Il buon Ice è in gamba ma gli manca fantasia, io li avrei chiamati ♟️ ScaccHint ♟️.
Vi confesso una cosa:
Io non volevo chiamarmi Pali in realtà. Il mio primo nickname su internet era Oxigene. Lo usavo nel mio primo blog. Su insegreto sono sempre stata Pali per i primi anni, anche se per un certo periodo ho cambiato in Lagertha_, poi DamaPa quando sono stata bannata.
Qualche detective mancata sosteneva che avessi altri account, ma no...
Vi dirò di più, vi svelo un retroscena...
Avevo anche un secondo account, che ho cancellato nel 2022: Evelyn veniva utilizzato per gonfiare i like degli utenti che mi piacevano, e per contribuire a fare sparire porcate razziste dai virali. Non l'ho mai utilizzato per avvantaggiarmi però, il fine, pur scorretto, era nobile... aiutare chi meritava e punire chi non lo meritava. Per questo capivo spesso quando qualcuno truccava i voti.
E Saulo fa ancora questo giochetto al rovescio, promuove con più account incel e feticisti, punendo chi detesta, soprattutto le ragazze.
Il mio scheletro nell'armadio ora è stato liberato, ora sapete la verità. E mi sento bene, fa bene togliersi i segreti di dosso...
Io non volevo chiamarmi Pali in realtà. Il mio primo nickname su internet era Oxigene. Lo usavo nel mio primo blog. Su insegreto sono sempre stata Pali per i primi anni, anche se per un certo periodo ho cambiato in Lagertha_, poi DamaPa quando sono stata bannata.
Qualche detective mancata sosteneva che avessi altri account, ma no...
Vi dirò di più, vi svelo un retroscena...
Avevo anche un secondo account, che ho cancellato nel 2022: Evelyn veniva utilizzato per gonfiare i like degli utenti che mi piacevano, e per contribuire a fare sparire porcate razziste dai virali. Non l'ho mai utilizzato per avvantaggiarmi però, il fine, pur scorretto, era nobile... aiutare chi meritava e punire chi non lo meritava. Per questo capivo spesso quando qualcuno truccava i voti.
E Saulo fa ancora questo giochetto al rovescio, promuove con più account incel e feticisti, punendo chi detesta, soprattutto le ragazze.
Il mio scheletro nell'armadio ora è stato liberato, ora sapete la verità. E mi sento bene, fa bene togliersi i segreti di dosso...
Una mattina mi ero svegliata presto, non riuscivo a dormire. Accesi la TV è trovai questo:Mi spaventai e corsi subito in cameretta ad abbracciare mia sorella.
Non lo sapevo, ma sono stata una delle ultime italiane a vedere il monoscopio.
Dalle origini fino agli anni '90 la Televisione di Stato aveva il suo orario di apertura e di chiusura, e conseguentemente c'era l'inizio e la fine delle trasmissioni.
Questa è la prima storica sigla di inizio delle trasmissioni:E caspiterina, ditemi se non è una figata... poi una signorina illustrava il palinsesto di giornata e iniziavano i programmi.
Questo invece era il primo monoscopio:Ma a che serviva? Prove tecniche, semplicissimo. Senza annoiarvi in tecnicismi, ogni elemento aveva una singola funzione per i test di trasmissione.
Questo avveniva ogni giorno. Negli anni '70 e '80 a volte si utilizzavano musichette allegre ad accompagnare il monoscopio, al posto della classica nota piatta che mi terrorizzò da piccola.
Quando sul primo canale arrivarono i colori la sigla di inizio trasmissioni venne adattata. E qua sotto potete vedere il monoscopio con musichetta e la sigla a coloriMa negli anni '80 le TV private iniziano ad alzare l'asticella. Debuttano i rulli notturni, che ripropongono programmi e pubblicità anche di notte. La Rai lo adotta soltanto nel 1992, lasciando una sola notte al mese per le verifiche tecniche di trasmissione.
La ripresa delle trasmissioni era accompagnata dal nostro inno nazionale, mentre andava a comporsi il logo della RAI:E anche questa sigla mi piace da matti.
Nel 2012 il passaggio al digitale terrestre ha chiuso questo capitolo nella storia della televisione, sconosciuto a molti, proprio perché avveniva di notte.
Non lo sapevo, ma sono stata una delle ultime italiane a vedere il monoscopio.
Dalle origini fino agli anni '90 la Televisione di Stato aveva il suo orario di apertura e di chiusura, e conseguentemente c'era l'inizio e la fine delle trasmissioni.
Questa è la prima storica sigla di inizio delle trasmissioni:E caspiterina, ditemi se non è una figata... poi una signorina illustrava il palinsesto di giornata e iniziavano i programmi.
Questo invece era il primo monoscopio:Ma a che serviva? Prove tecniche, semplicissimo. Senza annoiarvi in tecnicismi, ogni elemento aveva una singola funzione per i test di trasmissione.
Questo avveniva ogni giorno. Negli anni '70 e '80 a volte si utilizzavano musichette allegre ad accompagnare il monoscopio, al posto della classica nota piatta che mi terrorizzò da piccola.
Quando sul primo canale arrivarono i colori la sigla di inizio trasmissioni venne adattata. E qua sotto potete vedere il monoscopio con musichetta e la sigla a coloriMa negli anni '80 le TV private iniziano ad alzare l'asticella. Debuttano i rulli notturni, che ripropongono programmi e pubblicità anche di notte. La Rai lo adotta soltanto nel 1992, lasciando una sola notte al mese per le verifiche tecniche di trasmissione.
La ripresa delle trasmissioni era accompagnata dal nostro inno nazionale, mentre andava a comporsi il logo della RAI:E anche questa sigla mi piace da matti.
Nel 2012 il passaggio al digitale terrestre ha chiuso questo capitolo nella storia della televisione, sconosciuto a molti, proprio perché avveniva di notte.
La Storia di Milano, capitolo 4: da Roma al foro di Milano.
Nel 222 a.C. Roma conquista la città più importante della Gallia cisalpina. Non basta neanche Annibale a fare retrocedere i Romani, che via via conquisteranno l'intero continente ed oltre. Ma entriamo nella Milano di epoca repubblicana... Siamo nel 49 a.C. e sull'onda del suo sviluppo economico Cesare ha appena elevato Milano al rango di Municipium.
I romani si insediano al di sotto di Piazza della Scala, dove al tempo si trovava il tempio celtico. Questo fu mantenuto probabilmente fino a quando il politeismo fu vietato. È forse per questo motivo che il cardo e il decumano non trovarono direzione nord-sud est-ovest, ma subirono una rotazione di circa 30° verso est. Questa rotazione spostò anche la via più importante, ovvero la strada per Roma.
Partiamo da Roma, e arriviamo a Mediolanum dopo due lunghe settimane di cammino, passando per Placentia (Piacenza). Iniziamo a vedere le mura, ma prima di entrare in città inizia una lunga strada Porticata, chiamata appunto via Porticata, anticipata da un grande arco di trionfo. Sotto ai portici vediamo bancarelle di ogni genere: farina, sale, pelli... di tutto. Meglio tirare dritto però, perché al di fuori delle mura c'è poca sicurezza, e inoltre si rischiano di fare pessimi acquisti.
Arriviamo alla Porta Romana, come molte altre porte cittadine si apre nelle mura con due archi, sovrastati da due torri di guardia. Si entra dunque nel cardo maximum, che ci porta dritti dritti al Foro.
Il centro della Milano di epoca romana era il foro, situato nell'odierna Piazza San Sepolcro. Oggi, scendendo nella cripta della Basilica si appoggiano i piedi nella pavimentazione storica del foro. Il foro era il cuore delle città romane, ci troviamo in un quadriportico, su cui si affacciano gli edifici più importanti:
Sotto ai portici tante bancarelle, esattamente come la via Porticata. Insomma, il foro era la prima destinazione per chi arrivava in città, qualunque fosse il motivo per cui si giungeva a Milano.
Nel 222 a.C. Roma conquista la città più importante della Gallia cisalpina. Non basta neanche Annibale a fare retrocedere i Romani, che via via conquisteranno l'intero continente ed oltre. Ma entriamo nella Milano di epoca repubblicana... Siamo nel 49 a.C. e sull'onda del suo sviluppo economico Cesare ha appena elevato Milano al rango di Municipium.
I romani si insediano al di sotto di Piazza della Scala, dove al tempo si trovava il tempio celtico. Questo fu mantenuto probabilmente fino a quando il politeismo fu vietato. È forse per questo motivo che il cardo e il decumano non trovarono direzione nord-sud est-ovest, ma subirono una rotazione di circa 30° verso est. Questa rotazione spostò anche la via più importante, ovvero la strada per Roma.
Partiamo da Roma, e arriviamo a Mediolanum dopo due lunghe settimane di cammino, passando per Placentia (Piacenza). Iniziamo a vedere le mura, ma prima di entrare in città inizia una lunga strada Porticata, chiamata appunto via Porticata, anticipata da un grande arco di trionfo. Sotto ai portici vediamo bancarelle di ogni genere: farina, sale, pelli... di tutto. Meglio tirare dritto però, perché al di fuori delle mura c'è poca sicurezza, e inoltre si rischiano di fare pessimi acquisti.
Arriviamo alla Porta Romana, come molte altre porte cittadine si apre nelle mura con due archi, sovrastati da due torri di guardia. Si entra dunque nel cardo maximum, che ci porta dritti dritti al Foro.
Il centro della Milano di epoca romana era il foro, situato nell'odierna Piazza San Sepolcro. Oggi, scendendo nella cripta della Basilica si appoggiano i piedi nella pavimentazione storica del foro. Il foro era il cuore delle città romane, ci troviamo in un quadriportico, su cui si affacciano gli edifici più importanti:- il capitolium: luogo di religione, dedicato alla triade capitolina di Giove, Giunone e Minerva
- la basilica: non un luogo di religione, ma un grande edificio per gli affari.
- la curia: luogo di politica, dove ci si riuniva per le decisioni relative all'amministrazione, in contatto diretto con il Senato Romano.
- il macellum: il mercato più prestigioso. Sui banchi troviamo principalmente Carne e pesce da ogni angolo della Repubblica, ma anche frutta esotica e cibi preconfezionati.
- le tabernae: luogo di ristoro, di commercio e anche di riposo per i viaggiatori.
Sotto ai portici tante bancarelle, esattamente come la via Porticata. Insomma, il foro era la prima destinazione per chi arrivava in città, qualunque fosse il motivo per cui si giungeva a Milano.
Io mi sono innamorata di questo quadro, ha un significato potentissimo.
L'autore è sconosciuto, potrebbe essere Ambrogio Figino, ma boh.
La donna raffigurata, anche se non sembra, è Cleopatra.
Non sembra Cleopatra perché è una sua trasposizione in versione cinquecentesca. Viene raffigurata con un aspide che morde il suo seno. Cleopatra, piuttosto che cadere nelle mani di Ottaviano si uccise con un morso di serpente.
Una storia che può essere spostata tranquillamente nel '500, o al giorno d'oggi. Immaginate la stessa donna con vestiti di oggi.
Dal mito di Dafne e Apollo al giorno d'oggi, l'arte ha spesso affrontato la tematica della violenza sulle donne. Pensare che lo stupro è diventato reato contro la persona soltanto nel 1996, fa venire i brividi.
Noi donne abbiamo iniziato ad acquisire, o meglio, a conquistare, i nostri diritti soltanto ieri, considerando la storia dell'umanità. È un processo che però è ancora in corso, si può perdere tutto in un battito di ciglia. Per questo è importante non dare mai per scontata la nostra libertà. Bisogna essere orgogliose di essere donne libere e bisogna lottare per chi questa libertà non l'ha ancora conquistata.
L'autore è sconosciuto, potrebbe essere Ambrogio Figino, ma boh.La donna raffigurata, anche se non sembra, è Cleopatra.
Non sembra Cleopatra perché è una sua trasposizione in versione cinquecentesca. Viene raffigurata con un aspide che morde il suo seno. Cleopatra, piuttosto che cadere nelle mani di Ottaviano si uccise con un morso di serpente.
Una storia che può essere spostata tranquillamente nel '500, o al giorno d'oggi. Immaginate la stessa donna con vestiti di oggi.
Dal mito di Dafne e Apollo al giorno d'oggi, l'arte ha spesso affrontato la tematica della violenza sulle donne. Pensare che lo stupro è diventato reato contro la persona soltanto nel 1996, fa venire i brividi.
Noi donne abbiamo iniziato ad acquisire, o meglio, a conquistare, i nostri diritti soltanto ieri, considerando la storia dell'umanità. È un processo che però è ancora in corso, si può perdere tutto in un battito di ciglia. Per questo è importante non dare mai per scontata la nostra libertà. Bisogna essere orgogliose di essere donne libere e bisogna lottare per chi questa libertà non l'ha ancora conquistata.

Le panchine anti-clochard debuttano in Pokémon.
Uno dei primi post che avevo fatto qua su Hint parlava proprio dell'architettura ostile, costruzioni e arredo urbano fatte per respingere pratiche considerate poco decorose.
Troviamo dunque nelle città spuntoni antibivacco, sedie storte su cui non ci si può sedere, panchine senza schienale, usato spesso per appoggiarci il sedere.
Ed eccole qui, le panchine che impediscono di sdraiarsi. Arrivate persino in uno dei videogiochi più famosi al mondo.
Nella prima storica sigla del cartone, Giorgio Vanni cantava "voglio andare dove mi va, e non fermarmi qua". Giustamente, i Pokémon non si catturano da soli stando a poltrire su una panchina.
Uno dei primi post che avevo fatto qua su Hint parlava proprio dell'architettura ostile, costruzioni e arredo urbano fatte per respingere pratiche considerate poco decorose.Troviamo dunque nelle città spuntoni antibivacco, sedie storte su cui non ci si può sedere, panchine senza schienale, usato spesso per appoggiarci il sedere.
Ed eccole qui, le panchine che impediscono di sdraiarsi. Arrivate persino in uno dei videogiochi più famosi al mondo.
Nella prima storica sigla del cartone, Giorgio Vanni cantava "voglio andare dove mi va, e non fermarmi qua". Giustamente, i Pokémon non si catturano da soli stando a poltrire su una panchina.
La salute di una democrazia si guarda, a mio parere, dalla grandezza delle stronzate che raccontano i complottisti.
Rendetevi conto di che bel paese che siamo, un ventaglio di idee, dalle più folli alle più spaventose.
Guardate ad esempio quanti coglioni sono liberi di scrivere sui social "quando c'era lvi", non sapendo, poveretti, che non avrebbero potuto scriverlo se ci fosse stato lvi.
Ma abbiamo di più: chi difende Hitler, chi sostiene che nei vaccini ci mettono microchip, chi dice che l'uomo non è mai stato sulla luna, il surriscaldamento globale è un complotto del Governo mondiale, la terra e piatta, e tanto tanto altro.
Ma i più meravigliosi sono i cacciatori del gender: il pericolo per i nostri piccoli pargoli innocenti, a cui dobbiamo tappare le orecchie quando si parla di insegnare il rispetto per la diversità a scuola, e poi davanti alla telecamera piangono urlando "mio figlio è un bravo ragazzo", dopo che ha accoltellato la fidanzata che vuole lasciarlo.
Anche questa è la bellezza della democrazia: conoscere i problemi e impazzire perché non vengono risolti. Secondo me è meglio sapere di cosa si deve morire, che restare nell'oscurità di una dittatura. La violenza e i reati ci sono anche in una dittatura, e secondo voi non ci sono omicidi? Non ci sono ladri o stupratori? Ci sono ci sono, solo che non sapete che fine fanno quando vengono arrestati.
E anche questa è la bellezza della democrazia, la grandezza umana nasce soprattutto dal riscatto. La libertà di sbagliare... la cosa più bella che ci può dare una democrazia sana.
Rendetevi conto di che bel paese che siamo, un ventaglio di idee, dalle più folli alle più spaventose.
Guardate ad esempio quanti coglioni sono liberi di scrivere sui social "quando c'era lvi", non sapendo, poveretti, che non avrebbero potuto scriverlo se ci fosse stato lvi.
Ma abbiamo di più: chi difende Hitler, chi sostiene che nei vaccini ci mettono microchip, chi dice che l'uomo non è mai stato sulla luna, il surriscaldamento globale è un complotto del Governo mondiale, la terra e piatta, e tanto tanto altro.
Ma i più meravigliosi sono i cacciatori del gender: il pericolo per i nostri piccoli pargoli innocenti, a cui dobbiamo tappare le orecchie quando si parla di insegnare il rispetto per la diversità a scuola, e poi davanti alla telecamera piangono urlando "mio figlio è un bravo ragazzo", dopo che ha accoltellato la fidanzata che vuole lasciarlo.
Anche questa è la bellezza della democrazia: conoscere i problemi e impazzire perché non vengono risolti. Secondo me è meglio sapere di cosa si deve morire, che restare nell'oscurità di una dittatura. La violenza e i reati ci sono anche in una dittatura, e secondo voi non ci sono omicidi? Non ci sono ladri o stupratori? Ci sono ci sono, solo che non sapete che fine fanno quando vengono arrestati.
E anche questa è la bellezza della democrazia, la grandezza umana nasce soprattutto dal riscatto. La libertà di sbagliare... la cosa più bella che ci può dare una democrazia sana.
Buonanotte bellissime e soprattutto buonanotte bellissimiFate dei bei sogni e recuperate le forze per il vostro giovedì, che sarà sempre migliore del vostro Mercoledì.
Fa molto buongiornissimo però mi piaceva scriverla.
Che ne dite? Domandine in anonimo?
Che cara, una mia collega di lavoro (stage) mi ha portata a fare un apericena sui Navigli.
Mattinata in giro per i cantieri, e mi stava per saltare il cuore quando mi ero persa il metro laser, un muratore gentilissimo me l'ha recuperato.
Pomeriggio invece ci siamo date da fare in studio di progettazione. Praticamente progettando un oratorio a Parabiago, in provincia di Milano.
Mattinata in giro per i cantieri, e mi stava per saltare il cuore quando mi ero persa il metro laser, un muratore gentilissimo me l'ha recuperato.
Pomeriggio invece ci siamo date da fare in studio di progettazione. Praticamente progettando un oratorio a Parabiago, in provincia di Milano.
Notare tra l'altro che l'IA mette le daghe nella schiena di Cesare al rovescio. Perché giustamente un coltello si usa dalla parte della lama. Il problema è che la maggior parte dei generatori di immagini rifiutano contenuti violenti, anche se contestualizzati a livello storico.
Tu quoque, Brute, fili mi!

E intanto i post vecchi... 💥
Sotto il tappeto? Dietro i bicchieri nella credenza? Boh
Sotto il tappeto? Dietro i bicchieri nella credenza? Boh
Oggi è cominciato il mio stage. Un team di progettazione tutto femminile, e questa è una cosa molto carina, ma purtroppo rara nel settore dell'architettura.
Oggi in realtà sono stata soltanto mezza giornata, ma tanto basta per capire che sarà un ottima esperienza per il mio bagaglio.
Oggi in realtà sono stata soltanto mezza giornata, ma tanto basta per capire che sarà un ottima esperienza per il mio bagaglio.
Scrivi una lettera a...
a... ✅
Ho comprato un disco di Nino d'angolo, però mi sono accorta soltanto a casa che era tarocco.
Infondo, il demonio sappiamo che non viene mai a cena... Perché il diavolo fa le pentole ma non i coperti.
Ah, alla fine la lettera era arrivata... l'ha scritta il preside.
a... ✅
Ho comprato un disco di Nino d'angolo, però mi sono accorta soltanto a casa che era tarocco.
Infondo, il demonio sappiamo che non viene mai a cena... Perché il diavolo fa le pentole ma non i coperti.
Ah, alla fine la lettera era arrivata... l'ha scritta il preside.
Palazzo Marino, parte 2
Il consiglio comunale invece siede a ferro di cavallo davanti alla Giunta.
Due curiosità:
Milano ha l'unico consiglio comunale d'Italia dove i consiglieri di destra siedono a sinistra e viceversa. Questa stranezza è dovuta a una tradizione nata da un errore. I consiglieri si sedettero al rovescio nel primo consiglio comunale del dopoguerra. Una nuova classe politica, alle prime armi. Il presidente del consiglio comunale annotò l'errore, ma si tennero i posti per abitudine anche nelle sedute successive. E l'abitudine divenne tradizione.
La seconda curiosità riguarda 3 scritte che campeggiano sopra la sala. Sono 3 frasi di Cicerone...
I consiglieri, la stampa e il pubblico sulla tribuna, possono vedere sopra alla Presidente del Consiglio Comunale la scritta:
Caussas Popoli Teneto, sostenete le cause del popolo
La giunta invece, osservando l'emiciclo e la platea, osserva due scritte:
quae in patribus agentur modica sunto, Le proposte fatte al popolo ed ai senatori siano moderate
Vis Abesto, senza forza
Un bellissimo richiamo alla responsabilità delle istituzioni, pensate, risalente al 50 a.C.
Questa invece è la Sala dell'urbanistica. Sono esposti quadri e fotografie dei più importanti edifici cittadini. Questo riquadro strano in realtà nasconde un banco bar... tenete conto che il consiglio comunale si riunisce due volte a settimana, e le riunioni possono arrivare addirittura a tarda notte, com'è successo con la questione stadio qualche settimana fa.
L'ultima cosa che vi mostro è la Sala Marra o Sala Verde. Questa sala è la sala delle crisi politiche. I gruppi qui mediano per trovare una quadra in caso di stallo nelle votazioni importanti. In origine, questa era una camera da letto. Qui nacque, il 4 dicembre 1575, Marianna de Leyva, nota a tutti grazie a Manzoni come la Monaca di Monza.
Il consiglio comunale invece siede a ferro di cavallo davanti alla Giunta.Due curiosità:
Milano ha l'unico consiglio comunale d'Italia dove i consiglieri di destra siedono a sinistra e viceversa. Questa stranezza è dovuta a una tradizione nata da un errore. I consiglieri si sedettero al rovescio nel primo consiglio comunale del dopoguerra. Una nuova classe politica, alle prime armi. Il presidente del consiglio comunale annotò l'errore, ma si tennero i posti per abitudine anche nelle sedute successive. E l'abitudine divenne tradizione.
La seconda curiosità riguarda 3 scritte che campeggiano sopra la sala. Sono 3 frasi di Cicerone...
I consiglieri, la stampa e il pubblico sulla tribuna, possono vedere sopra alla Presidente del Consiglio Comunale la scritta:
Caussas Popoli Teneto, sostenete le cause del popolo
La giunta invece, osservando l'emiciclo e la platea, osserva due scritte:
quae in patribus agentur modica sunto, Le proposte fatte al popolo ed ai senatori siano moderate
Vis Abesto, senza forza
Un bellissimo richiamo alla responsabilità delle istituzioni, pensate, risalente al 50 a.C.
Questa invece è la Sala dell'urbanistica. Sono esposti quadri e fotografie dei più importanti edifici cittadini. Questo riquadro strano in realtà nasconde un banco bar... tenete conto che il consiglio comunale si riunisce due volte a settimana, e le riunioni possono arrivare addirittura a tarda notte, com'è successo con la questione stadio qualche settimana fa.
L'ultima cosa che vi mostro è la Sala Marra o Sala Verde. Questa sala è la sala delle crisi politiche. I gruppi qui mediano per trovare una quadra in caso di stallo nelle votazioni importanti. In origine, questa era una camera da letto. Qui nacque, il 4 dicembre 1575, Marianna de Leyva, nota a tutti grazie a Manzoni come la Monaca di Monza.Finalmente sono stata a Palazzo Marino, la casa dei milanesi.
Vi mostro qualche piccola curiosità:
Palazzo Marino, parte 1
La Sala Alessi. In origine era la sala da ballo. Oggi è la sala di rappresentanza del Comune di Milano. Qua si svolgono, tra le tante cose, l'assegnazione degli Ambrogini d'oro. Viene esposto il gonfalone cittadino, utilizzato nelle uscite pubbliche del sindaco. Quello "originale" è invece al Castello Sforzesco, e misura ben 5 metri.
Uscendo dalla Sala Alessi ci si affaccia sulla Sala delle tempere. Ma non sono i quadri il pezzo forte, in alto al portale troviamo una scritta: "iure ac labore resurgo”, è il motto di Milano... Con la legge e col lavoro, risorgo. Anno Domini 1954 indica l'anno in cui, come una fenice, Milano (e con essa Palazzo Marino) rinacque dalle sue ceneri, dopo una lunga stagione di bombardamenti.
Il cortile e il loggiato.
Al centro del palazzo c'è un quadriportico davvero bello. Molte decorazioni sono simili a quelle del Duomo di Milano, e non è una casualità, perché a realizzarle sono stati proprio gli scalpellini della Veneranda Fabbrica del Duomo. Sopra il loggiato invece c'è una rassegna di busti, che omaggiano gli storici sindaci della città, da Beretta a Formentini.
Questa è una vera e propria chicca, situata nella Sala dell'Orologio, ovvero la sala di rappresentanza, dove il sindaco incontra le pubbliche autorità. Si tratta della bandiera del CIO, il comitato olimpico internazionale. Datata 1921, questa bandiera passa da organizzatore a organizzatore da ormai un secolo. L'organizzatore delle olimpiadi, invernali in questo caso, riceve la bandiera alla cerimonia di chiusura dell'edizione precedente. Milano tiene quella olimpica, mentre Cortina ha quella paralimpica. E rimarranno lì fino alla cerimonia di chiusura.
La Sala del Consiglio Comunale è il cuore della politica milanese. Sulla sedia più alto, davanti a Sant'Ambrogio siede la Presidente del Consiglio Comunale. Al di sotto di lei siede il Sindaco e la Giunta.
(continuo nella seconda parte)
Vi mostro qualche piccola curiosità:
Palazzo Marino, parte 1
La Sala Alessi. In origine era la sala da ballo. Oggi è la sala di rappresentanza del Comune di Milano. Qua si svolgono, tra le tante cose, l'assegnazione degli Ambrogini d'oro. Viene esposto il gonfalone cittadino, utilizzato nelle uscite pubbliche del sindaco. Quello "originale" è invece al Castello Sforzesco, e misura ben 5 metri.
Uscendo dalla Sala Alessi ci si affaccia sulla Sala delle tempere. Ma non sono i quadri il pezzo forte, in alto al portale troviamo una scritta: "iure ac labore resurgo”, è il motto di Milano... Con la legge e col lavoro, risorgo. Anno Domini 1954 indica l'anno in cui, come una fenice, Milano (e con essa Palazzo Marino) rinacque dalle sue ceneri, dopo una lunga stagione di bombardamenti.Il cortile e il loggiato.
Al centro del palazzo c'è un quadriportico davvero bello. Molte decorazioni sono simili a quelle del Duomo di Milano, e non è una casualità, perché a realizzarle sono stati proprio gli scalpellini della Veneranda Fabbrica del Duomo. Sopra il loggiato invece c'è una rassegna di busti, che omaggiano gli storici sindaci della città, da Beretta a Formentini.
Questa è una vera e propria chicca, situata nella Sala dell'Orologio, ovvero la sala di rappresentanza, dove il sindaco incontra le pubbliche autorità. Si tratta della bandiera del CIO, il comitato olimpico internazionale. Datata 1921, questa bandiera passa da organizzatore a organizzatore da ormai un secolo. L'organizzatore delle olimpiadi, invernali in questo caso, riceve la bandiera alla cerimonia di chiusura dell'edizione precedente. Milano tiene quella olimpica, mentre Cortina ha quella paralimpica. E rimarranno lì fino alla cerimonia di chiusura.
La Sala del Consiglio Comunale è il cuore della politica milanese. Sulla sedia più alto, davanti a Sant'Ambrogio siede la Presidente del Consiglio Comunale. Al di sotto di lei siede il Sindaco e la Giunta.(continuo nella seconda parte)
Le password più usate dagli italiani nel 2024:
Una menzione d'onore va al Museo del Louvre di Parigi, la cui password della videosorveglianza era proprio il nome del museo.
Qualcuno ha anche la brillante idea di farsi suggerire password dall'intelligenza artificiale.
È il popolo medio di internet, una massa di analfabeti digitali, e analfabeti di ritorno, incapaci di proteggere i propri dati, incapace di tutelare il bene comune, ma soprattutto incapace di rispettare se stessi.
Ogni giorno diamo in pasto ai malviventi migliaia di dati personali, siamo noi a dare il consenso al trattamento dei dati, senza sapere come quelli vengono usati.
Questa gente è la stessa che ha la verità sempre in tasca, fatta di terrappiattismo, complotti scientifici e grandi potenze extragovernative. Loro... non si sa chi ma Loro, i poteri forti. Ma la realtà è che non c'è nessun potere forte, siamo noi i deboli.
Una menzione d'onore va al Museo del Louvre di Parigi, la cui password della videosorveglianza era proprio il nome del museo.Qualcuno ha anche la brillante idea di farsi suggerire password dall'intelligenza artificiale.
È il popolo medio di internet, una massa di analfabeti digitali, e analfabeti di ritorno, incapaci di proteggere i propri dati, incapace di tutelare il bene comune, ma soprattutto incapace di rispettare se stessi.
Ogni giorno diamo in pasto ai malviventi migliaia di dati personali, siamo noi a dare il consenso al trattamento dei dati, senza sapere come quelli vengono usati.
Questa gente è la stessa che ha la verità sempre in tasca, fatta di terrappiattismo, complotti scientifici e grandi potenze extragovernative. Loro... non si sa chi ma Loro, i poteri forti. Ma la realtà è che non c'è nessun potere forte, siamo noi i deboli.