@Pali Hints
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Gemini adesso può creare musica!
19 feb 2026 alle 12:37
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Tutto è iniziato il 14 novembre 1985 a Padova. Su un letto della sala operatoria presso la Cardiochirurgia dell'Azienda Ospedaliera Universitaria c'era Ilario Lazzari un falegname di 39 anni. Il 14 novembre 1985 il professor Vincenzo Gallucci completò il primo trapianto di cuore in Italia con successo.In quegli anni '80 non erano le cliniche private a fare grande (perché si, un tempo lo era) la sanità italiana. C'era un Sistema Sanitario Nazionale avanzato, tra i migliori al mondo. A fare da traino fu la ricerca universitaria.

Oggi la medicina italiana è tra le migliori al mondo, ma è retta da un sistema marcio di business, dove i pazienti sono diventati numeri e gli ospedali sono aziende. Bisogna far quadrare i bilanci, e per sostenere il tutto non servono più uomini come il professor Vincenzo Gallucci, servono i manager, fantocci che sanno soltanto contare spicci, che girano con super macchine mentre l'intero sistema crolla. Perché si, la sanità è una risorsa che muove molto denaro e fa comodo per il politico infilare nell'azienda sanitaria l'amico dell'amico, perché sono voti in più.

È un sistema che ogni tanto si inceppa, e solo in quel momento che caschiamo dal pero, quando un bimbo viene condannato a morte da un errore medico, o quando ci viene indicata la data più vicina nel 2027 per una mammografia. Fermarsi all'errore medico è troppo semplice, perché il sistema di donazione e trapianti, nonostante oggi possa sembrare fallato, è ancora tra i più avanzati al mondo.

Abbiamo personale medico che è stimato in ogni dove, tranne che in Italia. Li avete dimenticati. Erano eroi su un campo di battaglia durante il covid. Ma i generali, come in qualsiasi guerra, sono nascosti nelle loro torri d'avorio. Non importa se chi dà il 100% ogni giorno, lavora ogni giorno oltre il limite. I pronto soccorso sono al collasso, gli ambulatori chiudono, sovraccaricando ulteriormente quei pochi presidi che rimangono aperti.

Io ripongo la più totale fiducia, pur non cieca ma vigile, sul sistema sanitario nazionale e su tutta la macchina di pronto intervento. Spiace tantissimo, com'è giusto che sia, per quanto accaduto al piccolo Domenico, ma soltanto con questa fiducia si può cambiare il sistema. La sanità italiana è un edificio che rischia di crollare, possiamo fermarci a vedere le colonne piegarsi, oppure possiamo avere il coraggio di essere noi le colonne portanti. Tante di queste colonne però si stanno arrendendo: il 13,7%, è il numero in crescita di chi in Italia sottoscrive un assicurazione sanitaria. Pagano una macchina che hanno già pagato praticamente. E intanto sulle torri d'avorio i manager brindano sulla tragedia di un bimbo di 2 anni
19 feb 2026 alle 0:04 (modificato)
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Anonimo
Originale
il clitoride ha anche un cappuccino di pelle come quello dei maschi
tubercolo genitale... il vostro pipo nasce alla stessa maniera in cui nasce la nostra farfallina. È più esatto dire il contrario tra l'altro, perché il vostro pipo "cade" li sotto più tardi, mentre nel nostro corpo si chiude dentro.
17 feb 2026 alle 23:47
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Questo qua è stato il primo telefono:Era un Alcatel GlamPhone Elle No. 1

Risalente al 2005, era di mia mamma e me lo diede a me a 13 anni, nel 2014. Strano a dirsi ma i telefoni all'epoca duravano un casino.

Nonostante fosse preistorico a me piaceva un casino. Per chi non lo sapesse Elle è una prestigiosissima rivista di moda, e questo fu il primo telefono dedicato ad un pubblico interamente femminile. Pensate che quando era in standby lo schermo si trasformava in specchio per truccarsi. Ero un po' indietro coi tempi, ma non me ne fregava niente, a me piaceva, fine... e infatti l'ho tenuto fino a quando non si è acceso più.Il suo sostituto è stato BlackBerry Curve 8530 anche lui durato veramente tanto. Con lui ho vissuto le mie prime uscite fuori città. Io e le mie amiche andavamo al Fabrique di Milano, che organizzava un casino di dj set per under 18.Il mio primo smartphone fu il Samsung Galaxy S8... vita breve, poverino, mamma ci fece cadere sopra una pentola. Così prendemmo il Samsung Galaxy S9, appena uscito.

Poi ho avuto l'LG Velvet, ultimo smartphone della casa coreana... e infine il mio attuale un Oppo (bho non so il modello e non me ne frega niente, tanto ormai sono tutti uguali).

Il primo amore non si scorda mai, e credo che neanche il primo telefono non si scorda mai, certo con gli smartphone fai praticamente tutto ormai, ma c'era un qualcosa di magico in quel mio primo telefono.
17 feb 2026 alle 23:34
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Il sogno più assurdo che ho fatto è ambientato in un paesino di campagna di Pavia. Ero a casa del mio ex, stavo andando a buttare le bottiglie di vetro alla campana. Dal fondo della via un rumore sempre più forte, mentre sopraggiunge una mietitrebbia gigantesca, però aveva una specie di tamburo lecca-lecca. Correva verso di me, io sono corsa via, ma giunto alla curva si ribalta. Li ero girata e non ho visto, ma ho sentito un botto gigantesco. Mi giro e non c'era più niente.
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16 feb 2026 alle 10:47 (modificato)
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È Auguri! in codice binario

Il computer compie 80 anni. 🎂

Il primo fu l'ENIAC, un calcolatore elettronico programmabile che occupava un intera stanza.180 metri quadrati, 30 tonnellate di peso e 7.200 ore di lavoro per costruirlo.

A progettarlo furono due americani J. Presper Eckert e John Mauchly.

La sua programmazione invece venne curata da un team tutto femminile: Fran Bilas, Jean Jennings, Ruth Lichterman, Kay McNulty, Betty Snyder, Marlyn Wescoff e Ada Lovelace.
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16 feb 2026 alle 9:54 (modificato)
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Non è una casualità se gli atleti olimpici sono tutti dei figaccioni incredibili.

Guardate che pettorali e che fisicaccio ha il norvegese Johannes Klæbo...Anche le atlete sono molto carine, sabato in metropolitana ad esempio ho incontrato lei:Jutta Leerdam è una delle atlete di punta dell'Olanda, molto attiva sui social, ma soprattutto davvero talentuosa nella sua disciplina.

A mio parere l'italiano più bello è lui, Davide GhiottoSport è salute, salute è bellezza. Almeno finché non ti gonfi il pene per volare più in alto 😒
16 feb 2026 alle 9:06
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Sistemare la pista Eugenio Monti di Cortina d'Ampezzo è costato 118 milioni.

È stata la struttura olimpica che ha fatto più polemica ed è stata la spesa più complessa di questo evento.

Ho trovato un articolo del Fatto Quotidiano, risalente al 2022: in Italia avevamo 17 i praticanti di bob in tutta Italia, 13 di skeleton e 23 di slittino. 53 in totale. 53 ragazze e ragazzi che dal 2018 in poi non avevano una struttura all'altezza per praticare la propria passione. In Italia facciamo tanta fatica ad accettare l'utilità di qualcosa che è fuori dal nostro interesse, principalmente perché facciamo fatica a dare continuità alla bellezza. Siamo grandi costruttori, ma siamo anche grandi distruttori insomma. Io dico che ci sono 118 milioni di ragioni per aver sistemato questa struttura per le Olimpiadi invernali, la prima è che mai nella storia di questo evento globale abbiamo fatto così bene dal punto di vista dei risultati. Il record bissato ieri per il nostro medagliere è stato possibile anche grazie all'oro di Andrea Voetter e Marion Oberhofer e all'oro di Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner.

Ci sono anche 118 milioni di ragioni per supportare il suo funzionamento anche dopo le olimpiadi. Quel numero deve crescere, supportato dalla federazione sportiva e dal CONI. È costata troppo? Siamo sicuri? In Italia l'inattività sportiva ci costa 1 miliardo all'anno in spese sanitarie dirette. Invece che demonizzare la passione di pochi, bisogna muovere le chiappe dalla poltrona e andare a conoscere più sport possibili, contribuendo a fare crescere quei numeri.

È il paradosso di Milano, che nonostante la sua lunga e vincente tradizione sull'Hockey, si trova a non avere più una struttura all'altezza, il PalaAgorà chiuso e abbandonato da anni, rimane lì, ma non è l'unico. Motivo per cui l'arena di Rho deve rimanere assolutamente aperta, sarebbe una sconfitta enorme chiuderla. Stanno scomparendo le piscine, stanno scomparendo le piste d'atletica e uno dei settori in cui siamo un eccellenza diventa sempre più costoso. Varrebbe la pena ad esempio organizzare qualche open day al Vigorelli di Milano, portando i ciclisti della domenica in una pista leggendaria, ma l'amministrazione cittadina preferisce investire in piste ciclabili che sono più tortuose della pista di bob di cui abbiamo parlato all'inizio, in mezzo allo smog delle macchine in coda.

Lo sport è una delle nostre eccellenze da proteggere, da coltivare e da incoraggiare, non certamente da demonizzare.
16 feb 2026 alle 8:42
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L'opera lirica come mezzo di propaganda risorgimentale; se ci pensate è paradossale, visto che l'opera lirica è stata fortemente promossa in Italia proprio dagli austriaci. È il 1859, nelle strade di Milano, una sera comparvero delle scritte sui muri: VIVA VERDI. Poi ancora, giorno dopo giorno, di contrada in contrada, il messaggio sui muri era sempre lo stesso: W Verdi, Viva Verdi, Viva Verdi. La polizia vedeva in queste scritte una semplice ammirazione popolare per il maestro Giuseppe Verdi, compositore di grande talento, proveniente dal Ducato di Parma.

Quelle scritte però hanno un messaggio nascosto, un messaggio che sarà determinante per destare gli animi degli italiani all'insurrezione.

Per capire cosa sta succedendo dobbiamo tornare indietro nel 1840. Giuseppe Verdi a Milano ha trovato la sua consacrazione artistica, componendo le musiche per i più importanti librettisti. Il Teatro alla Scala è il centro del mondo dal punto di vista musicale, il punto di arrivo per un qualsiasi musicista. Una carriera brillante che però rischia di interrompersi. Immaginate dover scrivere le musiche di un opera buffa, mentre i vostri amati figli diventano sempre più fragili. Un giorno di regno fu un flop totale, a cui seguì la morte dei due figli e in seguito della moglie. Verdi è un uomo distrutto, svuotato di tutti i suoi affetti. Decide che non avrebbe mai più scritto una nota e chiese all'impresario della Scala, Bartolomeo Merelli, di sciogliere il suo contratto.

Merelli però ha conosciuto il miglior Verdi e da grande impresario sa che quella non è la fine. Nel frattempo il librettista Temistocle Solera stava scrivendo delle parole che avrebbero cambiato la storia: "O mia patria sì bella e perduta! O membranza sì cara e fatal!". Solera scrive e scrive, ispirato alla prigionia degli ebrei a Babilonia, nell'Antico Testamento. Completato il libretto, lo consegna a Merelli.

In un incontro quasi casuale, una sera Merelli ritrova nuovamente Giuseppe Verdi, deperito e visibilmente provato. Gli consegna a fatica il libretto, insistendo fino allo sfinimento. Tornato a casa, Verdi lancia quel libretto sul tavolo, che si apre lì su due pagine. L'occhio cade su quelle parole, che lo illuminano con una forza dirompente: "Va, pensiero, sull'ali dorate. Va, ti posa sui clivi, sui colli". Parole che rimbalzano nella mente di Verdi durante tutta la notte. Nella sua testa quelle parole hanno già una musica. Non riesce a dormire e il giorno seguente inizia a scrivere quello che sarà uno dei più famosi brani d'opera della storia.

Il 9 marzo 1842 fu un giorno storico. Al Teatro alla Scala chi ascoltò quella prima non vide gli ebrei prigionieri a Babilonia, ma vide i milanesi assoggettati dagli austriaci e in seguito un urlo di libertà, da censurare agli occhi degli austriaci: Viva VERDI (Vittorio Emanuele Re D'Italia).

La rinascita di Verdi fu la rinascita di un paese intero.
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16 feb 2026 alle 7:51
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Nuova polemica olimpica... il condom gate al villaggio olimpico di Milano.

Chi è che sta rubando i preservativi agli atleti?

La loro fornitura è obbligatoria dal 1988, è un requisito imposto dal CIO nella Carta Olimpica, scelta per sensibilizzare gli atleti sul tema delle malattie sessualmente trasmissibili.

Regione Lombardia ha fornito soltanto un numero molto esiguo agli atleti e sono esauriti in poco tempo. MA si pensa che molti di questi sono stati rivenduti da qualcuno "in nero".

Vizio italico che abbiamo visto anche con la mascotte Tina. Il peluche simbolo dei giochi olimpici è letteralmente scomparso dagli store online (io l'ho comprato prima delle olimpiadi, tiè). Dietro tutto questo c'è il reselling, un fenomeno web che trova il suo lato peggiore negli oggetti di tendenza.

Un individuo compra 40 prodotti a 13 (o li ruba nel caso dei preservativi) e li rivende a un prezzo maggiorato per ricavarne profitto. Uno, due, tre... Sold out in poco tempo. Tutto lecito nel caso dei peluche, ma il problema è che domanda e offerta, colonna portante del mercato libero, sono totalmente ribaltate...

Dalla PlayStation 5 alle curiose scarpe della Lidl, il fenomeno non è nuovo, ma trova il suo lato più spregevole in una manifestazione sportiva così importante. Mancano regole più stringenti e la medaglia d'oro passa dunque a chi è più furbo.
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15 feb 2026 alle 10:57
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In questo francobollo sovietico c'è una raffigurazione dei soldati che innalzano la bandiera della Vittoria sui resti del Reichstag di Berlino. È il 1° maggio 1945 e il regime nazista è decaduto. Berlino però non è libera. La città viene divisa in quattro settori, occupati da francesi, americani, inglesi e sovietici. Poi la Germania viene divisa in due, prima idealmente e poi fisicamente. Berlino viene spaccata in due da un muro, eretto nel 1961. È all'ombra di questo muro che nasce il brano di questa storia.

Una storia che inizia con due ragazzi all'aeroporto, un inglese e un americano, in fuga da un mostro capace di divorare corpo e anima: la cocaina. È il momento più buio per queste due leggende del rock e a Berlino Ovest vivono il dramma di quella spaccatura nella città. Ma in quel dramma, risorgono dalle proprie ceneri. David Bowie e Iggy Pop seguono due percorsi diversi a livello professionale, ma sono grandi amici e si supportano nel loro percorso di disintossicazione.

Il successo è la malattia, la musica è la cura. Bowie conosce i Kraftwerk, tra i pionieri della musica elettronica. Il gruppo tedesco avrà una forte influenza nel nuovo album del duca bianco, l'inizio della cosiddetta trilogia berlinese, tre album che cambieranno la storia del rock, della musica e della storia della Germania.

Ed è durante l'incisione del secondo album di questa trilogia all'ombra di quel muro, che Bowie avrà l'ispirazione per un brano che entrerà nella storia. Gli Hansa Studio sono proprio affacciati sul Muro di Berlino. Dalle finestre Bowie vede le torrette con i militari e la polizia di frontiera a presidiare il confine, ma vede anche qualcosa di eccezionale: la potenza immensa di un bacio tra una coppia proprio sotto quel muro. Quella coppia era il produttore discografico Tony Visconti con la cantante Antonia Maaß. Visconti era sposato e in questa relazione clandestina, David vide qualcosa di magico, di eroico.

Nel 1977 Heroes nacque sotto il muro di Berlino. 10 anni dopo tornò a Berlino con un concerto davvero significativo. Torniamo dunque di fronte al Reichstag di Berlino, di fianco ancora una volta a quel muro. La sera del 6 giugno 1987, Heroes risuonò anche a Berlino Est, Bowie volle girare le casse verso il muro, per fare ascoltare il concerto a tutti i berlinesi. Fu un momento storico, con molti giovani che si avvicinarono a quel confine invalicabile per ascoltare Heroes. Fu la prima crepa in quel muro. Gli eroi capaci di amare fuori dalle regole e dagli schemi furono protagonisti il 9 novembre 1989, quando quel muro che divise per 28 anni divise Berlino fu fatto cadere.

Il 10 gennaio 2016, con la scomparsa del duca bianco, il cancelliere tedesco ringraziò la rockstar per aver contribuito a riunire culturalmente le due Germanie, perché tutti noi possiamo essere eroi, solo per un giorno, ma il vero eroe è chi ha scritto una canzone entrata nella storia.
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15 feb 2026 alle 10:07
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12 settembre 1998: nella piccola cittadina lecchese di Molteno due ali di folla accompagnano l'ultimo viaggio di un gigante della musica leggera italiana. Il canto libero si è fermato il 9 settembre precedente in una clinica a Milano.

I funerali si sono svolti in forma strettamente privata, con una ventina di parenti e amici stretti. Tra questi c'è uno dei protagonisti della nostra storia: il paroliere Mogol, scrittore di molti testi leggendari della storia musicale italiana. Lucio Battisti non c'è più, la sua prematura scomparsa però è l'inizio della nostra storia.

Una storia che inizia con un giovane della periferia milanese, diventato molto velocemente tra gli artisti di maggior successo di questo periodo: Adriano Celentano, che assieme a sua maestà Mina, segna un epoca. In quel 1998 la coppia musicale ha un successo strepitoso, consacrato dall'album Mina Celentano. Non c'è da sedersi sugli allori però, e Celentano torna subito a lavorare sul suo nuovo album. Al suo fianco c'è un personaggio con tante idee e mille note: Gianni Bella. Bella chiama con sé quel gigante che abbiamo visto all'inizio della storia. Bella la musica, Mogol i testi. Nascono brani bellissimi come Gelosia e Le Pesche d'inverno. Manca però qualcosa... i due pensano a un qualcosa di nuovo, parlare di amore e sentimenti è molto frequente, ciascun artista ha il suo cavallo di battaglia, ma vogliono qualcosa di diverso, di nuovo. Bella fa un giro di chitarra che fa scattare in Mogol la scintilla... la timidezza! Quanti amano ma non trovano le parole per esprimerlo? Diamo voce a chi non sa parlare di amore. "tra le mie braccia dormirai, serenamente..." le parole accompagnano le musiche di Gianni Bella in una maniera spontanea, quasi come se fossero già scritte. Quando Celentano ascolta per la prima volta il brano capisce subito il potenziale enorme. 4 minuti di pura poesia, con la voce malinconica di Celentano e quella chitarra che tanti ragazzi vorrebbero suonare per la propria amata, danno origine a uno dei brani di maggior successo nella storia musicale italiana. Nacque così L'emozione non ha voce: 11 settimane al primo posto nelle classifiche nazionali e nella top 50 della FIMI per 101 settimane consecutive... un record.
14 feb 2026 alle 7:28 (modificato)
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Vi do un consiglio importante: non nascondetevi a San Valentino. Non avete la fidanzata o il fidanzato? Pazienza! Anzi, è il momento migliore per trovare la vostra dolce metà.

Se ad esempio uscite da soli al ristorante potreste trovare una coppia che litiga, lui magari la lascia proprio il giorno di San Valentino. Non c'è approccio migliore che consolare una donna ferita proprio nel giorno di San Valentino.

Non succede... ma se succede? La vita è imprevedibile e non si vince se non si gioca. Pensate ad esempio a quanti saranno fisicamente o mentalmente nella partita Inter-Juventus, in tal caso vi giocate la carta amante premuroso.
13 feb 2026 alle 23:53
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Algharis la yakul altamrChi pianta la palma non mangia datteri

È un antico proverbio arabo. Il dattero è un frutto che cresce molto lentamente, un tempo ci volevano tantissimi anni. Anche se le tecniche di coltivazione hanno ridotto il tempo medio a 3-8 anni, rimane un periodo molto lungo.

La figura del dattero rappresenta dunque il dono alle future generazioni.
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13 feb 2026 alle 23:42
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Nota: I numeri sotto sono le medaglie vinte dall'Italia

🇫🇷 Chamonix 1924🥇0🥈0🥉0

🇨🇭 St. Moritz 1928🥇0🥈0🥉0

🇺🇲 Lake Placid 1932🥇0🥈0🥉0

🇩🇪 Garmisch-Partenkirchen 1936🥇0🥈0🥉0

🇨🇭 St. Moritz 1948🥇1🥈0🥉0

🇳🇴 Oslo 1952🥇1🥈0🥉1

🇮🇹 Cortina 1956🥇1🥈2🥉0

🇺🇲 Squaw Valley 1960🥇0🥈0🥉1

🇦🇹 Innsbruck 1964🥇0🥈1🥉3

🇫🇷 Grenoble 1968🥇4🥈0🥉0

🇯🇵 Sapporo 1972🥇2🥈2🥉1

🇦🇹 Innsbruck 1976🥇1🥈2🥉1

🇺🇲 Lake Placid 1980🥇0🥈0🥉2

🇧🇦 Sarajevo 1984🥇2🥈0🥉0

🇨🇦 Calgary 1988🥇2🥈1🥉2

🇫🇷 Albertville 1992🥇4🥈6🥉4

🇳🇴 Lillehammer 1994🥇7🥈5🥉8

🇯🇵 Nagano 1998🥇2🥈6🥉2

🇺🇲 Salt Lake City 2002🥇4🥈4🥉5

🇮🇹 Torino 2006🥇5🥈0🥉6

🇨🇦 Vancouver 2010🥇1🥈1🥉3

🇷🇺 Soči 2014🥇0🥈3🥉5

🇰🇷 Pyeongchang 2018🥇3🥈2🥉5

🇨🇳 Pechino 2022🥇2🥈7🥉8

🇮🇹 Milano Cortina 2026 (in corso)🥇6🥈3🥉9
13 feb 2026 alle 16:33 (modificato)
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Questa immagine ha un significato immenso, è un episodio che ha cambiato la storia di uno sport e ha determinato la salvezza di migliaia di vite umane.

È stata scattata il 1° maggio 1994. Questo elicottero è diretto all'Ospedale Maggiore di Bologna, dove una delle sale rosse, dedicata alla rianimazione, è già pronta in codice rosso. A bordo c'è uno dei più grandi piloti di tutti i tempi, nato il 21 marzo 1960 a San Paolo, in Brasile.

Gli immensi sforzi di tutta la squadra medica però non sono bastati. Il tre volte campione del mondo di Formula 1 Ayrton Senna morì la sera di quell'incidente, alle ore 18:40. Papà una volta mi disse che davanti alla televisione pianse soltanto due volte: per l'attentato alle Torri Gemelle nel 2001 e per la morte di Ayrton nel 1994. Tanti come lui... perché alle 18:40 del 1° maggio 1994 è venuto a mancare un grande uomo, non solo un atleta.

Com'è successo? Perché è successo? Si poteva evitare? Fino ad allora la Formula 1 era uno sport con un elevato rischio mortale, i piloti accettavano il fatto che salendo su quelle vetture, avrebbero rischiato di non fare più ritorno da quel mondo di velocità e adrenalina pura. Ascari, Peterson, Collins, Hill, Rindt... un elenco infinito di campioni morti in pista.

L'elenco si ferma improvvisamente grazie a un uomo in particolare: Max Mosley, presidente della Federazione Internazionale dell'Automobile (FIA). Mosley chiamò i migliori consulenti tecnici, ingegneri e medici per un lavoro importantissimo: le automobili di Formula 1 devono essere sottoposte a verifiche tecniche con precisione scientifica. Qualunque tipo di impatto non avrebbe mai più dovuto ferire gravemente il pilota.

Dal 1994 a oggi è morto soltanto un pilota in Formula 1. L'approccio scientifico a quella che prima era soltanto fatalità, nel 1995 portò all'introduzione dei crash test. Due anni più tardi la FIA diede il suo contributo per la nascita di EuroNCAP, dalle vetture da corsa nacque la lotta alla sicurezza per le automobili di tutti i giorni.

Paolo Montevecchi vide anche lui quell'elicottero allontanarsi da Imola verso l'Ospedale Maggiore di Bologna. In seguito scrisse uno dei brani più belli di Lucio Dalla.
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13 feb 2026 alle 14:24 (modificato)
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Chi rompe paga, ma basta questo?1° gennaio 2026, Monza si sveglia con uno dei luoghi simbolo della nostra città danneggiato: il Ponte dei Leoni, storico passaggio sul fiume Lambro.

Un gruppo di ragazzi ha pensato di festeggiare capodanno mettendo un petardo nella bocca di una delle statue dei leoni agli angoli, danneggiando la scultura.

L'amministrazione cittadina è risalita ai teppisti, un operazione non particolarmente complessa, visto che ormai se fai una cazzata devi esserne orgoglioso e postare il tutto su Instagram.

Le famiglie sono state invitate a risarcire i danni e farsi carico delle spese di restauro. giusto? Si, sono d'accordo, ma questo non basta.

Danneggiare una qualsiasi opera d'arte per noia, o per divertimento, è un sintomo di una malattia che sta colpendo sempre più giovani, una mancanza culturale che purtroppo non si ferma con le multe. Bisogna rendere partecipi questi individui al restauro, fargli capire che cosa significhi prendersi cura del bene comune, coltivare qualcosa che non sia odio e disprezzo per la storia.

L'arte non ha bandiere, è un messaggio universale di emozioni, patrimonio a disposizione di tutti, italiani e stranieri. Si può difendere soltanto con la cultura risvegliando queste emozioni nei giovani, attraverso l'insegnamento e la responsabilizzazione. Responsabilità che non si richiama con certo con una multa.
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13 feb 2026 alle 9:49
Avatar Pali 🌻
Mi sento vecchia... a quest'ora non c'è nessuno. Praticamente sono tutti in fascia d'età scolastica e sono a scuola.
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13 feb 2026 alle 9:17
Avatar Pali 🌻 Riflessione
E dunque... risolta la mia crisi di nervi
Ciao a tutti!

Ho staccato un po' da tutto e tutti, così almeno ho ripreso energie.

Nel frattempo mi sto mi sto godendo le Olimpiadi, con tutte le polemiche che l'accompagnano.

Ho letto di recente ad esempio la polemica sulla cerimonia d'apertura, commentata malissimo dalla Rai. Tra i tanti erroracci c'è anche il falso storico sull'Arco della Pace, passato purtroppo inosservato.Il complesso scultoreo in bronzo sopra l'Arco della Pace venne innalzato nel 1837. La porta cittadina fu voluta da Napoleone, ma furono gli austriaci a completarlo, come omaggio alla pace fra i popoli europei. Napoleone era già morto e sepolto, eppure c'è questa credenza popolare, fatta passare dalla Rai come verità storica, che la Sestiga della Pace sia stata girata dagli austriaci, dando le spalle alla Francia sconfitta.Qualcuno ha fatto polemica anche sulla immensa Francesca Lollobrigida, che ieri ha conquistato il suo secondo oro in questa Olimpiade. Un'atleta immensa, che con grande orgoglio, ha fatto come prima cosa dopo la vittoria quella di andare a prendere il suo bambino di due anni e festeggiare con lui una vittoria storica. I social non hanno digerito la genuinità di un bambino che dopo giorni che non vede la mamma ha voluto semplicemente giocare con lei, trovare un contatto. Sono certa che un giorno, a scuola, quel bambino sarà orgoglioso di essere stato lì, con la sua immensa mamma, difficile pensare che altri figli possano definirsi orgogliosi di chi passa giornate sui social a dare del maleducato a un bambino di due anni. Rispetto totale a questa bellissima famiglia, e rispetto totale a chi porta in alto il tricolore, mantenendo sempre al primo posto la propria famiglia. Francesca si dice dispiaciuta per i commenti negativi, ma dovrebbe soltanto essere orgogliosa, senza ascoltare chi ha soltanto invidia.Bellissima vittoria di Federica Brignone. Sono sorpresa? No. Io avevo capito a settembre, era qua a Monza, per vedersi il Gran Premio d'Italia, ancora in stampelle. Ho visto nei suoi occhi la determinazione ad essere in pista per quel momento. Ho sentito nelle sue parole la voglia immensa di tornare a fare e possibilmente a vincere. Una bellissima lezione di determinazione. Crederci, sempre... grande Federica!Stefania Constantini, altra atleta immensa, spinta soltanto dalla propria passione per lo sport, ha fatto scoprire a molti il curling, sconosciuto a gran parte degli italiani prima di queste olimpiadi. È un bronzo che vale come un oro, perché a parte qualcuno che cavalca impropriamente la sua popolarità, Stefania è rimasta con i piedi per terra, o è meglio dire sul ghiaccio.

Intanto... ho ripreso a lavorare sul terzo episodio di Pokémon Glory, non uscirà domenica perché non faccio in tempo. Approfittatene per leggere i primi due se non li avete ancora letti.
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13 feb 2026 alle 9:07 (modificato)
Avatar Pali 🌻 Riflessione
Buongiorno splendori!

Mi prendo una pausa da Hint. Non ho più stimoli positivi e vorrei concentrarmi un po' su qualcosa di più soddisfacente. Un giorno? Una settimana? Un mese? Non lo so.

La mia principale difficoltà è che fatico a trovare legami con voi, data la mia scarsa presenza all'interno del sito... posto poco e commento poco, questo purtroppo si riversa anche in ciò che posto e non va bene. Ovviamente chi si trova in confidenza preferisce avere la compagnia di chi commenta e risponde subito, di chi mette like e apprezza. Questo da parte mia è venuto molto a mancare, soprattutto ora che ci sono molti più utenti rispetto agli inizi. Fatico a stare al passo, e mi trovo spesso con post emotivamente vuoti.

La figura online di Pali è oggi la cosa più lontana che possa essere la mia vera personalità nella "vita reale". Io sono una ragazza solare, a cui piace scherzare e divertirsi, adoro stare in compagnia, e mi sono sempre trovata bene con le altre persone, qua purtroppo non ci sono mai riuscita al 100% e mi dispiace.

Voglio capire come esprimermi al meglio anche qua e per questo ho bisogno di fermarmi.

A presto bellissimi... 💋
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9 feb 2026 alle 8:51
Hint @ 2026