@Pali Hints
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Sveglia alle 05:50, mi alzo, faccio yoga, mi preparo per andare in uni... E al bar non c'è la mia tortina alle mele! Brutti maledetti, non me ne hanno lasciata neanche una. 😠

Non è un buongiorno senza la mia tortina.
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8 gen 2026 alle 7:08
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Anonimo
Originale
Stiamo vivendo una trasformazione silenziosa ma radicale, quella che oggi chiamiamo economia digitale non è più un semplice capitalismo evoluto, ma l'alba di un nuovo "tecnofeudalesimo". La differenza è profonda. Se nel secolo scorso il successo dipendeva dalla produzione di merci e dalla competizione nei mercati, oggi la vera ricchezza deriva dalla rendita estratta dal possesso delle infrastrutture digitali. Grandi colossi come Amazon o Microsoft non si limitano a vendere prodotti, essi possiedono lo spazio stesso in cui avviene lo scambio, agendo come moderni signori feudali che esigono una "tassa" da chiunque voglia operare nel loro territorio. In questo scenario, le aziende tradizionali e le piccole imprese si ritrovano in una posizione di vero e proprio vassallaggio tecnologico, costrette a cedere dati e margini di profitto per poter semplicemente esistere online.

L'intelligenza artificiale funge da acceleratore di questa disparità. Sviluppare modelli avanzati richiede una potenza di calcolo e una quantità di dati che solo pochissimi attori globali possono permettersi, creando barriere all'entrata insormontabili. Ogni volta che un'azienda utilizza un servizio cloud o un algoritmo di IA, sta involontariamente addestrando i sistemi del fornitore, trasformando la propria conoscenza operativa in una rendita privata per il gigante tecnologico di turno. Questo meccanismo non si ferma alle imprese, ma entra nelle nostre vite: sul lavoro, siamo sempre più monitorati da algoritmi che riducono l'individuo a un "doppio digitale", un'astrazione fatta di dati che ignora la complessità della realtà umana, aumentando stress e ansia.

Anche le scelte strategiche degli Stati riflettono questa tensione tra modernizzazione e dipendenza. In Italia, progetti come il Polo Strategico Nazionale o le collaborazioni tra Leonardo e Microsoft mostrano quanto sia difficile costruire un'infrastruttura sicura senza legarsi a doppio filo ai fornitori americani, rischiando di diventare una sorta di "colonia digitale". Non è un caso che la ricchezza dei miliardari tecnologici stia crescendo a ritmi vertiginosi mentre, per la prima volta in decenni, le nuove fortune sono sempre più spesso frutto di eredità e posizioni di monopolio piuttosto che di reale innovazione competitiva.

La vera sfida per il futuro non è quindi la tecnologia in sé, ma la sua governance. Non basta regolare la sicurezza dei prodotti. dobbiamo rivendicare una "sovranità algoritmica". Questo significa immaginare infrastrutture digitali come beni comuni, gestiti in modo democratico e trasparente, dove il valore generato dai dati torni alla collettività anziché concentrarsi nelle mani di una ristretta aristocrazia digitale. Solo così potremo garantire che l'era dell'intelligenza artificiale porti a un progresso umano diffuso e non a un ritorno a forme di dominio medievale aggiornate al XXI secolo.
Carina l'immagine di un vassallaggio digitale, però... pensateci:

Qualcuno vi obbliga a comprare su Amazon? No. Tanti commercianti ormai hanno aperto i propri e-commerce

Qualcuno vi obbliga a usare Microsoft? No
Esistono tantissimi software open source, per ogni singola cosa di cui avete bisogno.

Internet è un grande giardino pubblico. Troverete l'ubriaco che piscia e che lascia spazzatura ovunque, troverete quello che ne fa il suo terreno privato. E voi? Perché siete qui? Ogni tanto provo a raccogliere un po' di immondizia lasciata qua e là, ma il giardino è troppo vasto.
7 gen 2026 alle 23:21
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Ho guardato le stelle, mi sono rivolta a loro...la risposta è stata: "segui il nostro cammino".

Non sapevo quale fosse il cammino, così ho chiesto alla luna, la luna mi ha risposto: "segui il mio cammino".

Ma qual'era il progetto, che piani ci sono per me?Incontrai un uomo, mi sedetti dinnanzi a lui, per ascoltarlo. Gli posi la stessa domanda: "Qual'è il progetto?". Dall'alto, lui, mi rispose: "tu sei figlia della libertà, e a lei devi tutto".

Era chiaro, io... sono figlia della libertà, e a lei devo tutto.
7 gen 2026 alle 23:05
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Sapete cosa si dice degli avvocati che difendono se stessi? Sono i peggiori legali dei peggiori clienti.
7 gen 2026 alle 12:25
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Ma poteva finire diversamente? Cristo! Te lo deve dire un giudice che sei un coglione? Accetta che sei un coglione e fine dai.
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7 gen 2026 alle 12:14
Avatar Pali 🌻 Riflessione
È un odio reciproco in realtà.

Nella progettazione edile noi architetti siamo fantasisti, gli ingegneri sono realisti.

Però alla fine questo dualismo è proprio quello che porta i frutti migliori, con edifici affascinanti che stanno in piedi per grazia della fisica e dell'ingegneria.
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7 gen 2026 alle 12:02
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Per ragioni di spazio non ho potuto dire una cosa interessante sui rapporti tra uomini e donne in epoca longobarda.

Nonostante la donna non potesse scegliere quasi mai il proprio marito, cicatrici e ferite di guerra erano molto amate dalle donne. Come detto infatti era una società fondata sulle armi, e le ragazze mitizzavano i guerrieri, non potendo scendere in battaglia con loro.
7 gen 2026 alle 11:51
Avatar Pali 🌻 Cultura
La Storia di Milano - Capitolo 31: Milano nel primo periodo longobardo

Rosmunda congiura per l'assassino del marito. Perché? Alboino obbliga Rosmunda a bere vino dal teschio di suo padre, sconfitto in battaglia. Un oltraggio imperdonabile, ma alla fine la vicenda si conclude tragicamente a Ravenna, dove Rosmunda e il suo complice, Elmichi, trovarono entrambi la morte per avvelenamento reciproco, istigato dallo stesso esarca Longino.

Nonostante la tragica fine Rosmunda fa da spartiacque tra la conquista eroica e violenta di Alboino e la costruzione faticosa dello Stato territoriale dei secoli successivi. Inquadrando questo periodo, dalla conquista di Milano all'assassinio di Alboino, partiamo dal fatto che i longobardi si ispirano al diritto germanico delle armi, soltanto chi possiede le armi gode pienamente di diritti civili e politici. Tutti gli altri, donne, bambini, anziani e schiavi sono soggetti al mundio, il potere domestico (assoluto e illimitato) esercitato dal capo della famiglia o del gruppo parentale, e il corrispondente dovere di protezione.Armamentario di un guerriero longobardo, ritrovato in una tomba.

I longobardi dunque occuparono le case dei milanesi fuggiti, e in ciascun appezzamento di terreno il capofamiglia governava sui suoi averi. Questo sistema più avanti sarà reso più articolato, fino a concedere anche nuovi diritti per le donne, ma per il periodo iniziale tutto ruota esclusivamente sui capi famiglia, esclusivamente uomini. Questa distinzione si può notare nelle tombe di epoca longobarda trovate a Milano, ben distinte: gli uomini venivano seppelliti con il proprio armamentario, mentre le donne venivano seppellite con gioielli, fibule e oggetti di esclusivo uso domestico.

Non era ammesso il matrimonio misto con i milanesi di origine romana, che erano quindi assoggettati a questo sistema, ma per chi era di origine contadina poco cambiava, poiché tutto si basava esclusivamente sul lavoro. Si accettava dunque di avere una protezione garantita in cambio dei servizi resi ai capifamiglia.Ricostruzione di una casa longobarda

L'uomo libero invece è un guerriero. La maggiore età è raggiunta a 12 anni. I più piccoli però possono fare le veci del capofamiglia quando è in guerra. La tipica casa longobarda è in legno e paglia, attrezzata di stalla, direttamente collegata all'abitazione.Confronto tra animali domestici moderni e medievali

Interessante anche osservare com'erano le specie di animali domestici allevate: si trattava sempre di bovini, suini ed equini, specialità tradizionali dell'allevamento contadino, ma le dimensioni degli animali nel medioevo erano ben più grandi. Poiché oggetto frequente di scambi commerciali, probabilmente la prestanza fisica era dovuta alla maggiore selettività delle specie, che si sono rimpicciolite nei secoli man mano questa funzione divenne meno influente nella società.
7 gen 2026 alle 11:42
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Ma il processo logico qual'è? Che se non finiva in pronto soccorso non esplodeva il camper?
2
7 gen 2026 alle 9:34
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Sto stronzo... 😠Si, però... va spiegata. Nei prossimi capitoli su Milano, pazienza.

Inoltre tra poco ci sarà un capitolo su Teodolinda, e non si può parlare di Teodolinda senza parlare anche di moda, l' altro giorno ho letto un titolo bellissimo: Teodolinda, la prima "top model" ed effettivamente... però niente spoiler.
6 gen 2026 alle 23:31
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Mentre la mezzanotte esplodeva in festa, tu scivolavi via, tra fumo e stelle,
col buio che s’inchina e ciò che resta è un brivido che scava sotto la pelle.

Avevi scelto con cura il tuo vestito, stoffa di sogni e di un domani chiaro,
ma il destino, in un soffio imbestialito, ha trasformato te, il dolce, nel più amaro.

In un istante il rosso si è mutato, non più riflesso d’oro e di cristallo,
un ospite crudele e affamato ti ha trascinata in un ultimo ballo.

Non c’è rintocco che possa spiegare perché l’inverno ha bruciato il tuo domani,
perché il destino ha smesso di giocare proprio stringendo il sole tra le mani.

E ad ogni Capodanno, tra i rumori, cercheremo il tuo viso in un sospiro,
tra i fuochi stanchi e i loro mille colori, mentre la terra compie il suo giro.
6 gen 2026 alle 23:01
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Facciamo un gioco: sapete riconoscere un immagine IA?

Una di queste è realizzata con Gemini. Non barate! usare Lens non vale.

  • 1^ foto: campagna pavese
  • 2^ foto: disegno della regina Teodolinda
  • 3^ foto: orinatoio... poco funzionale
campagna pavese
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disegno della regina Teodolinda
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orinatoio... poco funzionale
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8 Voti
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6 gen 2026 alle 22:16
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Che cos'è la propaganda?Lo spiega bene il sociologo britannico Denis McQuail:

"In generale l'attività propagandistica è imputata al "nemico" o alla parte avversa, mentre la propria parte si limiterebbe a fornire informazioni, fatti e argomentazioni."

Io sono l'unica verità. Si basa principalmente sulla semplicità di argomenti complessi. Si utilizzano spesso dati mal interpretati, nessun contraddittorio, frasi e immagini ad effetto e soprattutto, al giorno d'oggi, hashtag di forte impatto.

Qua in Italia abbiamo ad esempio un sindacato che invece che occuparsi di lavoro fa propaganda politica. Ed ecco che la CGIL scende in piazza per chiedere la liberazione di Maduro, rapito dagli Stati Uniti... rapito o arrestato? Rapito, perché la propaganda richiede parole pesanti per convincerti che il mio argomento è quello giusto.

Ma nella propaganda si smuove soprattutto un meccanismo biologico insito in ognuno di noi: la repulsione per la morte. Le vittime non sono più vite umane, ma numeri per spostare la ragione verso la propria causa. Se in un regime ci sono 40 oppositori politici fatti fuori non bisogna assolutamente parlarne, bisogna invece parlare dei 5 civili che un esercito nemico viene a comandare in casa nostra. Ed ecco che la libertà di migliaia di persone viene messa sotto scacco da... noi stessi. Con questo meccanismo diventiamo noi stessi a reprimere la nostra libertà, perché tutto ciò che conosco mi fa stare al sicuro, mentre quello che c'è fuori fa paura, ci fa del male.In questa foto ad esempio abbiamo un cartello in italiano, messo a Milano dalle SS durante l'occupazione nazista. Visto? Sono loro i cattivi! Stanno distruggendo le vostre chiese! D'altronde si è scoperto dopo le porcate che facevano i nazisti nella villa triste di San Siro, dove torturavano oppositori politici fino alla morte.

Quello non resta nella mente dei civili, rimane la distruzione della propria città, l'invasore alleato (bellissimo gioco di parole tipico della propaganda) che ci vuole fare del male. Solo noi possiamo proteggervi.

Le bombe sono orribili, lo sappiamo, purtroppo non fanno distinzione tra persone buone e persone cattive, e ogni bomba cade sempre sulle persone sbagliate, anche nelle operazioni chirurgiche contro siti militari.

Sono quelle che rimangono nella mente di chi non ha il coraggio di alzare il tappeto dove si nasconde la polvere. Ecco perché ancora oggi esiste gente che mitizza i dittatori, perché sono sicuri, ci proteggono, anche a costo di rinunciare alla nostra libertà.

Con i social la propaganda è molto più semplice, perché gli algoritmi sono studiati per attrarre il tuo interesse. Ecco ciò che VUOI sapere (non ciò che devi sapere, solo quello che vuoi). E chi la pensa diversamente da te viene taciuto, se mai passa qualcosa: bloccalo. E così muore il confronto, esiste un'unica verità, la MIA verità. Benvenuti nella nuova era della propaganda.
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6 gen 2026 alle 20:17
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La Storia di Milano - Capitolo 30: L'arrivo dei LongobardiRitratto del Re dei Longobardi Alboino

I Longobardi nascono come stirpe germanica in Scandinavia (proveniente dalla Scania). Da qua intraprendono un lungo viaggio migratorio verso sud, passando per la Germania settentrionale, la Boemia e la Pannonia (l'odierna Ungheria), assimilando altre popolazioni, fino a invadere l'Italia nel 568, guidati da Alboino, stabilendo il loro dominio in un'Italia indebolita. Nel 566 la peste ha completamente messo in ginocchio le popolazioni della penisola, facilitando l'ascesa di Alboino.Il Palazzo di Teodorico a Verona, prima capitale longobarda

È il 569: i Longobardi varcano l'Isonzo, saccheggiando salmerie, armenti e famiglie. La resistenza militare dell'Impero Romano d'Oriente, guidata dall'esarca Longino, è molto scarsa. Nonostante ciò Longino riesce a rallentare l'avanzata. Alboino si ferma dunque a Verona, che diventa quindi la prima capitale longobarda; si insedia nel palazzo costruito da Teodorico, e da qua riorganizza il suo esercito per l'avanzata verso Milano.Scorcio di Milano prima dell'invasione longobarda. L'uomo di fronte al viandante, a sinistra, è l'arcivescovo Onorato. Da questa immagine si può anche notare il riutilizzo di materiali marmorei presi da vecchi edifici romani, tipica del medioevo (un capitello a destra e un insegna spezzata di fronte alla casa).

Il 4 settembre 569, il giorno seguente all'incoronazione a Re d'Italia, Alboino entra agevolmente a Milano coi Longobardi. Ma il vescovo Onorato reagisce all'invasione... fuggendo a Genova, insieme al clero e all'aristocrazia. La curia milanese rimarrà a Genova 80 anni. A Milano resta il popolo e il clero delle chiese minori. La lontananza del metropolita da Milano determinerà una crisi non solo nella vita della città, ma nella sua funzione come metropoli ecclesiastica, essendosi incrinati i rapporti tra il metropolita a Genova e i vescovi suoi suffraganei che operavano sotto la dominazione longobarda, soprattutto dopo lo scisma dei Tre Capitoli. I vescovi rimasti a Milano, infatti, si mantengono nella tradizione di Dazio (intransigenza contro i monofisiti), mentre i vescovi che si succedono a Genova sono sottoposti alle pressioni imperiali. Nei Longobardi c'è il giustificato timore che ogni adesione al cattolicesimo, fuorché nelle regioni tricapitoline, porti con sé una ripresa dell'influenza bizantina, col conseguente vassallaggio del popolo longobardo.L'assassinio di Alboino, re dei Longobardi di Charles Landseer (1856)

Nel giugno 572 i Longobardi prendono anche Pavia, l'unica città che oppose resistenza all'invasione. Alboino però viene assassinato a Verona da una congiura manovrata dai Bizantini, che ha come protagonista sua moglie Rosmunda. L'esercito longobardo si riunisce a Pavia, proclamando re Clefi.
6 gen 2026 alle 18:48
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A volte il cinema ci aiuta a ricordare storie vere che scompaiono dalla cronaca, o storie che non conoscevamo proprio.

Sapete che c'è una serie TV su Netflix che racconta una storia molto simile a quella accaduta in Svizzera a Capodanno?

È una miniserie di 5 puntate che si chiama La notte che non passerà

Il 27 gennaio 2013, alle ore 2 di notte, nella discoteca Kiss di Santa Maria (Brasile), si scatenò un violento incendio a causa di fuochi pirotecnici, che incendiarono i panelli fonoassorbenti del soffitto. Stessa dinamica praticamente, ma con effetti molto più drammatici.

Morirono 245 persone, in gran parte di giovane età. La serie TV segue la lunga lotta per la verità di chi perse i propri figli in quella che fu tutt'altro che una fatalità.

La tragedia della discoteca Kiss rimane oggi il più grave disastro mai avvenuto in una discoteca, nonché il secondo più grave in un edificio pubblico, dopo la catastrofe a Niterói, dove un circo prese fuoco uccidendo oltre 500 persone.
5 gen 2026 alle 22:52
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Sara, Sofia, Achille, Giovanni ed Emanuele. 5 sognatori che non ci sono più. Non si può nemmeno immaginare il dolore che si può provare nel perdere un figlio, ma sono certa che in questi genitori non c'è rabbia, il dolore rende difficile arrabbiarsi, credo ci si senta spaesate più che altro.

Non rabbia, ma la voglia di giustizia c'è e tanta anche. Quando accadono queste cose è giusto che chi ha sbagliato paghi.

E anche se le cose non accadono sempre sotto il nostro controllo, o sotto la nostra giurisdizione, bisogna fare tutto il necessario per fare chiarezza, senza nascondere nulla. La domanda "Perché è successo?" lascerà sempre più spazio a una risposta, ed è su quella risposta che si riparte affinché simili tragedie non accadano mai più.

È forse un po' troppo banale come risposta, ma dalla verità non si può sfuggire.
5 gen 2026 alle 16:25
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La lumaca ha il pene in testa, ma anche una vagina dietro. E no, non possono riprodursi da sole. Questa è una leggenda metropolitana. È detto ermafroditismo.

Anche l'essere umano però può avere questa specifica, quella dell'ermafroditismo, non del pene in testa. È una situazione rara, ma esistente.
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5 gen 2026 alle 14:42
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Io ripropongo ancora di approfittarne e di prenderci San Marino, Corsica, Savoia, Dalmazia, Città del Vaticano, e se avanza un po' di tempo anche Malta.
5 gen 2026 alle 14:24
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In questo post vi presento LUCA.

Non lo vedete? Tranquilli, è normale, perché LUCA in realtà non è una persona, a dire il vero non è neanche un animale, e non sappiamo nemmeno che forma abbia.

LUCA significa last universal common ancestor, paroloni che in pratica vogliono indicare l'ultimo antenato comune universale. Immaginatevi un gigantesco albero genealogico, alla base ci siete voi, salendo trovate i vostri parenti, ma lassù avremo l'essere umano comune a tutti. Si può salire ancora di più, perché l'uomo vive da pochissimo rispetto all'età della Terra. Si può salire fino ai primi organismi monocellulari, ma salendo fino alla punta troveremmo LUCA, il punto da cui partono tutte le ramificazioni del nostro albero dei viventi.

Com'è nata la vita è ancora oggetto di studio e rappresenta una delle sfide scientifiche più grandi che l'uomo si pone. Sappiamo però che noi 🎶 siamo figli delle stelle 🎶. Tutto nasce da quell'energia, figlia del Big Bang, dove tutto comincia. Prima non esisteva il tempo, quindi diventa tutto un po' più complicato, in pratica non esistendo il tempo non esisteva un prima del Big Bang.

Un contributo l'ha dato anche la luna, il nostro satellite ha lasciato alcuni minerali preziosissimi sulla Terra. Sul come la scienza si divide, la teoria più bella è quella del pianeta Theia, un protopianeta che si scontrò con la Terra primordiale.

Tornando a LUCA, non è facile trovarlo perché sappiamo che c'è stata una strage spaventosa quando ha iniziato a formarsi l'atmosfera. Colpa, o merito per noi che respiriamo ossigeno, dei cianobatteri, che mangiavano continuamente zolfo, rilasciando ossigeno appunto, tossico per chi non è ancora attrezzato per nutrirsene.

Io LUCA me lo immagino un po' come quella cellula procariota che studiamo nelle prime lezioni di scienze, però in versione meno accessoriata, tipo con giusto un paio di atomi a comporre il suo DNA. LUCA non era ancora bravo nella riproduzione cellulare, così ha dato vita a una cellula quasi gemella, un po' sbagliata. La mutazione è questo: errori genetici, che hanno portato a una suddivisione sempre più ampia dei viventi. Fino ad arrivare a Ermenegildo, meccanico di 57 anni che spreca ossigeno urlando che i vaccini ci uccideranno tutti. LUCA e i suoi figli hanno sbagliato miliardi e miliardi di volte, e siamo nati noi, pronti a distruggere e distruggerci, fino a quando l'uomo si eliminerà se stesso, lasciando il posto a qualcun altro.
5 gen 2026 alle 14:09
Avatar Pali 🌻
Hint è più simile a X che a insegreto in realtà. A dirla tutta non credo neanche che l'anonimato sia un requisito fondamentale, perché è proprio il concept ad essere diverso. Solo che, abituati con insegreto, abbiamo accettato l'idea che fosse simile.
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5 gen 2026 alle 13:07
Hint @ 2026