📺 La storia della TV italiana: le prove tecniche
Il televisore nasce e si sviluppa negli anni '20 del XX secolo. Uno strumento rivoluzionario che il governo italiano inizialmente fatica a capirne il potenziale.
Al tempo infatti la società Marconi ha una buona fetta di gestione delle radiofrequenze, Guglielmo Marconi è tra le prime file del Partito Nazionale Fascista, e la sua creazione è strumento di propaganda per esaltare la capacità creativa degli italiani.
Soltanto nel decennio seguente, quando l'industria del settore inizia a sviluppare i primi prototipi di radiotelevisori, che il regime fascista apre al nuovo strumento, ovviamente mantenendo il totale controllo dei lavori.
È una fiducia timida, nel 1929, l'Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche, già deputato alla trasmissione regolare delle trasmissioni radiofoniche, inizia lo sviluppo dei primi prototipi per trasmettere anche le prime sperimentazioni. All'ombra della Mole Antonelliana di Torino viene acceso per la prima volta il segnale in Italia. Dagli studi di via Montebello, le immagini venivano inviate tramite un'antenna sulla collina dell'Eremo, dove si trovava il centro radio. Da lì, il segnale veniva irradiato per la prima volta. L'apparecchio ricevente invece era situato nella sede dell'EIAR, in via Arsenale 21.

L'esperimento è riuscito, ma bisogna aspettare la seconda metà degli anni '30 per una trasmissione stabile. I lavori si spostano all'ultimo piano dell'ex Casa del Soldato di Roma, in via Asiago, utilizzata già per le trasmissioni radiofoniche dell'EIAR.

Sulla riva destra del Tevere c'è una collina che svetta sulla città. Monte Mario è il punto migliore dove installare il primo trasmettitore televisivo, e lì che l'EIAR installa la prima antenna per le sperimentazioni regolari, sviluppata assieme alla società tedesca Telefunken.
La storia dell'antenna di Monte Mario è immensa, tanto che è diventata uno dei simboli industriali della capitale. Entrò in funzione il 2 dicembre 1937 per le prime trasmissioni sperimentali. Durante l'occupazione tedesca, fu smontata per portarla in Germania. Recuperata poi dagli americani, ritrova la sua collocazione originaria nel secondo dopoguerra, poi sostituita nel 1953 da una nuova, ancora oggi in funzione per il digitale terrestre, gestita da Rai Way.

Le prime trasmissioni sperimentali erano principalmente estratti dei cinegiornali, ma c'era spazio anche per la musica, attraverso la trasmissione di concerti di musica classica.

Dalla Fiera Campionaria di Milano furono sperimentate anche alcuni sceneggiati, mentre a Roma venivano trasmessi spettacoli di varietà, con attori e cantanti che si esibivano sempre in via Asiago. Per la trasmissione dalla fiera di Milano venne installata una grande antenna nel Parco Sempione, sopra la Torre Littoria (l'attuale Torre Branca).

Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale fermò le trasmissioni sperimentali il 31 maggio 1940. Nel 1946 però nasce una nuova Italia e con essa seguirà un nuovo modo di comunicare.
