Una mattina mi ero svegliata presto, non riuscivo a dormire. Accesi la TV è trovai questo:Mi spaventai e corsi subito in cameretta ad abbracciare mia sorella.
Non lo sapevo, ma sono stata una delle ultime italiane a vedere il monoscopio.
Dalle origini fino agli anni '90 la Televisione di Stato aveva il suo orario di apertura e di chiusura, e conseguentemente c'era l'inizio e la fine delle trasmissioni.
Questa è la prima storica sigla di inizio delle trasmissioni:E caspiterina, ditemi se non è una figata... poi una signorina illustrava il palinsesto di giornata e iniziavano i programmi.
Questo invece era il primo monoscopio:Ma a che serviva? Prove tecniche, semplicissimo. Senza annoiarvi in tecnicismi, ogni elemento aveva una singola funzione per i test di trasmissione.
Questo avveniva ogni giorno. Negli anni '70 e '80 a volte si utilizzavano musichette allegre ad accompagnare il monoscopio, al posto della classica nota piatta che mi terrorizzò da piccola.
Quando sul primo canale arrivarono i colori la sigla di inizio trasmissioni venne adattata. E qua sotto potete vedere il monoscopio con musichetta e la sigla a coloriMa negli anni '80 le TV private iniziano ad alzare l'asticella. Debuttano i rulli notturni, che ripropongono programmi e pubblicità anche di notte. La Rai lo adotta soltanto nel 1992, lasciando una sola notte al mese per le verifiche tecniche di trasmissione.
La ripresa delle trasmissioni era accompagnata dal nostro inno nazionale, mentre andava a comporsi il logo della RAI:E anche questa sigla mi piace da matti.
Nel 2012 il passaggio al digitale terrestre ha chiuso questo capitolo nella storia della televisione, sconosciuto a molti, proprio perché avveniva di notte.
@socioconad