@Pali Hints
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Al liceo avrò un prof che era veramente un passo avanti a tutti. Mi ricordo benissimo cosa ci disse il primo giorno: "a me non frega niente di fare la media dei vostri voti, il registro di classe è una sciocchezza assurda, io sono un insegnante e a me interessa che voi alla fine abbiate le competenze adeguate per andare avanti, a scuola e nella vita"

Praticamente lui non faceva la media matematica dei voti in registro, aveva una griglia dove suddivideva i voti per argomento. Questo significava che un 2 si poteva recuperare tranquillamente come un 5. Ma significava anche che una sufficienza poteva diventare una insufficienza.

Durante le interrogazioni faceva domande anche su argomenti precedenti, valutando il livello complessivo di preparazione.

Alla fine la media era fatta sul VERO livello di apprendimento degli studenti. Capito Valditara? È così che si disciplinano gli studenti. Perché è così che dai a chi sbaglia una possibilità di riscatto, è così che dai motivazione agli studenti e fai capire che il fallimento deve e può essere riscattato.
5 ago 2025 alle 5:08
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Un'altra figata raccolta in quel raccoglitore è quella delle etichette, una storia tutta
americana che pochi sanno:

Le prime etichette moderne nascono a fine '800. Si tratta del union label, un pezzo di tessuto inserito durante la fabbricazione del vestito dai principali sindacati dei lavoratori del settore. L'industria tessile era soprattutto popolata da donne, e una delle etichette più diffuse era quella della Ladies Garment Workers’ Union. Ma a che servivano? A responsabilizzare la clientela verso i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

L'attività sindacale infatti era spesso accusata di danneggiare le vendite. Così l'introduzione del Union label fu accompagnata da numerose campagne di autopromozione.

Poi arriva il 1951: la promulgazione del Fur Products Labeling Act introduce le prime indicazioni sul materiale dei capi, divenuto obbligatorio con il Textile Fiber Products Identification Act nel 1960.

Dieci anni dopo arrivano le prime indicazioni su come lavare i prodotti. La Care Labeling Rule, istituita dalla Federal Trade Commission, impose che all’interno di magliette e pantaloni fossero contenute istruzioni di lavaggio. Questa legge, con qualche modifica nel corso degli anni è ancora oggi in vigore.

A tal proposito, io detesto chi taglia le etichette dai capi, per me è come strappare via un bottone, è parte del capo e sta lì per una ragione. Certo, alcune sono grandi quanto un dizionario e possono dare fastidio, ma almeno le indicazioni di lavaggio lasciatele...
4 ago 2025 alle 21:46
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Qualche anno fa feci un mega raccoglitore sul mondo dell'abbigliamento, contenente campioni di tessuti, storie degli indumenti e dei brand, e poi trucchi, accessori, e un sacco di storie legate al mondo della moda.

La primissima pagina racconta di come sono nati i vestiti. O meglio, prima di arrivare alle prime pellicce, il punto di partenza è un'analisi scientifica della nostra pelle e sul perché l'uomo non ha la pelliccia, perché tutto nasce da lì. Ma 2000 caratteri non bastano, quindi semplifico al massimo:

Scordatevi la leggendaria foglia di fico e appoggiamoci alle teorie scientifiche valide.

La teoria più valida è la teoria della glaciazione. L'uomo iniziò a coprirsi soltanto con le prime glaciazioni e coprendosi ha perso la pelliccia. Non è escluso che qualcosa nacque già prima, probabilmente per difendersi dai venti.

La teoria più interessante è però quella del pidocchio. Il pidocchio inizia a specializzarsi per nutrirsi di cellule umane. L'uomo si difende perdendo il pelo, e perdendo il pelo inizia a coprirsi. Questa teoria è molto valida perché si basa sullo studio dell'evoluzione genetica del pidocchio del corpo, che attacca le uova alle fibre dei vestiti, e la sua divergenza con il pidocchio del capo, fa ipotizzare l'utilizzo regolare di capi di abbigliamento tra gli 83 000 anni e i 170 000 anni fa.

Un'altra cosa interessante riguarda lo sviluppo del pudore. Perché l'uomo ha imbarazzo a mostrarsi nudo? Questo fatto probabilmente è dato dallo sviluppo sociale e culturale che l'abbigliamento ebbe nei secoli. Una toga ad esempio rappresentava un rango elevato nell'antica Roma.

Spogliarsi di quel simbolo significava perdere il proprio status sociale, tanto che in caso di condanna i vestiti simbolo venivano strappati. La nudità divenne dunque qualcosa di umiliante e degradante se mostrata in pubblico. L'intimo diventa qualcosa di delicato, da proteggere.

Anche se l'abito non fa il monaco, i vestiti che indossiamo dicono molto di chi siamo.
4 ago 2025 alle 21:05 (modificato)
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Se fossimo negli anni 90 basterebbe scrivere 44 444 66 8. Ma per scrivere un messaggio quanto ci voleva?
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4 ago 2025 alle 16:19 (modificato)
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Il Tempio della Velocità: capitolo 4 - La Curva BiassonoIl viaggio nell'Autodromo Nazionale di Monza prosegue con il giro di pista. Ieri abbiamo parlato della Prima Variante. Il tracciato prosegue con la Curva Biassono. Si tratta di un lungo curvone veloce a destra, con un raggio di circa 300 metri. L'accelerazione all'uscita della Prima Variante è molto importante per entrare bene in questa curva, ma non ha particolari difficoltà, l'importante è mantenere una traiettoria più interna possibile, per ridurre la percorrenza e ottimizzare i tempi sul giro. Con una buona dose di coraggio si può affrontare anche in piena velocità.La Curva Biassono è rimasta quasi del tutto immutata dalla nascita dell'autodromo. Fino al 1972 si chiamava Curva Grande ed era la prima curva affrontata dai piloti dopo il rettilineo. Con le modifiche apportate al rettilineo principale si decise di cambiare nome. Biassono è la piccola cittadina monzese che affianca il parco della Villa Reale, a pochi metri di distanza da questa curva.
4 ago 2025 alle 12:00
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Stavo leggendo la brutta vicenda della ragazza morta ad una festa.

Avete presente il detto "Amici amici, e poi ti rubano la bici"? In questo caso è un detto perfetto... non mi spaventa più di tanto la tragedia in sé, ma il tradimento e la viltà di chi in quella serata era vicino a Simona.

L'essere umano è stupido per sua natura, è inutile girarci attorno, non spicchiamo per intelligenza. A 24 anni vi posso dire che a feste del genere ho partecipato un casino di volte ed è impossibile che nessuno si sia accorto di nulla.

Fiumi di alcol e gente che tira fuori il peggio di se, ma c'è una grande differenza: nella mia compagnia c'è sempre almeno una persona a turno che si prende la responsabilità di rimanere lucido, la responsabilità di aiutare chi è in difficoltà e di riportare sani e salvi quelli che hanno esagerato.

E si sa che a feste del genere, noi donne siamo più esposte a pericoli, anche quando si è in mezzo a persone fidate.

La verità salterà fuori, nonostante la viltà di chi ha abbandonato Simona. La scena del crimine ripulita, i suoi vestiti spariti nel nulla, la totale assenza di bottiglie di alcolici (come se fosse credibile che ad una festa di laurea si beva solo acqua naturale), mi fanno inevitabilmente pensare che uno o più ha fatto qualcosa di grave.

E nessuno ha visto niente? Non c'è peggior tradimento che nascondere la verità. Non c'è peggior peccato che negare quella verità a dei genitori che hanno perso una figlia poco più che ventenne. Io spero veramente che sia rimasta un po' di umanità in queste bestie e che qualcuno vada volontariamente a denunciare, raccontando cos'è successo davvero a Simona.
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4 ago 2025 alle 6:51 (modificato)
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Il Tempio della Velocità: capitolo 3 - La Prima VarianteDopo aver scoperto i segreti del rettilineo principale, scopriamo la prima curva dell'Autodromo Nazionale di Monza. Dal rettilineo dei box si arriva lanciati a oltre 370 km/h. Con una lunga e impegnativa frenata si decelera a 70-80 km/h. È importantissimo avere una linea di traiettoria pulita, perché dopo la curva a destra bisogna riaprire l'acceleratore nel raccordo a sinistra e non si frenerà più prima della Variante della Roggia. La sua posizione la rende un punto favorevole per i sorpassi, ma non bisogna esagerare, soprattutto dopo la partenza, perché è anche molto facile entrare in collisione con gli avversari e buttare via la gara. Un'ampia via di fuga dritta salva i piloti da un errore in staccata, ma punisce i piloti facendo perdere tempo.In origine il rettilineo dei box portava direttamente alla Curva Grande. Le velocità però erano troppo elevate, e si decise dunque di rallentare le vetture all'altezza della variante Junior, attraverso una piccola chichane. Nella foto qui sopra potete vedere la prima versione del 1972, anno del suo debutto. Nel 1976 la chichane venne spostata alla posizione attuale, in modo da abbassare ulteriormente le velocità. La nuova Variante, soprannominata Variante Goodyear, era formata da una successione di due curve a sinistra e due a destra.Nel 2000 la Prima Variante assume la forma odierna, una curva secca verso destra che spezza il rettilineo, seguita subito da un raccordo a sinistra. Per migliorare la sicurezza delle moto, in particolare per la Superbike, dieci anni dopo fu introdotta una via di fuga al raccordo, poi rimossa con i lavori di ammodernamento del 2024.
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3 ago 2025 alle 12:00
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Lo sapevate? Esiste un'Alfa Romeo che ha 0 cavalli, non ha ruote, e non ha nemmeno un volante.



Si tratta di una cucina completa, mai entrata in produzione, ma realizzata nel secondo dopoguerra. Per la Casa automobilistica milanese c'era il dubbio se continuare a costruire veicoli o esplorare nuovi settori, sull'onda del boom economico.

Era un elettrodomestico davvero all'avanguardia, completamente a corrente elettrica, era attrezzato di piastre al posto dei classici fornelli (ed è stata una delle prime con questa tecnologia), un forno a induzione e uno scaldavivande, in più si aggiungevano due pratici cassetti per gli utensili da cucina.
2 ago 2025 alle 23:23 (modificato)
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Ricordati di annaffiare il televisore.Comunque, discorso serio:

Ci sono cose che vorrei raccontare... ma mi vergogno troppo.

A volte sono timida anche su post banali.

Se a volte sembro fredda, non è perché non voglio parlare con voi, ma perché sono un po' in difficoltà. È difficile.
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2 ago 2025 alle 22:56
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Uffa, i video più interessanti non si possono mettere qui, maledetto YouTube. Vabbè, fa niente. Skibidi Boppi 🤸🏻‍♀️
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2 ago 2025 alle 22:11
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È divertente, sembra il gioco dell'oca.
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2 ago 2025 alle 17:23
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1980-2025: 45 anni fa la Strage di Bologna, uno degli attentati più crudeli e spaventosi della storia d'Italia.A raccontare la Strage di Bologna ci sono i libri di storia, non spetta a me dunque addentrarmi nelle mille ombre che lo Stato ha creato dietro la cosiddetta strategia della tensione.

Vorrei ricordare il dopo, quegli istanti dopo che quell' orologio si fermò:

In mezzo alle macerie e al sangue della stazione di Bologna ci poteva essere chiunque.
In mezzo alle macerie e al sangue della stazione di Bologna c'era chiunque in effetti. Persone normalissime, in partenza per le vacanze.

Conosciamo i nomi delle vittime, sono impresse in quel muro di cemento armato, rimasto lì in memoria, sventrato da quel ordigno. Meno conosciuti sono gli eroi che salvarono centinaia di vite.

Quei Vigili del Fuoco, fermi ad aspettare ordini, furono rimpiazzati da persone che lasciarono le proprie valigie e si sporcarono le mani, scavando a mano fra le macerie.

Non c'erano abbastanza ambulanze, e i mezzi pubblici furono trasformati in postazioni di primo soccorso.

Non c'erano i medici, ma loro mollarono tutto, tornarono a Bologna, per riprendere immediatamente servizio. E alle operazioni di soccorso parteciparono tantissime persone da fuori città.

Poi c'era un Presidente della Repubblica buono, non un uomo ma un gigante. Sandro Pertini lasciò tutto per recarsi immediatamente a Bologna, per mostrare vicinanza ai familiari delle vittime, per stare vicino ai feriti. Dal suo volto lacrime vere, di un uomo che vedeva di nuovo la guerra, quella guerra che lui aveva vissuto da Partigiano.

Bologna non si piegò, neanche il giorno dei funerali. La reazione di orgoglio che Bologna e l'Italia intera ebbe, probabilmente terrorizzò i terroristi. La Strage di Bologna segnò la fine della Stagione delle Bombe, gli Anni di Piombo si conclusero con mille ombre, ma con una grande certezza: Bologna e l'Italia intera non si piegano.
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2 ago 2025 alle 16:09
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Il Tempio della Velocità: capitolo 2 - Il Rettilineo dei boxL'Autodromo Nazionale di Monza nel corso della sua storia ha offerto agli spettatori diverse configurazioni di tracciato. L'unica cosa rimasta immutata è il suo lungo rettilineo di partenza e arrivo, comune a tutte le configurazioni. Il Rettifilo di partenza va dalla fine della Curva Parabolica fino all’inizio della Prima Variante. Con i suoi 1194,40 metri è uno dei rettilinei più lunghi del mondiale di Formula 1, capace di portare le macchine a 370 km/h.A differenza dei circuiti moderni, l'Autodromo Nazionale di Monza ha una linea del traguardo e una linea di partenza separate. Questo in origine era per arrotondare la copertura chilometrica di una gara. Abbiamo dunque la linea di arrivo arretrata al fondo della griglia di partenza, il che rende ancora molto più importante l'uscita dall'ultima curva.La Griglia di Partenza ha degli stalli di piazzamento a norma FIA. Ciascuno stallo è fornito di sensori di movimento affogati nell'asfalto, per monitorare che la macchina non si muova prima del semaforo verde. Sopra alla linea di partenza abbiamo invece il semaforo principale, riproposto in formato più piccolo ai lati per chi parte da dietro. Un pannello luminoso segnala le bandiere. A sbalzo del muro della pitlane, abbiamo la postazione del direttore di gara, che vigila sulla corretta procedura di partenza.Avete notato nelle foto quella corsia vuota tra il muro della pitlane e la griglia di partenza? In passato il circuito stradale odierno poteva essere combinato con il tracciato di forma ovale. Uscendo dal circuito ovale si entrava nel tracciato misto, mentre uscendo dalla curva parabolica si entrava nel tracciato ovale. Usando un doppio rettilineo le vetture non si incrociavano mai.
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2 ago 2025 alle 12:00
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E comunque se anche chi trolla da anni su quel sito si è stufato, vuol dire che insegreto è veramente messo molto male.
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1 ago 2025 alle 21:05
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☺️ eeee godo, godo giusto un pochino perché io l'avevo detto... Ci avevo azzeccato.
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1 ago 2025 alle 21:02
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Sono curiosa, rispondete sinceramente, mi raccomando (non c'è niente di cui vergognarsi)

attualmente sono...
Single, ma ho avuto già le mie esperienze
9
Single dalla nascita
7
Felicemente Fidanzato/a
3
Fidanzato/a con mille dubbi
1
Felicemente Sposato/a
0
Sposato/a con mille dubbi
0
Amante/rapporti senza impegno.
0
Voto Anonimo 20 voti
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1 ago 2025 alle 16:42
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Bhe, superato il Po non si vedeva più niente dai finestrini, un muro d'acqua... Mi sono detta, dai almeno fa freschino, e invece, appena scesa in Stazione Centrale stavo morendo di caldo. Stasera però scende sui 20°, speriamo.
1 ago 2025 alle 16:25
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Il Tempio della Velocità: capitolo 1 - Benvenuti all'Autodromo Nazionale di MonzaIniziamo il viaggio all'interno del Tempio della Velocità con qualche cenno storico. Ciascun capitolo sarà dedicato ad un elemento preciso dell'autodromo, e il viaggio si concluderà nel weekend del Gran Premio d'Italia 2025.È il 1922. Nel Parco di Monza furono avviati i lavori di costruzione di una pista per auto da corsa, in un'Italia che contava soltanto 35.500 auto sul suo territorio. Monza ha il terzo circuito permanente più antico al mondo, dopo Indianapolis e Brooklands (questo chiuso nel secondo dopoguerra). L'Italia infatti si distingueva nelle corse automobilistiche: FIAT e Alfa Romeo erano tra le auto più ambite da tutti i piloti e tanti piloti italiani furono tra i pionieri di questo sport.Per completare il circuito ci vollero soltanto 110 giorni. La sua nascita si deve in particolare a tre personaggi:

  • Silvio Crespi, senatore del Regno d'Italia e grande imprenditore lombardo (fu lui a costituire la SIAS (Società incremento automobilismo e sport).

  • Arturo Mercanti, pilota automobilistico e presidente dell'Automobil Club d'Italia.

  • Alfredo Rosselli, l'architetto che studiò il tracciato.
Dal 1922 ad oggi la pista ha subito numerose evoluzioni, e ha visto anno dopo anno vincere grandi nomi dell'automobilismo mondiale, dal nostro Tazio Nuvolari fino a Max Verstappen, senza dimenticare i numerosi successi della Ferrari su questa pista.Formula 1, MotoGP, Giro d'Italia... sono tantissime le competizioni mondiali ospitate nella storia, e numerosi sono i record segnati su questo tracciato, per non parlare dei numerosi concerti storici: tra cui i Pink Floyd, Bruce Springsteen e i Linkin Park.
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1 ago 2025 alle 12:00 (modificato)
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Tornare a Milano fa strano, è esattamente come l'anno scorso, quando ero in Sicilia. C'è una specie di nostalgia, forse data dal fatto che in vacanza il tempo scorre più lentamente. È una sensazione strana, come se fossi nata qua. Credo che per risalire a Monza mi troverò piuttosto spaesata.
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1 ago 2025 alle 6:08
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È stata una settimana molto bella.Intanto nella foto vi mostro per l'ultima volta Whisky (Mi è venuto in mente come si chiama). Riassunto di questa settimana in Calabria:

  • Prima visita in assoluto in Calabria. Base operativa a Paola (e fa molto ridere... Paola a Paola)

  • Albergo tre stelle molto affascinante, basta attraversare la strada e si è in spiaggia. E poi c'erano i tre micetti.

  • Ho bevuto dalla Cucchiarella, seguendo le orme di San Francesco. Molto affascinante, anche se non sono una credente a riguardo... per me è più un qualcosa di folklore

  • È il mio secondo viaggio nel sud Italia, l'anno scorso sono stata due settimane in Sicilia, in provincia di Catania. Devo assolutamente organizzarmi anche per Napoli nei prossimi anni.

  • ho scoperto una bevanda super... Si chiama gazzosa al caffè, ed è veramente divina.

  • Sembra che nel sud Italia la precedenza sia una cosa sconosciuta. Guai ad attraversare finché qualcuno non si ferma.
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31 lug 2025 alle 22:46 (modificato)
Hint @ 2026