Il viaggio di Pali - giornata 1 - mezzanotte
D'un tratto il telefono si spense, e niun pareva respirare. Nulla lì fuori si muoveva, solo lo scuoter del vento mi pareva tenermi in vita.
Quale fosse la vera ragion di quel momento era a me sconosciuta, ma ben presto iniziai il viaggio che mi avrebbe cambiata.

In mezzo alla strada una luce rossa, come una bocca di fuoco, squarciava l'asfalto della piazza. Un grande scalone scendeva nelle viscere della terra. Là vidi finalmente qualcosa muoversi. Una vecchietta in scialle e bastone attendeva di fronte a una porta. Mi avvicinai e la vecchietta sorrise: "O d'icché tu fai qui tutta sola con quella faccia smarrita? Guarda che la strada per ritrovare te stessa un è mica segnata sul GPS. Ci vuole logica, coraggio e un bel paio di scarpe comode. Io sono Margherita, e se ti fidi, ti porto a vedere dove finisce questo caos."

Mi accorsi con stupore che la signora sorrideva. Chiesi: "Vi è un uscita?". Margherita guardò il buco nell'asfalto sopra di noi: "O bischera, e certo che c'è! Ma un ti aspettare una porta d'oro con gli angeli che suonano la tromba. L'uscita un è mica un posto fisico, è un cambio di prospettiva. L'Inferno è dove ci si ferma a subire, il Paradiso è dove si continua a domandare."
D'un tratto capii che quello sarebbe stato un viaggio, non nello spazio, non nel tempo, ma nelle mie paure più profonde, per riveder il mio amato mondo, dovevo conoscere cosa lo ammorbava. "Da dove iniziamo il viaggio Margherita? sono pronta"
Margherita sollevò il bastone: "Brava la mia ragazza. Se un si guarda in faccia il mostro, si finisce per diventarne il riflesso. Per conoscer il mondo, bisogna prima imparare a distinguere il fango dall'oro, e qui sotto di fango ce n'è a secchiate".

Continuammo a scendere per diversi metri. Finché non trovammo un cancello nero, alto fino a non veder la fine. E dinnanzi alla porta, una voce tetra, cupa e metallica ci domandò: "chi vuole attraversare la porta degli inferi?" La vecchietta cercò di farsi più grande, benché la sua statura non lo permettesse: "O d'icché tu abbai? sono Margherita Hack, custode del sapere e della verità."
Fece un passo indietro, immaginai che toccasse a me, così feci un passo avanti: Sono Pali, sono in viaggio in cerca di risposte.
Un latrato metallico rispose alla mia frase: "risposte? coraggio vorrai dire, qui non vi è alcuna risposta, bada bene, chi scende gli inferi può anche non fare più ritorno. Entra pure se ne hai il coraggio, siamo gente di mondo noi".

Il cancello si aprì, feci un passo indietro. Notai una scritta d'oro sulla parete rocciosa:
QUI SI ENTRA SENZA FILTRI: CHE LA TUA COSCIENZA SIA L'UNICA LENTE. SPOGLIATI DI OGNI TRUCCO E OGNI MASCHERA, SIAMO SOLTANTO UMANI.

Vidi di fronte a me una enorme montagna, fatta di trucchi e vestiti, di scarpe e di gioielli preziosi di ogni genere: "Guarda lì, Pali. Guarda che monumento all'inutile s'è costruito l'essere umano. Quella un è mica una montagna naturale, un c'è granito o basalto lì dentro. È la Montagna del Superfluo. È fatta di tutta la roba che la gente ha comprato per riempire i buchi che aveva nell'anima, convinta che un paio di scarpe firmate potesse dare una direzione ai passi, o che un gioiello potesse illuminare un pensiero buio."
@Roday