
80 anni fa l'Italia scelse chi essere. Difficilmente nella storia il popolo decide come essere governato.
L'Italia è donna, nell'iconografia viene raffigurata come una figura femminile, e non è una casualità. Alle donne della nostra Repubblica vorrei dedicare particolare attenzione. Quel 2 giugno 1946 per la prima volta votarono anche loro. Il regime fascista le aveva chiuse nell'ambiente domestico, ma loro hanno sorretto l'industria italiana nel periodo più difficile della nostra storia. Nelle fabbriche le donne presero il posto degli uomini, mandati a morire per una guerra folle voluta da Benito Mussolini. Le stesse donne furono protagoniste nella liberazione dal nazifascismo in Italia. Le stesse donne furono protagoniste e determinati nella scelta, nella nascita e nella crescita della nostra Repubblica.
Quel principio si rinnova ogni volta che si torna al voto. Un diritto che va preservato, nel rispetto del sacrificio di quelle donne che sono state uccise per darci in mano un paese libero. Il diritto al lavoro, il valore fondante della nostra Repubblica, è ancora oggi minato da quella parte di paese statuaria, che non ha mai accettato il cambiamento epocale affrontato.
La libertà di scelta, il principio cardine della nostra Repubblica, ancora oggi è respinta. Un paese in cui bisogna scegliere tra lavoro e figli non è un paese libero, un paese dove non si può scegliere come vestirsi non è un paese libero, un paese in cui una donna è obbligata a scegliere se morire accoltellata da un uomo geloso oppure stare muta e sottostare a un amore tossico non è un paese libero.
E per questo, e per molto altro, che non possiamo mai dare per scontata la nostra libertà, perché basta un niente per perderla. La nostra Costituzione va preservata, protetta e spiegata, specialmente in un Paese che sta cambiando volti. 80 sono un battito di ciglia nella storia umana, ma mai nella storia sono emerse così tante donne nella società civile. Penso a Rita Levi Montalcini, a Margherita Hack, a Samantha Cristoforetti. Penso anche a chi sognava di raggiungere traguardi importanti come loro, ma purtroppo sono state fermate da una società che ancora non ci vuole alla pari. La miglior forma di giustizia per loro e che noi tutti, donne e uomini liberi, manteniamo alto l'onore del nostro paese, impegnandoci al rispetto dei diritti e dei doveri costituzionali. È quella la stella polare ed è dalla nostra Costituzione che bisogna partire per affrontare le sfide che abbiamo di fronte.
A tutti voi, buona festa della Repubblica, una Repubblica donna, inclusiva e libera.