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La Storia di Milano - Capitolo 23 - La via della guerraI Goti, un popolo germanico, la cui convivenza all'interno dell'Impero Romano era veramente difficile. Alleati militari, si, in quanto grandi guerrieri, ma incredibilmente brontoloni. Ed è sulle rive del Danubio che nasce la sventura per Milano, che ha un nome e un cognome: Flavio Alarico. Alarico, come tutti i maschi dell'epoca, non fa neanche in tempo a dire le sue prime parole, che già gli viene messa in mano una spada. Formandosi diventa un grande guerriero e un abile stratega. L'imperatore Teodosio I lo mette infatti a capo di un gruppo militare nella Tracia, una regione tra l'odierna Bulgaria e Grecia. La fedeltà a Teodosio durò per molti anni, fino al 391.

Il 391 è l'anno in cui inizia il declino per l'impero Romano d'Occidente. Romani e Goti lottavano fianco a fianco, anche se con diversi accesi contrasti. Questi confronti scoppiano in una rivolta, con i Goti in Macedonia che si ribellarono. In tutta risposta Teodosio li massacrò, un atto che non sarà mai più perdonato. Si solleva contro l'Impero anche il gruppo di Goti comandato da Alarico. Questi sono i Visigoti, parte di quel popolo germanico proveniente dal sud della Scandinavia.

Alarico riesce a sollevare il suo popolo contro Teodosio, proclamandosi Alarico I, re dei Visigoti. Sotto i colpi di spada di Alarico, e dei suoi uomini, l'Impero Romano perde pezzi: prima la Tracia, poi la Macedonia, la Tessaglia, la Beozia e l'Attica... Ovunque si spostano i Visigoti l'Impero perde un pezzo. Le città vengono saccheggiate e distrutte, i popoli massacrati. È la giusta punizione per la tirannia di Roma. Incredibilmente Atene viene risparmiata, forse per premiare il popolo che si arrese molto agevolmente. Se una volta i barbari subirono quasi impotenti la supremazia militare dei Romani, in questo periodo storico i due popoli combattono ad armi pari, fornite dai romani stessi tra l'altro; e in un impero ormai troppo vasto, troppo disgregato, è facile avanzare con la convinzione di dare giustizia, una terra stabile e ricchezze al tuo popolo. Era questo il vantaggio di Alarico.Un vantaggio che il Re dei Visigoti sfruttò anche per sfondare quel confine che un tempo era considerato impenetrabile... Roma, la gloriosa urbe, divenne l'obbiettivo principale. È una cosa che gli storici non sono riusciti a capire. Sul perché i visigoti valicarono le Alpi, quando non era affatto nei loro obbiettivi iniziali, non si sa proprio il perché. Ambizione forse? Roma era la miglior città da poter saccheggiare, sede di grandi famiglie nobili.

Qualunque fosse il motivo, il 19 novembre 401 i Visigoti entrarono in Italia seguendo la Via Postumia, incredibilmente, senza incontrare alcuna resistenza poiché l'esercito romano era impegnato a difendere le sue frontiere settentrionali dagli Alani e dai Vandali, con i presidi sulle Alpi Giulie che rimasero completamente sguarniti.
17 dic 2025 alle 6:29