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Come per gli altri edifici di epoca romana, la Milano che soppiantò quella di origine romana lascia tracce anche per il Palazzo Imperiale. Questa volta è una Chiesa a suggerire la presenza della residenza dell'imperatore: la chiesa di San Giorgio al Palazzo.
Il Palazzo Imperiale fu voluto da Massimiano dopo che Milano divenne Capitale dell'Impero Romano d'Occidente. Era collocato nella parte sud della città, la più esclusiva, fatta soprattutto di domus di grande prestigio. Al suo interno accoglieva la residenza dell'imperatore e della sua corte, i locali di rappresentanza e amministrativi, nonché terme private, presidi militari fissi, luoghi di culto privati e aree residenziali.
I resti sono oggi visibili in via Brisa, ma si fatica a farsi un idea della maestosità di questo edificio quando era ancora in piedi. L'esterno ad esempio era costituito da un colonnato, ricco di decorazioni, e ovviamente anche gli interni erano curati in ogni minimo dettaglio, con stanze immerse tra mosaici e sculture.
Come molti altri edifici di epoca romana, nel medioevo si approfittò dell'abbandono del Palazzo Reale (o quel che ne restava) per risparmiare sui materiali di nuovi edifici, e così le sue macerie furono impiegate in altri edifici. L'unica colonna integra giunta a noi non la troverete tra i resti archeologici: si tratta della colonna del diavolo. Un mistero sul perché si trovi di fianco alla Basilica di Sant'Ambrogio. Tante sono le leggende, tra le più conosciute c'è quella in cui Sant'Ambrogio affrontò il Diavolo fuori dalla Basilica, e i due fori alla base sono un segno dell'incoronata del demonio. Un altra credenza popolare attribuisce la sua posizione all'ingresso per il fiume Stige, il fiume maggiore dell'inferno, tant'è che se si avvicina l'orecchio nei due fori, si dovrebbe sentire il gorgogliare del corso d'acqua. Stando alla realtà invece, si potrebbe invece attribuire a una lapide funeraria, molto economica, del preesistente cimitero paleocristiano.
Non era l'edificio più possente, ma certamente era il più esteso. La città romana di Mediolanum aveva il circo, e non è una cosa scontata, perché a differenza degli anfiteatri e dei teatri, presenti in ogni città, nel nord Italia era l'unica struttura di questo genere, assieme a quello di Aquileia. La gestione di un circo infatti aveva costi altissimi, ma dopo che Massimiano scelse Milano come capitale del suo impero, non ville farsi mancare nulla.
Massimiano inoltre era un grande appassionato di corse di cavalli, tant'è che il circo romano di Milano fu collocato nell'area a sud-est, a ridosso delle mura, proprio di fianco al Palazzo Imperiale. Un tunnel segreto metteva in collegamento la residenza di Massimiano con il pulvinar (il palco dove l'imperatore assisteva agli spettacoli). Assistere a corse di bighe e quadrighe era una delle poche occasioni per vedere l'imperatore in ambito pubblico.
Della grande struttura rimane ben poco, perlopiù fondamenta ritrovate in qualche cantina, non visitabile ma ben conservata. La parte meglio conservata è la torre occidentale dei carceres, luogo di partenza delle bighe e delle quadrighe.
Una singola corsa durava 7 giri, e poteva durare tra i 20 e i 30 minuti, per una copertura totale di 5-7 chilometri.
L'intimo femminile: come per i maschi le donne indossavano il subligar, una via di mezzo tra un moderno perizoma e degli shorts olin stoffa leggera, usato principalmente ai bagni.
A coprire il seno invece c'erano lo strophium (di derivazione greca) o il mammillare o una fascia pectoralis. Il subligar era molto usato soprattutto in palestre e terme, per essere libere da indumenti che impacciano o per tuffarsi liberamente nelle piscine. Era più semplice cambiarsi due fasce che non un intero indumento. Per la piscina si preferiva la fascia pectoralis, che come il subligar era di stoffa leggera, in genere cotone o lino.
Il capo principe dell'abbigliamento romano era la tunica, sia per maschi che femmine. Quella femminile aveva tradizionalmente uno scollo a V. Sopra di essa, niente toga, riservata solo agli uomini (o imposta alle "donnacce"), ma una palla, una specie di mantellino, di seta nelle giornate calde, di pelle nelle giornate fredde.
Alle altre a cui era concessa l'arte della seduzione i cingulum modellavano punti precisi, oppure si lasciava una spalla scoperta. Per le meno pudiche c'era il babilonicum, che stringeva sedere e seno, mettendoli in evidenza.
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Dovevano arrivare bus elettrici, evidentemente durante il trasporto si sono trasformati in autobus a diesel.
È l'anno 286 e Mediolanum diventa il centro politico dell'Impero Romano d'Occidente. Milano diventa capitale. I due imperatori entrarono trionfalmente in città su un cocchio, con Diocleziano che si riservò l'appellativo di Giovio e Massimiano quello di Erculeo, nomi che resteranno impressi nella città di Milano.
Mediolanum sotto Massimiano cambia volto. Inanzitutto viene costruito il Palazzo imperiale e il Mausoleo, anche se quest'ultimo non ospitò mai la sepoltura dei primi imperatori (il primo fu Valentiniano II nel 392). Inoltre riapre la Zecca, che per un certo periodo si trasferì a Ticinum (Pavia).
Per la popolazione viene invece costruito il Circo e le Terme Erculee, che approfondiremo.
Massimiano fece anche ampliare le mura d'età repubblicana a nord della città. Con la crescita negli anni infatti la prima cerchia muraria è troppo stretta, e molti edifici sono stati costruiti al di fuori. Un tratto ben conservato di queste nuove mura, dette mura massimiane, è rimasto ben conservato e oggi è visibile al interno del giardino del Museo Archeologico di Milano.