12 settembre 1998: nella piccola cittadina lecchese di Molteno due ali di folla accompagnano l'ultimo viaggio di un gigante della musica leggera italiana. Il canto libero si è fermato il 9 settembre precedente in una clinica a Milano.
I funerali si sono svolti in forma strettamente privata, con una ventina di parenti e amici stretti. Tra questi c'è uno dei protagonisti della nostra storia: il paroliere Mogol, scrittore di molti testi leggendari della storia musicale italiana. Lucio Battisti non c'è più, la sua prematura scomparsa però è l'inizio della nostra storia.
Una storia che inizia con un giovane della periferia milanese, diventato molto velocemente tra gli artisti di maggior successo di questo periodo: Adriano Celentano, che assieme a sua maestà Mina, segna un epoca. In quel 1998 la coppia musicale ha un successo strepitoso, consacrato dall'album Mina Celentano. Non c'è da sedersi sugli allori però, e Celentano torna subito a lavorare sul suo nuovo album. Al suo fianco c'è un personaggio con tante idee e mille note: Gianni Bella. Bella chiama con sé quel gigante che abbiamo visto all'inizio della storia. Bella la musica, Mogol i testi. Nascono brani bellissimi come Gelosia e Le Pesche d'inverno. Manca però qualcosa... i due pensano a un qualcosa di nuovo, parlare di amore e sentimenti è molto frequente, ciascun artista ha il suo cavallo di battaglia, ma vogliono qualcosa di diverso, di nuovo. Bella fa un giro di chitarra che fa scattare in Mogol la scintilla... la timidezza! Quanti amano ma non trovano le parole per esprimerlo? Diamo voce a chi non sa parlare di amore. "tra le mie braccia dormirai, serenamente..." le parole accompagnano le musiche di Gianni Bella in una maniera spontanea, quasi come se fossero già scritte. Quando Celentano ascolta per la prima volta il brano capisce subito il potenziale enorme. 4 minuti di pura poesia, con la voce malinconica di Celentano e quella chitarra che tanti ragazzi vorrebbero suonare per la propria amata, danno origine a uno dei brani di maggior successo nella storia musicale italiana. Nacque così L'emozione non ha voce: 11 settimane al primo posto nelle classifiche nazionali e nella top 50 della FIMI per 101 settimane consecutive... un record.