📺 La storia della TV italiana: un nuovo inizio
La Seconda Guerra Mondiale obbligò il governo italiano a spegnere il segnale radio per le trasmissioni radio visive sperimentali. L'Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche, che gestiva i lavori, aveva iniziato a trasmettere soltanto il 22 luglio 1939.
In quel breve periodo la radio visione, come chiamata all'epoca, mosse i primi passi attraverso volti pionieristici. In EIAR lavoravano già tanti volti che poi sarebbero stati apprezzati da i primi telespettatori del secondo dopoguerra.

In questa foto vediamo un trio davvero iconico: Vittorio Veltroni, a sinistra, era il papà di Walter (storico esponente della sinistra italiana), un giornalista che guidò la nascita dei primi radiogiornali e poi fu il protagonista assoluto della nascita del primo telegiornale; al centro invece c'è
Lidia Pasqualini, primo volto femminile nella storia della TV italiana, la primissima delle cosiddette signorine buonasera, le annunciatrici del palinsesto. A destra invece c'è il pilastro italiano della telecronaca sportiva: Nicolò Carosio, la voce dello sport dal 1933 al 1970, cambiò il modo di fare telecronaca, coniando neologismi come rete, calcio d'angolo e traversone. L'elenco dei pionieri della TV però non si ferma solo a loro tre, ci sono ad esempio tanti attori, tra cui cito il mitico Aldo Fabrizi, il poeta romano Trilussa e la cantante Lia Origoni, primo volto in assoluto a comparire nella TV italiana.

La seconda guerra mondiale dunque ferma tutto, o quasi. C'è uno scrittore romano che si era rifiutato di iscriversi al Partito Nazionale Fascista, e per questo confinato in Basilicata. A lui si deve soprattutto l'affermarsi dei libri gialli nella letteratura italiana, ma è soprattutto l'uomo che raccoglie le macerie di una EIAR ormai disastrata. Quest'uomo è Luigi Rusca. Rusca torna a Roma dopo la caduta di Mussolini, riprende in mano la Mondadori. L'esercito americano nomina Rusca commissario straordinario della Radio italiana. Inizia dunque un riassetto societario, che porterà alla nascita della Radio Audizioni Italia; è il 26 ottobre 1944 e un decreto legislativo luogotenenziale sancisce la nascita della RAI. Il 20 aprile 1945 si riunì il primo consiglio di amministrazione. Viene dunque varato un piano di sviluppo per il paese.

La priorità però è quella di ricostruire le infrastrutture radiofoniche, potenziandole per avere una copertura completa in tutta la penisola. Dalle macerie della guerra nasce un nuovo paese, ed è proprio attraverso la radio che il 25 aprile 1945 viene annunciata la liberazione dal nazifascismo. Nel 1948 la rete di trasmissione radiofonica è completa, con 28 trasmettitori in funzione.

Mentre i governi europei tentano di creare una rete di cooperazione, che porterà alla nascita dell'Unione Europea, i principali broadcaster europei fanno altrettanto con l'Unione europea di radiodiffusione. La RAI è tra le società fondatrici, presente sin dal 1950. A Ginevra il confronto tra le altre realtà radiofoniche europee matura nella necessità di sviluppare anche la trasmissione televisiva. A Milano è in costruzione un nuovo centro di produzione, situato in Corso Sempione. La sua costruzione, già prevista prima della guerra per la trasmissione radio, viene ampliata alla produzione televisiva, con l'allestimento dei primi studi televisivi italiani.
@MAHDI