La situazione in medioriente è un po' come il Trono di Spade, ma senza draghi. È giusto ribellarsi alla corona se ci si siede un tiranno? Sulla carta no, maaaaaa.... ci sono tanti ma.
Eh ma Pali gli Stati Uniti e Israele hanno violato il diritto internazionale! Si, è vero, MA il diritto internazionale può essere una copertura per chi viola il diritto internazionale ogni giorno? Quante donne e uomini sono stati uccisi ad esempio nelle piazze di Tehran perché manifestavano per i loro diritti?
L'Iran viola ogni giorno la sovranità delle monarchie arabe, ogni maledettissimo giorno, finanziando terroristi pronti a destabilizzare l'intero medioriente. Le analisi però avvengono soltanto quando toccano i nostri interessi, guardacaso. Ma un Iran con la testata atomica è pericoloso per ogni paese sovrano.
Si può applicare nel piccolo lo stesso concetto del "casa mia, regole mie"... si, giusto, sacrosanto, ma questo non può giustificare il fatto di tenersi una stufa a gas che potrebbe far saltare l'intero condominio.
Eh ma Pali gli Stati Uniti e Israele hanno violato il diritto internazionale! Si, è vero, MA il diritto internazionale può essere una copertura per chi viola il diritto internazionale ogni giorno? Quante donne e uomini sono stati uccisi ad esempio nelle piazze di Tehran perché manifestavano per i loro diritti?
L'Iran viola ogni giorno la sovranità delle monarchie arabe, ogni maledettissimo giorno, finanziando terroristi pronti a destabilizzare l'intero medioriente. Le analisi però avvengono soltanto quando toccano i nostri interessi, guardacaso. Ma un Iran con la testata atomica è pericoloso per ogni paese sovrano.
Si può applicare nel piccolo lo stesso concetto del "casa mia, regole mie"... si, giusto, sacrosanto, ma questo non può giustificare il fatto di tenersi una stufa a gas che potrebbe far saltare l'intero condominio.
Questo qua è viale Monza, a Milano.
Come suggerisce il nome, questo è lo storico asse stradale che collegava il capoluogo lombardo con la mia città.
Vedete l'edificio basso a sinistra? Li all'inizio degli anni '80 c'era un cinema a luci rosse. Strano sapere questo visto che ora c'è una Chiesa evangelica.
Nel 1983 fu teatro del più grave attentato nella storia della città dopo Piazza Fontana. Era il 14 maggio 1983, quando l'edificio, con arredi in legno, fu rapidamente avvolto dalle fiamme, appiccate da un gruppo neonazista chiamato Ludwig.
Morirono 5 spettatori e un passante che tentava di dare soccorso.
I due ponti ferroviari invece sono il collegamento alla Stazione di Milano Centrale, in primo piano, e dietro il raccordo con la linea ferroviaria per Monza. Risalgono ai primi anni '10 del Novecento e furono realizzati per non dividere in due la città con la ferrovia.
Ho trovato su internet questa:
Risale agli '50, quando tutto viale Monza venne completamente scoperchiato per metterci sotto la linea della metropolitana.
Vedete l'edificio basso a sinistra? Li all'inizio degli anni '80 c'era un cinema a luci rosse. Strano sapere questo visto che ora c'è una Chiesa evangelica.
Morirono 5 spettatori e un passante che tentava di dare soccorso.
I due ponti ferroviari invece sono il collegamento alla Stazione di Milano Centrale, in primo piano, e dietro il raccordo con la linea ferroviaria per Monza. Risalgono ai primi anni '10 del Novecento e furono realizzati per non dividere in due la città con la ferrovia.
Ho trovato su internet questa:
Pokémon Glory - Episodio 4: inizia l'avventura
Il Pokégear suonò alle 08:00 con una suoneria insolita. Era Happy birthday. Mi alzai di corsa per prepararmi. Mi guardai allo specchio, avevo un sorriso completamente spontanea: "10 anni, finalmente ci siamo". Scesi le scale e andai dalla mamma, che era seduta in soggiorno con uno sguardo pensieroso. Appena mi vide disse: "Auguri tesoro mio, finalmente sei pronta" Nelle sue parole però c'era molta malinconia. L'abbracciai e dissi: "non ti preoccupare, andrà tutto bene. E poi non è un addio, passerò a trovarti ogni volta che mi sarà possibile". La mamma annuì senza fiatare, se l'avesse fatto sarebbe scoppiata in lacrime probabilmente. Poi sorrise e si alzò in piedi, tirando fuori dal grembiule una scheda: "ecco il tuo regalo di compleanno, è la scheda telefonica per il Pokégear, sai come si usa il telefono?". Inserì la scheda nel mio Pokégear e dissi "basta selezionare il contatto e premere il tasto". La mamma mi osservò e mi disse: "ho già inserito il mio numero, così potrai chiamarmi per qualsiasi bisogno. Mo alzai e l'abbracciai di nuovo: "Bene, vado dalla nonna, ci vediamo dopo". La mamma mi salutò dicendomi: "mi raccomando, prenditi tutto il tempo, è una scelta importante.
Il laboratorio della nonna era esattamente di fianco a casa nostra. Entrando notai che dalla finestra c'era un tipo che osservava l'interno del laboratorio. Non è strano, probabilmente sarà anche lui in attesa del suo primo Pokémon.
La mente però volò subito altrove, quando notai quelle tre Pokéball sul tavolo: nonna Amelia era a fianco a Elm che parlottava. Mi avvicinai: "buongiorno nonna, buongiorno Professor Elm. Sono carichissima" Elm andò dietro al tavolo e aprì le braccia verso le tre sfere: "questi sono tre Pokémon appena catturati: Cyndaquil di tipo Fuoco, Totodile di tipo Acqua e Chikorita di Erba.
Osservai attentamente le sfere e mi avvicinai alla terza. La professoressa Amelia osservò con attenzione e disse: "pensa bene, è una scelta importante". Presi la sfera e risposi: "ho avuto tanto tempo per pensarci, voglio iniziare con un tipo erba". Il Professor Elm sorrise e disse: "hai fatto una scelta ragionata, dunque vuoi Chikorita?". Presi la sfera e abbracci la nonna. La conversione si interruppe con un suono proveniente dal PC, Elm andò a leggere, mentre nonna Amelia si avvicinò e mi sussurrò nell'orecchio: hai fatto una scelta coraggiosa, complimenti. Nel frattempo appoggiai la sfera sul tavolo e con mia grande sorpresa questa si aprì.
Chikorita si guardava intorno, agitando la coda sulla sua testa, mi inginocchiai e lui si mise in posizione di attacco: "ehi piccolo, va tutto bene, sono Iris, la tua nuova amica". Chikorita però non muoveva più niente, continuando a osservarmi con uno sguardo accigliato, così presi delle bacche: "ecco, tieni". Chikorita si avvicinò timidamente ala mia mano e iniziò a mangiucchiare sopra la mia mano. Quando allungai la mano verso di lui per accarezzarlo, arretrò con uno scatto. Mi fermai e attesi che fosse lui ad avvicinarsi, e così fece. Acquisita la sua fiducia lo accarezzai sul dorso e lui mi saltò in braccio contento.
Nel frattempo nonna Amelia si stava consultando con Elm, appena vide il nostro abbraccio sorrise e disse: "Iris, ti devo chiedere un piacere: recentemente ci ha scritto un nostro collega e amico di lunga data, Mr. Pokémon, doveva consegnarci un elemento di ricerca, ma la vecchiaia purtroppo si fa sentire, ed essendo appena tornato da un viaggio..." Mi alzai in piedi e interruppi la nonna: "certo... tu Chikorita che ne dici?" Chikorita si diresse con gran fervore verso la porta e iniziò a picchiettarla con la foglia. "Ok, andiamo!" conclusi lasciandomi la porta alle spalle.
Il laboratorio della nonna era esattamente di fianco a casa nostra. Entrando notai che dalla finestra c'era un tipo che osservava l'interno del laboratorio. Non è strano, probabilmente sarà anche lui in attesa del suo primo Pokémon.
Osservai attentamente le sfere e mi avvicinai alla terza. La professoressa Amelia osservò con attenzione e disse: "pensa bene, è una scelta importante". Presi la sfera e risposi: "ho avuto tanto tempo per pensarci, voglio iniziare con un tipo erba". Il Professor Elm sorrise e disse: "hai fatto una scelta ragionata, dunque vuoi Chikorita?". Presi la sfera e abbracci la nonna. La conversione si interruppe con un suono proveniente dal PC, Elm andò a leggere, mentre nonna Amelia si avvicinò e mi sussurrò nell'orecchio: hai fatto una scelta coraggiosa, complimenti. Nel frattempo appoggiai la sfera sul tavolo e con mia grande sorpresa questa si aprì.
Nel frattempo nonna Amelia si stava consultando con Elm, appena vide il nostro abbraccio sorrise e disse: "Iris, ti devo chiedere un piacere: recentemente ci ha scritto un nostro collega e amico di lunga data, Mr. Pokémon, doveva consegnarci un elemento di ricerca, ma la vecchiaia purtroppo si fa sentire, ed essendo appena tornato da un viaggio..." Mi alzai in piedi e interruppi la nonna: "certo... tu Chikorita che ne dici?" Chikorita si diresse con gran fervore verso la porta e iniziò a picchiettarla con la foglia. "Ok, andiamo!" conclusi lasciandomi la porta alle spalle.
Ma Gesù Cristo! Sono schifata.
Vi spiego tutto bene:
Ieri ho provato una chat anonima (non vi dico quale) e ho trovato un signore di mezza età pugliese. Abituata a insegreto potete immaginare che mi passava per la testa... ma non ho chiuso. Vi dirò... non è stato invadente o maniaco e abbiamo chattato dialogando di un sacco di cose interessanti, stili di vita e delusioni amorose principalmente. Alla fine ci siamo salutati ed è finita lì, è stato un bel dialogo di circa un ora.
Contenta di questa esperienza, ho riprovato... eee oggi al contrario ho beccato un pedofilo. Il dialogo è stato così: al mio Ciao, come va... risponde con una foto di una bambina e una foto delle sue intimità. E ovviamente che ho fatto? Segnalato e a mai più rivederci.
Schifo schifo schifo.
Vi spiego tutto bene:
Ieri ho provato una chat anonima (non vi dico quale) e ho trovato un signore di mezza età pugliese. Abituata a insegreto potete immaginare che mi passava per la testa... ma non ho chiuso. Vi dirò... non è stato invadente o maniaco e abbiamo chattato dialogando di un sacco di cose interessanti, stili di vita e delusioni amorose principalmente. Alla fine ci siamo salutati ed è finita lì, è stato un bel dialogo di circa un ora.
Contenta di questa esperienza, ho riprovato... eee oggi al contrario ho beccato un pedofilo. Il dialogo è stato così: al mio Ciao, come va... risponde con una foto di una bambina e una foto delle sue intimità. E ovviamente che ho fatto? Segnalato e a mai più rivederci.
Schifo schifo schifo.
La Storia di Milano - Capitolo 39: una corona rovente
Alla morte di Rotari, a Monza nel 652, sale al trono Rodoaldo. Dopo soltanto 6 mesi però il re longobardo viene assassinato da un nobile, sorpreso in adulterio con sua moglie.
Ritratto di Ariperto I. Re longobardo, nipote della regina Teodolinda
Senza successore, i duchi longobardi scelgono Ariperto I. È il nipote della regina Teodolinda e lo dimostra concretamente nel fatti. Dopo un lungo periodo di egemonia di re ariani, il trono passa per la prima volta a un bavarese cattolico. È un decennio produttivo, che segna il riavvicinamento alla Chiesa Cattolica, processo che sarebbe dovuto continuare con il suo successore, ma Ariperto I in questo caso compie un errore fatale: nomina alla successione entrambi i figli. Alla sua morte nel 661 il regno viene diviso: a Godeperto va la capitale Pavia, mentre a Pertarito va Milano.
La Basilica di San Michele a Pavia, luogo in cui venivano incoronati i re d'Italia longobardi.
Si crea una divisione netta tra i due fratelli, alimentata dalla corte. Milano e Pavia entrano in una rivalità politica, economica e sociale, che avrà strascichi per oltre mille anni. In queste condizioni la guerra è inevitabile, così Godeperto cerca alleanze. Chiama in aiuto il potente Grimoaldo. Il duca di Benevento però ha un caratteraccio, non ama prendere ordini. Le milizie di Grimoaldo uccidono Godeperto. Pertarito capisce che sarebbe stato il prossimo e scappa da Milano.
Grimoaldo, duca di Benevento e re d'Italia longobardo
L'usurpatore Grimoaldo governa fino al 671, con il rigore e la fermezza tipici di un tiranno. Muore in circostanze particolari, probabilmente per un salasso andato male. Alla sua morte Pertarito rientra a Milano, acclamato dalla popolazione come liberatore, anche se non ha fatto granché per proteggere il suo trono.
Affresco Absidale della Chiesa di Sant'Agata al Monte, esposto al castello Visconteo di Pavia. La chiesa faceva parte del primo monastero femminile.
Nonostante non spiccasse in coraggio il regno di Pertarito è fiorente. Seguendo le orme del padre continua il processo di cristianizzazione. A Pavia nasce il monastero femminile, dedicato a Sant'Agata al Monte. Anche Milano cresce, grazie anche alla costruzione di importanti edifici sacri anche nel capoluogo meneghino.
La Chiesa di San Simpliciano a Milano, restaurata in epoca longobarda durante il regno di Pertarito.
La Chiesa di San Simpliciano, fuori dalle mura, viene ristrutturata, diventando simbolo del nuovo legame stabile tra Chiesa e monarchia. A Pavia la moglie Rodelinda fonda la Chiesa di Santa Maria alle pertiche, dedicata ai guerrieri caduti in battaglia.
Papa Martino I, ultimo pontefice martire della Chiesa cattolica. Il suo esilio comportò una spaccatura netta tra i bizantini e la Chiesa, fattore determinate per l'affermazione dei Longobardi in Italia.
La lotta per il trono longobardo di questo periodo coincide con un periodo di instabilità internazionale. Papa Martino fu tradotto a Costantinopoli nel 654, accusato di tradimento ed esiliato in Crimea, dove morì. È l'ultimo pontefice martire nella storia della Chiesa. Per la Chiesa e un affronto imperdonabile, che allontana sempre più Bisanzio dalla Chiesa Cattolica, a vantaggio della cultura longobarda.
Anche i bizantini sono in difficoltà. Le invasioni arabe Stanno sgretolando l'impero. Nel 668 il fatto più curioso: dopo aver spogliato il Pantheon di Roma dei suoi metalli preziosi, Costante I si rifugia a Siracusa, dove viene ucciso, colpito con un portasapone d'argento in testa, una delle morti più tragicomiche della storia.
Alla morte di Rotari, a Monza nel 652, sale al trono Rodoaldo. Dopo soltanto 6 mesi però il re longobardo viene assassinato da un nobile, sorpreso in adulterio con sua moglie.
Senza successore, i duchi longobardi scelgono Ariperto I. È il nipote della regina Teodolinda e lo dimostra concretamente nel fatti. Dopo un lungo periodo di egemonia di re ariani, il trono passa per la prima volta a un bavarese cattolico. È un decennio produttivo, che segna il riavvicinamento alla Chiesa Cattolica, processo che sarebbe dovuto continuare con il suo successore, ma Ariperto I in questo caso compie un errore fatale: nomina alla successione entrambi i figli. Alla sua morte nel 661 il regno viene diviso: a Godeperto va la capitale Pavia, mentre a Pertarito va Milano.
Si crea una divisione netta tra i due fratelli, alimentata dalla corte. Milano e Pavia entrano in una rivalità politica, economica e sociale, che avrà strascichi per oltre mille anni. In queste condizioni la guerra è inevitabile, così Godeperto cerca alleanze. Chiama in aiuto il potente Grimoaldo. Il duca di Benevento però ha un caratteraccio, non ama prendere ordini. Le milizie di Grimoaldo uccidono Godeperto. Pertarito capisce che sarebbe stato il prossimo e scappa da Milano.
L'usurpatore Grimoaldo governa fino al 671, con il rigore e la fermezza tipici di un tiranno. Muore in circostanze particolari, probabilmente per un salasso andato male. Alla sua morte Pertarito rientra a Milano, acclamato dalla popolazione come liberatore, anche se non ha fatto granché per proteggere il suo trono.
Nonostante non spiccasse in coraggio il regno di Pertarito è fiorente. Seguendo le orme del padre continua il processo di cristianizzazione. A Pavia nasce il monastero femminile, dedicato a Sant'Agata al Monte. Anche Milano cresce, grazie anche alla costruzione di importanti edifici sacri anche nel capoluogo meneghino.
La Chiesa di San Simpliciano, fuori dalle mura, viene ristrutturata, diventando simbolo del nuovo legame stabile tra Chiesa e monarchia. A Pavia la moglie Rodelinda fonda la Chiesa di Santa Maria alle pertiche, dedicata ai guerrieri caduti in battaglia.
La lotta per il trono longobardo di questo periodo coincide con un periodo di instabilità internazionale. Papa Martino fu tradotto a Costantinopoli nel 654, accusato di tradimento ed esiliato in Crimea, dove morì. È l'ultimo pontefice martire nella storia della Chiesa. Per la Chiesa e un affronto imperdonabile, che allontana sempre più Bisanzio dalla Chiesa Cattolica, a vantaggio della cultura longobarda.
Anche i bizantini sono in difficoltà. Le invasioni arabe Stanno sgretolando l'impero. Nel 668 il fatto più curioso: dopo aver spogliato il Pantheon di Roma dei suoi metalli preziosi, Costante I si rifugia a Siracusa, dove viene ucciso, colpito con un portasapone d'argento in testa, una delle morti più tragicomiche della storia.
Io non venderò più niente online finché non avrò un certificato di salute mentale dell'acquirente. Fotografo sempre il pacco prima di spedire e c'è sempre la stronza che cerca di farmi passare per disonesta.
Il libro è arrivato danneggiato? Maah guarda, l'ho lanciato dal balcone, pensando che rimbalzasse, prima di spedirlo... 😮💨
Il libro è arrivato danneggiato? Maah guarda, l'ho lanciato dal balcone, pensando che rimbalzasse, prima di spedirlo... 😮💨
Tristezza infinita per quanto accaduto oggi pomeriggio a Milano. Non ci sono altre parole e non aggiungo altro.
🕯️
🕯️
- un premio di maggioranza che stravolgeva totalmente i rapporti tra seggi/numero di voti
- liste bloccate infinite che non permettevano la preferenza
- i partiti decidevano l'ordine di elezione.
Sapete perché si chiamava Porcellum? il principale firmatario, il leghista Roberto Calderoli, definì la sua stessa legge una "porcata".
Nel 2026 il Governo di centrodestra ripresenta la stessa porcata:
- premio di maggioranza che stravolge il rapporto seggi/elettori
- nessuna preferenza, con le liste addirittura nascoste
- l'ordine della lista è esclusivamente a discrezione dei partiti.
Io con una legge così riconsegno la mia scheda elettorale... La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione. Una di queste forme è la rappresentanza parlamentare.
La fiducia si conquista facendo bene, dando il meglio per sé e per gli altri ogni giorno, non certo con trucchi di palazzo per nascondere un problema.
Sono a un punto morto, però che spasso!
In pochi anni rapiscono il papa, i longobardi si scannano per il trono e l'imperatore viene ucciso con un portasapone.
La Storia di Milano - Capitolo 38: la cattedra vescovile
Siamo giunti a un anno importantissimo nella storia di Milano: il 641
La basilica di San Siro a Genova. L'edificio nacque su una preesistente basilica. Nei pressi di trovava la sede dell'arcivescovo di Milano durante i 70 anni di esilio volontario.
Da ormai quasi 70 anni la cattedra di Sant'Ambrogio è vuota, il vescovo di Milano è fuggito a Genova dopo l'invasione longobarda e lì rimane. A guidare le chiese della città ci sono i diaconi. A tenere lontano il vescovo dalla sua cattedra c'è anche lo scisma dei tre capitoli, che abbiamo analizzato nel capitolo 29.
Nonostante la sua autonomia, i rapporti tra la Chiesa ambrosiana ritornano pacifici con la Chiesa romana già verso la fine del VI secolo.
Con Rotari anche Genova entra nei domini dei Longobardi, così il porto sicuro del vescovo cade definitivamente. Non è una fine in realtà, ma un grande punto di inizio. Grazie alle preoccupazioni dell'alta società, che si trasferì con il vescovo, ci fu uno sviluppo determinante a ponente. Non tutti i nobili infatti si spostano nuovamente a Milano e questo comporta un importantissimo sviluppo economico nell'area ligure. Genova rimane un vero punto di riferimento per Milano, come vedremo più avanti.
Scultura raffigurante San Giovanni il Buono (San Giovanni Bono) nel Duomo di Milano.
San Giovanni Bono è il vescovo di Milano che riunisce il clero milanese, ed è la persona giusta per questa importante riunificazione. Sia la popolazione che i diaconi accolgono il vescovo con grande diffidenza. Questo passaggio non fu privo di tensioni gerarchiche: il clero "genovese", più colto e bizantino, si scontrò con il clero "milanese", più rustico e abituato alla convivenza con i Longobardi.
San Giovanni Bono però ha una profonda dedizione per le esigenze del popolo. È un uomo umile, che dedica da sempre la vita per i poveri e per gli emarginati, come malati e schiavi.
70 anni di vuoto significa che un intera generazione è cresciuta senza la figura pastorale più importante a Milano, ma è un vuoto che viene presto colmato da questa importante figura popolare. San Giovanni Bono riapre le porte di Santa Tecla (l'ex cattedrale nell'odierna Piazza Duomo) al popolo milanese. Sceglie inoltre la vecchia sede vescovile, altro fattore decisivo per la riconquista della fiducia nel popolo.
Le spoglie di San Giovanni Bono nel Duomo di Milano
Alla sua morte le sue spoglie sono state conservate proprio nella Basilica di Santa Tecla, per poi essere trasferite nel Duomo di Milano nel 1582.
Siamo giunti a un anno importantissimo nella storia di Milano: il 641
Da ormai quasi 70 anni la cattedra di Sant'Ambrogio è vuota, il vescovo di Milano è fuggito a Genova dopo l'invasione longobarda e lì rimane. A guidare le chiese della città ci sono i diaconi. A tenere lontano il vescovo dalla sua cattedra c'è anche lo scisma dei tre capitoli, che abbiamo analizzato nel capitolo 29.
Nonostante la sua autonomia, i rapporti tra la Chiesa ambrosiana ritornano pacifici con la Chiesa romana già verso la fine del VI secolo.
Con Rotari anche Genova entra nei domini dei Longobardi, così il porto sicuro del vescovo cade definitivamente. Non è una fine in realtà, ma un grande punto di inizio. Grazie alle preoccupazioni dell'alta società, che si trasferì con il vescovo, ci fu uno sviluppo determinante a ponente. Non tutti i nobili infatti si spostano nuovamente a Milano e questo comporta un importantissimo sviluppo economico nell'area ligure. Genova rimane un vero punto di riferimento per Milano, come vedremo più avanti.
San Giovanni Bono è il vescovo di Milano che riunisce il clero milanese, ed è la persona giusta per questa importante riunificazione. Sia la popolazione che i diaconi accolgono il vescovo con grande diffidenza. Questo passaggio non fu privo di tensioni gerarchiche: il clero "genovese", più colto e bizantino, si scontrò con il clero "milanese", più rustico e abituato alla convivenza con i Longobardi.
San Giovanni Bono però ha una profonda dedizione per le esigenze del popolo. È un uomo umile, che dedica da sempre la vita per i poveri e per gli emarginati, come malati e schiavi.
70 anni di vuoto significa che un intera generazione è cresciuta senza la figura pastorale più importante a Milano, ma è un vuoto che viene presto colmato da questa importante figura popolare. San Giovanni Bono riapre le porte di Santa Tecla (l'ex cattedrale nell'odierna Piazza Duomo) al popolo milanese. Sceglie inoltre la vecchia sede vescovile, altro fattore decisivo per la riconquista della fiducia nel popolo.
Alla sua morte le sue spoglie sono state conservate proprio nella Basilica di Santa Tecla, per poi essere trasferite nel Duomo di Milano nel 1582.
Ecco a voi un peruccellino
Il giullare di corte una volta si aggirava per i castelli. Con maschere e travestimenti si fingeva chi non era.
Ancora oggi è un po' così, quindi non ha senso prendersela con un incapace che si finge un ministro dei trasporti, bisogna prendersela con chi l'ha votato. Serve rispetto per le istituzioni? Siamo d'accordo, massimo rispetto per le tante persone che lavorano ogni giorno dietro le quinte senza straparlare.
Serve anche rispetto per le forze dell'ordine. Certo... rispettare le forze dell'ordine che significa? Significa che bisogna fare in modo che le leggi funzionino. Hanno smontato il diritto italiano pezzo per pezzo e il problema è la magistratura? I delinquenti non si possono arrestare perché è la legge a dirlo. Furti, rapine, spaccio, frode fiscale, tutti reati che non aprono le porte di una cella.
Le forze dell'ordine fanno un lavoro immenso nella pubblica sicurezza. Ma non esistono supereroi, il poliziotto è un mestiere come tutti gli altri, e come tutti gli altri mestieri sono le regole a definire il corretto svolgimento. Bisogna essere garantisti, d'accordo... zero giudizi su un poliziotto che inquina le prove di un suo omicidio, zero giudizi su poliziotti che lo hanno spalleggiato, zero giudizi su un commissariato intero che si è schierato contro i dispensatori di morte, invece che combatterli.
Quello che è successo a Rogoredo sarà anche un caso isolato, ma la politica ha perso un'ottima occasione per fare valere il proprio potere esecutivo. C'è un indagine in corso? Chissenefrega! L'esecutivo è un potere autonomo e indipendente dal lavoro della magistratura, il che significa che il signor Piantedosi doveva mandare un commissario ministeriale al commissariato di Polizia di Milano-via Mecenate e fare tabula rasa. Tutti trasferiti e si ricomincia da capo, riprendendo il controllo delle aree destinate allo spaccio.
E invece, come al solito, i giullari di corte hanno preso la maschera, mettendo su il peggior spettacolo mai visto.
Seriamente, ma è tanto chiedere un paese che funzioni? È tanto chiedere che chi è stato votato la smetta di straparlare? È tanto chiedere che ognuno faccia quello di cui ha competenza?
A me sembra di no, ma probabilmente pretendo io troppo, perché se il giullare di corte è ancora lì a fingersi chi non è, evidentemente è anche inutile continuare a discuterne...
Ancora oggi è un po' così, quindi non ha senso prendersela con un incapace che si finge un ministro dei trasporti, bisogna prendersela con chi l'ha votato. Serve rispetto per le istituzioni? Siamo d'accordo, massimo rispetto per le tante persone che lavorano ogni giorno dietro le quinte senza straparlare.
Serve anche rispetto per le forze dell'ordine. Certo... rispettare le forze dell'ordine che significa? Significa che bisogna fare in modo che le leggi funzionino. Hanno smontato il diritto italiano pezzo per pezzo e il problema è la magistratura? I delinquenti non si possono arrestare perché è la legge a dirlo. Furti, rapine, spaccio, frode fiscale, tutti reati che non aprono le porte di una cella.
Le forze dell'ordine fanno un lavoro immenso nella pubblica sicurezza. Ma non esistono supereroi, il poliziotto è un mestiere come tutti gli altri, e come tutti gli altri mestieri sono le regole a definire il corretto svolgimento. Bisogna essere garantisti, d'accordo... zero giudizi su un poliziotto che inquina le prove di un suo omicidio, zero giudizi su poliziotti che lo hanno spalleggiato, zero giudizi su un commissariato intero che si è schierato contro i dispensatori di morte, invece che combatterli.
Quello che è successo a Rogoredo sarà anche un caso isolato, ma la politica ha perso un'ottima occasione per fare valere il proprio potere esecutivo. C'è un indagine in corso? Chissenefrega! L'esecutivo è un potere autonomo e indipendente dal lavoro della magistratura, il che significa che il signor Piantedosi doveva mandare un commissario ministeriale al commissariato di Polizia di Milano-via Mecenate e fare tabula rasa. Tutti trasferiti e si ricomincia da capo, riprendendo il controllo delle aree destinate allo spaccio.
E invece, come al solito, i giullari di corte hanno preso la maschera, mettendo su il peggior spettacolo mai visto.
Seriamente, ma è tanto chiedere un paese che funzioni? È tanto chiedere che chi è stato votato la smetta di straparlare? È tanto chiedere che ognuno faccia quello di cui ha competenza?
A me sembra di no, ma probabilmente pretendo io troppo, perché se il giullare di corte è ancora lì a fingersi chi non è, evidentemente è anche inutile continuare a discuterne...
La Storia di Milano - Capitolo 37: l'editto di Rotari
Il Re longobardo Rotari, raffigurato in un manoscritto
Prima della pausa avevamo visto la travagliata storia di Gundeberga, in questo capitolo ci concentriamo sul suo secondo marito. Rotari viene ritratto da Paolo Diacono, storico di rilievo del primo periodo medievale, come un uomo difficile. Come abbiamo già visto fece arrestare Gundeberga per una presunta congiura. Il rapporto tra i due è dunque puramente politico. A differenza di sua madre Teodolinda, Gundeberga non riesce nell'obbiettivo di creare un legame religioso: Gundeberga è cattolica, Rotari è ariano, e nulla di muove di qui.
Per quanto riguarda Milano, la città perde nuovamente il suo ruolo di capitale. Il regno longobardo trova la sua sede definitiva a Pavia. Ed è proprio a Pavia che nasce la prima raccolta scritta delle leggi dei Longobardi. L'editto di Rotari viene promulgato nel palazzo Reale alla mezzanotte tra il 22 novembre e 23 novembre 643 da re Rotari.
Manoscritto contenente intesti dell'editto di Rotari.
Cosa contiene? Leggi che segnano un profondo cambiamento culturale. Il più grande cambiamento riguarda la sostituzione della faida (vendetta privata) con il guidrigildo (risarcimento in denaro) Rafforza inoltre il potere regio rispetto ai duchi e definisce in maniera marcata il valore umano degli uomini liberi e anche degli schiavi.
È dunque una riforma che getta le basi del del diritto moderno, anche se si è ben lontani dalla Carta dei Diritti Umani.
Per i Longobardi è la prima raccolta di leggi scritta, un cambiamento importante, perché limita l'arbitrio da parte dei duchi.
Abbiamo una netta distinzione tra uomini liberi, aldii (semiliberi) e servi. Questo permette di regolare anche le faide sulle proprietà. Rotari rafforza il fisco regio e definisce la sua autorità come suprema, confiscando beni nei casi gravi.
Alla donna non è concessa alcuna libertà, tuttavia viene introdotto un sistema di tutela, il mundio, che pone un forte limite alla violenza su di essa. Le donne avranno inoltre la possibilità in determinate circostanze di gestire il patrimonio familiare. Il mancato rispetto di queste norme comporta anche in questo caso determinati risarcimenti. Il re ha funzione di garanzia, esercitando anche il mundio al posto di padri o mariti che non rispettano le regole.
Vengono regolate le successioni e le donazioni, limitando le faide tra famiglie per il possesso dei terreni.
Ultima cosa importante, il diritto longobardo viene applicato esclusivamente ai cittadini longobardi, mentre per i cittadini di origine romana rimane in vigore il diritto romano. È una rottura con l'unificazione voluta da Teodolinda.
Prima della pausa avevamo visto la travagliata storia di Gundeberga, in questo capitolo ci concentriamo sul suo secondo marito. Rotari viene ritratto da Paolo Diacono, storico di rilievo del primo periodo medievale, come un uomo difficile. Come abbiamo già visto fece arrestare Gundeberga per una presunta congiura. Il rapporto tra i due è dunque puramente politico. A differenza di sua madre Teodolinda, Gundeberga non riesce nell'obbiettivo di creare un legame religioso: Gundeberga è cattolica, Rotari è ariano, e nulla di muove di qui.
Per quanto riguarda Milano, la città perde nuovamente il suo ruolo di capitale. Il regno longobardo trova la sua sede definitiva a Pavia. Ed è proprio a Pavia che nasce la prima raccolta scritta delle leggi dei Longobardi. L'editto di Rotari viene promulgato nel palazzo Reale alla mezzanotte tra il 22 novembre e 23 novembre 643 da re Rotari.
Cosa contiene? Leggi che segnano un profondo cambiamento culturale. Il più grande cambiamento riguarda la sostituzione della faida (vendetta privata) con il guidrigildo (risarcimento in denaro) Rafforza inoltre il potere regio rispetto ai duchi e definisce in maniera marcata il valore umano degli uomini liberi e anche degli schiavi.
È dunque una riforma che getta le basi del del diritto moderno, anche se si è ben lontani dalla Carta dei Diritti Umani.
Per i Longobardi è la prima raccolta di leggi scritta, un cambiamento importante, perché limita l'arbitrio da parte dei duchi.
Abbiamo una netta distinzione tra uomini liberi, aldii (semiliberi) e servi. Questo permette di regolare anche le faide sulle proprietà. Rotari rafforza il fisco regio e definisce la sua autorità come suprema, confiscando beni nei casi gravi.
Alla donna non è concessa alcuna libertà, tuttavia viene introdotto un sistema di tutela, il mundio, che pone un forte limite alla violenza su di essa. Le donne avranno inoltre la possibilità in determinate circostanze di gestire il patrimonio familiare. Il mancato rispetto di queste norme comporta anche in questo caso determinati risarcimenti. Il re ha funzione di garanzia, esercitando anche il mundio al posto di padri o mariti che non rispettano le regole.
Vengono regolate le successioni e le donazioni, limitando le faide tra famiglie per il possesso dei terreni.
Ultima cosa importante, il diritto longobardo viene applicato esclusivamente ai cittadini longobardi, mentre per i cittadini di origine romana rimane in vigore il diritto romano. È una rottura con l'unificazione voluta da Teodolinda.
E se facessimo anche un olimpiade estiva?
Ipotizziamo un Milano-Roma 2044
Si può fare, abbiamo già quasi tutti gli impianti.
Tennis, nuoto, pallanuoto e tuffi (cluster Roma)
Il Foro Italico sarebbe già pronto, ci sono già interventi di adeguamento ai nuovi standard internazionali.
Sport equestri (cluster Milano)
L'ippodromo di San Siro è tra le migliori e più iconiche strutture al mondo nel settore dell'ippica, adatto a ogni tipo di disciplina. Anche per l'ippica avremmo un impianto già pronto
Cerimonia d'apertura e Atletica leggera (cluster Roma)
Riportare la grande atletica in Italia sarebbe una bella sfida. L'Olimpico ha bisogno di rinnovarsi profondamente, ma la base c'è.
Canottaggio e Canoa Sprint (cluster Milano)
Abbiamo il "campo", mancano le tribune. L'idroscalo è la cornice perfetta per queste due discipline. Andrebbe soltanto fatto un allestimento temporaneo per gli spettatori.
Beach volley (cluster Roma)
Esattamente come ha fatto Parigi, basta una cornice iconica per una struttura temporanea. Uno scenario possibile è il Palazzo dei Congressi dell'EUR.
Cerimonia di chiusura e calcio (cluster Milano)
Il nuovo Stadio San Siro di Milano sarebbe perfetto per la finale di calcio e per la cerimonia di chiusura. Altri stadi per il calcio (ne servono almeno 5) sono: lo stadio della Juventus a Torino, il nuovo Flaminio a Roma, Il Maradona di Napoli e il Franchi di Firenze.
Altri impianti:
Ipotizziamo un Milano-Roma 2044
Si può fare, abbiamo già quasi tutti gli impianti.
Tennis, nuoto, pallanuoto e tuffi (cluster Roma)
Sport equestri (cluster Milano)
Cerimonia d'apertura e Atletica leggera (cluster Roma)
Canottaggio e Canoa Sprint (cluster Milano)
Beach volley (cluster Roma)
Cerimonia di chiusura e calcio (cluster Milano)
Altri impianti:
- Pallacanestro a Milano: il Forum di Assago è perfetto e già a norma.
- Pallavolo a Roma: il Palazzetto dello Sport, va adeguato però agli standard internazionali.
- Maratona a Milano: sul percorso ci si può sbizzarrire
- Vela a Napoli: per la vela alle olimpiadi di Parigi si sono spostati a Marsiglia. La magia del golfo di Napoli a fare da cornice alle gare di vela sarebbe super
- Skateboard e Urban Sports a Roma: anche questi si possono allestire in una struttura temporanea all'EUR
- Scherma e Taekwondo a Milano: il nuovo Pala Santagiulia sarebbe perfetto
- Ciclismo su strada: Roma
- Ciclismo su pista: Milano. Da sistemare la storica pista del Vigorelli.
- Tiro con l'arco al Circo Massimo di Roma
- Danza Ritmica: Napoli o Bologna
- Arrampicata Sportiva (Milano): struttura temporanea a CityLife
- Triathlon lungo il Tevere
- Golf a Monza, Lotta e Judo a Firenze, Ginnastica Artistica a Milano (Allianz Cloud)
- Rugby a 7 (Roma): Il posto ideale è lo Stadio Flaminio
Boh, buonanotte... non mi sono sanremizzata quest'anno.
Vado a consultare gli aruspici.
Vado a consultare gli aruspici.
Ve la ricordate?
Nelle ultime due settimane, gli atleti di tutto il mondo a Milano sono stati coccolati dal cibo di Carlo Cracco. Dovremmo farlo santo, visto che ci siamo tolti di dosso lo stereotipo di mangiatori seriali di spaghetti. Si aspettavano tutti quanti di mangiare carbonara tutti i giorni, e invece hanno scoperto che la cucina italiana, nello specifico quella milanese, è fatta di grande varietà. Peccato che non abbiano provato gli ossibuchi, ma è giusto così... è la cosa più lontana dalla dieta di un atleta.
Grande sorpresa e vincitore assoluto sulla tavola è il riso allo zafferano, ma anche la cotoletta alla milanese, piatti simbolo della tradizione milanese.
Mentre al villaggio olimpico tanti hanno scoperto il bidet, in città tanti turisti sono rimasti affascinati dai nostri draghi verdi, la fontanella iconica di Milano. E io mi sono divertita tantissimo a fargli scoprire che se tappi la bocca del draghetto, lo zampillio esce dalla fronte e non bisogna abbassarsi: magiiiiaaaaa. E c'era inoltre chi pensava che fossero rotte, ma lo scorrere continuo non è un affatto uno spreco. Le fontanelle si trovano infatti in corrispondenza della fine dei tubi, lasciandole aperte si ha quindi sempre acqua pulita. Ciò che non viene usato va al depuratore e torna in rete.
Piaciuta molto anche l'organizzazione dei mezzi pubblici, in particolare della metropolitana M2 verde. È la seconda più vecchia della città, e nonostante ciò ha saputo adattarsi bene ai grandi deflussi di pubblico. Ha colpito molto la complessità architettonica delle varie stazioni, tra cui la vecchietta della città: FN Cadorna, la porta di acceso alla città per chi arrivava dalla Malpensa è stata tra le più apprezzate.
Un'altra grande conquista l'abbiamo ottenuta con il turismo culturale. Nelle due settimane olimpiche c'è stato un record assoluto di visite in musei e chiese/basiliche. Le 4 case-museo hanno avuto un successo strepitoso, facendo capire al mondo intero che Milano non è soltanto Piazza Duomo e il centro storico, c'è molto di più.
Non solo lodi ma anche critiche. Agli olandesi non sono piaciute le nostre ciclabili... siamo indietro, è vero e purtroppo ogni chilometro sviluppato è visto come un danno, anziché come una risorsa. Ho sentito inoltre lamentele da parte dei turisti spagnoli: guidiamo male, e anche questo è vero...
Il viaggio di Pali - giornata 1 - mezzanotte
D'un tratto il telefono si spense, e niun pareva respirare. Nulla lì fuori si muoveva, solo lo scuoter del vento mi pareva tenermi in vita.
Quale fosse la vera ragion di quel momento era a me sconosciuta, ma ben presto iniziai il viaggio che mi avrebbe cambiata.
In mezzo alla strada una luce rossa, come una bocca di fuoco, squarciava l'asfalto della piazza. Un grande scalone scendeva nelle viscere della terra. Là vidi finalmente qualcosa muoversi. Una vecchietta in scialle e bastone attendeva di fronte a una porta. Mi avvicinai e la vecchietta sorrise: "O d'icché tu fai qui tutta sola con quella faccia smarrita? Guarda che la strada per ritrovare te stessa un è mica segnata sul GPS. Ci vuole logica, coraggio e un bel paio di scarpe comode. Io sono Margherita, e se ti fidi, ti porto a vedere dove finisce questo caos."
Mi accorsi con stupore che la signora sorrideva. Chiesi: "Vi è un uscita?". Margherita guardò il buco nell'asfalto sopra di noi: "O bischera, e certo che c'è! Ma un ti aspettare una porta d'oro con gli angeli che suonano la tromba. L'uscita un è mica un posto fisico, è un cambio di prospettiva. L'Inferno è dove ci si ferma a subire, il Paradiso è dove si continua a domandare."
D'un tratto capii che quello sarebbe stato un viaggio, non nello spazio, non nel tempo, ma nelle mie paure più profonde, per riveder il mio amato mondo, dovevo conoscere cosa lo ammorbava. "Da dove iniziamo il viaggio Margherita? sono pronta"
Margherita sollevò il bastone: "Brava la mia ragazza. Se un si guarda in faccia il mostro, si finisce per diventarne il riflesso. Per conoscer il mondo, bisogna prima imparare a distinguere il fango dall'oro, e qui sotto di fango ce n'è a secchiate".
Continuammo a scendere per diversi metri. Finché non trovammo un cancello nero, alto fino a non veder la fine. E dinnanzi alla porta, una voce tetra, cupa e metallica ci domandò: "chi vuole attraversare la porta degli inferi?" La vecchietta cercò di farsi più grande, benché la sua statura non lo permettesse: "O d'icché tu abbai? sono Margherita Hack, custode del sapere e della verità."
Fece un passo indietro, immaginai che toccasse a me, così feci un passo avanti: Sono Pali, sono in viaggio in cerca di risposte.
Un latrato metallico rispose alla mia frase: "risposte? coraggio vorrai dire, qui non vi è alcuna risposta, bada bene, chi scende gli inferi può anche non fare più ritorno. Entra pure se ne hai il coraggio, siamo gente di mondo noi".
Il cancello si aprì, feci un passo indietro. Notai una scritta d'oro sulla parete rocciosa:
QUI SI ENTRA SENZA FILTRI: CHE LA TUA COSCIENZA SIA L'UNICA LENTE. SPOGLIATI DI OGNI TRUCCO E OGNI MASCHERA, SIAMO SOLTANTO UMANI.
Vidi di fronte a me una enorme montagna, fatta di trucchi e vestiti, di scarpe e di gioielli preziosi di ogni genere: "Guarda lì, Pali. Guarda che monumento all'inutile s'è costruito l'essere umano. Quella un è mica una montagna naturale, un c'è granito o basalto lì dentro. È la Montagna del Superfluo. È fatta di tutta la roba che la gente ha comprato per riempire i buchi che aveva nell'anima, convinta che un paio di scarpe firmate potesse dare una direzione ai passi, o che un gioiello potesse illuminare un pensiero buio."
D'un tratto il telefono si spense, e niun pareva respirare. Nulla lì fuori si muoveva, solo lo scuoter del vento mi pareva tenermi in vita.
Quale fosse la vera ragion di quel momento era a me sconosciuta, ma ben presto iniziai il viaggio che mi avrebbe cambiata.
D'un tratto capii che quello sarebbe stato un viaggio, non nello spazio, non nel tempo, ma nelle mie paure più profonde, per riveder il mio amato mondo, dovevo conoscere cosa lo ammorbava. "Da dove iniziamo il viaggio Margherita? sono pronta"
Margherita sollevò il bastone: "Brava la mia ragazza. Se un si guarda in faccia il mostro, si finisce per diventarne il riflesso. Per conoscer il mondo, bisogna prima imparare a distinguere il fango dall'oro, e qui sotto di fango ce n'è a secchiate".
Fece un passo indietro, immaginai che toccasse a me, così feci un passo avanti: Sono Pali, sono in viaggio in cerca di risposte.
Un latrato metallico rispose alla mia frase: "risposte? coraggio vorrai dire, qui non vi è alcuna risposta, bada bene, chi scende gli inferi può anche non fare più ritorno. Entra pure se ne hai il coraggio, siamo gente di mondo noi".
QUI SI ENTRA SENZA FILTRI: CHE LA TUA COSCIENZA SIA L'UNICA LENTE. SPOGLIATI DI OGNI TRUCCO E OGNI MASCHERA, SIAMO SOLTANTO UMANI.
Vediamo chi indovina dove siamo qui:
Pisa
Vercelli
San Donato Milanese
Marghera
La bidella ritornava dalla scuola
Un po' più presto per aiutarmi
"Ti vedo stanca, hai le borse sotto gli occhi
Come ti trovi a Berlino Est?"
Un po' più presto per aiutarmi
"Ti vedo stanca, hai le borse sotto gli occhi
Come ti trovi a Berlino Est?"