Avatar Pali 🌻 Cultura Riflessione
Il turbo-folk è un genere poco conosciuto in Italia, si tratta di un sottogenere della EDM che affonda le radici nei balcani. Alla musica elettronica è praticamente affiancato l'utilizzo dei classici strumenti musicali dell'est Europa, come fisarmoniche, Zurna e clarinetto.

Durante i conflitti nei Balcani e la dissoluzione della Jugoslavia, il turbo-folk si è imposto come colonna sonora di un'intera generazione. In un contesto di forte povertà e isolamento, questa musica univa le tradizioni rurali (il folk locale) con sonorità elettroniche occidentali e moderne, diventando un fenomeno di massa transnazionale. La difficile situazione geopolitica dei nostri vicini di casa ha portato uno sviluppo conservatore in questo genere, ma c'è un lato ancora più oscuro.

Le mafie locali hanno riscritto totalmente le regole di questo genere. La chiave per la conquista del mercato musicale da parte della criminalità organizzata è iniziata attraverso uno dei punti di forza delle mafie dell'est: lo sfruttamento della prostituzione. Le donne giocano un ruolo fondamentale nella vetrina del negozio, Ceca è tra le artiste di riferimento del genere, ha dominato le classifiche balcaniche nel periodo compreso tra la fine degli anni novanta e l'inizio degli anni duemila, acquisendo un'enorme popolarità. Si sposa con Željko Ražnatović "Arkan", criminale di guerra e comandante della guardia volontaria serba. Non certo una casualità.

Nel sottobosco di questo genere troviamo una produzione quasi cinematografica per video musicali, con largo uso di ragazze, molto belle esteticamente, nelle riprese. Una particolarità che ho notato è che su YouTube se cerchiamo i grandi pilastri della EDM, come il nostro Gigi D'Agostino ad esempio, hanno tutti il proprio canale di riferimento. Le Ghost singer, artiste fantasma, perché non sono loro a scrivere i testi, si trovano in canali YouTube della stessa casa discografica. Di solito è una strategia delle produzioni più piccole, per avere artisti della stessa scuderia nei suggeriti, ci sta... fino al momento in cui questo non nasconde un sistema di riciclaggio di denaro.

La mafia serba in particolare ha saputo cavalcare l'onda di questo genere, attraverso l'organizzazione di club autogestiti. In pista ragazze immagine portano dentro i clienti, nel privè: cocaina e prostituzione.

Ma perché vi ho parlato di un genere che manco conosciamo in Italia? Cosa interessa a noi? Ne ho parlato perché questo è stato uno dei tanti cavalli di Troia con il quale la n'drangheta ha inondato il nord Italia di cocaina. Una mafia locale così debole come quella serba non poteva trattare direttamente con i narcotrafficanti del sud america. Le organizzazioni dell'Est, pur strutturate e violente, hanno tradizionalmente agito come "grossisti intermediari" o partner logistici. Il grande salto di qualità, con l'importazione in massa di cocaina dal Sud America nel nord Italia, ha visto la regia strategica della 'Ndrangheta, che detiene il monopolio delle importazioni su larga scala grazie alla sua potenza finanziaria ed elitaria.

Come entra il cavallo di Troia? La Serbia non è in Unione Europea, in teoria l'area Schengen dovrebbe fare da filtro naturale verso le sostanze illecite. Purtroppo però ci sono paesi extracomunitari che aderiscono all'area Schengen. La cocaina trova breccia nei trasferimenti commerciali attraverso paesi come l'Albania.

Questa commistione tra l'altro frutta anche in altre materie economiche, tra tutti lo smaltimento illecito di rifiuti, ma questa è un'altra storia. Reggio Calabria non è più la capitale della N'drangheta da ormai tanti anni, è a Milano, capitale finanziaria d'Italia, che le mafie dell'est trovano terreno fertile. 5 "locali" (le famiglie stanziate nei territori) sono presenti anche in Brianza. A Monza una tra le più impenetrabili, tanto che la Direzione Investigativa Antimafia non ha ancora trovato chi tira le fila. Ancora oggi si sa ben poco sulla rete criminale nella mia città. La capillarità dei commerci è purtroppo il loro punto di forza. Anche qua le mani della mafia toccano locali della vita notturna.

Sapere che miei concittadini nutrono questo sistema, che tutto nasce da piccole cose, come un genere musicale fino ad arrivare ai centri di potere economico, mi fa veramente schifo. Il problema però è che se c'è l'offerta c'è il consumo. La cocaina non è soltanto veleno per il nostro corpo, è lo strumento principale di potere della mafia. Anche se non è il boss che ve la vende, da lì passa e non si sfugge.

Falcone e Borsellino morirono soli, isolati dai propri colleghi che remavano contro il loro straordinario lavoro, Lea Garofalo è morta sola, fuggita dalle regole di una mafia che diventa debole proprio quando ci si ribella. Tanti hanno sacrificato la propria vita per fermare la criminalità organizzata. Tanti hanno preso la vita per un paese libero. Non lasciate da soli i procuratori. I cittadini tutti devono lottare con loro per fermare questa cancrena della nostra società.
1 giu 2026 alle 20:28 (modificato)