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Ci sono gesti quotidiani che possono fare una enorme differenza. Ad esempio... oggi ho tolto delle bottiglie di birra dalle panche del parco, lasciate lì da qualche incivile. Poi ho chiuso la porta d'emergenza della Stazione Assago Milanofiori M2., qualche furbacchione la lascia aperta per non pagare il biglietto. Sembrano sciocchezze, certamente non si salva il mondo, ma se tutti trattassero i luoghi vissuti come se fosse casa loro, le cose andrebbero molto meglio.
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23 ago 2025 alle 13:37
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Il Tempio della Velocità - capitolo 23: AriaQuesto capitolo non comincia a Monza. Siamo a Ghedi, in provincia di Brescia. Qui sorge l'Aeroporto Militare di Ghedi, una delle più importanti basi operative dell'Aeronautica Militare italiana. È la domenica mattina del Gran Premio d'Italia, atterreranno 10 aerei, provenienti dall'aeroporto di Rivolto. Qui vengono preparati per un volo del tutto speciale.

Monza, ore 14:20: si apre la pitlane, cade il regime di parco chiuso, che vieta ai team di apporre modifiche tra le qualifiche e la gara. I piloti hanno 10 minuti per provare le proprie vetture, transitando dai box.

Ghedi, ore 14:20: i 10 aerei iniziano il rullaggio verso la pista di decollo. Posizionati in fondo alla pista, il comandante Franco Paolo Marocco chiede l'autorizzazione al decollo alla torre di controllo. Concessa l'autorizzazione i 10 velivoli decollano in direzione Milano.

Milano, ore 14:25: Dopo circa 5 minuti, i 10 velivoli entrano nello spazio aereo di Milano-Linate.

Monza, ore 14:30: tutti i piloti sono posizionati in griglia di partenza, la pitlane è chiusa. I meccanici apportano le modifiche dell'ultimo minuto, in una griglia stracolma di giornalisti, attori, cantanti, e tanti altri vip italiani e internazionali.

Milano, ore 14:30: la torre di controllo di Linate mette i 10 velivoli in circuito d'attesa nello spazio nord-ovest. I 10 velivoli iniziano a girare in tondo tra Milano e Monza.

Monza, ore 14:35: i piloti iniziano a schierarsi sul traguardo, alle spalle delle autorità. Di fronte a loro c'è il trofeo del Gran Premio d'Italia.

Milano, ore 14:44: la torre di controllo di Linate autorizza il sorvolo sull'Autodromo Nazionale di Monza. I 10 velivoli si mettono in formazione e virano verso nord, allineandosi al rettilineo dei box.

Monza, ore 14:44: viene eseguito Il Canto degli Italiani, inno nazionale.

Monza, ore 14:45 durante l'esecuzione dell'inno 9 aerei sorvolano la Villa Reale di Monza. In radio i piloti dei velivoli sentono: "TRICOLORI... VIAAAA!"È il segnale: Sul Parco di Monza le Frecce Tricolori stendono la bandiera nazionale italiana, un abbraccio simbolico ai partecipanti, un rito che dal 1982 si ripete ogni anno.

E il 10 aereo dov'è finito? È il solista, che intrattiene il pubblico con acrobazie folli, mentre i piloti tornano alle proprie vetture. Inizia il Gran Premio d'Italia.

Nel 2024 questo rito emozionante si era interrotto, la Pattuglia Acrobatica Nazionale era impegnata negli Stati Uniti.
Il 2025 segna il ritorno in grande stile: per i 65 anni di attività delle Frecce Tricolori, debutteranno i nuovi M-346, prodotti da Leonardo e 100% Made in Italy. E dopo il sorvolo su Monza, la P.A.N. tornerà a Rivolto, per festeggiare il suo compleanno con uno spettacolo acrobatico.
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23 ago 2025 alle 12:00
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Il Tempio della Velocità - capitolo 22: FuocoNelle corse il fuoco è l'elemento più difficile da domare in caso di incidenti, e richiede un intervento immediato e professionale. Per questo servono degli specialisti. Tuttavia, nel 1970, i Vigili del Fuoco subirono un notevole ridimensionamento, che portò all'abbandono del servizio obbligatorio in autodromi, stadi e cinema.

A tutela dei piloti nacque una squadra corse del tutto singolare, fatta di volontari, donne e uomini tra i 18 e i 65 anni. Non angeli, ma leoni. La Squadra Corse CEA è una presenza ormai storica in autodromo a Monza. I volontari affiancano i commissari di percorso e svolgono un importante ruolo nella messa in sicurezza del tracciato brianzolo.



Era il 10 settembre 1978, al via del Gran Premio d'Italia diverse vetture entrarono in collisione. La Lotus di Ronnie Peterson, piena di carburante, fece scaturire una spaventosa palla di fuoco, che avvolse il pilota svedese. A bordo pista c'era proprio la Squadra Corse CEA, che si gettò immediatamente verso l'incendio, neutralizzando le fiamme. Peterson fu gravemente ferito, ma estratto vivo dalla vettura da James Hunt. Il sistema dei soccorsi fu veramente caotico, con i Carabinieri che bloccarono il medico ufficiale della Formula 1 e l'ambulanza che arrivò sul posto soltanto 18 minuti dopo. Ronnie Peterson morì all'ospedale Niguarda di Milano, il mattino seguente. Fu il primo processo mediatico alla Formula 1. Da quel giorno, in tutte le competizioni motoristiche, una vettura medica segue i piloti in coda nel giro iniziale, la fase più critica di una gara. Tutto sbagliato? No, perché fu evidenziato il comportamento esemplare dei volontari CEA, capaci di spegnere in tempo record un incendio mai visto prima di allora.

Una piccola azienda bolognese, fondata nel 1967 per produrre dispositivi antincendio, divenne una vera e propria istituzione nel mondo del motorsport. Anno dopo anno il loro intervento venne esteso nelle più importanti manifestazioni motoristiche, motomondiale compreso, ma Monza rimane un luogo speciale. Nell'autodromo c'è un distaccamento che copre il servizio anche nelle corse di minor rilievo. E nonostante oggi, che l'Autodromo Nazionale di Monza ha il suo Servizio Antincendio, la CEA rimane punto di riferimento nella formazione del personale e nella fornitura di dispositivi antincendio.Doveroso inoltre ricordare un'altro 10 settembre, quello del 2000. Perché ricordando il contributo dei leoni su questa pista, inevitabilmente il mio pensiero va a Paolo Gislimberti, che perse la vita a seguito di un incidente durante il GP d'Italia. Quando muore un pilota si dedicano pagine e pagine di articoli, ma dietro le quinte ci sono ragazzi e ragazze senza un nome, spinti dalla stessa passione. Vale la pena rischiare la propria vita per una passione? Ne parleremo più avanti.
22 ago 2025 alle 12:00 (modificato)
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Mi sono guardata su Netflix la docuserie sul delitto Gambirasio.

È tutto così vergognosamente incasinato:

Io non capisco ad esempio perché non si è valutato il possibile legame con la giovane donna indiana, Sarbjit Kaur, che fu trovata morta a pochi chilometri da dove fu trovata Yara. Secondo gli inquirenti fu suicidio. Ma è strano che una che si toglie la vita si slacci prima il reggiseno.

Non varrebbe la pena rivalutare almeno questo?

Sulla questione del DNA è ancora tutto più incasinato. A parte che penso che sia vergognoso che i reperti siano rimbalazati qua e là in laboratori sparsi... servirebbe un centro nazionale di medicina forense, dove tutto viene raccolto, catalogato, e soprattutto ISOLATO... maledizione, siamo un paese che riesce a mettere in dubbio persino le evidenze scientifiche!

Le prove dovrebbero essere accessibili ad accusa e difesa, ben oltre il terzo grado di giudizio. Non entro nello specifico del caso, sarebbe irrispettoso, mi spaventa però che una indagine in Italia venga svolta con così tanta superficialità.

La medicina forense è una scienza al servizio della giustizia. Si può fare di più e si deve fare di più... migliorando le banche dati, migliorando i processi di analisi biologica, e soprattutto la modalità di raccolta, di conservazione e di analisi dei reperti.

La vera giustizia non si otterrà decidendo sommariamente se Bossetti è colpevole o innocente, non si può basandosi sui cosiddetti processi mediatici.

La vera giustizia si otterrà facendo si che una pagliacciata del genere non si verificherà mai più. Togliamo l'orrido spettacolo mediatico, i testimoni che ritrattavano, i genitori non genitori e i fratelli non fratelli... Alla base abbiamo una famiglia che ha perso una figlia, e va rispettato quel dolore. Alla base c'è che hanno cercato per giorni ovunque una ragazza scomparsa, dai Carabinieri, alla Protezione Civile... e alla fine è stata trovata in maniera totalmente fortunosa a pochi chilometri dal luogo in cui è stata vista l'ultima volta, da un aeromodellista.
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22 ago 2025 alle 9:43
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Vorrei fare una serie di post sull'Italia su Hint inglese e spagnolo.

Sicuramente farei meglio di così 👇🏻
22 ago 2025 alle 8:07
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Questo weekend inizia il campionato italiano di calcio, quello maschile e quello femminile. In realtà quello femminile non è altro che l'ennesimo tentativo a vuoto di mescolare le carte: la Women's Cup, alla sua prima edizione, un trofeo valido semplicemente per fare il solito spettacolino nei pre-partita delle squadre maschili, per dire "ehi, noi siamo inclusivi!"

E alla fine le calciatrici, le stesse che hanno portato con orgoglio il tricolore in semifinale all'europeo, se ne tornano nei campetti di provincia.

L'arretratezza delle infrastrutture sportive in Italia si fa sentire anche per noi donne, almeno su questo le pari opportunità ci sono. Ma guai a parlare di patriarcato, la logica è quella economica: cruda, spietata e assolutamente neutrale. Una "coppetta a gironi", che anticipa un campionato camaleontico, che cambia format praticamente ogni anno, è difficile da rendere appetibile allo spettatore medio.

Alle spalle di queste bravissime calciatrici c'è una macchina che non funziona. Il tifo per una squadra di calcio è soprattutto spinta da un orgoglio di appartenenza. Come si fa a imprimere questo concetto nel calcio femminile? La Juventus di Torino gioca a Biella, il Milan di Milano gioca a Fiorenzuola d'Arda, la Fiorentina a Bagno a Ripoli. Il successo che ha il calcio femminile in spagna parte soprattutto da una grande cultura sportiva, che spinge le famiglie ogni settimana nello stadio della propria città.

Alle località improponibili, si aggiunge la pessima idea di mettere le partite in orario serale. Prendiamo il Milan femminile, che seguo dal 2018, anno in cui è nato...

Sabato vado a vedermi Milan-Cremonese a San Siro, vi sembra compatibile poi il mettersi su un treno per Piacenza il giorno dopo, per andare a vedere una partita alle 20:30? A fare centro è stato soltanto l'Inter, che ha portato la sua squadra femminile nel cuore di Milano, all'Arena Civica. Una cornice storica mozzafiato, di fianco a Parco Sempione, un luogo altamente frequentato da grandi e piccini, che possono entrare anche per sola curiosità, e se lo spettacolo è piaciuto, ci torneranno certamente. È così che l'Inter è riuscito a portare tantissima gente sulle tribune dell'arena napoleonica.

Allineare il più possibile il calendario del campionato femminile a quello maschile è fondamentale. L'anno scorso, per pura casualità, il derby di Milano è coinciso nello stesso giorno. E la maggior parte dei tifosi che erano all'Arena Civica il pomeriggio, hanno poi preso la metropolitana in direzione San Siro. Perché i colori sono gli stessi, i tifosi sono gli stessi, e anche la passione per questo sport è la stessa. Si tratta semplicemente di opportunità, non di patriarcato, non di parità di genere.

È illogico che sia un tifoso a cercare una squadra, devono essere le squadre a cercare i tifosi. È molto diverso. Il tifo nasce da una passione, e se non scatta la scintilla non c'è niente da fare. Certamente la scintilla non scatterà mai con questa mentalità provinciale.
22 ago 2025 alle 7:50
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La gente non sa separare il contenuto dall'artista.

  • mi dispiace che la Rowling abbia le sue posizioni, ma Harry Potter resta un capolavoro letterario
  • Depardieu è un ubriacone che ha molestato una ragazza, ma i suoi personaggi nei film sono veramente belli
  • Hitler (si anche lui) faceva quadri apprezzabili, non me ne frega niente di quello che disse l'accademia delle belle arti
  • Freud era un cocainomane, ma rimane un pilastro della psicologia

Marcello Piacentini, Maradona, Flavio Briatore... potrei stare tutta notte a farvi un elenco di personaggi che hanno scritto la storia, ma che sono dei grandissimi pezzi di merda, se non peggio.

Eppure, senza quel loro tassello nella storia, la nostra vita sarebbe totalmente differente.

Uno dei personaggi che più odio è Edison ad esempio, elettrificò una elefantessa per dimostrare i pericoli della corrente alternata... meglio usare la continua prodotta da lui. Ma vi immaginate il nostro mondo senza la lampadina?
22 ago 2025 alle 0:00
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Stamattina pensavo... è un periodo un po' vuoto, e quindi la mente si tuffa nei ricordi. A., il mio ex con il quale ho convissuto...

Nonostante il male che mi ha fatto, ho anche tanti bei ricordi. Con lui sono stata a Roma ad esempio. Mi trattava veramente come una principessa. L'ultimo anno con lui però è cambiato tutto. Sempre meno tempo con le amiche, guai a stare con un amico da sola.


M., il mio attuale fidanzato... con lui è tutto diverso, praticamente siamo Wendy e Peter Pan, cerchiamo noi stessi, cercando di non crescere mai. È però più complicato lo stare insieme. Diciamo che serve tempo prima di andare a convivere. Più che altro questa ricerca eterna della nostra infanzia, ci porta un po' di distacco, non so come dire... però lo amo, è veramente un emozione indescrivibile stare con lui.
21 ago 2025 alle 23:06
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Il Tempio della Velocità - capitolo 21: AsfaltoNel capitolo sulla direzione gara abbiamo accennato la figura del commissario di percorso, o marshal. Sono gli angeli custodi dei piloti, e in questo capitolo scopriremo il loro lavoro. Monza conta circa 270 marshal, impiegati a tempo fisso lungo il circuito. Ognuno ha la sua mansione, che scopriremo tra un attimo. La giornata di un commissario di percorso inizia con l'arrivo in autodromo, dove si raggiunge il direttore di gara, o un suo delegato, che da le indicazioni per turno, postazione di lavoro e orari. Ricevute le informazioni, il commissario di percorso firma il documento di presenza, equivalente al timbrare il cartellino in azienda.

Se prevista una riunione iniziale ci si reca coi colleghi e le colleghe in sala briefing, situata al primo piano della palazzina dei box. Qui il direttore di gara dà le sue disposizioni per la giornata, con particolare attenzione ad eventuali criticità. Concluso il briefing con il direttore di gara, si va alla postazione assegnata (CC.PP.). Qui si trovano gli attrezzi del mestiere, tra cui i set di bandiere di segnalazione, i secchi di filler (una polvere ad alta capacità assorbente per l'olio), estintori, documenti, scope e altri attrezzi per la messa in sicurezza del tracciato.Una CC.PP. è composta tipicamente da:
  • un capo postazione, che ha la responsabilità della postazione e del corretto lavoro dei commissari di percorso
  • 3 commissari addetti alle bandiere di segnalazione
  • un ufficiale di gara, che svolge il ruolo di vice capo posto
  • commissari di percorso qualificati, che svolgono ogni tipo di intervento in pista, dalla più semplice pulizia della pista alla rimozione di vetture e detriti
  • può esserci anche un commissario di percorso di prima nomina, affiancato da un commissario di percorso qualificato per acquisire esperienza

Le gerarchie sono molto importanti per il corretto svolgimento di una gara: i commissari di pista rispondono al capo postazione, che a sua volta rappresenta gli occhi e le orecchie del direttore di gara. Ogni cosa che accade, deve essere segnata a rapporto, che viene ritirato al termine della sessione dal direttore di gara. Molto importante anche la comunicazione radio, che permette il collegamento con altre postazioni e con la direzione gara.
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21 ago 2025 alle 12:00 (modificato)
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Oh. Porca. Vacca. 😦Ma io non lo sapevo che la storia di Balto è una storia vera!

Praticamente nel 1925 completò un impresa spaventosa, portando il siero per curare la difterite fino a Nome, in Alaska. 150 cani furono impiegati per una staffetta lunga 1085 km. In realtà Balto fu protagonista assoluto solo perché completò la missione. Però fu Togo a compiere la vera impresa, fu quello che coprì più distanza, e affrontò certamente le parti più difficili, in mezzo a tempeste di neve a meno 40°.

Comunque, tanto di cappello!

E dopo gli onori e il successo di questa impresa, sapete che fine fece Balto? Finì in un circo! Ma quanto fa schifo il genere umano?!
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20 ago 2025 alle 23:39 (modificato)
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Wow raga, sto scoprendo un sacco di cose molto belle con la ricerca post. Io purtroppo sto qui poco e mi perdo molto...
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20 ago 2025 alle 22:59
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Oggi un po' tutto sott'acqua. 🌊 E siamo la terza città più inquinata d'Italia! Evviva! Se volete vi regalo i miei polmoni, tra qualche anno non mi serviranno più.
20 ago 2025 alle 22:38
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Esteban ama soltanto me.
20 ago 2025 alle 14:26
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A me faceva paura, hanno fatto bene a buttare giù tutto. Qui sotto l'ultima foto.Anche se... un bel parchetto non sarebbe stato male.
20 ago 2025 alle 14:05
Avatar Pali 🌻
Io, non fumatrice, faccio il ragionamento del fumatore su altre cose ben più pericolose.

Partendo dal concetto elementare di una democrazia, per cui la legge non vieta di compiere un azione, ma punisce la conseguenza di tale azione. La legge non ti dice che non devi uccidere, dice che se uccidi verrai recluso tra i 21 e i 24 anni.

Questo fondamento però è spesso frainteso e spinge ad accettare in maniera scientifica, o peggio, religiosa, l'intero ordinamento giuridico.

I reati di pensiero ad esempio, sono la cosa più antidemocratica. Le leggi che limitano la conoscenza, l'eccessiva restrizione sulla privacy.

Con questo non sto dicendo che dobbiamo delinquere perché la legge non serve a niente, ma che la legge va vista per quello che è... È figlia delle convenzioni sociali, ci protegge, certo, ma tale rimane. La legge non è una religione, tantomeno una scienza esatta.
20 ago 2025 alle 13:14
Avatar Pali 🌻
Naturalmente ero ironica, ognuna può fare ciò che vuole con il proprio corpo (e con i propri polmoni), non me ne frega niente.
20 ago 2025 alle 12:55
Avatar Pali 🌻
Droga legalizzata, bleah 🤢
20 ago 2025 alle 12:45
Avatar Pali 🌻
No, ma è vergognoso. È più veloce Maya di quel server.
20 ago 2025 alle 12:43
Avatar Pali 🌻
Ah no è vero, diluvia
20 ago 2025 alle 12:10
Avatar Pali 🌻
Vabbè, me ne torno sulla mia terrazza 😎
20 ago 2025 alle 12:09
Hint @ 2026