Provava una rabbiosa impotenza, perché lui non c'entrava nulla nella vita di Alice, ma lei c'entrava eccome nella sua, come una figlia di cui non aveva potuto scegliere il nome.
Le voleva bene e non sapeva perché. Forse perché di figli non ne aveva, oppure perché da quando in negozio c'era Alice, lui alle undici poteva andare al bar e controllare i numeri dell'Enalotto e quando tornava in negozio lei gli sorrideva e gli chiedeva allora siamo ricchi? Forse perché aveva quella gamba storta e le mancava la madre come a lui mancava una moglie e le mancanze si assomigliano un po' tutte. Oppure perché era sicuro che lei si sarebbe presto stancata e la serranda, la sera, l'avrebbe di nuovo tirata giù lui da solo e poi se ne sarebbe tornato verso casa dove non c'era nessuno, con la testa vuota eppure così pesante.
Il silenzio era diventato parte del pasto e disturbava soltanto Sol, che spesso ripensava ai pranzi chiassosi a casa di sua madre, quando ancora era piccolina e non si aspettava di finire così.
So di essere anch'io con voi, so di essere, senza far torto a te, nel cuore di Lotte, sì, di occuparvi il secondo posto, e voglio e devo conservarlo. Impazzirei se lei dimenticasse... Albert, in questo pensiero è racchiuso un Inferno.