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Ci sono diversi stati di felicità, non sono uguali per tutti. Se a te ad esempio basta un bacio con l'uomo o la donna dei tuoi sogni, magari ad un'altra persona questo non basta.
2° a proposito di questo posto.
Prosegue il viaggio nell'Autodromo Nazionale di Monza. Dopo la Variante della Roggia si affianca il perimetro settentrionale del Parco, addentrandoci nel Bosco Bello. Ed è a 200 metri dalla Seconda Variante che incontriamo la Curva di Lesmo 1. Una curva a destra con 75 metri di raggio, che si percorre a circa 180 km/h.
Esattamente come per la curva Biassono, la Curva di Lesmo 1 è rimasta quasi del tutto immutata dalla nascita del circuito. In origine era la Curva delle Querce. Poi, dalle cronache del ’27, si apprende che cambiò nome in Curvetta di Lesmo, vista la breve lunghezza e l’ubicazione vicino al paese.
Il viaggio nell'Autodromo Nazionale di Monza continua lungo il tracciato. Dalla Prima Variante si percorre oltre 1 km con l’acceleratore a fondo, attraverso la Curva Biassono si arriva a un breve rettilineo a circa 335 km/h. E qui troviamo la Seconda Variante, o Variante della Roggia. Con una lunghissima frenata, si decelera a 110-120 km/h per affrontare una “esse” sinistra-destra molto stretta. Come per la Prima Variante è molto importante l'uscita. Una buona accelerazione consente di affrontare le due curve di Lesmo avvicinati agli avversari, per poi sferrare l'attacco nel rettilineo successivo.
Anche la Seconda Variante nasce nel 1976, per abbassare le velocità medie in ingresso delle due Lesmo. Nel tracciato originale c'era una leggera curva a sinistra, la Curva della Roggia, nome dovuto al piccolo corso d'acqua che in passato lambiva questa porzione di circuito.
Nel 2000 la chichane è stata leggermente modificata, e in seguito la ghiaia all'interno è stata sostituita da una via di fuga asfaltata.
Quella che state vedendo è la spianta di Woodstock il giorno dopo il leggendario concerto. Sotto i cartelli inneggianti la pace e l'amore si navigava in una distesa di fango e rifiuti. Almeno, magra consolazione, diversi partecipanti rimasero per raccogliere la pattumiera lasciata nei giorni precedenti.
Quella che state vedendo invece è l'area di Tor Vergata, a Roma, il giorno dopo il Giubileo dei Giovani. Sotto i cartelli inneggianti la pace e l'amore si navigava in una distesa di rifiuti. Nessuna consolazione stavolta, perché a ripulire l'area non c'era nessun partecipante, ma soltanto gli operatori di Ama.
Il viaggio nell'Autodromo Nazionale di Monza prosegue con il giro di pista. Ieri abbiamo parlato della Prima Variante. Il tracciato prosegue con la Curva Biassono. Si tratta di un lungo curvone veloce a destra, con un raggio di circa 300 metri. L'accelerazione all'uscita della Prima Variante è molto importante per entrare bene in questa curva, ma non ha particolari difficoltà, l'importante è mantenere una traiettoria più interna possibile, per ridurre la percorrenza e ottimizzare i tempi sul giro. Con una buona dose di coraggio si può affrontare anche in piena velocità.
La Curva Biassono è rimasta quasi del tutto immutata dalla nascita dell'autodromo. Fino al 1972 si chiamava Curva Grande ed era la prima curva affrontata dai piloti dopo il rettilineo. Con le modifiche apportate al rettilineo principale si decise di cambiare nome. Biassono è la piccola cittadina monzese che affianca il parco della Villa Reale, a pochi metri di distanza da questa curva.
Dopo aver scoperto i segreti del rettilineo principale, scopriamo la prima curva dell'Autodromo Nazionale di Monza. Dal rettilineo dei box si arriva lanciati a oltre 370 km/h. Con una lunga e impegnativa frenata si decelera a 70-80 km/h. È importantissimo avere una linea di traiettoria pulita, perché dopo la curva a destra bisogna riaprire l'acceleratore nel raccordo a sinistra e non si frenerà più prima della Variante della Roggia. La sua posizione la rende un punto favorevole per i sorpassi, ma non bisogna esagerare, soprattutto dopo la partenza, perché è anche molto facile entrare in collisione con gli avversari e buttare via la gara. Un'ampia via di fuga dritta salva i piloti da un errore in staccata, ma punisce i piloti facendo perdere tempo.
In origine il rettilineo dei box portava direttamente alla Curva Grande. Le velocità però erano troppo elevate, e si decise dunque di rallentare le vetture all'altezza della variante Junior, attraverso una piccola chichane. Nella foto qui sopra potete vedere la prima versione del 1972, anno del suo debutto.
Nel 1976 la chichane venne spostata alla posizione attuale, in modo da abbassare ulteriormente le velocità. La nuova Variante, soprannominata Variante Goodyear, era formata da una successione di due curve a sinistra e due a destra.
Nel 2000 la Prima Variante assume la forma odierna, una curva secca verso destra che spezza il rettilineo, seguita subito da un raccordo a sinistra. Per migliorare la sicurezza delle moto, in particolare per la Superbike, dieci anni dopo fu introdotta una via di fuga al raccordo, poi rimossa con i lavori di ammodernamento del 2024.
Comunque, discorso serio: