La Storia di Milano - Capitolo 30: L'arrivo dei Longobardi
Ritratto del Re dei Longobardi AlboinoI Longobardi nascono come stirpe germanica in Scandinavia (proveniente dalla Scania). Da qua intraprendono un lungo viaggio migratorio verso sud, passando per la Germania settentrionale, la Boemia e la Pannonia (l'odierna Ungheria), assimilando altre popolazioni, fino a invadere l'Italia nel 568, guidati da Alboino, stabilendo il loro dominio in un'Italia indebolita. Nel 566 la peste ha completamente messo in ginocchio le popolazioni della penisola, facilitando l'ascesa di Alboino.
Il Palazzo di Teodorico a Verona, prima capitale longobardaÈ il 569: i Longobardi varcano l'Isonzo, saccheggiando salmerie, armenti e famiglie. La resistenza militare dell'Impero Romano d'Oriente, guidata dall'esarca Longino, è molto scarsa. Nonostante ciò Longino riesce a rallentare l'avanzata. Alboino si ferma dunque a Verona, che diventa quindi la prima capitale longobarda; si insedia nel palazzo costruito da Teodorico, e da qua riorganizza il suo esercito per l'avanzata verso Milano.
Scorcio di Milano prima dell'invasione longobarda. L'uomo di fronte al viandante, a sinistra, è l'arcivescovo Onorato. Da questa immagine si può anche notare il riutilizzo di materiali marmorei presi da vecchi edifici romani, tipica del medioevo (un capitello a destra e un insegna spezzata di fronte alla casa).Il 4 settembre 569, il giorno seguente all'incoronazione a Re d'Italia, Alboino entra agevolmente a Milano coi Longobardi. Ma il vescovo Onorato reagisce all'invasione... fuggendo a Genova, insieme al clero e all'aristocrazia. La curia milanese rimarrà a Genova 80 anni. A Milano resta il popolo e il clero delle chiese minori. La lontananza del metropolita da Milano determinerà una crisi non solo nella vita della città , ma nella sua funzione come metropoli ecclesiastica, essendosi incrinati i rapporti tra il metropolita a Genova e i vescovi suoi suffraganei che operavano sotto la dominazione longobarda, soprattutto dopo lo scisma dei Tre Capitoli. I vescovi rimasti a Milano, infatti, si mantengono nella tradizione di Dazio (intransigenza contro i monofisiti), mentre i vescovi che si succedono a Genova sono sottoposti alle pressioni imperiali. Nei Longobardi c'è il giustificato timore che ogni adesione al cattolicesimo, fuorché nelle regioni tricapitoline, porti con sé una ripresa dell'influenza bizantina, col conseguente vassallaggio del popolo longobardo.
L'assassinio di Alboino, re dei Longobardi di Charles Landseer (1856)Nel giugno 572 i Longobardi prendono anche Pavia, l'unica città che oppose resistenza all'invasione. Alboino però viene assassinato a Verona da una congiura manovrata dai Bizantini, che ha come protagonista sua moglie Rosmunda. L'esercito longobardo si riunisce a Pavia, proclamando re Clefi.