A me invece piacciono un casino gli elefanti. Sono animali davvero stupendi.

Devo dire che quando su insegreto ho cominciato a vedere spesso le papere di ReadyFreddie sono rimasta perplessa. Però se ci pensate ci sta, è uno dei pochi animali che rimane bello anche quando cresce. I cuccioli sono tutti carini in ogni classe animale. Però l'adulto diventa sempre più bruttarello. Pulcino e Gallo sono l'esempio più evidente.
⚠️ Attenzione: il post include contenuti che possono urtare la vostra sensibilità ⚠️
Il Tempio della Velocità - capitolo 9: la Variante Ascari
Vi si arriva tenendo premuto l’acceleratore fin dalla Seconda di Lesmo e anche qui si toccano i 330 km/h. Dopo la frenata, si affrontano in rapida successione tre curve a sinistra-destra-sinistra, che immettono sul rettilineo opposto ai box. Sono curve a raggio abbastanza ampio che si percorrono a velocità intorno ai 200 km/h.
La Curva del Vialone, prendeva il nome per il lungo viale di accesso (viale Mirabello), che conduce dritto dritto a questa curva. Era il 26 maggio 1955, quando Alberto Ascari uscì di strada in questa curva durante la prova di una 750 Monza. La macchina si rovesciò sottosopra, schiacciando il pilota. L'Italia perse un grande campione, e la Curva del Platano o del Vialone, prese il nome di Curva Ascari. Quel punto cambiò anche volto nel 1972, con una realizzazione di una chichane in entrata di curva e due anni dopo fu ampliata la larghezza in uscita, assumendo l'aspetto odierno.
Il Tempio della Velocità - capitolo 9: la Variante Ascari
Vi si arriva tenendo premuto l’acceleratore fin dalla Seconda di Lesmo e anche qui si toccano i 330 km/h. Dopo la frenata, si affrontano in rapida successione tre curve a sinistra-destra-sinistra, che immettono sul rettilineo opposto ai box. Sono curve a raggio abbastanza ampio che si percorrono a velocità intorno ai 200 km/h.La Curva del Vialone, prendeva il nome per il lungo viale di accesso (viale Mirabello), che conduce dritto dritto a questa curva. Era il 26 maggio 1955, quando Alberto Ascari uscì di strada in questa curva durante la prova di una 750 Monza. La macchina si rovesciò sottosopra, schiacciando il pilota. L'Italia perse un grande campione, e la Curva del Platano o del Vialone, prese il nome di Curva Ascari. Quel punto cambiò anche volto nel 1972, con una realizzazione di una chichane in entrata di curva e due anni dopo fu ampliata la larghezza in uscita, assumendo l'aspetto odierno.
Ok, faccio così:
Notte notte
- spengo tutto, internet è come un medico che fa il tifo per la tua morte
- scendo nella hall e vedo se posso uscire a farmi una passeggiata
- mi ascolto una playlist allegra per distrarmi
- rientro e mi faccio una doccia, anche questo aiuta
- mi metto a letto e provo a dormire
- domani vediamo se andrà meglio. Dobbiamo andare in aeroporto, magari anche questo mi distrae.
Notte notte
Niente, stasera non c'è modo. Ho scritto 3 post e ho cancellato 3 post. Non me la sento proprio.
Sono un po' giù.
Ho un po' di difficoltà nel confidarmi col mio ragazzo, e questo incasina tutto ancora di più.
Cosa mi manca? Non dovrei sentirmi così...
Ho un po' di difficoltà nel confidarmi col mio ragazzo, e questo incasina tutto ancora di più.
Cosa mi manca? Non dovrei sentirmi così...
Se ci fate caso, nei negozi di abbigliamento la sezione femminile è moooolto più grande di quella maschile. Questo perché noi ragazze siamo molto più esigenti. Cerchiamo sempre di avere una larga scelta.
Però... l'abbigliamento maschile è molto versatile, specialmente nello sport e streetwear. Il problema sta nel accontentarsi. Voi ragazzi di solito prendete la prima cosa che vi capita, e se vi sta va bene... va vene tutta la settimana.
E vi giuro, tutti, e sottolineo tutti, i ragazzi che conoscono non entrano in camerino.
Però... l'abbigliamento maschile è molto versatile, specialmente nello sport e streetwear. Il problema sta nel accontentarsi. Voi ragazzi di solito prendete la prima cosa che vi capita, e se vi sta va bene... va vene tutta la settimana.
E vi giuro, tutti, e sottolineo tutti, i ragazzi che conoscono non entrano in camerino.
Che gente strana... Ma voi vi immaginate camminare per strada, e vi si para davanti un'altra persona che non conoscete, che esordisce con: "ciao, figlia di troia! Come stai? Perché sei ancora viva?" Non so voi, ma una cosa de genere secondo me è surreale. Perché dovrebbe essere diverso qui?
L'aggravante sta nel fatto che questi scivoloni da scaricatrici di porto li fanno spesso utenti di cui in passato avevo stima.
Curioso, vero?
L'aggravante sta nel fatto che questi scivoloni da scaricatrici di porto li fanno spesso utenti di cui in passato avevo stima.
Curioso, vero?
Non ho voglia di tornare 😔
Il Tempio della Velocità: capitolo 8 - La Curva del Serraglio
Prima dell'autodromo c'era il Serraglio, dove venivano allevati gli animali da caccia del Re, in particolare i Cervi. La Porta del Serraglio, disegnato da Luigi Canonica, affianca questa curva e gli da il nome. La Curva del Serraglio è seguita dal caratteristico incrocio con l'anello Alta Velocità, lo storico tracciato ovale, attraverso un sottopasso davvero suggestivo.
È una curva molto veloce a sinistra, con raggio di oltre 600 metri, affrontata in accelerazione senza particolare impegno. Questo tratto di circuito è in pendenza verso il basso e si addentra nel Bosco Bello. Dopo la Seconda Curva di Lesmo il tracciato inizia il suo ritorno verso il rettilineo d'arrivo.
Prima dell'autodromo c'era il Serraglio, dove venivano allevati gli animali da caccia del Re, in particolare i Cervi. La Porta del Serraglio, disegnato da Luigi Canonica, affianca questa curva e gli da il nome. La Curva del Serraglio è seguita dal caratteristico incrocio con l'anello Alta Velocità, lo storico tracciato ovale, attraverso un sottopasso davvero suggestivo.
È una curva molto veloce a sinistra, con raggio di oltre 600 metri, affrontata in accelerazione senza particolare impegno. Questo tratto di circuito è in pendenza verso il basso e si addentra nel Bosco Bello. Dopo la Seconda Curva di Lesmo il tracciato inizia il suo ritorno verso il rettilineo d'arrivo.Se non erro anche Libraccio ebbe il suo primo store a Monza, anche se l'idea di una rete di vendita di libri usati nacque a Milano.
Poi in passato c'era l'Autobianchi a Desio. Oggi la casa automobilistica non esiste più, fu assorbita da Lancia.
I monzesi inoltre erano dei bravissimi cappellai. A metà '900 Monza produceva più di 60.000 cappelli al giorno. Questa industria oggi è scomparsa, ma se cercate qualche outfit vintage, non c'è niente di meglio che un cappello in feltro made in Monza. Esiste ancora una piccola bottega, VH Shop, che ha anche lo store online
Poi in passato c'era l'Autobianchi a Desio. Oggi la casa automobilistica non esiste più, fu assorbita da Lancia.
I monzesi inoltre erano dei bravissimi cappellai. A metà '900 Monza produceva più di 60.000 cappelli al giorno. Questa industria oggi è scomparsa, ma se cercate qualche outfit vintage, non c'è niente di meglio che un cappello in feltro made in Monza. Esiste ancora una piccola bottega, VH Shop, che ha anche lo store online
Cose per cui è famosa Monza (in Italia e nel mondo)
La Villa Reale e il Parco
Una delle ville reali più iconiche a livello europeo, realizzata nel XVIII da Giuseppe Piermarini. Fu la residenza degli Asburgo-Lorena. Con l'Unificazione dell'Italia diventò residenza estiva dei Savoia. Il parco alle spalle della Villa è invece di origine napoleonica, ed è il parco recintato più grande d'Europa.
L'Autodromo Nazionale di Monza
Il terzo circuito permanente più antico al mondo, sede storica del Gran Premio d'Italia di Formula 1, una delle classiche del mondiale, adorata da piloti e tifosi. Il circuito sorge all'interno del parco della Villa Reale ed è uno dei più veloci in calendario.
La Simmenthal
Gino Alfonso Sada, un imprenditore milanese col cuore a Monza, ebbe l'intuizione di conservare la carne in gelatina e nel 1921 nacque la Simmenthal. Anche se oggi lo stabilimento storico è in stato di abbandono, Sada resta impresso nella storia monzese, in particolare come proprietario storico del Monza Calcio. A lui è dedicato lo stadio Comunale, mentre la Simmenthal oggi è nei supermercati di tutta Europa.
Colmar
Nel 1923 nacque a Monza la Manifattura Mario Colombo, oggi nota in tutto il mondo come Colmar, un'azienda da € 117,91 milioni di fatturato, specializzata in abbigliamento sportivo e streetwear. La fabbrica ha un grande factory store, dove si possono trovare
i prodotti Colmar e Lacoste a prezzi vantaggiosi.
Queste sono solo alcune, ma c'è veramente tanto altro... ad esempio la Rovagnati di Biassono, la Star di Muggiò, che industrializzò il dado da brodo, la Gilera di Arcore, storico marchio motociclistico... tante storie di successo che hanno reso la nostra città un icona di arte, design industriale e creatività.
La Villa Reale e il Parco
Una delle ville reali più iconiche a livello europeo, realizzata nel XVIII da Giuseppe Piermarini. Fu la residenza degli Asburgo-Lorena. Con l'Unificazione dell'Italia diventò residenza estiva dei Savoia. Il parco alle spalle della Villa è invece di origine napoleonica, ed è il parco recintato più grande d'Europa.L'Autodromo Nazionale di Monza
Il terzo circuito permanente più antico al mondo, sede storica del Gran Premio d'Italia di Formula 1, una delle classiche del mondiale, adorata da piloti e tifosi. Il circuito sorge all'interno del parco della Villa Reale ed è uno dei più veloci in calendario.La Simmenthal
Gino Alfonso Sada, un imprenditore milanese col cuore a Monza, ebbe l'intuizione di conservare la carne in gelatina e nel 1921 nacque la Simmenthal. Anche se oggi lo stabilimento storico è in stato di abbandono, Sada resta impresso nella storia monzese, in particolare come proprietario storico del Monza Calcio. A lui è dedicato lo stadio Comunale, mentre la Simmenthal oggi è nei supermercati di tutta Europa.Colmar
Nel 1923 nacque a Monza la Manifattura Mario Colombo, oggi nota in tutto il mondo come Colmar, un'azienda da € 117,91 milioni di fatturato, specializzata in abbigliamento sportivo e streetwear. La fabbrica ha un grande factory store, dove si possono trovare i prodotti Colmar e Lacoste a prezzi vantaggiosi.
Queste sono solo alcune, ma c'è veramente tanto altro... ad esempio la Rovagnati di Biassono, la Star di Muggiò, che industrializzò il dado da brodo, la Gilera di Arcore, storico marchio motociclistico... tante storie di successo che hanno reso la nostra città un icona di arte, design industriale e creatività.
Io mi accontento del pomodoro 🍅
Video a tema vento.
L'ultimo mi ha fatta morire...
L'ultimo mi ha fatta morire...
Ma che brutto che è diventato insegreto... Non ci entravo da tre settimane... Un post dietro l'altro su sesso e cose che non si possono commentare. Mah. vivacchia ormai...
Avete presente il programma TV che segue i Nas? C'è un episodio dove questo negoziante ha un casino di bevande esposte al sole, e i Nas devono sequestrare tutto perché non è correttamente conservato.
Mi fa troppo ridere che lui, incazzato nero, li minaccia di chiamare i Carabinieri.
Bro, non vorrei dirtelo, ma i Nas sono Carabinieri...
Mi fa troppo ridere che lui, incazzato nero, li minaccia di chiamare i Carabinieri.
Bro, non vorrei dirtelo, ma i Nas sono Carabinieri...
In consolle DJ Prevost... su le maniiii 🙌🏻🙌🏻🙌🏻Il Tempio della Velocità: capitolo 7 - Lesmo 2
Il viaggio nell'Autodromo Nazionale di Monza continua con la Curva di Lesmo 2. Siamo nel punto più settentrionale della pista, 200 metri dopo la Prima Curva di Lesmo. Con soli 35 metri di raggio, si percorre a circa 160 km/h. Serve la massima precisione in entrata di curva per ottimizzare l'uscita, poiché non si toglierà più il piede dall'acceleratore prima della Variante Ascari.
Come per la Prima di Lesmo, anche la Seconda si trova tra la folta vegetazione del Bosco Bello, ma a differenza della prima, la sua configurazione originale era molto diversa da quella odierna. In passato, era uno dei punti più veloci e impegnativi del circuito: vi si arrivava in piena accelerazione e si entrava in curva a quasi 300 km/h. Solo i migliori piloti riuscivano a percorrerla in pieno. Nel 1922 era conosciuta come Curva dei 100 Metri, per via della distanza che separava il punto di entrata da quello di uscita, mentre nel 1927 divenne la Curva del bosco dei Cervi, riferimento alla ormai non più esistente zona di ripopolamento dei cervi. Solo più tardi assunse definitivamente il nome attuale.
Con le modifiche del 1994-95 la curva assunse la sua configurazione odierna, modificata nelle altimetrie con il rifacimento del tracciato nel 2024.
Il viaggio nell'Autodromo Nazionale di Monza continua con la Curva di Lesmo 2. Siamo nel punto più settentrionale della pista, 200 metri dopo la Prima Curva di Lesmo. Con soli 35 metri di raggio, si percorre a circa 160 km/h. Serve la massima precisione in entrata di curva per ottimizzare l'uscita, poiché non si toglierà più il piede dall'acceleratore prima della Variante Ascari.
Come per la Prima di Lesmo, anche la Seconda si trova tra la folta vegetazione del Bosco Bello, ma a differenza della prima, la sua configurazione originale era molto diversa da quella odierna. In passato, era uno dei punti più veloci e impegnativi del circuito: vi si arrivava in piena accelerazione e si entrava in curva a quasi 300 km/h. Solo i migliori piloti riuscivano a percorrerla in pieno. Nel 1922 era conosciuta come Curva dei 100 Metri, per via della distanza che separava il punto di entrata da quello di uscita, mentre nel 1927 divenne la Curva del bosco dei Cervi, riferimento alla ormai non più esistente zona di ripopolamento dei cervi. Solo più tardi assunse definitivamente il nome attuale.
Con le modifiche del 1994-95 la curva assunse la sua configurazione odierna, modificata nelle altimetrie con il rifacimento del tracciato nel 2024.8 anni fa...
Ma...
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🤨
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