Menomale che ice ha portato a 3000 i caratteri disponibili 😮💨 i link alle foto portano via un sacco di caratteri disponibili...
Il Tempio della Velocità - capitolo 12: Il viale dei box
Incrociando la via del paddock, si percorre la via dei box, che corre parallela alla pitlane. A differenza del paddock, questa area è accessibile al pubblico ed è dedicata interamente ai tifosi.
In questa via troviamo lo store ufficiale dell'autodromo. Oltre al merchandising ufficiale della Formula 1 e dei team, è possibile trovare numerosi oggetti da collezione unici. Non mancano anche gli equipaggiamenti per i piloti amatoriali.
Di fronte allo store c'è una scultura dedicata a Juan Manuel Fangio, l'eroe argentino che a Monza trionfò per ben tre volte. Il miglior souvenir per una visita in autodromo è una foto a bordo della sua Mercedes.
Dall'altra parte della strada c'è il bar e l'ingresso alla pitlane, area off-limits, ma che offre un'altra curiosità: di fianco al cancello infatti è visibile la lapide che omaggia il papà dell'autodromo, Arturo Mercanti, già vista nel primo capitolo.
Sulla destra del cancello invece sorgono i vecchi box, che scopriremo più avanti, mentre tornando sul lato destro troviamo un piazzale dedicato agli eventi. La grande struttura coperta nacque come museo della velocità, con una piccola collezione di auto protagoniste su questo circuito. La gestione fu difficile e, dopo la sua chiusura, oggi accoglie un piccolo punto di ristoro per i visitatori.
Con la chiusura del museo se n'è andata anche la locomotiva a vapore 835.047, protagonista della costruzione del circuito, che si trovava a fianco alla casetta dei guardiani. Rimane però la mitica Ventotto di ATM, tram storico di Milano situato di fronte alla casetta dei guardiani.
Incrociando la via del paddock, si percorre la via dei box, che corre parallela alla pitlane. A differenza del paddock, questa area è accessibile al pubblico ed è dedicata interamente ai tifosi.
In questa via troviamo lo store ufficiale dell'autodromo. Oltre al merchandising ufficiale della Formula 1 e dei team, è possibile trovare numerosi oggetti da collezione unici. Non mancano anche gli equipaggiamenti per i piloti amatoriali.
Di fronte allo store c'è una scultura dedicata a Juan Manuel Fangio, l'eroe argentino che a Monza trionfò per ben tre volte. Il miglior souvenir per una visita in autodromo è una foto a bordo della sua Mercedes.Dall'altra parte della strada c'è il bar e l'ingresso alla pitlane, area off-limits, ma che offre un'altra curiosità: di fianco al cancello infatti è visibile la lapide che omaggia il papà dell'autodromo, Arturo Mercanti, già vista nel primo capitolo.
Sulla destra del cancello invece sorgono i vecchi box, che scopriremo più avanti, mentre tornando sul lato destro troviamo un piazzale dedicato agli eventi. La grande struttura coperta nacque come museo della velocità, con una piccola collezione di auto protagoniste su questo circuito. La gestione fu difficile e, dopo la sua chiusura, oggi accoglie un piccolo punto di ristoro per i visitatori.Con la chiusura del museo se n'è andata anche la locomotiva a vapore 835.047, protagonista della costruzione del circuito, che si trovava a fianco alla casetta dei guardiani. Rimane però la mitica Ventotto di ATM, tram storico di Milano situato di fronte alla casetta dei guardiani.
Soluzione:

- Il primo oggetto è la museruola che viene messa al dottor Hannibal Lecter, nel film Il Silenzio degli Innocenti
- Il secondo oggetto è il cappello di paglia di Monkey D. Rufy, protagonista del manga One Piece
- Il terzo oggetto è la collana di Rose, protagonista del film Titanic
- Il quarto oggetto è la frusta di Catwoman, protagonista nel film Batman Returns
- Il quinto oggetto è la bacchetta di Harry Potter, protagonista dell'omonima saga fantasy.
Sapete indovinare i personaggi dai loro oggetti?

Ancora in tanti lasciano il proprio animale a casa per andare in vacanza, o peggio, lo abbandonano.
Loro non ci abbandonerebbero mai, ricordatevelo:
Loro non ci abbandonerebbero mai, ricordatevelo:
Il Tempio della Velocità - capitolo 11: Il paddock
Concluso il giro di pista ci spostiamo alle spalle della palazzina dei box, dove troviamo due grandi piazzali. Quest'area è il paddock. Il paddock è più di un area di parcheggio. Durante il weekend di gara diventa un vero e proprio villaggio. Ogni squadra affitta una o più caselle. Si va da un semplice furgoncino con rimorchio per le squadre amatoriali, fino ai camion superaccessoriati della Formula 1.
Tenete conto che una vettura di Formula 1 è composta da più di 5 000 pezzi, ogni squadra ha due auto, ma non basta, servono anche i ricambi, l'utensileria, i computer, l'abbigliamento di piloti e meccanici, l'attrezzatura per i box, e poi tavoli, sedie, bicchieri, posate, carrelli per catering e tutto ciò che riguarda l'hospitality. Una squadra di Formula 1 ha almeno 44 container e 4 camion a disposizione: due per la parte tecnica delle vetture e due per l'hospitality. Spostare tutto questo richiede ordine, precisione e affidabilità, poiché il tutto si deve spostare tra una pista e l'altra in pochissimo tempo, a volte in meno di 3 giorni. Due autisti per ciascun camion, si scambiano il volante per portare i materiali senza sosta, mentre per i trasferimenti extra europei ci si affida ai partner logistici, come DHL.
I camion entrano nel Parco di Monza dall'ingresso di Santa Maria delle Selve, accedono all'autodromo dall'ingresso principale e prendono posto nel paddock. Quelli dedicati alla parte tecnica vengono suddivisi: in uno si trova il magazzino, mentre nell'altro l'officina mobile.
I camion hospitality invece vengono collegati. Solitamente troviamo all'interno un ristorante per la squadra e gli ospiti. Al piano di sopra ci sono gli uffici, l'area meeting e gli alloggi dei piloti.
Al seguito del circus ci sono anche i camion dei fornitori e degli organizzatori, non tanto diversi da quelli delle squadre.
Concluso il giro di pista ci spostiamo alle spalle della palazzina dei box, dove troviamo due grandi piazzali. Quest'area è il paddock. Il paddock è più di un area di parcheggio. Durante il weekend di gara diventa un vero e proprio villaggio. Ogni squadra affitta una o più caselle. Si va da un semplice furgoncino con rimorchio per le squadre amatoriali, fino ai camion superaccessoriati della Formula 1.Tenete conto che una vettura di Formula 1 è composta da più di 5 000 pezzi, ogni squadra ha due auto, ma non basta, servono anche i ricambi, l'utensileria, i computer, l'abbigliamento di piloti e meccanici, l'attrezzatura per i box, e poi tavoli, sedie, bicchieri, posate, carrelli per catering e tutto ciò che riguarda l'hospitality. Una squadra di Formula 1 ha almeno 44 container e 4 camion a disposizione: due per la parte tecnica delle vetture e due per l'hospitality. Spostare tutto questo richiede ordine, precisione e affidabilità, poiché il tutto si deve spostare tra una pista e l'altra in pochissimo tempo, a volte in meno di 3 giorni. Due autisti per ciascun camion, si scambiano il volante per portare i materiali senza sosta, mentre per i trasferimenti extra europei ci si affida ai partner logistici, come DHL.
I camion entrano nel Parco di Monza dall'ingresso di Santa Maria delle Selve, accedono all'autodromo dall'ingresso principale e prendono posto nel paddock. Quelli dedicati alla parte tecnica vengono suddivisi: in uno si trova il magazzino, mentre nell'altro l'officina mobile.I camion hospitality invece vengono collegati. Solitamente troviamo all'interno un ristorante per la squadra e gli ospiti. Al piano di sopra ci sono gli uffici, l'area meeting e gli alloggi dei piloti.
Al seguito del circus ci sono anche i camion dei fornitori e degli organizzatori, non tanto diversi da quelli delle squadre.
Nessuna stella cadente ieri. Che sfortuna.
Il mio ragazzo è crollato verso le 3, io ho resistito un po' di più (3:30). Forse se avessimo fatto più attenzione qualcosina si sarebbe vista... sarà per l'anno prossimo.

Il mio ragazzo è crollato verso le 3, io ho resistito un po' di più (3:30). Forse se avessimo fatto più attenzione qualcosina si sarebbe vista... sarà per l'anno prossimo.
Mi piace andare ancora a ballare con le mie amiche, anche se guardandomi indietro mi sento in imbarazzo, alla fine sono esperienze che mi hanno fatta maturare. Ho una lunga blacklist, partendo dai locali che fanno entrare le ragazze gratis, lì sai che verrai tormentata per tutta la serata.
Odio anche i locali che hanno un buttafuori ad ogni angolo, ma poi fuori è il farwest. Mi è successo una volta che un ragazzo mi ha offerto 70 euro per portarmi a letto, ovviamente non cedo alle lusinghe di uno che mi scambia per una prostituta (con tutto il rispetto per le prostitute).
Una volta un tipo ubriachissimo mi ha fatto scivolare il top, ma è stato un incidente, una mia amica mi ha prontamente coperta e lui è scappato via straimbarazzato. E fortunatamente era quasi del tutto buio, non avrà visto niente nessuno. Quindi, vabbè, ero incazzatissima, ma è finita lì.
Questi sono forse gli unici due episodi brutti che mi sono capitati, anche perché ultimamente ci organizziamo per feste private, evitando locali dove non si ha neanche un metro quadro per ballare.
Molto importante stare sempre in compagnia, mai staccarsi dal proprio gruppo, soprattutto nei bagni. Se ci si sa muovere alla fine escono serate molto piacevoli.
Odio anche i locali che hanno un buttafuori ad ogni angolo, ma poi fuori è il farwest. Mi è successo una volta che un ragazzo mi ha offerto 70 euro per portarmi a letto, ovviamente non cedo alle lusinghe di uno che mi scambia per una prostituta (con tutto il rispetto per le prostitute).
Una volta un tipo ubriachissimo mi ha fatto scivolare il top, ma è stato un incidente, una mia amica mi ha prontamente coperta e lui è scappato via straimbarazzato. E fortunatamente era quasi del tutto buio, non avrà visto niente nessuno. Quindi, vabbè, ero incazzatissima, ma è finita lì.
Questi sono forse gli unici due episodi brutti che mi sono capitati, anche perché ultimamente ci organizziamo per feste private, evitando locali dove non si ha neanche un metro quadro per ballare.
Molto importante stare sempre in compagnia, mai staccarsi dal proprio gruppo, soprattutto nei bagni. Se ci si sa muovere alla fine escono serate molto piacevoli.
Se a qualcuno sta bene l'ennesimo aumento ingiustificato dell'abbonamento a DAZN, buon per lui/lei. Io l'ho disdetto. Significa non amare la propria squadra? assolutamente no.
44 euro al mese (in)giustificati da un aumento dei servizi offerti. Ok, ma se a me non interessa Pardo che straparla per un ora, o contenuti che io pago, mentre c'è chi ancora la fa franca, o peggio ancora, vengono condivisi gratis su YouTube da DAZN stesso, a me non sta bene.
Non è la pirateria che uccide il calcio, è la speculazione economica che c'è dietro. Se davvero si vuole combattere la pirateria, perché non offrono un pacchetto base?
8,99 al mese:
In questo caso sarei ben lieta di tornare ad abbonarmi, e sono sicura che il pezzotto sparirebbe dalla faccia della terra.
Senza DAZN ho un risparmio di 329,88 euro... Soldi che potrebbero essere usati per altro. Magari mi tolgo pure la soddisfazione di guardarmi un derby nel hospitality di San Siro, esperienza mai fatta finora...
44 euro al mese (in)giustificati da un aumento dei servizi offerti. Ok, ma se a me non interessa Pardo che straparla per un ora, o contenuti che io pago, mentre c'è chi ancora la fa franca, o peggio ancora, vengono condivisi gratis su YouTube da DAZN stesso, a me non sta bene.
Non è la pirateria che uccide il calcio, è la speculazione economica che c'è dietro. Se davvero si vuole combattere la pirateria, perché non offrono un pacchetto base?
8,99 al mese:
- solo partita, senza pre e post con interviste
- niente telecronaca
- pubblicità durante l'evento
In questo caso sarei ben lieta di tornare ad abbonarmi, e sono sicura che il pezzotto sparirebbe dalla faccia della terra.
Senza DAZN ho un risparmio di 329,88 euro... Soldi che potrebbero essere usati per altro. Magari mi tolgo pure la soddisfazione di guardarmi un derby nel hospitality di San Siro, esperienza mai fatta finora...
Ho scritto senza pensare... Non è giusto in effetti. Un idea è un idea, non ha un padrone o una padrona. E se io butto nel cestino dell'immondizia una idea, qualcun'altro ha il diritto sacro di prenderla e trasformarla in realtà. Il problema in realtà è che devo essere più sicura di me.
Qualche tempo fa su insegreto scrissi un post dedicato ad un uomo buono di cui mi parlò mio papà, uno dei protagonisti della storia italiana... involontariamente, perché quest'uomo fu travolto dal più grave errore giudiziario della storia del nostro Paese.
Il suo nome era Enzo Tortora. Visto che qua, a differenza di insegreto, si possono aggiungere video, voglio che sia lui a raccontarvi questa triste e vergognosa storia, fatta di malagiustizia, cattivo giornalismo e soprattutto di un sistema legislativo tremendamente fallimentare:
Il suo nome era Enzo Tortora. Visto che qua, a differenza di insegreto, si possono aggiungere video, voglio che sia lui a raccontarvi questa triste e vergognosa storia, fatta di malagiustizia, cattivo giornalismo e soprattutto di un sistema legislativo tremendamente fallimentare:
Bhe, comunque nella vita può succedere di tutto... nel dubbio offro qualche spunto per i redattori di Webboh:
- Chi è veramente Pali? Esclusiva assoluta, parla Arnold Schwarzenegger
- Gli amori segreti di icecube, tra redbull e programmazione
- I mille mondi di Eos, intervista all'utente più attiva di Hint.
- Esteban Rodriguez approda su Hint, nuovo amore in vista?
No, non è vuoto, guardate bene. Quel minuscolo puntino nero è il cervello di quello che fa di tutto per saltare la fila in fase d'imbarco, dimenticando che salendo per primo sull'autobus sarà l'ultimo a imbarcarsi.
Pensate che l'anno scorso sto stronzetto ha dato spettacolo il giorno dopo che sono partita, sarebbe stato bello vederlo in attività, perché dalla mia amica si è attorno i mille metri di quota, quindi con un buon teleobiettivo si vede da dio.
Una piccola nota sull'ultimo post: ho fatto un errore. La curvetta era una curva simile alla parabolica PRIMA dell'odierna Parabolica, mentre le curve in porfido furono realizzate successivamente, oltre la posizione attuale dell'odierna parabolica.Aggiungo una curiosità visto che ci sono, ma prendetela con le pinze, perché è una ipotesi di cui non ho conferma. Sebbene non vi sono più tracce della storica ultima curva, rimangono presenti, e ben visibili, i resti della parte finale. Il tracciato delle curve in porfido potrebbe essere ancora visibile, evidenziato dall'assenza di alberi nel parchetto alle spalle della sopraelevata sud, dove un tempo si trovava la sede stradale.
Questa tesi è sostenuta dal fatto che:
- la sua posizione coincide con le foto aeree dell'epoca
- I terreni molto sfruttati dall'uomo faticano a riprendere vegetazione. Una cosa simile è visibile con immagini satellitari a sud dell'autodromo. Dove una volta si trovava l'ippodromo, scomparso negli anni '60, ma sul cui terreno è ancora visibile una lieve traccia del vecchio anello da corsa dei cavalli.
Purtroppo non ho trovato info a riguardo, quindi questa è una mia ricostruzione del tutto personale.
Il Tempio della Velocità - capitolo 10: la Curva Parabolica/Michele Alboreto
Dopo la Variante Ascari si entra nel rettilineo opposto ai box, si entra con una frenata molto forte, che porta le velocità dai 330 ai 180 chilometri orari. La curva è molto lunga e a raggio crescente, motivo per cui bisogna trovare il giusto equilibrio in accelerazione: troppo lenti si ha meno velocità sul rettifilo di partenza, ma troppo veloci si perde la macchina, finendo nella lunga via di fuga.
Nell’anno di costruzione dell’impianto, i due rettilinei erano collegati da una curva senza nome, situata più avanti. Non c’è traccia di un nome preciso, si parla solo di Curvetta. Nel 1927 si comincia a denominarle Curvette. In realtà, si trattava di due tornanti caratterizzati da un raggio di 60 metri e da un’ampiezza di 90°, uniti da un brevissimo rettifilo. Vista la particolarità dalla pavimentazione, formata da tanti cubetti di porfido, divenne famosa per essere la Curva del Porfido. Ricostruita nel 1955, quando il tracciato tornò alla sua impostazione originaria, fu chiamata Curva Parabolica per il disegno e la traiettoria che descriveva.
C'è un errore troppo comune, ovvero quello di confondere Parabolica e Sopraelevata. La Sopraelevata che si trova all'esterno della Parabolica si chiama Curva Sud, e nulla ha a che fare con la Parabolica... più avanti nel nostro viaggio vedremo anche lei. Dal 2021 la Parabolica è intitolata a Michele Alboreto, pilota milanese scomparso vent'anni prima in un tragico incidente durante un test.
E con questa curva abbiamo completato il giro di pista dell'Autodromo Nazionale di Monza. Il viaggio però prosegue, domani scopriremo il paddock.
Dopo la Variante Ascari si entra nel rettilineo opposto ai box, si entra con una frenata molto forte, che porta le velocità dai 330 ai 180 chilometri orari. La curva è molto lunga e a raggio crescente, motivo per cui bisogna trovare il giusto equilibrio in accelerazione: troppo lenti si ha meno velocità sul rettifilo di partenza, ma troppo veloci si perde la macchina, finendo nella lunga via di fuga.
Nell’anno di costruzione dell’impianto, i due rettilinei erano collegati da una curva senza nome, situata più avanti. Non c’è traccia di un nome preciso, si parla solo di Curvetta. Nel 1927 si comincia a denominarle Curvette. In realtà, si trattava di due tornanti caratterizzati da un raggio di 60 metri e da un’ampiezza di 90°, uniti da un brevissimo rettifilo. Vista la particolarità dalla pavimentazione, formata da tanti cubetti di porfido, divenne famosa per essere la Curva del Porfido. Ricostruita nel 1955, quando il tracciato tornò alla sua impostazione originaria, fu chiamata Curva Parabolica per il disegno e la traiettoria che descriveva.
C'è un errore troppo comune, ovvero quello di confondere Parabolica e Sopraelevata. La Sopraelevata che si trova all'esterno della Parabolica si chiama Curva Sud, e nulla ha a che fare con la Parabolica... più avanti nel nostro viaggio vedremo anche lei. Dal 2021 la Parabolica è intitolata a Michele Alboreto, pilota milanese scomparso vent'anni prima in un tragico incidente durante un test.E con questa curva abbiamo completato il giro di pista dell'Autodromo Nazionale di Monza. Il viaggio però prosegue, domani scopriremo il paddock.
Sfida: vi faccio scendere almeno una lacrima con un solo video:
Ci sono episodi nelle corse che sono pura poesia. Neanche il miglior scrittore del mondo sarebbe capace di inventare storie simili... una di queste è il primo Gran Premio d'Italia senza il Drake.
Il 14 agosto 1988 si spense nella sua casa Enzo Ferrari, una leggenda che tutti conoscono, anche chi non ha mai visto un Gran Premio.
La Ferrari in quel periodo stava attraversando un brutto momento. Esattamente come oggi, a dominare il campionato c'erano le McLaren.
Ayrton Senna arriva a Monza come superfavorito, gli italiani come al solito trasformano il circuito brianzolo in una marea rossa, ma non c'è speranza di vittoria.
L'11 settembre 1988 invece avvenne un miracolo sportivo. Al 34° giro la McLaren di Alain Prost ruppe il suo motore Honda. Ferrari chiamava le scuderie inglesi "garagisti", molto abili a preparare una vettura da corsa, ma totalmente incapaci di costruire un motore. Eppure quel motore Honda era il migliore in assoluto in quella stagione, il più affidabile in assoluto.
L'altra McLaren, guidata da Ayrton Senna era al comando, come al solito, ma al 49° giro sbagliò, e anche questo fu clamoroso. Durante il doppiaggio di alcuni piloti alla prima variante, il pilota brasiliano entrò in collisione con la macchina di Schlesser, finendo fuori pista.
Le due Ferrari di Gerard Berger e Michele Alboreto ebbero così la strada spianata verso il traguardo.
Le due Ferrari arrivarono al traguardo in parata. E quella fu l'unica vittoria della Ferrari in quella stagione (o è meglio dire l'unica vittoria non McLaren), a meno di un mese dalla scomparsa di Enzo. Volontà divina? Un'allineamento di pianeti? Pura fortuna? Chiamatela come volete, ma per me è pura poesia.
Il 14 agosto 1988 si spense nella sua casa Enzo Ferrari, una leggenda che tutti conoscono, anche chi non ha mai visto un Gran Premio.La Ferrari in quel periodo stava attraversando un brutto momento. Esattamente come oggi, a dominare il campionato c'erano le McLaren.
Ayrton Senna arriva a Monza come superfavorito, gli italiani come al solito trasformano il circuito brianzolo in una marea rossa, ma non c'è speranza di vittoria.
L'11 settembre 1988 invece avvenne un miracolo sportivo. Al 34° giro la McLaren di Alain Prost ruppe il suo motore Honda. Ferrari chiamava le scuderie inglesi "garagisti", molto abili a preparare una vettura da corsa, ma totalmente incapaci di costruire un motore. Eppure quel motore Honda era il migliore in assoluto in quella stagione, il più affidabile in assoluto.
L'altra McLaren, guidata da Ayrton Senna era al comando, come al solito, ma al 49° giro sbagliò, e anche questo fu clamoroso. Durante il doppiaggio di alcuni piloti alla prima variante, il pilota brasiliano entrò in collisione con la macchina di Schlesser, finendo fuori pista.
Le due Ferrari di Gerard Berger e Michele Alboreto ebbero così la strada spianata verso il traguardo.Le due Ferrari arrivarono al traguardo in parata. E quella fu l'unica vittoria della Ferrari in quella stagione (o è meglio dire l'unica vittoria non McLaren), a meno di un mese dalla scomparsa di Enzo. Volontà divina? Un'allineamento di pianeti? Pura fortuna? Chiamatela come volete, ma per me è pura poesia.
Buongiorno a tutti. Mi sono addormentata alle 3 alla fine. Però ho dormito tutto il tempo ieri in aereo.
È una cosa stranissima, ma io ho una paura incredibile dell'altezza, soprattutto stando su scale e balconi. Però... adoro viaggiare in aereo. È assurda sta roba, me la faccio sotto a fare 20 gradini, ma mi piace andare a 10 000 metri. E questo vale anche per la montagna. Boh. È inspiegabile.
È una cosa stranissima, ma io ho una paura incredibile dell'altezza, soprattutto stando su scale e balconi. Però... adoro viaggiare in aereo. È assurda sta roba, me la faccio sotto a fare 20 gradini, ma mi piace andare a 10 000 metri. E questo vale anche per la montagna. Boh. È inspiegabile.
Ho visto un'altro pezzetto d'Italia e si è aggiunto un nuovo paese alla mia lista dei luoghi visitati.
Ho fatto una settimana a Paola, ed è un po' strano da dire... Paola è andata a Paola.
Poi tre giorni in Svezia, e vi giuro che mi sono letteralmente innamorata di Stoccolma.
Ora mi aspetta una settimana interessante. Domani intanto torno al parco. Poi lunedì devo iniziare a prendermi le cose per l'università.
Ferragosto lo passerò certamente con il mio fidanzato, magari faremo un salto al mare in Liguria, tempo permettendo.
E poi c'è domenica 17... si torna a San Siro, sperando in una stagione decisamente più soddisfacente dell'ultima.
Anche se non sono proprio finite le vacanze, piano piano si torna alla normalità. E questo mi crea un misto di emozioni positive e negative.
Ho fatto una settimana a Paola, ed è un po' strano da dire... Paola è andata a Paola.Poi tre giorni in Svezia, e vi giuro che mi sono letteralmente innamorata di Stoccolma.
Ora mi aspetta una settimana interessante. Domani intanto torno al parco. Poi lunedì devo iniziare a prendermi le cose per l'università.
Ferragosto lo passerò certamente con il mio fidanzato, magari faremo un salto al mare in Liguria, tempo permettendo.
E poi c'è domenica 17... si torna a San Siro, sperando in una stagione decisamente più soddisfacente dell'ultima.
Anche se non sono proprio finite le vacanze, piano piano si torna alla normalità. E questo mi crea un misto di emozioni positive e negative.