@Pali Hints
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Il paradosso di questo paese: a 15 anni sei libero/a di scopare (senza preservativo perché nessuno ha insegnato alla giovane coppietta che cosa sia), ma lo stesso 15enne deve chiedere la liberatoria a mamma e papà per l'educazione all'affettività.
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3 dic 2025 alle 6:22
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Come stai?

È una domanda ormai sdoganata al giorno d'oggi. "Ma le interessa davvero come sto?" E anche questa domanda nella mente di chi risponde "bene, grazie", ma che in realtà pensa alla tempesta che ha dentro, è molto diffusa.

A 24 anni mi sento una generazione indietro. L'abisso dentro le camere da letto di quelle ragazze e ragazzi io non lo riesco a capire, ma lo rispetto. È un abisso fatto di una incapacità sociale, che non ha altra causa se non l'abisso che c'è fuori. Abisso dentro e abisso fuori... come si sta bene nell'abisso?

Chi fugge in rapporti folli
Chi si mette con la persona più sbagliata del mondo, per piacere, per quella piccola boccata di ossigeno in un mondo ormai asfissiante.

Non capisco perché tante ragazze e ragazzi ormai pensano almeno una volta all'insano gesto, ma lo rispetto, perché so che nonostante io sia impotente di fronte a situazioni simili, so che esiste una via di uscita.

Forse la miglior fuga è tagliarsi? Prima le gambe, poi quando non c'è più spazio le braccia, nel buio di quella cameretta, l'ombra dell'abisso si fa sempre più lieve, ma è un illusione.

È un illusione anche quella di chi l'ombra la vede arrivare da una galleria della metropolitana, e pensa che basta un passo avanti, per smettere di sentirsi inadeguati. Non lo capisco, ma lo rispetto.

Non capisco tutto questo perché non comunichiamo più. Quel "bene, grazie" spegne la luce che può farci uscire dall'abisso. Ma non è così semplice. Se la risposta fosse "guarda, non sto molto bene ultimamente" si crea una situazione talmente pesante che è chi chiede "come stai?" a spegnere quella luce.

Io non sono psicologa, come diavolo faccio ad aiutarti! Ascoltando. Bisogna tornare ad ascoltare. Se si parlano due lingue diverse, se si parlano due generazioni diverse, è l'occasione migliore per fare nascere qualcosa di buono dall'abisso. Non è facile tenere accesa quella luce, ecco perché abbiamo paura.

Abisso dentro, abisso fuori... finché non si accende la luce.
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2 dic 2025 alle 21:28
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Questa signora qui è Hannah Schmitz. Senza aver mai corso neanche una gara, vanta 3 titoli mondiali in Formula 1. Com'è possibile? Semplice, lei è una ingegnere a capo delle strategie di gara per il Red Bull Racing Team. È la mente dietro ai successi di Max Verstappen.

Tra le prime donne di vertice in Formula 1 ci fu una italiana, Antonia Terzi, facente parte del dream team "Brawn-Todt-Schunacher", che vinse praticamente tutto.

Negli ultimi anni l'Inghilterra è diventata un bacino di grandi talenti femminili nel settore dell'ingegneria, e i frutti si stanno facendo vedere proprio in questi anni.

L'Italia è ancora indietro, l'Italia è sempre indietro, va sempre così, abbiamo picchi di estro, talento, stelle che brillano nel firmamento, la stella è femmina, ma la storia è sempre scritta dai maschi. Non lo trovate curioso?

Quell'Italia, femmina, raccontata da Dante, uomo, così:
"Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!"

Ma alla fine anche se la nave è eternamente senza nocchiere, sforniamo sempre quei talenti che brillano.

Penso a Maria Montessori, a Margherita Hack, a Carla Fracci, a Gae Aulenti... le stelle che brillano da sole sono tante. Ma sono veramente sole?

Dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna. Diciamo anche che dietro una grande donna c'è un grande uomo. Perché, vedete, noi dalla Terra vediamo le stelle come un piccolo puntino luminoso. Ma c'è molto di più se ci si avvicina.

Non c'è guerra tra uomini e donne dove c'è il successo. Dove c'è il successo c'è un lavoro di squadra fatto di grandi donne e grandi uomini. Dove c'è il successo, alle spalle di chi brilla ci sono sempre famiglie serene e stabili, dove uomo e donna si rispettano reciprocamente.

Non è una casualità che Hannah Schmitz, come tante altre donne di successo, sia una donna sposata, con figli, con una famiglia stabile alle spalle.

Si può costruire anche su un terreno instabile, con le dovute correzioni, ovvio, ma delle buone fondamenta sono la base di grandi strutture. Non aspettate la politica, lo diceva Dante, questa nave è senza nocchiere da quando scrisse la Divina Commedia... spetta a noi, donne e uomini, costruire delle buone fondamenta.

Gelosia, odio e disfattismo, creano quelle relazioni tossiche che conosciamo ormai troppo bene. Lasciate brillare le vostre stelle, perché il loro successo è anche il vostro.
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2 dic 2025 alle 20:03
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La Storia di Milano - Capitolo 15 - Il Palazzo ImperialeCome per gli altri edifici di epoca romana, la Milano che soppiantò quella di origine romana lascia tracce anche per il Palazzo Imperiale. Questa volta è una Chiesa a suggerire la presenza della residenza dell'imperatore: la chiesa di San Giorgio al Palazzo.Il Palazzo Imperiale fu voluto da Massimiano dopo che Milano divenne Capitale dell'Impero Romano d'Occidente. Era collocato nella parte sud della città, la più esclusiva, fatta soprattutto di domus di grande prestigio. Al suo interno accoglieva la residenza dell'imperatore e della sua corte, i locali di rappresentanza e amministrativi, nonché terme private, presidi militari fissi, luoghi di culto privati e aree residenziali.I resti sono oggi visibili in via Brisa, ma si fatica a farsi un idea della maestosità di questo edificio quando era ancora in piedi. L'esterno ad esempio era costituito da un colonnato, ricco di decorazioni, e ovviamente anche gli interni erano curati in ogni minimo dettaglio, con stanze immerse tra mosaici e sculture.Come molti altri edifici di epoca romana, nel medioevo si approfittò dell'abbandono del Palazzo Reale (o quel che ne restava) per risparmiare sui materiali di nuovi edifici, e così le sue macerie furono impiegate in altri edifici. L'unica colonna integra giunta a noi non la troverete tra i resti archeologici: si tratta della colonna del diavolo. Un mistero sul perché si trovi di fianco alla Basilica di Sant'Ambrogio. Tante sono le leggende, tra le più conosciute c'è quella in cui Sant'Ambrogio affrontò il Diavolo fuori dalla Basilica, e i due fori alla base sono un segno dell'incoronata del demonio. Un altra credenza popolare attribuisce la sua posizione all'ingresso per il fiume Stige, il fiume maggiore dell'inferno, tant'è che se si avvicina l'orecchio nei due fori, si dovrebbe sentire il gorgogliare del corso d'acqua. Stando alla realtà invece, si potrebbe invece attribuire a una lapide funeraria, molto economica, del preesistente cimitero paleocristiano.

Alla fine il primo grande simbolo del potere di Milano fu distrutto e ne rimangono frammenti... e non sarà l'ultimo, come vedremo più avanti. Nel prossimo capitolo invece andiamo alle terme.
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2 dic 2025 alle 9:34
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In Italia servirebbero più pubblicità così: potente, capace di rapire l'attenzione con un messaggio forte e chiaro.
1 dic 2025 alle 7:59
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Ma che vita fanno quelle che su Vinted non hanno neanche un minuto della loro esistenza per spedire un pacco? Cristo, ma se non puoi spedire metti la modalità vacanza!
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1 dic 2025 alle 7:30
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La Storia di Milano - Capitolo 14 - Il circoNon era l'edificio più possente, ma certamente era il più esteso. La città romana di Mediolanum aveva il circo, e non è una cosa scontata, perché a differenza degli anfiteatri e dei teatri, presenti in ogni città, nel nord Italia era l'unica struttura di questo genere, assieme a quello di Aquileia. La gestione di un circo infatti aveva costi altissimi, ma dopo che Massimiano scelse Milano come capitale del suo impero, non ville farsi mancare nulla.Massimiano inoltre era un grande appassionato di corse di cavalli, tant'è che il circo romano di Milano fu collocato nell'area a sud-est, a ridosso delle mura, proprio di fianco al Palazzo Imperiale. Un tunnel segreto metteva in collegamento la residenza di Massimiano con il pulvinar (il palco dove l'imperatore assisteva agli spettacoli). Assistere a corse di bighe e quadrighe era una delle poche occasioni per vedere l'imperatore in ambito pubblico.Della grande struttura rimane ben poco, perlopiù fondamenta ritrovate in qualche cantina, non visitabile ma ben conservata. La parte meglio conservata è la torre occidentale dei carceres, luogo di partenza delle bighe e delle quadrighe.

Dall'altra parte del circo la curva di raccordo tra le due piste rettilinee era affiancata dall'ingresso monumentale, di cui rimane una parte di muratura curva di 10 metri, situata in via Circo, anch'essa ormai parte di un complesso abitativo privato.Una singola corsa durava 7 giri, e poteva durare tra i 20 e i 30 minuti, per una copertura totale di 5-7 chilometri.

Se avete presente il film Asterix alle Olimpiadi, vi sarete già fatti un idea su come funzionava una singola corsa, anche se non c'erano certamente i pit-stop (e neanche Jean Todt con Schumacher), ma l'essenza era esattamente quella. Tentare di escludere gli avversari era una pratica del tutto lecita, tant'è che le bighe e le quadrighe erano attrezzate anche per questo, con degli speroni ai mozzi delle ruote ad esempio, che distruggevano gli altri "veicoli" degli avversari. Non mancavano azioni di disturbo agli altri cavalli, che li portavano a bloccarsi o a imbizzarrirsi. E ovviamente non mancavano gli incidenti mortali, a quanto pare essenziali nell'intrattenimento dell'antica Roma.
1 dic 2025 alle 7:05
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Buonasera a tutte e tutti!

Sono contenta perché ho trovato una cosa utilissima per la rubrica La Storia di Milano, che torna domani con il post sul circo, l'edificio più grande della Milano romana.

La cosa che ho trovato servirà tra qualche capitolo, ed è un pezzo di storia che pochi sanno, ma niente spoiler 🤐

Comunque giornata un po' piatta, sono andata a fare un po' di shopping con una mia amica. Mi sono presa un jeans nuovo da Calzedonia e un po' di cose per make up, nulla di che...

Prima alla radio ho sentito una bellissima frase che vi ripropongo: "La differenza tra la stupidità e il genio è che il genio ha i suoi limiti." È una frase di Albert Einstein.

Ci ho riflettuto un po' su questa frase, perché è molto forte. Si potrebbe applicare anche in un contesto di giustizia: la differenza tra l'onesto e il delinquente è che l'onesto ha i suoi limiti. Lo Stato è garante della legalità, ma per garantire la legalità deve stare nelle stesse regole, il delinquente no. È un grande problema, perché i prepotenti così hanno la libertà di calpestare le libertà altrui.

Ma sono certa che il bene trionfa sempre, perché chi agisce nella luce è sempre più forte e determinato rispetto a chi agisce nell'ombra.
30 nov 2025 alle 23:38
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Seconda stella a destra, questo è il cammino...

E ti prendono in giro se continui a cercarla
Ma non darti per vinto, perché
Chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle
Forse è ancora più pazzo di te

In questa bellissima canzone di Edoardo Bennato c'è una verità assoluta sui sogni. Credo che molte ragazze e molti ragazzi sognano un modo diverso, quasi utopico. Però i sogni, la speranza e la resilienza dei sognatori è un motore per tutti in questa epoca buia.

Io sono una grande sognatrice. Vorrei un mondo in cui non rimanga indietro nessuna persona, in cui la natura abbraccia le nostre città, in cui ci sia un piatto caldo sulla tavola di tutti.

Una volta una mia amica mi ha detto che sono troppo buona, finirò per farmi ammazzare da qualche serial killer perché mi fido troppo delle persone... forse sarà così, ma credo che la fiducia sia molto importante per raggiungere quell'isola che non c'è.

E visto che oggi per me è stata una brutta giornata, ho preferito scrivere questa riflessione, perché anche nelle piccole cose penso che domani potrà andare meglio.
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29 nov 2025 alle 23:39
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L'assalto alla redazione de' La Stampa ricorda molto quel 15 aprile 1919, quando i fascisti distrussero la redazione e le rotative de' L'Avanti, lo storico quotidiano socialista.

Un fatto grave e inaccettabile che va condannato senza se e senza ma, ma purtroppo i se i ma fioccano.

Fortunatamente la redazione era chiusa per sciopero, e quindi non c'era nessuno, ma questo è un brutto segnale che riporta agli anni bui del nostro paese, quegli Anni di Piombo in cui l'antistato tentò più volte di distruggere tutto ciò che era stato costruito dal 1946 a oggi, periodo in cui i giornalisti venivano gambizzati o messi per sempre a tacere.

Fate molta attenzione, la violenza genera sempre violenza, fino a quando non si spezza la ruota.
29 nov 2025 alle 19:04
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A Milano, in via Dezza, una mamma porta ogni giorno un girasole sul campo da basket in cui suo figlio 15enne morì nel 2017 per un malore.

E ogni giorno un idiota lo strappa via. Così la signora ha lasciato un bigliettino che recita: "Non strapparmi. Non mi sono più rialzato dopo essere caduto su questo campo. Questo girasole mi ricorda. Grazie, Alessandro"

L'idiota ovviamente ha tolto ancora una volta i girasoli e ha pensato di scrivere sul biglietto: "Se tutti mettono un fiore per ogni morto, Milano sarebbe una pattumiera"

Lasciando perdere la grammatica, questo gesto fa capire l'idiozia di questo individuo. Ma c'è una bella notizia. Dopo che i social hanno portato alla luce questa triste storia, da un paio di giorni la ringhiera si sta riempiendo di girasoli, portati da tantissime persone, soprattutto giovani, che hanno letteralmente riempito la ringhiera del campetto.

Va precisato che il girasole è il mio fiore preferito, quindi mi sono sentita doppiamente in dovere di partecipare, e quindi ho portato anche io un girasole.

All'idiota dico che un un girasole ti seppellirà:

Frequento Milano da quando ero piccolina, è una città bellissima, ma incompresa, perché queste bellezze sono da cercare in una metropoli sempre più caotica, sempre più lasciata a se stessa. Serve un occhio attento per trovare la bellezza a Milano.

Serve più empatia, serve più umanità, non solo a Milano. La spazzatura è ben altro di un girasole su una recinzione, in una città che diventa sempre meno curata, con scale che puzzano di piscio, mozziconi ovunque, graffiti non autorizzati, eccetera.

Oggi la bellezza l'ho vista in una recinzione di un campetto da basket. Una bellezza fatta di solidarietà.

Riflettici caro idiota e ricordati...
Non strapparmi. Non mi sono più rialzato dopo essere caduto su questo campo. Questo questi girasoli mi ricorda(no). Grazie, Alessandro
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28 nov 2025 alle 19:28
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Oggi fra i tanti scioperi, il più interessante è quello dei giornalisti, che, va sottolineato, hanno il contratto di lavoro (CCNL) scaduto da 10 anni.

Ho letto i comunicati dei giornalisti, e la risposta degli editori. Mentre trovo assolutamente giuste le ragioni dei giornalisti, trovo assolutamente ridicola la risposta degli editori, in una lettera che sostanzialmente scarica la colpa sul sindacato dei giornalisti, al dimezzamento delle entrate pubblicitarie e Google, Metà... ci manca solo che diano la colpa agli alieni.

Il solito problema dell'Italia... è sempre colpa degli altri.
Ma di fronte alle sfide che ha posto la società moderna, gli editori si sono arroccati nei loro castelli, invece che affrontare le problematiche con serietà.

Un esempio? Gli abbonamenti nei siti web dei giornali, a mio parere un forte ostacolo a chi volesse esercitare il proprio diritto al pluralismo d'informazione. È vero che i giornali si pagano, ma se da una parte ci sono i social, che ci offrono gratuitamente notizie semplici e rapide, e purtroppo spesso offerte da persone non qualificate, che volutamente o no, diffondono fake news, arroccarsi dietro gli abbonamenti rischia soltanto di deteriorare la già scarsa offerta di libera informazione.

Molte linee editoriali sono troppo marcate verso indirizzi politici, e nelle redazioni i giornalisti sono "ostaggi" di questo problema, e questo ricade anche su noi cittadini. La perdita di fiducia nelle istituzioni è anche colpa di queste scelte, e inevitabilmente i primi a pagare sono gli stessi giornalisti.

In tutto questo siamo uno dei paesi europei che legge più libri, ma al contrario siamo in coda alla classifica per chi legge giornali.

Invece che scaricare la colpa sugli altri, gli editori dovrebbero farsi due domande su questi problemi. Ma invece c'è sempre il gioco a ribasso sugli stipendi. Non mi meraviglia affatto.
28 nov 2025 alle 6:56
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28 nov 2025 alle 5:31
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Non so perché la gente ha fretta per natale, c'è già gente che ha tutti gli addobbi, c'è addirittura gente che ha già comprato i regali! Ma sapete che c'è? l'anno prossimo prepariamo tutto a ferragosto, che ne dite?

Per tradizione si preparano gli addobbi il giorno del'immacolata, mentre per chi fa parte dell'arcidiocesi di Milano si fa il giorno prima, giorno di Sant'Ambrogio.

Che tra l'altro il 7 dicembre è il mio giorno preferito. A Sant'Ambrogio c'è:

  • inanzitutto è festivo, niente scuola (va bè, quest'anno casca di domenica, però le scuole e le università chiudono).
  • c'è la fiera degli Oh bej! Oh bej! Con bancarelle piene di Dolci, prodotti enogastronomici, cianfrusaglie varie fatte a mano, ma soprattutto le firunatt (castagne al vapore stra buonissime). Per le più alternativine invece ci sono gli Alter Bej.
  • C'è la cerimonia dell'Ambrogino d'oro, benemerenza cittadina che premia chi si è distinto nel lavoro o in campo sociale.
  • C'è la Messa nella Basilica di Sant'Ambrogio, molto particolare perché al posto dell'omelia l'arcivescovo di Milano fa un lungo discorso alla cittadinanza, tra religione e vivere quotidiano, anche per chi non crede offre sempre spunti interessanti sulle problematiche vissute durante l'anno.
  • La sera c'è la Prima della Scala, il clou della giornata. Io non ci sono mai stata, ma ormai ogni anno viene trasmessa in TV.
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28 nov 2025 alle 0:07 (modificato)
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La Storia di Milano - Extra - Vestiti femminili dell'impero romano

In questo capitolo extra ci fermiamo un attimo nella Milano Imperiale, per osservare cosa vestivano le milanesi dell'antica Roma.

L'abbigliamento di epoca romana è molto simile in tutto l'impero, cambiano ovviamente stoffe e tessuti, ma più in base al proprio ceto e alle condizioni climatiche. I tessuti infatti sono tra i principali prodotti commerciali più costosi. Più lavorazione, più cura, più rarità, significava inevitabilmente maggior costo, tant'è che spesso si facevano in casa. Si usa soprattutto il cotone di pecora, ma nel nord Italia è importante coprirsi bene. Molto usata dunque anche la pelle e il feltro. Nelle Giornate calde invece le nobili potevano anche indossare vestiti in lino egiziano. Il tessuto più interessante però era il bisso, ricavato da un mollusco oggi estinto.L'intimo femminile: come per i maschi le donne indossavano il subligar, una via di mezzo tra un moderno perizoma e degli shorts olin stoffa leggera, usato principalmente ai bagni.A coprire il seno invece c'erano lo strophium (di derivazione greca) o il mammillare o una fascia pectoralis. Il subligar era molto usato soprattutto in palestre e terme, per essere libere da indumenti che impacciano o per tuffarsi liberamente nelle piscine. Era più semplice cambiarsi due fasce che non un intero indumento. Per la piscina si preferiva la fascia pectoralis, che come il subligar era di stoffa leggera, in genere cotone o lino.Il capo principe dell'abbigliamento romano era la tunica, sia per maschi che femmine. Quella femminile aveva tradizionalmente uno scollo a V. Sopra di essa, niente toga, riservata solo agli uomini (o imposta alle "donnacce"), ma una palla, una specie di mantellino, di seta nelle giornate calde, di pelle nelle giornate fredde.

Sopra ancora si poneva la stola: lunga e larga, un tubo di stoffa senza cuciture nella parte superiore che scendeva fino ai piedi, stretta in vita da una o due cinture, una più alta e l’altra sui fianchi, oppure una incrociata sui seni e poi passata intorno alla vita. Nella sua semplicità, la stola poteva essere modellata attraverso le pieghe, fermate poi dai cingulum, dei cinturini di stoffa. Il pregio del tessuto, le decorazioni e la sua conformazione definivano il rango della donna nella società. Molto importante anche il colore.

Tutto ciò ovviamente era proibito alle vestali, che dovevano vestire semplice e non dovevano mostrare neanche un lembo della propria pelle, a causa del voto di castità.Alle altre a cui era concessa l'arte della seduzione i cingulum modellavano punti precisi, oppure si lasciava una spalla scoperta. Per le meno pudiche c'era il babilonicum, che stringeva sedere e seno, mettendoli in evidenza.

Questo era l'abbigliamento di tutti i giorni, c'è tantissimo altro ancora purtroppo è lo spazio è poco.
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27 nov 2025 alle 0:19
Avatar Pali 🌻 Cultura
Mentre in Parlamento qualcuno affossa una legge giusta come quella sulla violenza sessuale, io stavo pensando che...

Chi sta brontolando in questi giorni non ha paura di finire in tribunale, nono, c'è una paura molto più grande: la paura di dover cambiare totalmente la cultura dell'uomo forte che conquista la donna.

Nessuno chiede che prima di un rapporto sessuale ci sia da firmare una liberatoria, ma bisogna pretendere che in un rapporto ci sia il consenso di entrambi le parti. Vi ricordo che esiste anche lo stupro maschile, quindi è si una questione di genere, perché oggi c'è una vera e propria emergenza, ma è soprattutto una questione di civiltà.

Si ha paura che sistemi di approccio, tollerati da questa società marcia, diventino illegali. Si ha paura che finalmente s'impari a leggere anche il/la partner. Se a qualcuno va bene prendere per i capelli una donna e portarla nella caverna, ululando invece che parlare, va bene, fanculo alla legge e torniamo alla preistoria. Ma se invece si desidera una società sana, fatta di rapporti umani veri e di rapporti sessuali sinceri, di sentimento, non bisogna avere paura di nulla.

E da questo punto di vista, la (in)capacità di leggere il corpo della partner si sposa perfettamente con l'educazione all'affettività.

Se un rapporto è vero e sincero, c'è una sintonia per il quale entrambi sanno quando c'è il consenso: lo dice il corpo, lo dice il volto. La vera paura è tornare a guardare una donna negli occhi e non al sedere. La vera paura è di prendersi le proprie responsabilità e di dimostrarsi veri uomini.

La vera paura è di impegnarsi ad amare veramente, ecco perché una cosa che non dovrebbe fare polemica invece la fa.
26 nov 2025 alle 7:17
Avatar Pali 🌻
In ogni attimo in cui io ti guardo negli occhi, vedo una persona che mi ama, quel bagliore che gli altri non hanno, lo vedo solo in te. Non posso sapere cosa provano gli altri, ma io so cosa provi tu per me. È questo che ci lega insieme.

Secondo te può colpirmi uno che si presenta dicendo: sei veramente una gran fica?

Tu, invece, hai saputo sin dall'inizio cosa è giusto dire, e cosa invece bisogna tenersi in quella cazzo di testa che hanno certi figaccioni. Perché non ho scelto loro ma te? Perché in te ho visto qualcosa di diverso.

Mi ricordo ancora quel tipetto un po' imbranato che all'inizio aveva paura pure a parlarmi, mi ricordo che durante le lezioni se i nostri sguardi si incrociavano tu diventati tutto rosso.

Non mi hai mai detto come vivere, come vestire o chi vedere, lo sai bene che odio la gelosia. Ti fidi sempre se esco anche con amici, e la tua fiducia è sempre stata ripagata. Ho i miei spazi con le mie amiche, ho i miei spazi intimi, e tu sei sempre lì al mio fianco al momento giusto, senza alcuna prevaricazione. È questo l'amore, e io so che mi ami.

E proprio perché c'è lo spazio giusto, c'è il momento giusto, in cui il mondo si spegne e siamo soltanto noi due, che ogni momento passato con te è prezioso e magico. Ogni bacio, ogni carezza, ogni bella parola, ogni luogo e avventura passata con te è un universo di emozioni indescrivibile.

E per questo che ti amo ancora come il primo giorno, grazie amore ❤️

Avete appena letto una lettera che ho scritto a mano, carta e penna vecchio stile, al mio fidanzato per il nostro anniversario. Nella mia scala di imbarazzo questa va sopra il mostrarmi nuda davanti a degli sconosciuti, ma la voglio pubblicare come memento mori, una specie di messaggio nella bottiglia da un luogo lontano.
25 nov 2025 alle 23:58
Avatar Pali 🌻
Vi faccio vedere una cosa tragicomica:

MonzaToday ieri apre con:MonzaToday oggi apre con:Dovevano arrivare bus elettrici, evidentemente durante il trasporto si sono trasformati in autobus a diesel.
25 nov 2025 alle 17:57
Avatar Pali 🌻 Cultura
La Storia di Milano, capitolo 13 - Massimiano e la capitale

La divisione dell'impero romano in due, per volere di Dioclezino, sposta totalmente gli equilibri politici dell'antica Roma. Da una parte c'è l'Impero Romano d'Oriente, con a capo Diocleziano, e dall'altra l'Impero Romano d'Occidente, con a capo Massimiano.È l'anno 286 e Mediolanum diventa il centro politico dell'Impero Romano d'Occidente. Milano diventa capitale. I due imperatori entrarono trionfalmente in città su un cocchio, con Diocleziano che si riservò l'appellativo di Giovio e Massimiano quello di Erculeo, nomi che resteranno impressi nella città di Milano.Mediolanum sotto Massimiano cambia volto. Inanzitutto viene costruito il Palazzo imperiale e il Mausoleo, anche se quest'ultimo non ospitò mai la sepoltura dei primi imperatori (il primo fu Valentiniano II nel 392). Inoltre riapre la Zecca, che per un certo periodo si trasferì a Ticinum (Pavia).Per la popolazione viene invece costruito il Circo e le Terme Erculee, che approfondiremo.Massimiano fece anche ampliare le mura d'età repubblicana a nord della città. Con la crescita negli anni infatti la prima cerchia muraria è troppo stretta, e molti edifici sono stati costruiti al di fuori. Un tratto ben conservato di queste nuove mura, dette mura massimiane, è rimasto ben conservato e oggi è visibile al interno del giardino del Museo Archeologico di Milano.

Milano rimane capitale dell'Impero Romano d'Occidente per due secoli esatti, 200 anni in cui è la città cresce e diventa la più maestosa dell'impero. Nel 380 il poeta Ausonio racconta: "A Mediolanum ogni cosa è degna di ammirazione, vi sono grandi ricchezze e numerose sono le case nobili. La popolazione è di grande capacità, eloquenza ed affabile. La città si è ingrandita ed è circondata da una duplice cerchia di mura. Vi sono il circo, dove il popolo gode degli spettacoli, il teatro con le gradinate a cuneo, i templi, la rocca del palazzo imperiale, la zecca, il quartiere che prende il nome dalle terme Erculee. I cortili colonnati sono adornati di statue di marmo, le mura sono circondate da una cinta di argini fortificati. Le sue costruzioni sono una più imponente dell'altra, come se fossero tra loro rivali, e non ne diminuisce la loro grandezza neppure la vicinanza a Roma."

Due secoli in cui crescerà anche il potere religioso. Nei prossimi capitoli visitiamo virtualmente i nuovi edifici di età imperiale, per poi seguire l'uomo più iconico nella storia di Milano.
25 nov 2025 alle 10:38
Avatar Pali 🌻
Ultima e la pianto: La scrittura è la geometria dell'anima...

La punteggiatura è l'ipotenusa.
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25 nov 2025 alle 8:42
Hint @ 2026