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La Storia di Milano - Extra - Vestiti femminili dell'impero romano

In questo capitolo extra ci fermiamo un attimo nella Milano Imperiale, per osservare cosa vestivano le milanesi dell'antica Roma.

L'abbigliamento di epoca romana è molto simile in tutto l'impero, cambiano ovviamente stoffe e tessuti, ma più in base al proprio ceto e alle condizioni climatiche. I tessuti infatti sono tra i principali prodotti commerciali più costosi. Più lavorazione, più cura, più rarità, significava inevitabilmente maggior costo, tant'è che spesso si facevano in casa. Si usa soprattutto il cotone di pecora, ma nel nord Italia è importante coprirsi bene. Molto usata dunque anche la pelle e il feltro. Nelle Giornate calde invece le nobili potevano anche indossare vestiti in lino egiziano. Il tessuto più interessante però era il bisso, ricavato da un mollusco oggi estinto.L'intimo femminile: come per i maschi le donne indossavano il subligar, una via di mezzo tra un moderno perizoma e degli shorts olin stoffa leggera, usato principalmente ai bagni.A coprire il seno invece c'erano lo strophium (di derivazione greca) o il mammillare o una fascia pectoralis. Il subligar era molto usato soprattutto in palestre e terme, per essere libere da indumenti che impacciano o per tuffarsi liberamente nelle piscine. Era più semplice cambiarsi due fasce che non un intero indumento. Per la piscina si preferiva la fascia pectoralis, che come il subligar era di stoffa leggera, in genere cotone o lino.Il capo principe dell'abbigliamento romano era la tunica, sia per maschi che femmine. Quella femminile aveva tradizionalmente uno scollo a V. Sopra di essa, niente toga, riservata solo agli uomini (o imposta alle "donnacce"), ma una palla, una specie di mantellino, di seta nelle giornate calde, di pelle nelle giornate fredde.

Sopra ancora si poneva la stola: lunga e larga, un tubo di stoffa senza cuciture nella parte superiore che scendeva fino ai piedi, stretta in vita da una o due cinture, una più alta e l’altra sui fianchi, oppure una incrociata sui seni e poi passata intorno alla vita. Nella sua semplicità, la stola poteva essere modellata attraverso le pieghe, fermate poi dai cingulum, dei cinturini di stoffa. Il pregio del tessuto, le decorazioni e la sua conformazione definivano il rango della donna nella società. Molto importante anche il colore.

Tutto ciò ovviamente era proibito alle vestali, che dovevano vestire semplice e non dovevano mostrare neanche un lembo della propria pelle, a causa del voto di castità.Alle altre a cui era concessa l'arte della seduzione i cingulum modellavano punti precisi, oppure si lasciava una spalla scoperta. Per le meno pudiche c'era il babilonicum, che stringeva sedere e seno, mettendoli in evidenza.

Questo era l'abbigliamento di tutti i giorni, c'è tantissimo altro ancora purtroppo è lo spazio è poco.
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27 nov 2025 alle 0:19

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