Oggi fra i tanti scioperi, il più interessante è quello dei giornalisti, che, va sottolineato, hanno il contratto di lavoro (CCNL) scaduto da 10 anni.
Ho letto i comunicati dei giornalisti, e la risposta degli editori. Mentre trovo assolutamente giuste le ragioni dei giornalisti, trovo assolutamente ridicola la risposta degli editori, in una lettera che sostanzialmente scarica la colpa sul sindacato dei giornalisti, al dimezzamento delle entrate pubblicitarie e Google, Metà ... ci manca solo che diano la colpa agli alieni.
Il solito problema dell'Italia... è sempre colpa degli altri.
Ma di fronte alle sfide che ha posto la società moderna, gli editori si sono arroccati nei loro castelli, invece che affrontare le problematiche con serietà .
Un esempio? Gli abbonamenti nei siti web dei giornali, a mio parere un forte ostacolo a chi volesse esercitare il proprio diritto al pluralismo d'informazione. È vero che i giornali si pagano, ma se da una parte ci sono i social, che ci offrono gratuitamente notizie semplici e rapide, e purtroppo spesso offerte da persone non qualificate, che volutamente o no, diffondono fake news, arroccarsi dietro gli abbonamenti rischia soltanto di deteriorare la già scarsa offerta di libera informazione.
Molte linee editoriali sono troppo marcate verso indirizzi politici, e nelle redazioni i giornalisti sono "ostaggi" di questo problema, e questo ricade anche su noi cittadini. La perdita di fiducia nelle istituzioni è anche colpa di queste scelte, e inevitabilmente i primi a pagare sono gli stessi giornalisti.
In tutto questo siamo uno dei paesi europei che legge più libri, ma al contrario siamo in coda alla classifica per chi legge giornali.
Invece che scaricare la colpa sugli altri, gli editori dovrebbero farsi due domande su questi problemi. Ma invece c'è sempre il gioco a ribasso sugli stipendi. Non mi meraviglia affatto.