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A Milano, in via Dezza, una mamma porta ogni giorno un girasole sul campo da basket in cui suo figlio 15enne morì nel 2017 per un malore.

E ogni giorno un idiota lo strappa via. Così la signora ha lasciato un bigliettino che recita: "Non strapparmi. Non mi sono più rialzato dopo essere caduto su questo campo. Questo girasole mi ricorda. Grazie, Alessandro"

L'idiota ovviamente ha tolto ancora una volta i girasoli e ha pensato di scrivere sul biglietto: "Se tutti mettono un fiore per ogni morto, Milano sarebbe una pattumiera"

Lasciando perdere la grammatica, questo gesto fa capire l'idiozia di questo individuo. Ma c'è una bella notizia. Dopo che i social hanno portato alla luce questa triste storia, da un paio di giorni la ringhiera si sta riempiendo di girasoli, portati da tantissime persone, soprattutto giovani, che hanno letteralmente riempito la ringhiera del campetto.

Va precisato che il girasole è il mio fiore preferito, quindi mi sono sentita doppiamente in dovere di partecipare, e quindi ho portato anche io un girasole.

All'idiota dico che un un girasole ti seppellirà:

Frequento Milano da quando ero piccolina, è una città bellissima, ma incompresa, perché queste bellezze sono da cercare in una metropoli sempre più caotica, sempre più lasciata a se stessa. Serve un occhio attento per trovare la bellezza a Milano.

Serve più empatia, serve più umanità, non solo a Milano. La spazzatura è ben altro di un girasole su una recinzione, in una città che diventa sempre meno curata, con scale che puzzano di piscio, mozziconi ovunque, graffiti non autorizzati, eccetera.

Oggi la bellezza l'ho vista in una recinzione di un campetto da basket. Una bellezza fatta di solidarietà.

Riflettici caro idiota e ricordati...
Non strapparmi. Non mi sono più rialzato dopo essere caduto su questo campo. Questo questi girasoli mi ricorda(no). Grazie, Alessandro
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28 nov 2025 alle 19:28

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