Boh, una foto a caso.
Bene, è tardi e domani devo alzarmi presto, buona...notte?
L'unica area priva di preoccupazione era quella ecclesiastica. La Chiesa in questo periodo attraversò un'epoca in cui acquisì un ruolo sempre più centrale nella gestione delle città, in assenza di una forte autorità statale. Alla guida vi furono figure ecclesiastiche di alto profilo, come il vescovo Venerio.
La pur precaria stabilità di Milano venne però spezzata bruscamente con l'invasione degli Unni in Italia. Questo antico popolo nomade, di stirpe mongolica (Asia centrale), riuscì a penetrare le fragili linee difensive dell'impero. Dopo aver saccheggiato Aquileia, Attila entrò nella Pianura Padana, saccheggiando diverse città (Padova, Mantova, Verona, Brescia, Bergamo) prima di giungere a Milano, che aprì loro le porte per paura, venendo comunque saccheggiata.
Come già detto la Chiesa colmò il vuoto politico, e lo dimostra il fatto che fu proprio un pontefice a fermare Attila. Leone I incontrò Attila sul fiume Mincio, vicino a Mantova. Secondo la leggenda San Pietro e San Paolo sono comparsi ad Attila armati, convincendolo a lasciare il nord Italia. È più probabile però che sia stata la pressione militare romana e l'epidemia che decimò il suo esercito.
Nel capitolo 23 abbiamo seguito Alarico I fino al valico alpino. Il Re dei Visigoti, un tempo alleato dell'Impero Romano, decide di ribellarsi contro l'imperatore, iniziandone a logorare la stabilità interna. L'obbiettivo primario è di dare ai Visigoti una terra stabile e indipendente.
Con un esercito di barbari diretto verso la capitale dell'Impero Romano d'Occidente, la corte chiede a Onorio di scappare in Gallia, ma il magister militum Stilicone lo spinge a mantenere il controllo della capitale. Un imperatore che fugge non rimane un imperatore a lungo. In una notte del marzo 402, dalle mura di Milano i soldati iniziano a vedere fiamme dalla campagna. I Visigoti sono giunti alle porte, bruciando gli accampamenti dei Romani. Onorio trova un via di mezzo tra il fuggire e il difendersi sapendo di perdere: sposta la capitale. La corte si trasferisce a Ravenna, lasciando le milizie a difesa della città.
Il conflitto prosegue alla morte di Onorio, e avrà il culmine nel 410. Il Sacco di Roma rimarrà nella storia come una delle pagine più buie della storia umana, dove ogni istinto primordiale riemerge negli uomini.
Questa scelta stilistica, va specificato, non è propriamente colpa di noi architetti, è per il vostro bene. La linea austera permette di dare una funzionalità plurale all'edificio. Questo significa che gli edifici studiati così sono fatti apposta per sacrificare totalmente la loro estetica per la funzionalità. È come una bilancia ⚖️, non si può avere equilibrio se si butta tutto il peso da una parte. In un mercato immobiliare bloccato ma al contempo intasato di richieste questa è una scelta necessaria.
I Goti, un popolo germanico, la cui convivenza all'interno dell'Impero Romano era veramente difficile. Alleati militari, si, in quanto grandi guerrieri, ma incredibilmente brontoloni. Ed è sulle rive del Danubio che nasce la sventura per Milano, che ha un nome e un cognome: Flavio Alarico. Alarico, come tutti i maschi dell'epoca, non fa neanche in tempo a dire le sue prime parole, che già gli viene messa in mano una spada. Formandosi diventa un grande guerriero e un abile stratega. L'imperatore Teodosio I lo mette infatti a capo di un gruppo militare nella Tracia, una regione tra l'odierna Bulgaria e Grecia. La fedeltà a Teodosio durò per molti anni, fino al 391.
Un vantaggio che il Re dei Visigoti sfruttò anche per sfondare quel confine che un tempo era considerato impenetrabile... Roma, la gloriosa urbe, divenne l'obbiettivo principale. È una cosa che gli storici non sono riusciti a capire. Sul perché i visigoti valicarono le Alpi, quando non era affatto nei loro obbiettivi iniziali, non si sa proprio il perché. Ambizione forse? Roma era la miglior città da poter saccheggiare, sede di grandi famiglie nobili.

Le mura difensive di epoca romana sono la prima storica cerchia muraria della città di Milano. Si ipotizza che la prima cerchia sia stata eretta intorno al 49 a.C., anno in cui Milano diventò municipium, per questo sono dette anche mura repubblicane. Quando Milano divenne capitale dell'Impero Romano d'Occidente, venne costruita anche una estensione verso nord, questo tratto di mura fu voluto dall'imperatore Massimiano, per questo sono dette mura massimiane.
Delle mura romane non rimane molto, e poco sappiamo ad esempio sulla forma delle porte cittadine. È possibile però risalire al percorso delle mura, grazie alla conformazione delle vie odierne. Rimane ben incisa nella mappa di Milano la cerchia interna, che seguiva appunto le mura di epoca romana.
La difesa della città era anche garantita da due fossati difensivi, costruiti deviando diversi corsi d'acqua. C'era il fossato difensivo, composto dal Grande Sevese e dal Piccolo Sevese, e poi più esterno c'era il refossum, ovvero quel cerchio d'acqua intorno alla città che in epoca medievale diverrà la cerchia dei Navigli.
4 castelli (più simili a fortini militari) proteggevano la città a nord, a sud, a ovest e a est. Di questi non sappiamo praticamente niente. Sappiamo però certamente che il fortino a ovest fu la base in cui sorgerà in futuro la rocchetta Viscontea, poi distrutta dai milanesi e ricostruita dagli Sforza come Castello Sforzesco.
Tenete conto che il turismo legato a storie fantastiche è molto frequente. Basta mettere un cartello con scritto: qui Dante Alighieri si fermò ad assaggiare Arancin(e/i) e triplichi le vendite.

Avanti tutta! Lo dico da ormai 3 anni.