Siam pronti alla morte. Qualcuno oggi ha polemizzato su questa frase presente nel nostro inno.
C'è un articolo della nostra Costituzione che recita: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Spesso si cita la Costituzione quando si esercita un proprio diritto, ma ci sono anche dei doveri. Il dovere stabilito dall'articolo 2 è molto chiaro. Gli italiani devono, non possono, DEVONO, essere solidali. Siam pronti alla morte non è più un grido di guerra, ma nel contesto della Repubblica assume un nuovo significato, il sacrificio per la patria a livello sociale.
Oggi, giorno di festa nazionale, i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile hanno lavorato incessantemente per il maltempo. Nella parata del 2 Giugno c'erano anche loro, assieme ai Volontari della Croce Rossa. Non è una rassegna militare, ma un riconoscimento verso chi ogni giorno si dedica interamente per la nostra sicurezza.
Penso anche a chi si impegna nel sociale, ogni giorno per chi rimane indietro. Tante donne e uomini, mettono da parte se stessi per gli altri.
@timandonelgulag