La Storia di Milano - Capitolo 38: la cattedra vescovile
Siamo giunti a un anno importantissimo nella storia di Milano: il 641
La basilica di San Siro a Genova. L'edificio nacque su una preesistente basilica. Nei pressi di trovava la sede dell'arcivescovo di Milano durante i 70 anni di esilio volontario.Da ormai quasi 70 anni la cattedra di Sant'Ambrogio è vuota, il vescovo di Milano è fuggito a Genova dopo l'invasione longobarda e lì rimane. A guidare le chiese della città ci sono i diaconi. A tenere lontano il vescovo dalla sua cattedra c'è anche lo scisma dei tre capitoli, che abbiamo analizzato nel capitolo 29.
Nonostante la sua autonomia, i rapporti tra la Chiesa ambrosiana ritornano pacifici con la Chiesa romana già verso la fine del VI secolo.
Con Rotari anche Genova entra nei domini dei Longobardi, così il porto sicuro del vescovo cade definitivamente. Non è una fine in realtà, ma un grande punto di inizio. Grazie alle preoccupazioni dell'alta società, che si trasferì con il vescovo, ci fu uno sviluppo determinante a ponente. Non tutti i nobili infatti si spostano nuovamente a Milano e questo comporta un importantissimo sviluppo economico nell'area ligure. Genova rimane un vero punto di riferimento per Milano, come vedremo più avanti.
Scultura raffigurante San Giovanni il Buono (San Giovanni Bono) nel Duomo di Milano.San Giovanni Bono è il vescovo di Milano che riunisce il clero milanese, ed è la persona giusta per questa importante riunificazione. Sia la popolazione che i diaconi accolgono il vescovo con grande diffidenza. Questo passaggio non fu privo di tensioni gerarchiche: il clero "genovese", più colto e bizantino, si scontrò con il clero "milanese", più rustico e abituato alla convivenza con i Longobardi.
San Giovanni Bono però ha una profonda dedizione per le esigenze del popolo. È un uomo umile, che dedica da sempre la vita per i poveri e per gli emarginati, come malati e schiavi.
70 anni di vuoto significa che un intera generazione è cresciuta senza la figura pastorale più importante a Milano, ma è un vuoto che viene presto colmato da questa importante figura popolare. San Giovanni Bono riapre le porte di Santa Tecla (l'ex cattedrale nell'odierna Piazza Duomo) al popolo milanese. Sceglie inoltre la vecchia sede vescovile, altro fattore decisivo per la riconquista della fiducia nel popolo.
Le spoglie di San Giovanni Bono nel Duomo di MilanoAlla sua morte le sue spoglie sono state conservate proprio nella Basilica di Santa Tecla, per poi essere trasferite nel Duomo di Milano nel 1582.