Il Centro Medico dell'Autodromo Nazionale di Monza è uno dei luoghi più importanti in assoluto. La struttura nacque alla fine degli anni'70, per fronteggiare anche sul piano medico la lunga lotta per la sicurezza di automobilismo e motociclismo. Potenziato nel 1989, oggi il Centro Medico è composto da un'area coordinamento, 4 sale mediche per infortuni lievi e 2 sale di rianimazione. A popolare questa struttura ci sono 2 equipe complete di medici rianimatori, ortopedici e infermieri specialisti. All'esterno è presente l'eliporto riservato all'eliambulanza, la cui presenza è obbligatoria in competizioni come il Gran Premio d'Italia. A questa si aggiunge un elicottero dell'Aeronautica Militare durante gli eventi più importanti.
Nel 2020 il centro medico è stato sfruttato per fronteggiare la pandemia di Covid-19, e visto il successo organizzativo, l'Autodromo Nazionale di Monza ha siglato un accordo con AREU per la gestione medica dell'impianto sportivo. L'AREU, Agenzia regionale emergenza urgenza, gestisce principalmente la fitta rete di soccorso sanitario sul territorio lombardo, raggruppando le principali associazioni di soccorso come Croce Rossa Italiana.
Ed è proprio Croce Rossa Italiana a gestire in pista e sulle tribune eventuali emergenze. Molto importante anche lo storico collegamento con gli ospedali San Gerardo di Monza, San Raffaele di Milano e soprattutto l'Ospedale Niguarda di Milano, storico punto di riferimento per l'Autodromo Nazionale di Monza, tra i più avanzati ospedali al mondo nella traumatologia.
Martedì 23 febbraio 2010, mentre tutti dormivano, a Villasanta, un piccolo comune a nord di Monza, qualcosa si muoveva nell'ombra.
Qui sorgeva la Lombardia Petroli, un'enorme raffineria petrolifera che non se la passava bene. Se ne stava occupando un giudice fallimentare, ma il sito continuava a funzionare come area di stoccaggio. Dei privati giocavano a nascondino con l'oro nero. Nessuna indagine, come al solito fu Striscia la Notizia, dopo, a scoprire un via vai sospetto di camion-cisterne. L'ennesima denuncia ad Antonio Ricci per diffamazione, che però fu assolto, perché di diffamante non c'era un bel niente.
Nel 1976, a pochi chilometri di distanza, ci fu il Disastro di Seveso, stampato ancora nella memoria di molti anziani, ma totalmente dimenticato dai più giovani. Fu da quel disastro che nacque la Direttiva Seveso, una normativa europea che applica regole severissime sul trattamento dei materiali nocivi per la salute dell'uomo.
Che strano, a Roma, il 2 febbraio precedente era stato depenalizzato il reato di scarico industriale nelle acque.
Monza fu soltanto la prima città ad essere colpita. L'onda nera arrivò a Milano e proseguì. A San Zenone al Lambro si provò a sfruttare una diga dell'Enel, ma invano. Il petrolio arrivò nel Po il giorno seguente. Miliardi di danni, e purtroppo, nessun colpevole. Ad essere condannato fu soltanto il povero custode, per quello che fu un disastro avvolto ancora nel mistero.
Praticamente c'era un cotonificio, uno dei più grandi in Italia. Nel 1875 prese fuoco tutto quanto, e rimase abbandonato per anni. Poi arrivo un azienda chimica, che chiuse diversi anni fa.
L'album è I Mali del Secolo, un titolo eloquente, che dà una idea chiara di cosa parla.
Dopo aver percorso la curva sopraelevata nord, i piloti entravano sul lungo Rettifilo levante, opposto a quello dei box. Camminando lungo questo rettilineo si può osservare una porzione di tracciato non asfaltata, che offre un idea di com'era il tracciato quando fu costruito nel 1955. Ai lati sono presenti i guardrail di cui si è parlato nello scorso capitolo.
Procedendo verso sud si arriva al tondo, l'area che nel 1965 incluse nel tracciato una chicane, per rallentare le vetture in ingresso della sopraelevata. Oggi quest'area del tracciato presenta soltanto il fondo in cemento armato e viene utilizzata per corsi di guida sicura, aperta gratuitamente nei weekend senza eventi per poter passeggiare in questo luogo unico al mondo.
Procedendo ancora verso sud si arriva alla Sopraelevata Sud del tracciato ovale. Rispetto alla sopraelevata nord cambia poco nella sua forma, ma molto nella sua struttura. Rispetto alla Curva Nord infatti, sfrutta il terrapieno su cui appoggia la struttura, alta perciò soltanto 3 metri. Rimane uguale l'inclinazione progressiva, che raggiunge il picco massimo in centro curva, con una pendenza dell'80%.
Il brano fa parte dell'album Anime Salve, un viaggio tra gli ultimi e tra le più profonde paure dell'animo umano. Molto affascinante la copertina, opera artistica di Isabel Lima, che raffigura una bambina immersa nei pensieri.
Monza ha seguito passo per passo l'evoluzione tecnica del manto stradale, ospitando le prime sperimentazioni del manto drenante, utilizzato soprattutto nelle nostre strade ad alto scorrimento. La pista, riasfaltata nel 2024, presenta le più avanzate soluzioni tecnologiche, come l'impiego di polimeri termoplastici riciclati e additivi chimici avanzati, capaci di resistere a carichi elevati e a condizioni climatiche sempre più in mutamento a causa del riscaldamento globale. Sfide sempre più complesse a cui Monza ha sempre risposto prontamente.
Un'altra soluzione innovativa sviluppata su questo circuito è il guardrail. Questa soluzione fu copiata dall'anello di Indianapolis e perfezionata sul circuito Alta Velocità di Monza. Il profilo a doppia onda non ha soltanto lo scopo di contenere l'impatto, ma anche di assorbire l'onda d'urto, riducendo sensibilmente i danni da impatto per vetture e piloti.
Negli anni '90 invece nasce il trasponder, e ancora una volta Monza è il banco di prova di questa tecnologia, da cui nasce il Telepass. Tra le sperimentazioni più recenti invece troviamo i nuovi sistemi di illuminazione notturna a led e le prove della guida autonoma, nati dalla collaborazione con il Politecnico di Milano. L'innovazione continua anche grazie agli ingegneri di domani e Monza sarà ancora una volta protagonista.