Prima dell'autodromo c'era il Serraglio, dove venivano allevati gli animali da caccia del Re, in particolare i Cervi. La Porta del Serraglio, disegnato da Luigi Canonica, affianca questa curva e gli da il nome. La Curva del Serraglio è seguita dal caratteristico incrocio con l'anello Alta Velocità, lo storico tracciato ovale, attraverso un sottopasso davvero suggestivo.
È una curva molto veloce a sinistra, con raggio di oltre 600 metri, affrontata in accelerazione senza particolare impegno. Questo tratto di circuito è in pendenza verso il basso e si addentra nel Bosco Bello. Dopo la Seconda Curva di Lesmo il tracciato inizia il suo ritorno verso il rettilineo d'arrivo.
Una delle ville reali più iconiche a livello europeo, realizzata nel XVIII da Giuseppe Piermarini. Fu la residenza degli Asburgo-Lorena. Con l'Unificazione dell'Italia diventò residenza estiva dei Savoia. Il parco alle spalle della Villa è invece di origine napoleonica, ed è il parco recintato più grande d'Europa.
Il terzo circuito permanente più antico al mondo, sede storica del Gran Premio d'Italia di Formula 1, una delle classiche del mondiale, adorata da piloti e tifosi. Il circuito sorge all'interno del parco della Villa Reale ed è uno dei più veloci in calendario.
Gino Alfonso Sada, un imprenditore milanese col cuore a Monza, ebbe l'intuizione di conservare la carne in gelatina e nel 1921 nacque la Simmenthal. Anche se oggi lo stabilimento storico è in stato di abbandono, Sada resta impresso nella storia monzese, in particolare come proprietario storico del Monza Calcio. A lui è dedicato lo stadio Comunale, mentre la Simmenthal oggi è nei supermercati di tutta Europa.
Nel 1923 nacque a Monza la Manifattura Mario Colombo, oggi nota in tutto il mondo come Colmar, un'azienda da € 117,91 milioni di fatturato, specializzata in abbigliamento sportivo e streetwear. La fabbrica ha un grande factory store, dove si possono trovare
In consolle DJ Prevost... su le maniiii 🙌🏻🙌🏻🙌🏻
Il viaggio nell'Autodromo Nazionale di Monza continua con la Curva di Lesmo 2. Siamo nel punto più settentrionale della pista, 200 metri dopo la Prima Curva di Lesmo. Con soli 35 metri di raggio, si percorre a circa 160 km/h. Serve la massima precisione in entrata di curva per ottimizzare l'uscita, poiché non si toglierà più il piede dall'acceleratore prima della Variante Ascari.
Come per la Prima di Lesmo, anche la Seconda si trova tra la folta vegetazione del Bosco Bello, ma a differenza della prima, la sua configurazione originale era molto diversa da quella odierna. In passato, era uno dei punti più veloci e impegnativi del circuito: vi si arrivava in piena accelerazione e si entrava in curva a quasi 300 km/h. Solo i migliori piloti riuscivano a percorrerla in pieno. Nel 1922 era conosciuta come Curva dei 100 Metri, per via della distanza che separava il punto di entrata da quello di uscita, mentre nel 1927 divenne la Curva del bosco dei Cervi, riferimento alla ormai non più esistente zona di ripopolamento dei cervi. Solo più tardi assunse definitivamente il nome attuale.
Con le modifiche del 1994-95 la curva assunse la sua configurazione odierna, modificata nelle altimetrie con il rifacimento del tracciato nel 2024.
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Ci sono diversi stati di felicità, non sono uguali per tutti. Se a te ad esempio basta un bacio con l'uomo o la donna dei tuoi sogni, magari ad un'altra persona questo non basta.
2° a proposito di questo posto.
Prosegue il viaggio nell'Autodromo Nazionale di Monza. Dopo la Variante della Roggia si affianca il perimetro settentrionale del Parco, addentrandoci nel Bosco Bello. Ed è a 200 metri dalla Seconda Variante che incontriamo la Curva di Lesmo 1. Una curva a destra con 75 metri di raggio, che si percorre a circa 180 km/h.
Esattamente come per la curva Biassono, la Curva di Lesmo 1 è rimasta quasi del tutto immutata dalla nascita del circuito. In origine era la Curva delle Querce. Poi, dalle cronache del ’27, si apprende che cambiò nome in Curvetta di Lesmo, vista la breve lunghezza e l’ubicazione vicino al paese.
Il viaggio nell'Autodromo Nazionale di Monza continua lungo il tracciato. Dalla Prima Variante si percorre oltre 1 km con l’acceleratore a fondo, attraverso la Curva Biassono si arriva a un breve rettilineo a circa 335 km/h. E qui troviamo la Seconda Variante, o Variante della Roggia. Con una lunghissima frenata, si decelera a 110-120 km/h per affrontare una “esse” sinistra-destra molto stretta. Come per la Prima Variante è molto importante l'uscita. Una buona accelerazione consente di affrontare le due curve di Lesmo avvicinati agli avversari, per poi sferrare l'attacco nel rettilineo successivo.
Anche la Seconda Variante nasce nel 1976, per abbassare le velocità medie in ingresso delle due Lesmo. Nel tracciato originale c'era una leggera curva a sinistra, la Curva della Roggia, nome dovuto al piccolo corso d'acqua che in passato lambiva questa porzione di circuito.
Nel 2000 la chichane è stata leggermente modificata, e in seguito la ghiaia all'interno è stata sostituita da una via di fuga asfaltata.
Quella che state vedendo è la spianta di Woodstock il giorno dopo il leggendario concerto. Sotto i cartelli inneggianti la pace e l'amore si navigava in una distesa di fango e rifiuti. Almeno, magra consolazione, diversi partecipanti rimasero per raccogliere la pattumiera lasciata nei giorni precedenti.
Quella che state vedendo invece è l'area di Tor Vergata, a Roma, il giorno dopo il Giubileo dei Giovani. Sotto i cartelli inneggianti la pace e l'amore si navigava in una distesa di rifiuti. Nessuna consolazione stavolta, perché a ripulire l'area non c'era nessun partecipante, ma soltanto gli operatori di Ama.