ad esempio, hanno tutti il proprio canale di riferimento. Le Ghost singer, artiste fantasma, perché non sono loro a scrivere i testi, si trovano in canali YouTube della stessa casa discografica. Di solito è una strategia delle produzioni più piccole, per avere artisti della stessa scuderia nei suggeriti, ci sta... fino al momento in cui questo non nasconde un sistema di riciclaggio di denaro.

La mafia serba in particolare ha saputo cavalcare l'onda di questo genere, attraverso l'organizzazione di club autogestiti. In pista ragazze immagine portano dentro i clienti, nel privè: cocaina e prostituzione.

Ma perché vi ho parlato di un genere che manco conosciamo in Italia? Cosa interessa a noi? Ne ho parlato perché questo è stato uno dei tanti cavalli di Troia con il quale la n'drangheta ha inondato il nord Italia di cocaina. Una mafia locale così debole come quella serba non poteva trattare direttamente con i narcotrafficanti del sud america. Le organizzazioni dell'Est, pur strutturate e violente, hanno tradizionalmente agito come "grossisti intermediari" o partner logistici. Il grande salto di qualità, con l'importazione in massa di cocaina dal Sud America nel nord Italia, ha visto la regia strategica della 'Ndrangheta, che detiene il monopolio delle importazioni su larga scala grazie alla sua potenza finanziaria ed elitaria.

Come entra il cavallo di Troia? La Serbia non è in Unione Europea, in teoria l'area Schengen dovrebbe fare da filtro naturale verso le sostanze illecite. Purtroppo però ci sono paesi extracomunitari che aderiscono all'area Schengen. La cocaina trova breccia nei trasferimenti commerciali attraverso paesi come l'Albania.

Questa commistione tra l'altro frutta anche in altre materie economiche, tra tutti lo smaltimento illecito di rifiuti, ma questa è un'altra storia. Reggio Calabria non è più la capitale della N'drangheta da ormai tanti anni, è a Milano, capitale finanziaria d'Italia, che le mafie dell'est trovano terreno fertile. 5 "locali" (le famiglie stanziate nei territori) sono presenti anche in Brianza. A Monza una tra le più impenetrabili, tanto che la Direzione Investigativa Antimafia non ha ancora trovato chi tira le fila. Ancora oggi si sa ben poco sulla rete criminale nella mia città. La capillarità dei commerci è purtroppo il loro punto di forza. Anche qua le mani della mafia toccano locali della vita notturna.

Sapere che miei concittadini nutrono questo sistema, che tutto nasce da piccole cose, come un genere musicale fino ad arrivare ai centri di potere economico, mi fa veramente schifo. Il problema però è che se c'è l'offerta c'è il consumo. La cocaina non è soltanto veleno per il nostro corpo, è lo strumento principale di potere della mafia. Anche se non è il boss che ve la vende, da lì passa e non si sfugge.

Falcone e Borsellino morirono soli, isolati dai propri colleghi che remavano contro il loro straordinario lavoro, Lea Garofalo è morta sola, fuggita dalle regole di una mafia che diventa debole proprio quando ci si ribella. Tanti hanno sacrificato la propria vita per fermare la criminalità organizzata. Tanti hanno preso la vita per un paese libero. Non lasciate da soli i procuratori. I cittadini tutti devono lottare con loro per fermare questa cancrena della nostra società.
1 giu 2026 alle 20:28 (modificato)
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I ricchi sono visciscidi. Una patrimoniale in teoria sarebbe più che giusta, però non funzionerebbe.

Mio papà mi ha raccontato che quando ero piccolina c'era il governatore della Sardegna che aveva applicato una tassa sugli ormeggi alle imbarcazioni di lusso. Ricavo extra? Non proprio, i ricchi hanno levato le ancore e se ne sono andati in Costa Azzurra.

Bisogna giocare d'astuzia, creare una zona franca dove rendere conveniente investire capitali. Una specie di Monte-Carlo italiana c'è già, Campione d'Italia, ma servirebbe un polo industriale a regime fiscale progressivo. Si paga soltanto in percentuale ai guadagni, nessun'altra tassa.
1 giu 2026 alle 18:10 (modificato)
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Il 1° giugno 2001 Serena Mollicone entra in una caserma dei Carabinieri e non ne esce più viva.

Serena aveva 18 anni, era una ragazza che ha creduto nello Stato, entrò in quella caserma di Arce per denunciare la rete di spaccio del suo paese. Tra i presenti nell'elenco di Serena c'era il figlio del brigadiere Franco Mottola. Lo Stato ha tradito la fiducia di Serena, non solo perché in quella caserma Serena è morta, ma perché ancora oggi non c'è un colpevole. Una serie di depistaggi e false dichiarazioni rendono impossibile condannare qualcuno oltre ogni ragionevole dubbio.
1 giu 2026 alle 12:52
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Comunque scherzi a parte, io tempo che il nostro paese non supererà mai tutti sti stereotipi e generalizzazione, se non Tra anni. È proprio intrinseca, dentro le radici.
Da anni. Siamo cresciuti praticamente anche con insegnamenti che generalizzare è divertente, fa ridere, è normalità! Dati di fato.
Napoli? Tutti ladri!!!!
Sicilia? Ignoranti!!
Milano? Maranza e droga!!!!
E tanto altro.
È dentro proprio.
Persone di altre etnia? Immigrati che rubano il lavoro o criminali o gente sporca!!!
È proprio dentro. Noi italiani ci descriminiamo anche tra noi tra nord e sud.
Di che ci stupiamo?
Femminismo? Ehhh no donne dai capelli colorati in cerca di attenzioni e che odiano gli uomini!!!!!!!
Donna alla guida? Pericolo costante!
Uomini che vestono di determinati colori? Gayyyy
A Napoli tutti ladri? cibo e vestiti costano veramente molto meno rispetto al nord Italia. Milano oggi è la città con più furti. E non credo che si possa girare tranquillamente per Torino con il Rolex. Chi è il vero ladro?

In Sicilia c'è molta ignoranza, è vero, ma è una ignoranza "buona" di un popolo che si è sempre fatto in quattro per vivere. L'arte di sopravvivere in determinate situazioni conta molto di più del sapere fare i conti. Chi è il vero ignorante?

Milano, Maranza e droga... è vero, il capoluogo lombardo è un paese dei balocchi, si perde se stesse se non si ha la testa sulle spalle. E si questo non ci trovo nessun ma.

Persone di altre etnie? Immigrati che rubano il lavoro o criminali o gente sporca. Gli immigrati non rubano il lavoro, ma indeboliscono il potere di contrattazione. Gli stipendi bloccati in molti settori da ormai vent'anni, a causa del ricatto del padrone, però non è mai stato regolamentato... Chi doveva gestire i flussi? Chi doveva prendere le difese dei lavoratori? Chi doveva bloccare i capitali in fuga? Perché le aziende vengono qua, comprano e poi lasciano a casa i lavoratori? Chi è che veramente ruba il lavoro?

Gli stereotipi sono stereotipi, nascondono sempre un fondo di verità folkloristica, ma c'è molto di più. Non è un problema italiano, perché ad esempio noi in giro per il mondo siamo il paese di Spaghetti, Pizza, Mafia e Mandolino... siamo questo... è molto altro, tanto che chi fa queste battute poi passa le vacanze da noi.
1 giu 2026 alle 12:16 (modificato)
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📺 La storia della TV italiana: le prove tecniche

Il televisore nasce e si sviluppa negli anni '20 del XX secolo. Uno strumento rivoluzionario che il governo italiano inizialmente fatica a capirne il potenziale.

Al tempo infatti la società Marconi ha una buona fetta di gestione delle radiofrequenze, Guglielmo Marconi è tra le prime file del Partito Nazionale Fascista, e la sua creazione è strumento di propaganda per esaltare la capacità creativa degli italiani.

Soltanto nel decennio seguente, quando l'industria del settore inizia a sviluppare i primi prototipi di radiotelevisori, che il regime fascista apre al nuovo strumento, ovviamente mantenendo il totale controllo dei lavori.

È una fiducia timida, nel 1929, l'Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche, già deputato alla trasmissione regolare delle trasmissioni radiofoniche, inizia lo sviluppo dei primi prototipi per trasmettere anche le prime sperimentazioni. All'ombra della Mole Antonelliana di Torino viene acceso per la prima volta il segnale in Italia. Dagli studi di via Montebello, le immagini venivano inviate tramite un'antenna sulla collina dell'Eremo, dove si trovava il centro radio. Da lì, il segnale veniva irradiato per la prima volta. L'apparecchio ricevente invece era situato nella sede dell'EIAR, in via Arsenale 21.L'esperimento è riuscito, ma bisogna aspettare la seconda metà degli anni '30 per una trasmissione stabile. I lavori si spostano all'ultimo piano dell'ex Casa del Soldato di Roma, in via Asiago, utilizzata già per le trasmissioni radiofoniche dell'EIAR.Sulla riva destra del Tevere c'è una collina che svetta sulla città. Monte Mario è il punto migliore dove installare il primo trasmettitore televisivo, e lì che l'EIAR installa la prima antenna per le sperimentazioni regolari, sviluppata assieme alla società tedesca Telefunken.

La storia dell'antenna di Monte Mario è immensa, tanto che è diventata uno dei simboli industriali della capitale. Entrò in funzione il 2 dicembre 1937 per le prime trasmissioni sperimentali. Durante l'occupazione tedesca, fu smontata per portarla in Germania. Recuperata poi dagli americani, ritrova la sua collocazione originaria nel secondo dopoguerra, poi sostituita nel 1953 da una nuova, ancora oggi in funzione per il digitale terrestre, gestita da Rai Way.Le prime trasmissioni sperimentali erano principalmente estratti dei cinegiornali, ma c'era spazio anche per la musica, attraverso la trasmissione di concerti di musica classica.Dalla Fiera Campionaria di Milano furono sperimentate anche alcuni sceneggiati, mentre a Roma venivano trasmessi spettacoli di varietà, con attori e cantanti che si esibivano sempre in via Asiago. Per la trasmissione dalla fiera di Milano venne installata una grande antenna nel Parco Sempione, sopra la Torre Littoria (l'attuale Torre Branca).Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale fermò le trasmissioni sperimentali il 31 maggio 1940. Nel 1946 però nasce una nuova Italia e con essa seguirà un nuovo modo di comunicare.
1 giu 2026 alle 9:31 (modificato)
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A difesa di noi architetti:Questo ad esempio non è un errore di progettazione, ma di costruzione. Girare il telaio? Nooo, meglio tagliare la porta. 🪛Qui manca chiaramente una scala antincendio. Nessun errore, semplicemente manca un pezzo. 🪜Anche qui nessun errore, non si tratta di un rubinetto funzionante, ma di un pannello espositore di un negozio. ✨Internet è pieno di scale che portano a niente. Nella stragrande maggioranza dei casi non si tratta di errori di costruzione, ma di un cambio di destinazione dell'immobile o una radicale modifica degli interni. Non sempre i lavori riescono a essere completati per ragioni economiche, e una volta che hai murato un ingresso che non serve più la vecchia scala rimane lì. Il trucco migliore è rigenerare e recuperare i materiali superflui nei lavori di restauro. Se proprio il danno è fatto, si ha uno spazio perfetto per delle fioriere 🌱

Dunque un architetto non sbaglia mai... più o meno...Si bhe, a Londra c'è ad esempio il Walkie Talkie, un grattacielo che a causa della sua sagoma concava funge da specchio solare, con il risultato che alcune auto hanno preso fuoco. L'umorismo inglese però ha perdonato l'errore. Dei giornalisti addirittura ci hanno cucinato un uovo e i britannici lo hanno battezzato Walkie Scorchie (Walkie Bruciacchione).Molto famoso anche il Ponte della Costituzione di Venezia, progettato da Santiago Calatrava. Famoso soprattutto al Pronto Soccorso della laguna, a causa dei ruzzoloni dei turisti nelle giornate più umide. I lastroni di vetro oggi sono stati sostituiti per ragioni di protezione dell'incolumità pubblica.
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31 mag 2026 alle 18:44
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Ho. bisogno. di. bere. 🥵
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31 mag 2026 alle 15:32
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Ho deciso di fare una nuova rubrica: la storia della TV italiana.

📺 La storia della TV italiana: l'idea

È il 1925 quando John Logie Baird si pone una domanda che cambierà la storia: se una radio può trasformare onde elettromagnetiche in suoni, può fare la stessa cosa con le immagini?

Il 2 ottobre 1925 l'inventore scozzese stava trafficando con un disco di Nipkow, un'invenzione del 1883, nata per acquisire immagini in movimento ma praticamente inutilizzabile senza un apparecchio ricevente. Baird risolse il problema dell’amplificazione del segnale elettrico, che fermò fino ad allora lo sviluppo di apparecchi in grado di riprodurre immagini.Mentre trafficava con la sua invenzione, il suo fattorino, William Taynton entrò nella stanza. Baird fece mettere William davanti al disco di Nipkow. Nello stesso istante, il volto di William comparve, riprodotto da 28 linee grigie, nel primo “tele visore” all’angolo opposto della stanza. William Tayton diventò per pura casualità, il primo personaggio televisivo della storia.Il primo televisore elettromeccanico trovò subito la sua funzione concreta. Dopo le prime dimostrazioni, nel 1929 la British Broadcasting Company inizia le prime trasmissioni sperimentali, seguendo lo stesso sistema adottato con le trasmissioni radiofoniche.

La BBC aveva già un'ottima infrastruttura per le trasmissioni, tanto che nelle ore notturne il segnale era ricevibile anche nel nord Italia, cosa molto utile ai tanti inglesi che all'epoca commerciavano assiduamente con città come Torino, Milano e Genova. Parallelamente, negli Stati Uniti, Charles Francis Jenkins conduceva studi analoghi e dava vita al sistema televisivo americano su frequenze radio AM (550-1500 kHz).

E in Italia? Le frequenze radio sono di proprietà dello Stato. Il regime fascista, per le sue politiche autarchiche, vede di cattivo occhio la nuova invenzione inglese. Si conta molto invece sulla radio, invenzione italianissima che diventa un efficace strumento di propaganda. Guglielmo Marconi infatti diventa uno dei più importanti alfieri di Mussolini, simbolo del genio e del talento italico.

L'industria italiana però non rimane indietro, le politiche autarchiche consentono di sviluppare i primi apparecchi made in Italy, primo fra tutti un kit per costruire un televisore meccanico, ideato dai fratelli Fracarro nel 1933.Nel frattempo nasce anche il sistema a tubo catodico, progettato in America dalla Western Electric. A guidare questa invenzione in Italia c'è la SAFAR - Società Anonima Fabbricazione Apparecchi Radiofonici. Nella seconda metà degli anni trenta produsse i primi tubi a raggi catodici e gli iconoscopi per le riprese televisive. La tecnologia televisiva fu sviluppata in Italia a partire da metà degli anni trenta dalla SAFAR (che utilizzava un sistema derivato da Telefunken e telepantoscopio) assieme a due grandi aziende nazionali: la Magneti Marelli (sistema RCA) e la Allocchio Bacchini (sistema Telefunken). Dopo un po' di sperimentazione dei diversi sistemi proposti dalle tre aziende, la Magneti Marelli e la SAFAR vennero autorizzate ad iniziare la produzione di apparecchi televisivi presentati alla "Fiera della Radio" del settembre 1939.Con l'introduzione del tubo a raggi catodici, il Governo è finalmente convinto a iniziare le proprie prime sperimentazioni radiotelevisive, che scopriremo nel prossimo capitolo.
31 mag 2026 alle 12:04
Hint @ 2026