Finalmente sono stata a Palazzo Marino, la casa dei milanesi.
Vi mostro qualche piccola curiosità:
Palazzo Marino, parte 1

La Sala Alessi. In origine era la sala da ballo. Oggi è la sala di rappresentanza del Comune di Milano. Qua si svolgono, tra le tante cose, l'assegnazione degli Ambrogini d'oro. Viene esposto il gonfalone cittadino, utilizzato nelle uscite pubbliche del sindaco. Quello "originale" è invece al Castello Sforzesco, e misura ben 5 metri.

Uscendo dalla Sala Alessi ci si affaccia sulla Sala delle tempere. Ma non sono i quadri il pezzo forte, in alto al portale troviamo una scritta: "iure ac labore resurgo”, è il motto di Milano... Con la legge e col lavoro, risorgo. Anno Domini 1954 indica l'anno in cui, come una fenice, Milano (e con essa Palazzo Marino) rinacque dalle sue ceneri, dopo una lunga stagione di bombardamenti.
Il cortile e il loggiato.

Al centro del palazzo c'è un quadriportico davvero bello. Molte decorazioni sono simili a quelle del Duomo di Milano, e non è una casualità, perché a realizzarle sono stati proprio gli scalpellini della Veneranda Fabbrica del Duomo. Sopra il loggiato invece c'è una rassegna di busti, che omaggiano gli storici sindaci della città, da Beretta a Formentini.

Questa è una vera e propria chicca, situata nella Sala dell'Orologio, ovvero la sala di rappresentanza, dove il sindaco incontra le pubbliche autorità. Si tratta della bandiera del CIO, il comitato olimpico internazionale. Datata 1921, questa bandiera passa da organizzatore a organizzatore da ormai un secolo. L'organizzatore delle olimpiadi, invernali in questo caso, riceve la bandiera alla cerimonia di chiusura dell'edizione precedente. Milano tiene quella olimpica, mentre Cortina ha quella paralimpica. E rimarranno lì fino alla cerimonia di chiusura.

La Sala del Consiglio Comunale è il cuore della politica milanese. Sulla sedia più alto, davanti a Sant'Ambrogio siede la Presidente del Consiglio Comunale. Al di sotto di lei siede il Sindaco e la Giunta.
(continuo nella seconda parte)