@Pali Hints
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"I ricchi stranieri amanti di imprese disumane"

È notizia di ieri, ma riapre una ferita europea che non si è mai chiusa, affondata nel 1997.

Il giornalista e scrittore Ezio Gavazzeni ha presentato un esposto alla Procura di Milano, dopo essere venuto a conoscenza di ricchi imprenditori italiani che si riunivano a Trieste. Dopodiché, venivano portati oltreconfine, e pagando le milizie serbo-bosniache di Radovan Karadzic, erano liberi di sparare alla popolazione civile.

La sindaca di Sarajevo, Benjamina Karic, ha inviato diversi documenti alla Procura di Milano, che sicuramente aiuteranno a far luce su questa vicenda agghiacciante.

È qualcosa che già si sapeva, ma purtroppo non è mai stata avvallata da fatti concreti. 11mila innocenti furono massacrati tra il 1993 e il 1995 alle porte del nostro Paese, nel cuore dell'Europa, e anche nostri connazionali si sono macchiato di questo orrendo crimine.

Vergognoso, non c'è altro da dire.
11 nov 2025 alle 7:17
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Un po' mi mancano le domeniche di quando ero piccina.

La mattina mi svegliavo sempre con il bagno che emanava profumo di dopobarba in tutte le altre stanze: e quel profumo andava seguito fino al piano di sotto, dove c'era mio papà completamente rasato che leggeva il giornale. Poi colazione, messa e poi tutti a tavola.

Si mangiava tutti insieme: mamma, papà, mia sorella, e i nonni. Aiutavo mamma a preparare la tavola.

Poi il pomeriggio potevamo scegliere un luogo in cui andare tutti insieme. Ci alternavamo: una domenica sceglievo io, un'altra mia sorella.

Questa è un abitudine che mi tengo ancora stretta a 24 anni. La domenica pomeriggio c'è sempre un luogo da visitare, piuttosto anche da sola a volte, ma va fatto.

La sera io e mia sorella giocavamo insieme, a volte mentre mamma cucinava andavamo in camera a provarci i suoi vestiti. E quello è uno dei passi che fanno crescere, molte hanno questa esperienza nella loro infanzia.

I compiti non si facevano mai la domenica, si dedicava tutto il sabato a studiare piuttosto, MA... non si andava a letto finché non avevamo tutto pronto per il lunedì di scuola. C'era una tabella con tutto l'occorrente per materia. L'ho sempre trovata utile, e forse è stato il seme della mia metodicità.

Ricordate il momento in cui l'infanzia si conclude ufficialmente?

Di solito c'è sempre quel clic che ti porta nel mondo dei grandi all'improvviso. Quel mondo che si sogna sempre da piccine, ma poi di fronte alla realtà si piange sempre a quel passato.

Il mio clic è avvenuto quando sono stata lasciata dal mio primo fidanzatino. Eh già, fa male... però poi ci si rafforza.
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10 nov 2025 alle 22:09
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Pali non vuole giocare a scacchi e ti ruba le pedine. Che fai?
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10 nov 2025 alle 14:57
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Un post veloce veloce prima di andare a letto.

Peccato che non ho fatto foto, sono stata a passeggio per il parco con il mio ragazzo. In autunno con il tramonto c'è sempre un atmosfera magica, i chilometrici viali tutti pieni di foglie ingiallite, e gli scoiattoli che zompettano alla ricerca delle ultime provviste prima del letargo.

Intanto in sti due giorni a Monza c'erano le sentinelle in piedi. È un movimento di protesta pacifica e silenziosa. Per cosa scioperavano? Contro la legge sul suicidio assistito.

Io vi dirò... amo la vita, ma per viverla bisogna stare bene. Comprendo il dolore di chi, costretto per il resto della vita ad essere pulito, sfamato e nulla più, decide di gettare la spugna. Sono temi complicati, spesso c'è di mezzo la religione, o convinzioni etiche, ma in Italia questo vuoto va colmato.
9 nov 2025 alle 23:48
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Mi sono svegliata troppo polemica, rimediamo...

Se c'è qualcosa di buono nel mondo sicuramente lo troviamo in Italia. Non è patriottismo il mio, si tratta di fatti.

vi faccio degli esempi concreti:
Via delle Lame, Bologna. In pieno centro storico troviamo una merceria, una delle poche sopravvissute allo scorrere del tempo. Questa merceria è gestita dalla signora Franca Tartarini, divenuta famosa sui social grazie ai video girati dai suoi nipoti, ma soprattutto merito della sua simpatia. Pensate che 86 anni sia facile mandare avanti un attività? Per Franca lo è, e accoglie i suoi clienti sempre con un sorriso caloroso.

La capacità di reinventarsi, con l'aiuto di chi ci è vicino, è una caratteristica che si lega alla tenacia di tanti piccoli imprenditori e commercianti di questo paese. Da noi a Monza ad esempio c'è PizzAut, anch'esso divenuto famoso sul web grazie a questa tenacia. A preparare e servire le pizze ci sono ragazzi autistici davvero in gamba, un vero e proprio manifesto di inclusività.

Persone che ogni giorno si alzano la mattina e affrontano le difficoltà con la passione. La passione è la stessa ad esempio della signora Franca, 94 anni, cieca, e nonostante tutto ha tenuto in piedi dal 1934 il suo negozio di lampadine in Corso Garibaldi a Milano, con tutto l'entusiasmo del mondo, finché il Comune non la caccia via perché non viene rinnovato il contratto di locazione.

Passione, entusiasmo, e il terzo elemento è la creatività: e in questo caso non serve fare un esempio, perché in creatività in Italia siamo i maestri. Donne e uomini che sono eroi della normalità. Persone straordinarie che domano la scienza e la tecnologia senza avere paura, indipendentemente dall'età o dal sesso.

Queste storie sono famose sui social, ed è una viralità sana e genuina, che porta qualcosa di buono nel concreto. Si contrasta a chi cerca rispetto con sfide stupide e pericolose, o vantandosi di essere eroi del niente. I veri eroi sono questi invece, persone semplici, ma che con poco contribuiscono alla grandezza di questo paese.
9 nov 2025 alle 10:27 (modificato)
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A proposito di sicurezza...Ieri sera ho notato che molti incroci a Milano, come in molte altre città, hanno i semafori che aprono il verde ai pedoni contemporaneamente a chi deve svoltare. Questa cosa secondo me è la causa principale di molti incidenti, purtroppo spesso mortali, che coinvolgono gli utenti più fragili della strada.

Quando siete alla guida tenete sempre conto di questo e considerate che durante una svolta ci possono essere ostacoli visivi, e che dietro di essi ci possono essere delle persone. Il pedone ha sempre la precedenza, anche quando è imbecille e attraversa dove non ci sono strisce.
9 nov 2025 alle 8:31
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Avete sicuramente sentito della brutale aggressione a una modella brasiliana su un treno per Milano Porta Garibaldi. Treno che io prendo spesso. A volte come Stephanie viaggio anche io da sola. E anche io come Stephanie viaggio con uno spray al peperoncino in tasca.

La questione della sicurezza non è qualcosa che si definisce nei confini, ne geografici ne politici.

Specialmente quando la politica ha deciso di "spostare" i violenti nelle periferie. I daspo e le zone rosse sono UNA STRONZATA! provvedimenti che in sostanza dicono: "sei pericoloso? Perfetto, invece che arrestarti vai a delinquere da un altra parte". Si tratta di nascondere la polvere sotto il tappeto.

Dov'è la Giorgia Meloni che strillava in parlamento che Lamorgese si deve dimettere? Perché adesso che è al governo, e i furti e le aggressioni sono aumentati, non chiede la testa di Piantedosi?

Non serve, perché per i giornalisti-zerbini il problema all'improvviso è solo dei sindaci di sinistra il problema.

Milano è veramente la città più pericolosa d'Italia? La risposta è NO. È tutta l'Italia ad essere diventata pericolosa. Il fatto che a Milano ci sono più denunce che a Palermo, non significa che Milano è più pericolosa, semplicemente a Palermo non si denuncia perché quel tipo di criminalità tocca gli amici degli amici. Nord e sud sono due facce della stessa medaglia, un paese diviso, ma con lo stesso problema.

Ma non è soltanto colpa della politica se Stephanie è stata aggredita senza alcun motivo. Su un vagone con a bordo 4 persone nessuno a mosso un dito, sono rimasti tutti fermi a guardare, fermi immobili a osservare una donna che disperata chiede aiuto, mentre viene presa a calci, pugni e sputi. A casa mia questa si chiama omissione di soccorso ed è un reato, oltre a fare schifo a livello morale.

Il treno in questione è ripartito su due piani, ha le carrozze interconnesse si potevano fare mille cose per aiutare la ragazza:

  • chiamare le forze dell'ordine
  • Correre in testa al treno e avvisare il capotreno
  • avvertire altri passeggeri
  • chiudere la vittima a sua protezione, distanziandola dall'aggressore
  • bloccare l'aggressore, 4 contro uno in spazi limitati come un vagone direi che si poteva fare
  • dissuadere l'aggressione verbalmente

Ma loro invece non hanno scelto niente di tutto questo. E QUESTO ragazzi miei è un fallimento per tutti noi. L'ho detto tantissime volte in tantissimi post: l'indifferenza è il fallimento della società civile, perché ogni orrore della storia è nato proprio dall'indifferenza.
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9 nov 2025 alle 7:36 (modificato)
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Secondo me vi mettereste a ridere se vedeste la mia faccia quando scopro i testi nascosti, è sempre così:

🧠: chissà cosa c'è dietro



🧠: a, e, i, o, u (lag mentale)

E poi ricopro il testo... Non so perché, mi viene automatico farlo.
8 nov 2025 alle 23:29
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Sera 😔. Un po' triste

Raccolgo 3 post in uno...

Come ogni anno, sono stata all'Eicma, il Salone del ciclo e motociclo di Milano. Ma, non vi racconto di moto... sono successe un po' di cose curiose oggi.

La prima: un brutto episodio che ho vissuto sul treno stamattina. C'era una bambina un po' vivace, sua mamma di origine arabe e devo specificarlo per quello che è successo. Sale un'altra signora con un bambino piccolo, sui 10 anni... premettendo che anche lei non è stata zitta un minuto, ha iniziato a brontolare con suo figlio frasi di una stupidità allucinante:
"Questo è un treno non è una sala giochi, se non imparano il rispetto da piccoli poi non imparano più" è bla bla bla... condito con cose del tipo se ne va al suo paese. Premettendo che la maleducazione non c'entra niente con la nazionalità di una persona, dopo aver finito il suo monologo razzista con suo figlio si è rivolta alla mamma della bambina, chiedendole con arroganza di tenere buona sua figlia. La piccola è stata zitta per tutto il resto del viaggio. Dimostrazione che questa signora è la vera maleducata, perché bastava chiedere gentilmente, senza ammaestrare suo figlio con frasi salviniane... probabilmente avremo un'altro piccolo Hitler tra qualche anno, poveretto.

La seconda cosa, riguarda la foto. Alla Fiera di Milano, durante l'Eicma ci vanno tre tipi di persone: gli appassionati di moto, i malati di patonza, e le buone compagnie (tra cui ci sono io), a cui non frega niente di moto e modelle.

Molti stand hanno hostess, molte case motociclistiche mettono delle modelle sulle moto, è una cosa del tutto normale... È una cosa del tutto normale?
Boh, da ragazza, ho provato un senso di forte disagio a vedere certe cose... capisco gli ormoni a mille degli adolescenti, ma porca vacca, il tipo sulla cinquantina che fotografa il sedere alla modella NO! Cazzo potrebbe essere tua figlia... ha un senso anche "artistico" una foto come quella che ho fatto io, ma fotografare esclusivamente la modella ha un solo fine, ed è una cosa degradante a mio parere. Non mi sorprende infatti che quest'anno di modelle ce n'erano poche, probabilmente perché non tutte hanno la pazienza e la follia di gettarsi in pasto a certe belve.Il terzo punto è una cosa carina invece. Tutti i principali parchi di Milano hanno le fontanelle verdi. A Milano si chiamano draghi verdi, per via del rubinetto in ottone a forma di drago, che richiama i doccioni del Duomo. Mi sono fatta una passeggiata a CityLife (il quartiere con le tre torri "storte") e ho notato che al posto dei draghi ci sono altri animali. Questa ha una giraffa ad esempio. Chissà perché hanno fatto questa stravagante scelta...
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8 nov 2025 alle 23:05
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Ultimamente sto pensando di rivolgermi a una psicologa.

Ne ho già parlato diverse volte con voi di questo mio problema: io sono acrofobica. L'acrofobia è una delle fobie più bastarde. Si tratta della paura dell'altezza, una paura irrazionale di cadere nel vuoto.

Avete paura degli squali? Basta non andare in acqua, avete paura di spazi ristretti? Basta evitare locali piccoli come gli ascensori... il problema dell'acrofobia invece è che va vissuta ogni giorno:
include anche il passaggio su passerelle, bocche di lupo, tombini, e soprattutto scale. Tutte cose che devono essere percorse ogni giorno.

La cosa assurda, e che mentre molte delle paure innescano un meccanismo di conservazione (spesso si scappa ad esempio, o ci si blocca), la paura dell'altezza rischia di mettermi seriamente in grave pericolo. Vi faccio un esempio: sono sul mio balcone... il mio balcone ha la ringhiera che protegge... Vedo il vuoto sotto e mi blocco. Questo blocco, rischia seriamente di trasformarsi in una perdita di equilibrio nel tentativo di sbloccarsi, e quindi di cadere seriamente. Il rischio maggiore è con le scale, troppo strette per avere modo di "proteggersi". Se c'è il corrimano meglio, se invece si vede il basso cerco proprio alternative.

È talmente da panico che sul balcone una volta mi si era incastrato il vestito su un gancetto, e piuttosto che girarmi a sbloccarlo, ho tirato strappando una spallina. Non è bello, e soprattutto molti non la comprendono questa paura.

A ormai 24 anni mi rendo conto che è una paura che devo combattere. A volte ci riesco, con fatica, ma supero l'ostacolo. Altre volte mi blocco.

Pensate a quante cose bisogna rinunciare. A me ad esempio piacerebbe visitare la Torre Branca di Parco Sempione, ex antenna in cui sulla cima c'è un bellissimo panorama.

Sin dai tempi antichi l'essere umano sfida l'altezza con edifici sempre più alti: dalla mitologica Torre di Babele ai grattacieli moderni di cui non si vede la fine. Ad oggi troviamo grandi elevazioni anche sottoterra. La corsa verso l'alto (e verso il basso) ha dei vincitori. E se c'è vittoria c'è anche sconfitta... l'acrofobia è la sconfitta di questa grande sfida umana.
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8 nov 2025 alle 6:00
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Faccio scegliere a voi il mio prossimo post:
La Storia di Milano, capitolo 5
2
Classici Disney: Robin Hood
1
Racconto personale
4
Altro post sulla storia della tv
3
Voto Anonimo 10 voti
7 nov 2025 alle 22:35
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Questo post va letto con questa musica:Sono nervosissima. Lunedì università, poi tutta settimana stage, arriva il venerdì, tiro fuori i vestiti dall'armadio, mi lavo e mi trucco, e quando sono pronta... messaggio: "amo, guarda che D. sta male e non si fa niente"

Ma che cazzo vuol dire che non si fa niente perché una di noi è ammalata! fosse una cosa da ospedale posso capire, ma bisogna buttare via una serata perché una di noi ha il raffreddore! Fanculo, veramente.
7 nov 2025 alle 22:26
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7 nov 2025 alle 19:26
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Il buon Ice è in gamba ma gli manca fantasia, io li avrei chiamati ♟️ ScaccHint ♟️.
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7 nov 2025 alle 19:08
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Vi confesso una cosa:

Io non volevo chiamarmi Pali in realtà. Il mio primo nickname su internet era Oxigene. Lo usavo nel mio primo blog. Su insegreto sono sempre stata Pali per i primi anni, anche se per un certo periodo ho cambiato in Lagertha_, poi DamaPa quando sono stata bannata.

Qualche detective mancata sosteneva che avessi altri account, ma no...

Vi dirò di più, vi svelo un retroscena...

Avevo anche un secondo account, che ho cancellato nel 2022: Evelyn veniva utilizzato per gonfiare i like degli utenti che mi piacevano, e per contribuire a fare sparire porcate razziste dai virali. Non l'ho mai utilizzato per avvantaggiarmi però, il fine, pur scorretto, era nobile... aiutare chi meritava e punire chi non lo meritava. Per questo capivo spesso quando qualcuno truccava i voti.

E Saulo fa ancora questo giochetto al rovescio, promuove con più account incel e feticisti, punendo chi detesta, soprattutto le ragazze.

Il mio scheletro nell'armadio ora è stato liberato, ora sapete la verità. E mi sento bene, fa bene togliersi i segreti di dosso...
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6 nov 2025 alle 23:12
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Una mattina mi ero svegliata presto, non riuscivo a dormire. Accesi la TV è trovai questo:Mi spaventai e corsi subito in cameretta ad abbracciare mia sorella.

Non lo sapevo, ma sono stata una delle ultime italiane a vedere il monoscopio.

Dalle origini fino agli anni '90 la Televisione di Stato aveva il suo orario di apertura e di chiusura, e conseguentemente c'era l'inizio e la fine delle trasmissioni.

Questa è la prima storica sigla di inizio delle trasmissioni:E caspiterina, ditemi se non è una figata... poi una signorina illustrava il palinsesto di giornata e iniziavano i programmi.

Questo invece era il primo monoscopio:Ma a che serviva? Prove tecniche, semplicissimo. Senza annoiarvi in tecnicismi, ogni elemento aveva una singola funzione per i test di trasmissione.

Questo avveniva ogni giorno. Negli anni '70 e '80 a volte si utilizzavano musichette allegre ad accompagnare il monoscopio, al posto della classica nota piatta che mi terrorizzò da piccola.

Quando sul primo canale arrivarono i colori la sigla di inizio trasmissioni venne adattata. E qua sotto potete vedere il monoscopio con musichetta e la sigla a coloriMa negli anni '80 le TV private iniziano ad alzare l'asticella. Debuttano i rulli notturni, che ripropongono programmi e pubblicità anche di notte. La Rai lo adotta soltanto nel 1992, lasciando una sola notte al mese per le verifiche tecniche di trasmissione.

La ripresa delle trasmissioni era accompagnata dal nostro inno nazionale, mentre andava a comporsi il logo della RAI:E anche questa sigla mi piace da matti.

Nel 2012 il passaggio al digitale terrestre ha chiuso questo capitolo nella storia della televisione, sconosciuto a molti, proprio perché avveniva di notte.
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6 nov 2025 alle 22:05
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La Storia di Milano, capitolo 4: da Roma al foro di Milano.

Nel 222 a.C. Roma conquista la città più importante della Gallia cisalpina. Non basta neanche Annibale a fare retrocedere i Romani, che via via conquisteranno l'intero continente ed oltre. Ma entriamo nella Milano di epoca repubblicana... Siamo nel 49 a.C. e sull'onda del suo sviluppo economico Cesare ha appena elevato Milano al rango di Municipium.I romani si insediano al di sotto di Piazza della Scala, dove al tempo si trovava il tempio celtico. Questo fu mantenuto probabilmente fino a quando il politeismo fu vietato. È forse per questo motivo che il cardo e il decumano non trovarono direzione nord-sud est-ovest, ma subirono una rotazione di circa 30° verso est. Questa rotazione spostò anche la via più importante, ovvero la strada per Roma.Partiamo da Roma, e arriviamo a Mediolanum dopo due lunghe settimane di cammino, passando per Placentia (Piacenza). Iniziamo a vedere le mura, ma prima di entrare in città inizia una lunga strada Porticata, chiamata appunto via Porticata, anticipata da un grande arco di trionfo. Sotto ai portici vediamo bancarelle di ogni genere: farina, sale, pelli... di tutto. Meglio tirare dritto però, perché al di fuori delle mura c'è poca sicurezza, e inoltre si rischiano di fare pessimi acquisti.Arriviamo alla Porta Romana, come molte altre porte cittadine si apre nelle mura con due archi, sovrastati da due torri di guardia. Si entra dunque nel cardo maximum, che ci porta dritti dritti al Foro.Il centro della Milano di epoca romana era il foro, situato nell'odierna Piazza San Sepolcro. Oggi, scendendo nella cripta della Basilica si appoggiano i piedi nella pavimentazione storica del foro. Il foro era il cuore delle città romane, ci troviamo in un quadriportico, su cui si affacciano gli edifici più importanti:

  • il capitolium: luogo di religione, dedicato alla triade capitolina di Giove, Giunone e Minerva
  • la basilica: non un luogo di religione, ma un grande edificio per gli affari.
  • la curia: luogo di politica, dove ci si riuniva per le decisioni relative all'amministrazione, in contatto diretto con il Senato Romano.
  • il macellum: il mercato più prestigioso. Sui banchi troviamo principalmente Carne e pesce da ogni angolo della Repubblica, ma anche frutta esotica e cibi preconfezionati.
  • le tabernae: luogo di ristoro, di commercio e anche di riposo per i viaggiatori.

Sotto ai portici tante bancarelle, esattamente come la via Porticata. Insomma, il foro era la prima destinazione per chi arrivava in città, qualunque fosse il motivo per cui si giungeva a Milano.
6 nov 2025 alle 19:14
Avatar Pali 🌻 Arte Riflessione
Io mi sono innamorata di questo quadro, ha un significato potentissimo.L'autore è sconosciuto, potrebbe essere Ambrogio Figino, ma boh.

La donna raffigurata, anche se non sembra, è Cleopatra.

Non sembra Cleopatra perché è una sua trasposizione in versione cinquecentesca. Viene raffigurata con un aspide che morde il suo seno. Cleopatra, piuttosto che cadere nelle mani di Ottaviano si uccise con un morso di serpente.

Una storia che può essere spostata tranquillamente nel '500, o al giorno d'oggi. Immaginate la stessa donna con vestiti di oggi.

Dal mito di Dafne e Apollo al giorno d'oggi, l'arte ha spesso affrontato la tematica della violenza sulle donne. Pensare che lo stupro è diventato reato contro la persona soltanto nel 1996, fa venire i brividi.

Noi donne abbiamo iniziato ad acquisire, o meglio, a conquistare, i nostri diritti soltanto ieri, considerando la storia dell'umanità. È un processo che però è ancora in corso, si può perdere tutto in un battito di ciglia. Per questo è importante non dare mai per scontata la nostra libertà. Bisogna essere orgogliose di essere donne libere e bisogna lottare per chi questa libertà non l'ha ancora conquistata.
6 nov 2025 alle 16:15
Avatar Pali 🌻
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6 nov 2025 alle 15:42
Avatar Pali 🌻
Le panchine anti-clochard debuttano in Pokémon.Uno dei primi post che avevo fatto qua su Hint parlava proprio dell'architettura ostile, costruzioni e arredo urbano fatte per respingere pratiche considerate poco decorose.

Troviamo dunque nelle città spuntoni antibivacco, sedie storte su cui non ci si può sedere, panchine senza schienale, usato spesso per appoggiarci il sedere.

Ed eccole qui, le panchine che impediscono di sdraiarsi. Arrivate persino in uno dei videogiochi più famosi al mondo.

Nella prima storica sigla del cartone, Giorgio Vanni cantava "voglio andare dove mi va, e non fermarmi qua". Giustamente, i Pokémon non si catturano da soli stando a poltrire su una panchina.
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6 nov 2025 alle 9:24 (modificato)
Hint @ 2026