Il Tempio della Velocità - capitolo 31: Ricordi
Il viaggio nell'Autodromo Nazionale di Monza si conclude qua, dove eravamo partiti.
Arturo Mercanti sognava un luogo, un arena dove l'essere umano potesse superare le proprie sfide. Mi chiedo cosa abbia provato quando fu completato l'autodromo. Un impresa titanica che ancora oggi da i suoi frutti.
Mi chiedo cosa abbia provato ogni pilota che ha vinto su questa pista. L'emozione di salire su quel podio, con sotto una marea umana. Il tuo nome nell'olimpo dei motori, per sempre inciso nella storia.
Mi chiedo cosa abbia provato chi ha pianto la scomparsa del proprio eroe. Mi viene in mente quella Milano del 30 maggio 1955, il silenzio al passaggio del feretro di Alberto Ascari verso il Cimitero Monumentale. Mi viene in mente anche chi purtroppo non ha un nome pesante come quello di un pilota, ma ha perso la vita seguendo la propria passione: i tanti spettatori uccisi in incidenti.
Mi chiedo cosa abbia provato Enzo Ferrari nelle vittorie italiane. Un grande (pur nella sua semplicità) uomo, capace di trasformare il suo sogno in realtà. Mi viene in mente però il prezzo pagato per il successo. Tanti suoi piloti morirono in pista, e sono certa che, nonostante nei suoi occhi di ghiaccio non comparisse alcuna emozione, dentro di lui la loro scomparsa dava un dolore incredibile.
So bene invece cosa ho provato io, nel mio primo Gran Premio d'Italia. Avevo 7 anni e mio papà mi portò a vedere quei piloti che comparivano sempre in TV la domenica. Sotto la pioggia, io con una mantellina rosa e mio papà con un giaccone nero. Nessuna previsione fu azzeccata, a vincere fu un ragazzino, un certo Sebastian Vettel. Chi se lo sarebbe aspettato?
Mi ricordo anche i giorni del silenzio, quando Monza diventò deserta. Tutti erano chiusi in casa per contenere una pandemia, per la prima volta il Gran Premio d'Italia si disputò a porte chiuse. Nelle ore del Gran Premio c'era soltanto un suono in lontananza, l'eco dei motori che ruggivano dentro al parco. Mi ricordo però anche l'anno seguente. Monza fu la prima città italiana a riaprire a un grande evento. Il rilancio che lo sport insegna nella sconfitta, fu un rilancio di un Paese intero.
Sono certa che una sola parola può contenere tutte queste emozioni: Passione. Una passione eterna sotto una grande altra parola Velocità.
Il viaggio nell'Autodromo Nazionale di Monza si conclude qua, dove eravamo partiti.Arturo Mercanti sognava un luogo, un arena dove l'essere umano potesse superare le proprie sfide. Mi chiedo cosa abbia provato quando fu completato l'autodromo. Un impresa titanica che ancora oggi da i suoi frutti.
Mi chiedo cosa abbia provato ogni pilota che ha vinto su questa pista. L'emozione di salire su quel podio, con sotto una marea umana. Il tuo nome nell'olimpo dei motori, per sempre inciso nella storia.
Mi chiedo cosa abbia provato chi ha pianto la scomparsa del proprio eroe. Mi viene in mente quella Milano del 30 maggio 1955, il silenzio al passaggio del feretro di Alberto Ascari verso il Cimitero Monumentale. Mi viene in mente anche chi purtroppo non ha un nome pesante come quello di un pilota, ma ha perso la vita seguendo la propria passione: i tanti spettatori uccisi in incidenti.
Mi chiedo cosa abbia provato Enzo Ferrari nelle vittorie italiane. Un grande (pur nella sua semplicità) uomo, capace di trasformare il suo sogno in realtà. Mi viene in mente però il prezzo pagato per il successo. Tanti suoi piloti morirono in pista, e sono certa che, nonostante nei suoi occhi di ghiaccio non comparisse alcuna emozione, dentro di lui la loro scomparsa dava un dolore incredibile.
So bene invece cosa ho provato io, nel mio primo Gran Premio d'Italia. Avevo 7 anni e mio papà mi portò a vedere quei piloti che comparivano sempre in TV la domenica. Sotto la pioggia, io con una mantellina rosa e mio papà con un giaccone nero. Nessuna previsione fu azzeccata, a vincere fu un ragazzino, un certo Sebastian Vettel. Chi se lo sarebbe aspettato?
Mi ricordo anche i giorni del silenzio, quando Monza diventò deserta. Tutti erano chiusi in casa per contenere una pandemia, per la prima volta il Gran Premio d'Italia si disputò a porte chiuse. Nelle ore del Gran Premio c'era soltanto un suono in lontananza, l'eco dei motori che ruggivano dentro al parco. Mi ricordo però anche l'anno seguente. Monza fu la prima città italiana a riaprire a un grande evento. Il rilancio che lo sport insegna nella sconfitta, fu un rilancio di un Paese intero.Sono certa che una sola parola può contenere tutte queste emozioni: Passione. Una passione eterna sotto una grande altra parola Velocità.
Facciamo un gioco:
Siete in un bar. Ai tavolini c'è...
Chi fermate?
Siete in un bar. Ai tavolini c'è...
- un tipo che sta scarabocchiando la Gioconda
- un tipo che sta frugando nella borsa di una signora anziana alle sue spalle
- un tipo che sta mettendo le dita nel drink della sua compagna
Chi fermate?
Il "pittore"
0 Il "borseggiatore"
3 Il tipo del cocktail
5 Nessuno
0Voto Anonimo 8 voti
Ricordatevi ciò che ha detto ice:
Hint è un sito democratico e accoglie ogni libera idea.
Aver paura di offendere qualcuno per i propri gusti, idee o pensieri è una paura insensata... perché qualunque cosa facciamo darà fastidio a qualcuno.
L'importante è che ci sia sempre rispetto.
Hint è un sito democratico e accoglie ogni libera idea.
Aver paura di offendere qualcuno per i propri gusti, idee o pensieri è una paura insensata... perché qualunque cosa facciamo darà fastidio a qualcuno.
L'importante è che ci sia sempre rispetto.
L'autodromo è zona rossa. Vietato l'accesso. Daiii, ancora 7 giorni!
Ruspe, gru e camion stanno ultimando i lavori.
Oggi... si conclude la serie Il Tempio della Velocità.
Al termine del Gran Premio d'Olanda viene smontato garage e hospitality, i camion della Formula 1 si metteranno dunque in viaggio verso Monza. 1.100 chilometri senza sosta, che sposteranno il circus in Italia.
E dunque inizia la settimana del Gran Premio d'Italia!
Ruspe, gru e camion stanno ultimando i lavori.Oggi... si conclude la serie Il Tempio della Velocità.
Al termine del Gran Premio d'Olanda viene smontato garage e hospitality, i camion della Formula 1 si metteranno dunque in viaggio verso Monza. 1.100 chilometri senza sosta, che sposteranno il circus in Italia.
E dunque inizia la settimana del Gran Premio d'Italia!
Sul ciclo va considerato anche che oggi esistono le coppette mestruali, molto più accessibili economicamente, molto più rispettose dell'ambiente e molto più igieniche.
Per tutte le cavallette!
C'è una mostra su Harry Potter a Milano! Bhe, è fino al 6 gennaio. Penso di andarci tra qualche settimana.
Tra l'altro non vedo l'ora che esca la serie TV. Diamo finalmente giustizia ai libri, che sono stati trasposti malissimo nei film.
Il 2027 sarà anche l'anno di Frozen 3. I fan hanno chiesto di dare a Elsa una fidanzata, facendo infuriare Matteo Salvini (godo). Se si facesse sarebbe una bella cosa, visto che è un tema che non è mai stato toccato dalla Disney. Dopo anni e anni di principi azzurri che baciano principesse, una regina lesbica non è la fine del mondo, anzi è un passo verso la normalità.
C'è anche in programma un nuovo film su Batman, ma di questo si sa poco e nulla.
C'è una mostra su Harry Potter a Milano! Bhe, è fino al 6 gennaio. Penso di andarci tra qualche settimana.
Tra l'altro non vedo l'ora che esca la serie TV. Diamo finalmente giustizia ai libri, che sono stati trasposti malissimo nei film.
Il 2027 sarà anche l'anno di Frozen 3. I fan hanno chiesto di dare a Elsa una fidanzata, facendo infuriare Matteo Salvini (godo). Se si facesse sarebbe una bella cosa, visto che è un tema che non è mai stato toccato dalla Disney. Dopo anni e anni di principi azzurri che baciano principesse, una regina lesbica non è la fine del mondo, anzi è un passo verso la normalità.
C'è anche in programma un nuovo film su Batman, ma di questo si sa poco e nulla.
C'è qualcuno?
Si, ci sono
5 No, io sto dormendo
1 Pali che vuoi? Vai a letto!
0Voto Anonimo 6 voti
Primo post della storia di Hint in lingua Dothraki
Vezhof anni athchomari shafkea Dothraki?
Vezhof anni Khal Pocho. Vezhof athchomari shafkea vekhat mae vekhat mae athchomari vekhat mae.
Significa:
Ricordatevi la profezia di Khal Pocho. La notte eterna verrà nel prossimo giorno in cui luna e sole si baceranno di nuovo.
Vezhof anni athchomari shafkea Dothraki?
Vezhof anni Khal Pocho. Vezhof athchomari shafkea vekhat mae vekhat mae athchomari vekhat mae.
Significa:
Ricordatevi la profezia di Khal Pocho. La notte eterna verrà nel prossimo giorno in cui luna e sole si baceranno di nuovo.
Venite nel mio ristorante. Ampia scelta per tutti i pelati. 🙂↕️
Di solito rientro a casa alle 4:00
Sono dovuta rientrare prima perché mi è venuto mal di pancia
Sono dovuta rientrare prima perché mi è venuto mal di pancia
C'è... Lo sapevate che esiste una tassa sulla memoria? È assurdo...
Qualsiasi dispositivo digitale che abbia un hard disk ha nel suo prezzo una sorta di rimborso spesa da parte dei produttori, che devono pagare i diritti SIAE come compensazione.
Praticamente lo Stato da per scontato che su quel dispositivo ci saranno contenuti audiovisivi o editoriali, e quindi sono soggetti a versare il contributo alla SIAE.
Su un telefono da 128 gigabyte ha circa 7 euro di sovrapprezzo.
Qualsiasi dispositivo digitale che abbia un hard disk ha nel suo prezzo una sorta di rimborso spesa da parte dei produttori, che devono pagare i diritti SIAE come compensazione.
Praticamente lo Stato da per scontato che su quel dispositivo ci saranno contenuti audiovisivi o editoriali, e quindi sono soggetti a versare il contributo alla SIAE.
Su un telefono da 128 gigabyte ha circa 7 euro di sovrapprezzo.
Il Garante della Privacy ha chiesto di segnalare i siti in cui prevale sessismo...
Crisi di panico... (Sigla di Friends)
I.n.s.e.g.r.e.t.o.
E fu così che arrestarono il Siciliano...
Crisi di panico... (Sigla di Friends)
I.n.s.e.g.r.e.t.o.
E fu così che arrestarono il Siciliano...
5 cose che non vedrete mai a Milano.
La chiusura del Museo del Fumetto non è l'unica grande perdita per la città. Nella storia di Milano ci sono state tante scelte sbagliate che hanno privato cittadini e turisti di molte cose interessanti:
Numero 5: Il museo delle Cere
Questo piccolo museo non è certamente come quello di Parigi, ma raccoglieva tanti personaggi italiani riprodotti in maniera fedele. Si trovava in un piccolo attico sopra la Stazione Centrale di Milano. Chiuse negli anni '90 nel silenzio più totale.
Numero 4: Il Palazzo dello Sport di San Siro:
Un enorme palazzetto dello sport per Milano, all'epoca della sua costruzione era il secondo più grande al mondo, caratterizzato dalla curiosa forma a sella di cavallo. Pochi anni dopo la sua costruzione, nel 1985, una nevicata spaventosa distrusse la copertura. Si poteva recuperare certamente, ma gli interessi speculativi sull'area prima e l'organizzazione del mondiale di Italia '90 dopo spinsero il Comune a demolire la struttura. Dal 1985 Milano non ha un arena sportiva degna di una grande metropoli.
Numero 3: Il museo del Martirio e delle Torture
Chiuse perché diseducativo. Eppure fu promosso da Amnesty International. Si trovava nella torre della Porta Ticinese medievale. Forse un po' crudo, ma evidenziava attraverso la storia l'orrore della schiavitù e della tortura.
Numero 2: Il mortaio Skoda del Castello
Questo cannone esposto a Belgrado è un fratello di quello milanese. Quello di Milano in teoria si dovrebbe trovare in Piazza del Cannone, all'ingresso ovest del Castello Sforzesco. Eppure qualcuno ha deciso che è troppo diseducativo tenere un cannone lì. Forse è più diseducativo rimuovere un pezzo di storia di Milano, perché quel mortaio a metà Ottocento fu necessario a Josef Radetzky per sedare le rivolte milanesi durante le Cinque Giornate.
Numero 1: la Fontana di Piazza De Angeli
Questa storia ha dell'incredibile. Fu una delle primissime fontane cittadine, situata in Piazza De Angeli. La piazza però doveva essere scavata per costruirci la metropolitana, così la smontarono pezzo per pezzo, catalogando il tutto e la stivarono in un magazzino comunale. Nel 1964 nasce la metropolitana di Milano, ma della fontana non si ha più traccia. Il magazzino nel frattempo è diventato una scuola e i pezzi sono scomparsi.
La chiusura del Museo del Fumetto non è l'unica grande perdita per la città. Nella storia di Milano ci sono state tante scelte sbagliate che hanno privato cittadini e turisti di molte cose interessanti:
Numero 5: Il museo delle Cere
Questo piccolo museo non è certamente come quello di Parigi, ma raccoglieva tanti personaggi italiani riprodotti in maniera fedele. Si trovava in un piccolo attico sopra la Stazione Centrale di Milano. Chiuse negli anni '90 nel silenzio più totale.Numero 4: Il Palazzo dello Sport di San Siro:
Un enorme palazzetto dello sport per Milano, all'epoca della sua costruzione era il secondo più grande al mondo, caratterizzato dalla curiosa forma a sella di cavallo. Pochi anni dopo la sua costruzione, nel 1985, una nevicata spaventosa distrusse la copertura. Si poteva recuperare certamente, ma gli interessi speculativi sull'area prima e l'organizzazione del mondiale di Italia '90 dopo spinsero il Comune a demolire la struttura. Dal 1985 Milano non ha un arena sportiva degna di una grande metropoli.Numero 3: Il museo del Martirio e delle Torture
Chiuse perché diseducativo. Eppure fu promosso da Amnesty International. Si trovava nella torre della Porta Ticinese medievale. Forse un po' crudo, ma evidenziava attraverso la storia l'orrore della schiavitù e della tortura.Numero 2: Il mortaio Skoda del Castello
Questo cannone esposto a Belgrado è un fratello di quello milanese. Quello di Milano in teoria si dovrebbe trovare in Piazza del Cannone, all'ingresso ovest del Castello Sforzesco. Eppure qualcuno ha deciso che è troppo diseducativo tenere un cannone lì. Forse è più diseducativo rimuovere un pezzo di storia di Milano, perché quel mortaio a metà Ottocento fu necessario a Josef Radetzky per sedare le rivolte milanesi durante le Cinque Giornate.Numero 1: la Fontana di Piazza De Angeli
Questa storia ha dell'incredibile. Fu una delle primissime fontane cittadine, situata in Piazza De Angeli. La piazza però doveva essere scavata per costruirci la metropolitana, così la smontarono pezzo per pezzo, catalogando il tutto e la stivarono in un magazzino comunale. Nel 1964 nasce la metropolitana di Milano, ma della fontana non si ha più traccia. Il magazzino nel frattempo è diventato una scuola e i pezzi sono scomparsi.Ma io non riesco più a scorre i post vecchi, solo i miei però. Negli altri profili funziona...
Nel film live action La Carica dei 101, Gaspare e Orazio sono interpretati da Hugh Laurie e Mark Williams.
Dr.House praticamente incontra il signor Weasley e rapisce cuccioli di Dalmata...
Dr.House praticamente incontra il signor Weasley e rapisce cuccioli di Dalmata...Classici Disney - Numero 17: La carica dei cento e uno
La carica dei cento e uno risollevò la Disney, dopo il flop de' La Bella Addormentata nel Bosco. Sin dalla sua uscita nelle sale il 25 gennaio 1961, riscosse un grandissimo successo. Una rinascita in grande stile, con il primo lungometraggio d'animazione a guadagnare oltre 10 milioni di dollari durante la sua uscita iniziale, ed è diventato l'ottavo film di maggior incasso dell'anno al botteghino nordamericano e il film d'animazione con maggior successo, senza contare le uscite successive del film.
Il film racconta l'amore tra Pongo e Peggy, un amore che lega anche i rispettivi padroni, Rudy e Anita. La coppia si unisce in matrimonio, mentre la coppia di Dalmata mette alla luce ben 15 cuccioli. La serenità della famiglia è però spezzata dalla perfida Crudelia De Mon, che rapisce ben 101 cuccioli di Dalmata per realizzare una pelliccia con il loro pelo. Pongo e Peggy devono dunque mettersi in missione salvataggio, aiutati da molti compagni d'avventura.
Il brand divenne uno dei più amati, cogliendo un pubblico trasversale, e rese popolare la razza Dalmata.
Il film ebbe poi seguito con La carica dei 101 II - Macchia, un eroe a Londra, assieme ai rispettivi live-action. Sono state prodotte anche due serie televisive animate, basate sul franchise, La carica dei 101 - La serie nel 1997 e 101 Dalmatian Street nel 2019. Infine venne prodotto un live-action, Crudelia, spin-off sul personaggio con Emma Stone nei panni della protagonista, è uscito nel 2021.
Il mio personaggio preferito è Lucky, l'ultimo dei 15 cuccioli di Pongo e Peggy. Dopo la sua nascita rischia di morire, e viene salvato da Rudy attraverso un massaggio cardiaco.
Il miglior brano è... Crudelia De Mon, brano che nella storia viene scritto da Rudy, ispirandosi alla natura cattiva e terrificante della cattiva di questa Storia.
La carica dei cento e uno risollevò la Disney, dopo il flop de' La Bella Addormentata nel Bosco. Sin dalla sua uscita nelle sale il 25 gennaio 1961, riscosse un grandissimo successo. Una rinascita in grande stile, con il primo lungometraggio d'animazione a guadagnare oltre 10 milioni di dollari durante la sua uscita iniziale, ed è diventato l'ottavo film di maggior incasso dell'anno al botteghino nordamericano e il film d'animazione con maggior successo, senza contare le uscite successive del film.Il film racconta l'amore tra Pongo e Peggy, un amore che lega anche i rispettivi padroni, Rudy e Anita. La coppia si unisce in matrimonio, mentre la coppia di Dalmata mette alla luce ben 15 cuccioli. La serenità della famiglia è però spezzata dalla perfida Crudelia De Mon, che rapisce ben 101 cuccioli di Dalmata per realizzare una pelliccia con il loro pelo. Pongo e Peggy devono dunque mettersi in missione salvataggio, aiutati da molti compagni d'avventura.
Il brand divenne uno dei più amati, cogliendo un pubblico trasversale, e rese popolare la razza Dalmata.
Il film ebbe poi seguito con La carica dei 101 II - Macchia, un eroe a Londra, assieme ai rispettivi live-action. Sono state prodotte anche due serie televisive animate, basate sul franchise, La carica dei 101 - La serie nel 1997 e 101 Dalmatian Street nel 2019. Infine venne prodotto un live-action, Crudelia, spin-off sul personaggio con Emma Stone nei panni della protagonista, è uscito nel 2021.
Il mio personaggio preferito è Lucky, l'ultimo dei 15 cuccioli di Pongo e Peggy. Dopo la sua nascita rischia di morire, e viene salvato da Rudy attraverso un massaggio cardiaco.
Il miglior brano è... Crudelia De Mon, brano che nella storia viene scritto da Rudy, ispirandosi alla natura cattiva e terrificante della cattiva di questa Storia.
Il Tempio della Velocità - capitolo 30: Le tribune
Vivere da vicino le corse è qualcosa di entusiasmante per tutti gli appassionati di motori. Ogni tribuna offre una visione differente, rumori differenti e soprattutto un esperienza differente. Torniamo all'inizio di questo viaggio, con un giro virtuale in pista, ma questa volta guardiamo le tribune.
Tribune del rettifilo (blu):
Sul rettilineo principale si va dagli 880 € della Centrale ai 305 € delle Tribune Traguardo. Il miglior compromesso è sulla Laterale sinistra, a sinistra della centrale appunto. Più si è in alto e meglio è, perché così si possono osservare anche i pitstop in corsia box (in basso, se c'è il sole, ci si può accontentare del riflesso sulle vetrate della palazzina dei box)
Tribune Prima Variante (giallo):
Piscina, Biassono sono in ingresso curva, mentre Prima Variante 1 e Prima Variante 2 sono sul lato esterno della chicane. La Prima Variante offre il brivido della prima curva dopo il lungo rettilineo, punto molto favorevole ai sorpassi in staccata, ma anche molto insidioso. Un posto sulle tribune gialle costa 455 €, 360 € sulla tribuna piscina.
Tribunette nel Bosco Bello (verde):
Le tribune del Bosco Bello si trovano nel lato interno della pista. Sono all'imbocco della sopraelevata nord, in Seconda Variante, Lesmo 2, Serraglio e all'ingresso della variante Ascari. Qui c'è l'imbarazzo della scelta, si va dai 900 € dell'Alta Velocità A ai 387 € per un posto al Serraglio. I posti in Variante Ascari sono tra i più ambiti.
Tribunette area paddock (arancione):
Sono poste sul lato interno, in uscita alla Variante Ascari e in uscita della Parabolica. In uscita della Ascari si ha una visione completa dell'ultima chicane e del rettilineo del paddock, a un costo di 360 €. Le tribune in uscita alla Parabolica invece costano 305 €. Meglio mettersi il più esterno possibile, in direzione del senso di marcia. Il settore arancione offre anche una piccola gradinata lungo tutta la Parabolica. Questa è la soluzione più economica per avere un posto a sedere, costa 140 €. Ha come svantaggio la rete metallica che sporca molto la visuale, ma si è molto vicini alla pista, ed è forse il posto migliore per sentire il suono dei motori in apertura di gas. Per i più puristi, con vento favorevole a volte arriva anche l'odore del carburante bruciato dagli scarichi.
Tribune Parabolica (rosso):
Le tribune della Curva Parabolica sono disposte lungo viale Mirabello, in prossimità della Curva Michele Alboreto. I prezzi oscillano tra 305 e i 455 €. La tribuna Parabolica offre la miglior visione della pista, ma è la più costosa. Le altre 5 tribune laterali però offrono comunque un buon compromesso, concentrando gli spettatori più sull'inserimento che sulla percorrenza in curva.
Per il 2025 è soldout. Ma se siete interessati è meglio prendere nota per l'anno prossimo. I prezzi possono variare leggermente.
Vivere da vicino le corse è qualcosa di entusiasmante per tutti gli appassionati di motori. Ogni tribuna offre una visione differente, rumori differenti e soprattutto un esperienza differente. Torniamo all'inizio di questo viaggio, con un giro virtuale in pista, ma questa volta guardiamo le tribune.Tribune del rettifilo (blu):
Sul rettilineo principale si va dagli 880 € della Centrale ai 305 € delle Tribune Traguardo. Il miglior compromesso è sulla Laterale sinistra, a sinistra della centrale appunto. Più si è in alto e meglio è, perché così si possono osservare anche i pitstop in corsia box (in basso, se c'è il sole, ci si può accontentare del riflesso sulle vetrate della palazzina dei box)
Tribune Prima Variante (giallo):
Piscina, Biassono sono in ingresso curva, mentre Prima Variante 1 e Prima Variante 2 sono sul lato esterno della chicane. La Prima Variante offre il brivido della prima curva dopo il lungo rettilineo, punto molto favorevole ai sorpassi in staccata, ma anche molto insidioso. Un posto sulle tribune gialle costa 455 €, 360 € sulla tribuna piscina.
Tribunette nel Bosco Bello (verde):
Le tribune del Bosco Bello si trovano nel lato interno della pista. Sono all'imbocco della sopraelevata nord, in Seconda Variante, Lesmo 2, Serraglio e all'ingresso della variante Ascari. Qui c'è l'imbarazzo della scelta, si va dai 900 € dell'Alta Velocità A ai 387 € per un posto al Serraglio. I posti in Variante Ascari sono tra i più ambiti.
Tribunette area paddock (arancione):
Sono poste sul lato interno, in uscita alla Variante Ascari e in uscita della Parabolica. In uscita della Ascari si ha una visione completa dell'ultima chicane e del rettilineo del paddock, a un costo di 360 €. Le tribune in uscita alla Parabolica invece costano 305 €. Meglio mettersi il più esterno possibile, in direzione del senso di marcia. Il settore arancione offre anche una piccola gradinata lungo tutta la Parabolica. Questa è la soluzione più economica per avere un posto a sedere, costa 140 €. Ha come svantaggio la rete metallica che sporca molto la visuale, ma si è molto vicini alla pista, ed è forse il posto migliore per sentire il suono dei motori in apertura di gas. Per i più puristi, con vento favorevole a volte arriva anche l'odore del carburante bruciato dagli scarichi.
Tribune Parabolica (rosso):
Le tribune della Curva Parabolica sono disposte lungo viale Mirabello, in prossimità della Curva Michele Alboreto. I prezzi oscillano tra 305 e i 455 €. La tribuna Parabolica offre la miglior visione della pista, ma è la più costosa. Le altre 5 tribune laterali però offrono comunque un buon compromesso, concentrando gli spettatori più sull'inserimento che sulla percorrenza in curva.
Per il 2025 è soldout. Ma se siete interessati è meglio prendere nota per l'anno prossimo. I prezzi possono variare leggermente.
Il Tempio della Velocità - capitolo 29: Da Monza al Mondo
Eccoci in sala stampa. Il Gran Premio d'Italia è l'evento sportivo a cadenza annuale più importante del nostro paese. È una corsa classica, presente in calendario di Formula 1 dalla sua nascita nel 1950. E naturalmente Monza è uno dei circuiti più amati dagli appassionati.
In tutto questo il circuito ha un attenzione mediatica molto importante nei giorni del Gran Premio (e non solo). A popolare l'Autodromo Nazionale di Monza durante gli eventi non ci sono soltanto piloti, meccanici e tifosi, ma anche giornalisti, tantissimi giornalisti, provenienti da tutto il mondo.
L'accredito stampa deve essere validato dalla FIA, e bisogna essere nell'albo, ma non basta. Una buona penna pesa molto per guadagnarsi l'accesso in autodromo, che può essere limitato a seconda della disponibilità di posti. Il criterio di selezione è spesso quello degli anni di esperienza nel settore del giornalismo sportivo.
Molto importanti anche i fotoreporter, spesso legati alle agenzie di stampa. È un lavoro molto difficile, che richiede una buona lettura a carte coperte. Qual'è il punto migliore dove posizionare l'obbiettivo? Bisogna essere nel posto giusto al momento giusto, nel vivo dell'azione. Una fotografia di un azione in pista o di un incidente, può arrivare a costare anche sulle migliaia di euro, se fatta nel momento giusto. Ma anche qua ci dev'essere tanta esperienza (e passione).
Dunque... carta stampata, radio, siti web, agenzie di stampa... e la televisione? La televisione ha le sue regole. La FOM (Formula One Management) detiene tutti i diritti televisivi di Formula 1. Significa che soltanto la FOM ha in mano la regia televisiva, e questa viene garantita attraverso un accordo di natura economica.
I proprietari dei circuiti pagano la FOM, che può scegliere se trasmettere attraverso i propri canali, oppure cedere i diritti di trasmissione di una stagione a terze parti, e naturalmente viene scelta quest'ultima, poiché remunerativa. La palla passa dunque a Sky Italia, che detiene attualmente i diritti televisivi del nostro paese. Un sistema ben oliato che fattura 3,411 miliardi di dollari.
L'anno scorso il Gran Premio d'Italia ha tenuto incollati alla TV 3.766.000 spettatori, tra SkySport F1, TV8, SkyGo e Now, registrando il 31,7% di share TV complessivo. Non si hanno numeri a livello globale, ma si stima che la Formula 1 abbia una fanbase di circa 750 milioni di persone, e certamente la maggior parte di loro saranno ospiti virtualmente. Nel giorno del Gran Premio d'Italia Monza è il Mondo, perché su quella pista c'è il mondo intero, se non fisicamente, con la testa e il cuore.
Eccoci in sala stampa. Il Gran Premio d'Italia è l'evento sportivo a cadenza annuale più importante del nostro paese. È una corsa classica, presente in calendario di Formula 1 dalla sua nascita nel 1950. E naturalmente Monza è uno dei circuiti più amati dagli appassionati.In tutto questo il circuito ha un attenzione mediatica molto importante nei giorni del Gran Premio (e non solo). A popolare l'Autodromo Nazionale di Monza durante gli eventi non ci sono soltanto piloti, meccanici e tifosi, ma anche giornalisti, tantissimi giornalisti, provenienti da tutto il mondo.
L'accredito stampa deve essere validato dalla FIA, e bisogna essere nell'albo, ma non basta. Una buona penna pesa molto per guadagnarsi l'accesso in autodromo, che può essere limitato a seconda della disponibilità di posti. Il criterio di selezione è spesso quello degli anni di esperienza nel settore del giornalismo sportivo.
Molto importanti anche i fotoreporter, spesso legati alle agenzie di stampa. È un lavoro molto difficile, che richiede una buona lettura a carte coperte. Qual'è il punto migliore dove posizionare l'obbiettivo? Bisogna essere nel posto giusto al momento giusto, nel vivo dell'azione. Una fotografia di un azione in pista o di un incidente, può arrivare a costare anche sulle migliaia di euro, se fatta nel momento giusto. Ma anche qua ci dev'essere tanta esperienza (e passione).
Dunque... carta stampata, radio, siti web, agenzie di stampa... e la televisione? La televisione ha le sue regole. La FOM (Formula One Management) detiene tutti i diritti televisivi di Formula 1. Significa che soltanto la FOM ha in mano la regia televisiva, e questa viene garantita attraverso un accordo di natura economica.
I proprietari dei circuiti pagano la FOM, che può scegliere se trasmettere attraverso i propri canali, oppure cedere i diritti di trasmissione di una stagione a terze parti, e naturalmente viene scelta quest'ultima, poiché remunerativa. La palla passa dunque a Sky Italia, che detiene attualmente i diritti televisivi del nostro paese. Un sistema ben oliato che fattura 3,411 miliardi di dollari.
L'anno scorso il Gran Premio d'Italia ha tenuto incollati alla TV 3.766.000 spettatori, tra SkySport F1, TV8, SkyGo e Now, registrando il 31,7% di share TV complessivo. Non si hanno numeri a livello globale, ma si stima che la Formula 1 abbia una fanbase di circa 750 milioni di persone, e certamente la maggior parte di loro saranno ospiti virtualmente. Nel giorno del Gran Premio d'Italia Monza è il Mondo, perché su quella pista c'è il mondo intero, se non fisicamente, con la testa e il cuore.
Quante cose carine che sono state aggiunte