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La Storia di Milano - Capitolo 25 - Attila e gli Unni

Dopo l'attacco di Alarico I Milano perse lo status di capitale imperiale. La città iniziò una lenta e progressiva decadenza, sfondo di un Impero Romano d'Occidente in disfacimento.

Nel concreto: i milanesi si erano abituati alla grande presenza militare nella città. Lo spostamento della capitale a Ravenna comportò un calo della sicurezza cittadina, sommata al crescente ingresso nelle mura di vagabondi, un mix caotico che causò una inevitabile crisi sociale ed economica.

La vita in città però continuò. La Mediolanum romana era infatti un centro importante dell'Italia settentrionale, anche se la sua rilevanza politica diminuì, Milano rimase comunque territorio di un elevato numero di scambi commerciali, in particolare di pellame. Sul fronte esterno la città visse un periodo di relativa quiete rispetto ad altre aree dell'Impero, nonostante le continue tensioni e le migrazioni di popolazioni germaniche che premevano sui confini imperiali.

Il questo cinquantennio del V secolo, che inquadriamo in questo capitolo, l'Impero d'Occidente vede succedersi diversi imperatori come Onorio e poi Valentiniano III con la reggenza di Galla Placidia e l'aiuto del generale Ezio, che lottava per mantenere il controllo di territori sempre più frammentati e minacciati.L'unica area priva di preoccupazione era quella ecclesiastica. La Chiesa in questo periodo attraversò un'epoca in cui acquisì un ruolo sempre più centrale nella gestione delle città, in assenza di una forte autorità statale. Alla guida vi furono figure ecclesiastiche di alto profilo, come il vescovo Venerio.La pur precaria stabilità di Milano venne però spezzata bruscamente con l'invasione degli Unni in Italia. Questo antico popolo nomade, di stirpe mongolica (Asia centrale), riuscì a penetrare le fragili linee difensive dell'impero. Dopo aver saccheggiato Aquileia, Attila entrò nella Pianura Padana, saccheggiando diverse città (Padova, Mantova, Verona, Brescia, Bergamo) prima di giungere a Milano, che aprì loro le porte per paura, venendo comunque saccheggiata.

Attila soggiornò nell'ormai abbandonato palazzo imperiale. La leggenda narra che ordinò di modificare un affresco nel palazzo per raffigurare i Cesari con i principi sciti ai loro piedi, simboleggiando il dominio unno su Roma.Come già detto la Chiesa colmò il vuoto politico, e lo dimostra il fatto che fu proprio un pontefice a fermare Attila. Leone I incontrò Attila sul fiume Mincio, vicino a Mantova. Secondo la leggenda San Pietro e San Paolo sono comparsi ad Attila armati, convincendolo a lasciare il nord Italia. È più probabile però che sia stata la pressione militare romana e l'epidemia che decimò il suo esercito.
19 dic 2025 alle 15:32