Le due basiliche erano comprimarie, quella invernale era più piccola, per poter essere scaldata meglio, mentre quella estiva era più grande, per rimanere più fresca e arieggiata nelle giornate calde. Esisteva il rito della trasmutazione, due volte l'anno, che ufficializzava il trasferimento da una basilica all'altra. Se fossimo stati in Piazza Duomo in epoca romana, non avremmo trovato nessuna piazza, ma ben due basiliche, ciascuna con il suo fonte battesimale alle loro spalle. Tenete conto che non si sapeva un bel niente su come fossero fatti questi edifici, fino a quando non fu scoperchiata Piazza Duomo per costruire la stazione della metropolitana.
Ed ecco la ricostruzione di com'era Piazza Duomo in origine, le due basiliche davanti, con i loro fonti battesimali, e alle spalle altri due edifici: la residenza del vescovo e la canonica. Nel medioevo la basilica invernale divenne la Basilica di Santa Tecla, mentre la basilica estiva divenne la cattedrale di Santa Maria Maggiore, poi rimpiazzata dal Duomo.
Di Santa Maria Maggiore non rimane niente, proprio perché la chiesa, come vedremo più avanti fu progressivamente inghiottita dal cantiere del Duomo. Si hanno invece diversi reperti archeologici di Santa Tecla. Nella foto potete vedere una porzione di pavimento della vecchia basilica, che si trova nel mezzanino della stazione Duomo M1, un po' nascosto e dimenticato dai pochi che passano in quel corridoio secondario. Per il battistero c'è un vero e proprio sito archeologico, accessibile dalla controfacciata della cattedrale con un apposito biglietto.
Ambrogio aveva un ottimo futuro da funzionario politico, suo padre era prefetto del pretorio nelle Gallie, suo cugino era oratore, dunque una famiglia di alto rango. Per prepararsi all'attività pubblica imparò il greco, studiò diritto, letteratura e retorica. E nonostante la sua famiglia fosse da lungo tempo convertita al cristianesimo, l'ultima cosa che avrebbe pensato sarebbe stata quella di iniziare una vita da servo di Dio... non era neanche battezzato.
Siamo nell'anno 374 e a Milano muore il vescovo Aussenzio. La Chiesa di Milano è spaccata in due, tra ariani e cristiani che non riescono proprio a decidere il suo successore (non era il Papa a decidere al tempo, ma c'era una votazione popolare). Un giorno all'ennesimo stallo nelle votazioni scoppiò una violenta rissa. Ambrogio intervenne per sedare gli animi, con un discorso che non sappiamo, ma sicuramente sarà stato convincente. La leggenda narra che dalla folla, un bambino avesse gridato tra la folla "AMBROGIO VESCOVO!" parole che riecheggiarono nella Basilica, fino a convincere la stragrande maggioranza dei milanesi a quale fosse la scelta giusta. Ambrogio fu l'unico vescovo nominato per acclamazione, niente voto.
Ma Ambrogio all'inizio non accettava tanto l'idea. Pensate che addirittura screditò il suo nome portando delle prostitute a casa sua, pur di fare cambiare idea al popolo. C'è un problema però... alla nomina di Ambrogio si era convinto pure l'imperatore Valentiniano. Si può dire di no a un imperatore? Ovviamente no, e a suo malgrado Ambrogio divenne vescovo di Milano.
La cosa positiva è che non deve cercare le mutande al buio quando esce.
Sulla sinistra, prima di Zara, c'è Piazza Trento, con il bellissimo monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale.
Proseguendo dritto invece sbattete contro l'Arengario, uno degli edifici più antichi della città.
A sud dell'Arengario potete spostarvi in Piazza Duomo, mentre a nord, sul lato destro c'è via Carlo Alberto, che vi porta dritti dritti ai Boschetti Reali.
Al centro dei boschetti c'è la bellissima statua di Garibaldi. Dopo il sottopasso vi trovate sul fianco sud del Parco della Villa Reale, il più grande parco recintato d'Europa. Se volete vedere la Villa Reale bisogna procedere a sinistra e continuate a camminare su Viale Regina Margherita, fino a quando non trovate l'enorme cortile con la fontana.
Se invece volete esplorare il parco basta entrare nel cancelletto dopo il sottopasso. Vi troverete sul fianco della Villa Reale.
Le terme erculee furono volute anch'esse da Massimiano, che scelse Mediolanum come capitale dell'Impero Romano d'Occidente. Le strutture termali erano un grande punto di aggregazione sociale nell'antica Roma.
Quelle di Milano si svilupparono nella nuova area recintata dalle mura massimiane, a nord della città. Diversi resti sono stati ritrovati tra Corso Vittorio Emanuele e Corso Europa, come si può vedere nella mappa qui sopra, che ricostruisce la pianta storica dell'edificio.
Cosa si faceva nelle terme? Inanzitutto c'erano vasche dove ci si lavava. C'erano i calidarium, i tepidarium e frigidarium, che come suggerisce il loro nome avevano temperatura differenti. Le terme erano attrezzate di spogliatoi e di una palestra. Insomma, le terme erano il luogo dove ci si prendeva cura del proprio corpo.
Questa signora qui è Hannah Schmitz. Senza aver mai corso neanche una gara, vanta 3 titoli mondiali in Formula 1. Com'è possibile? Semplice, lei è una ingegnere a capo delle strategie di gara per il Red Bull Racing Team. È la mente dietro ai successi di Max Verstappen.
Come per gli altri edifici di epoca romana, la Milano che soppiantò quella di origine romana lascia tracce anche per il Palazzo Imperiale. Questa volta è una Chiesa a suggerire la presenza della residenza dell'imperatore: la chiesa di San Giorgio al Palazzo.
Il Palazzo Imperiale fu voluto da Massimiano dopo che Milano divenne Capitale dell'Impero Romano d'Occidente. Era collocato nella parte sud della città, la più esclusiva, fatta soprattutto di domus di grande prestigio. Al suo interno accoglieva la residenza dell'imperatore e della sua corte, i locali di rappresentanza e amministrativi, nonché terme private, presidi militari fissi, luoghi di culto privati e aree residenziali.
I resti sono oggi visibili in via Brisa, ma si fatica a farsi un idea della maestosità di questo edificio quando era ancora in piedi. L'esterno ad esempio era costituito da un colonnato, ricco di decorazioni, e ovviamente anche gli interni erano curati in ogni minimo dettaglio, con stanze immerse tra mosaici e sculture.
Come molti altri edifici di epoca romana, nel medioevo si approfittò dell'abbandono del Palazzo Reale (o quel che ne restava) per risparmiare sui materiali di nuovi edifici, e così le sue macerie furono impiegate in altri edifici. L'unica colonna integra giunta a noi non la troverete tra i resti archeologici: si tratta della colonna del diavolo. Un mistero sul perché si trovi di fianco alla Basilica di Sant'Ambrogio. Tante sono le leggende, tra le più conosciute c'è quella in cui Sant'Ambrogio affrontò il Diavolo fuori dalla Basilica, e i due fori alla base sono un segno dell'incoronata del demonio. Un altra credenza popolare attribuisce la sua posizione all'ingresso per il fiume Stige, il fiume maggiore dell'inferno, tant'è che se si avvicina l'orecchio nei due fori, si dovrebbe sentire il gorgogliare del corso d'acqua. Stando alla realtà invece, si potrebbe invece attribuire a una lapide funeraria, molto economica, del preesistente cimitero paleocristiano.
Non era l'edificio più possente, ma certamente era il più esteso. La città romana di Mediolanum aveva il circo, e non è una cosa scontata, perché a differenza degli anfiteatri e dei teatri, presenti in ogni città, nel nord Italia era l'unica struttura di questo genere, assieme a quello di Aquileia. La gestione di un circo infatti aveva costi altissimi, ma dopo che Massimiano scelse Milano come capitale del suo impero, non ville farsi mancare nulla.
Massimiano inoltre era un grande appassionato di corse di cavalli, tant'è che il circo romano di Milano fu collocato nell'area a sud-est, a ridosso delle mura, proprio di fianco al Palazzo Imperiale. Un tunnel segreto metteva in collegamento la residenza di Massimiano con il pulvinar (il palco dove l'imperatore assisteva agli spettacoli). Assistere a corse di bighe e quadrighe era una delle poche occasioni per vedere l'imperatore in ambito pubblico.
Della grande struttura rimane ben poco, perlopiù fondamenta ritrovate in qualche cantina, non visitabile ma ben conservata. La parte meglio conservata è la torre occidentale dei carceres, luogo di partenza delle bighe e delle quadrighe.
Una singola corsa durava 7 giri, e poteva durare tra i 20 e i 30 minuti, per una copertura totale di 5-7 chilometri.