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Un'altra figata raccolta in quel raccoglitore è quella delle etichette, una storia tutta
americana che pochi sanno:

Le prime etichette moderne nascono a fine '800. Si tratta del union label, un pezzo di tessuto inserito durante la fabbricazione del vestito dai principali sindacati dei lavoratori del settore. L'industria tessile era soprattutto popolata da donne, e una delle etichette più diffuse era quella della Ladies Garment Workers’ Union. Ma a che servivano? A responsabilizzare la clientela verso i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

L'attività sindacale infatti era spesso accusata di danneggiare le vendite. Così l'introduzione del Union label fu accompagnata da numerose campagne di autopromozione.

Poi arriva il 1951: la promulgazione del Fur Products Labeling Act introduce le prime indicazioni sul materiale dei capi, divenuto obbligatorio con il Textile Fiber Products Identification Act nel 1960.

Dieci anni dopo arrivano le prime indicazioni su come lavare i prodotti. La Care Labeling Rule, istituita dalla Federal Trade Commission, impose che all’interno di magliette e pantaloni fossero contenute istruzioni di lavaggio. Questa legge, con qualche modifica nel corso degli anni è ancora oggi in vigore.

A tal proposito, io detesto chi taglia le etichette dai capi, per me è come strappare via un bottone, è parte del capo e sta lì per una ragione. Certo, alcune sono grandi quanto un dizionario e possono dare fastidio, ma almeno le indicazioni di lavaggio lasciatele...
4 ago 2025 alle 21:46