Bene bene, altro post cultura:
Questo post sarà su come creare un social simile a Hint o Instagram o altri. Seguite i punti passo passo:
Ora iniziano le cose serie:
Le API sono un’interfaccia di comunicazione, o un vero e proprio “contratto”, che permette a un software di utilizzare funzionalità o dati esposti da altri software, semplificando l’integrazione tra sistemi diversi.
Con postgre scriverete "SELECT * FROM users WHERE name = "mahdi";"
Invece con Redis direte un semplice "GET user:mahdi". Così avrete selezionato tutto su di me tecnicamente. "*" sta proprio per "tutto", poi in realtà Redis non prende tutto, ma solo ciò che è deciso dall'app.
Entriamo nel clou:
Altre cose super necessarie:
E questo è l'inizio, i primi 2 punti su 20 :)
Likate e seguitemi per altri consigli utilissimi.
Questo post sarà su come creare un social simile a Hint o Instagram o altri. Seguite i punti passo passo:
- Definire l'obbiettivo del social
- Defiinire il pubblico e le regole
- Capire se è web-only o anche mobile app
Ora iniziano le cose serie:
- Decidere il Backend, quindi il codice logico, ad esempio potreste usare FastAPI, che vi servirà per avere le vostre API. Le API non sono queste:
Le API sono un’interfaccia di comunicazione, o un vero e proprio “contratto”, che permette a un software di utilizzare funzionalità o dati esposti da altri software, semplificando l’integrazione tra sistemi diversi.- Decidere il Database (preferibilmente Postgres)
- Dove mettere le immagini, poi anche la Cache/queue
- Utilizzo di Redis per i cookie e le sessioni utenti, più comodo e veloce di Postgres in questo caso, no?
Con postgre scriverete "SELECT * FROM users WHERE name = "mahdi";"
Invece con Redis direte un semplice "GET user:mahdi". Così avrete selezionato tutto su di me tecnicamente. "*" sta proprio per "tutto", poi in realtà Redis non prende tutto, ma solo ciò che è deciso dall'app.
- CDN (vi srrve a ridistribuire le cose più velocemente)
Entriamo nel clou:
- Andate su Github, create una repository Git (privata)
- impostate la struttura monorepo o multri-repo
- Aggiungete un ".gitignore" per proteggere i file importante tipo ".env"
- Aggiungete un README se proprio proprio, anche se effettivamente se lavorate da soli, il README serve solo a chatgpt se vi stra bloccate hahah
- Impostare banching model, consigliato il main/develop per i test
- Impostare issue templates / PR templates
- Impostare un Lint/format per evitare di avere problemi quando siete online (chiedere a GPT sul come fare, non ho spazio qui hahah)
- Quando state per metterlo online mettete anche i pre-commit hook, per evitare altri errori e casini nel codice
Altre cose super necessarie:
- Definire il runtime (es. Python)
- Creare file per la gestione delle dipendenze (questo mi ricorda molto quando si creano le mod di minecraft).
- Creare requirements.txt / poetry.lock o package-lock.json. Così potete rendere riproducibile ovunquee il Backend.
- Creare script di bootstrap. "make dev / lint / test".
E questo è l'inizio, i primi 2 punti su 20 :)
Likate e seguitemi per altri consigli utilissimi.
Bene, ora cagatemi il mio post cultura che devo prendere il badge cultura hahah
Bene bene, altro post cultura:
Questo post sarà su come creare un social simile a Hint o Instagram o altri. Seguite i punti passo passo:
Ora iniziano le cose serie:
Le API sono un’interfaccia di comunicazione, o un vero e proprio “contratto”, che permette a un software di utilizzare funzionalità o dati esposti da altri software, semplificando l’integrazione tra sistemi diversi.
Con postgre scriverete "SELECT * FROM users WHERE name = "mahdi";"
Invece con Redis direte un semplice "GET user:mahdi". Così avrete selezionato tutto su di me tecnicamente. "*" sta proprio per "tutto", poi in realtà Redis non prende tutto, ma solo ciò che è deciso dall'app.
Entriamo nel clou:
Altre cose super necessarie:
E questo è l'inizio, i primi 2 punti su 20 :)
Likate e seguitemi per altri consigli utilissimi.
Questo post sarà su come creare un social simile a Hint o Instagram o altri. Seguite i punti passo passo:
- Definire l'obbiettivo del social
- Defiinire il pubblico e le regole
- Capire se è web-only o anche mobile app
Ora iniziano le cose serie:
- Decidere il Backend, quindi il codice logico, ad esempio potreste usare FastAPI, che vi servirà per avere le vostre API. Le API non sono queste:
Le API sono un’interfaccia di comunicazione, o un vero e proprio “contratto”, che permette a un software di utilizzare funzionalità o dati esposti da altri software, semplificando l’integrazione tra sistemi diversi.- Decidere il Database (preferibilmente Postgres)
- Dove mettere le immagini, poi anche la Cache/queue
- Utilizzo di Redis per i cookie e le sessioni utenti, più comodo e veloce di Postgres in questo caso, no?
Con postgre scriverete "SELECT * FROM users WHERE name = "mahdi";"
Invece con Redis direte un semplice "GET user:mahdi". Così avrete selezionato tutto su di me tecnicamente. "*" sta proprio per "tutto", poi in realtà Redis non prende tutto, ma solo ciò che è deciso dall'app.
- CDN (vi srrve a ridistribuire le cose più velocemente)
Entriamo nel clou:
- Andate su Github, create una repository Git (privata)
- impostate la struttura monorepo o multri-repo
- Aggiungete un ".gitignore" per proteggere i file importante tipo ".env"
- Aggiungete un README se proprio proprio, anche se effettivamente se lavorate da soli, il README serve solo a chatgpt se vi stra bloccate hahah
- Impostare banching model, consigliato il main/develop per i test
- Impostare issue templates / PR templates
- Impostare un Lint/format per evitare di avere problemi quando siete online (chiedere a GPT sul come fare, non ho spazio qui hahah)
- Quando state per metterlo online mettete anche i pre-commit hook, per evitare altri errori e casini nel codice
Altre cose super necessarie:
- Definire il runtime (es. Python)
- Creare file per la gestione delle dipendenze (questo mi ricorda molto quando si creano le mod di minecraft).
- Creare requirements.txt / poetry.lock o package-lock.json. Così potete rendere riproducibile ovunquee il Backend.
- Creare script di bootstrap. "make dev / lint / test".
E questo è l'inizio, i primi 2 punti su 20 :)
Likate e seguitemi per altri consigli utilissimi.
IL QUETZALCOATLUS
il dinosauro volante che più mi piaceva da piccolo.
Quetzalcoatlus non è interessante perché “era enorme”.
È interessante perché non avrebbe dovuto funzionare… e invece funzionava.
Parliamo di un animale volante con un’apertura alare stimata tra i 10 e gli 11 metri, più di un piccolo aereo, e con un peso sorprendentemente basso rispetto alle dimensioni. Per la precisione... il Quetzalcoatlus è uno pterosauro. Gli pterosauri non sono davvero dei dinosauri, ma dei cugini.
Dai dinosauri sono poi derivati anche gli uccelli. Si... gli uccelli sono dinosauri.
Si... proprio lui:
Torniamo a noi:
Per anni si è pensato che animali di quelle dimensioni non potessero decollare.
Con muscoli posteriori “normali”, sarebbe stato impossibile.
Il punto chiave è che il Quetzalcoatlus non usava solo le zampe posteriori, ma tutte e quattro le estremità per il decollo. Un esplosivo e forte decollo.
Le sue ali non erano solo superfici di volo, ma erano strutture portanti, muscoli e progettati per sostenere e lanciare l'intero peso. Ali muscolosissime quindi.
Non era fragile quindi, era una macchina biomeccanica (per i gymbro e le gymsis) estremamente ottimizzata.
Insomma... lui sarebbe fortissimo alle croci per il petto.
L'atmosfera era diversa al tempo, la densità dell'aria era leggermente maggiore e c'era molto più ossigeno. Quindi questo crea più portanza, permette a creatore così di rimanere in volo.
C'era più stabilità climatica e quindi potevano crearsi animali giganti.
il dinosauro volante che più mi piaceva da piccolo.
Quetzalcoatlus non è interessante perché “era enorme”.È interessante perché non avrebbe dovuto funzionare… e invece funzionava.
Parliamo di un animale volante con un’apertura alare stimata tra i 10 e gli 11 metri, più di un piccolo aereo, e con un peso sorprendentemente basso rispetto alle dimensioni. Per la precisione... il Quetzalcoatlus è uno pterosauro. Gli pterosauri non sono davvero dei dinosauri, ma dei cugini.
Dai dinosauri sono poi derivati anche gli uccelli. Si... gli uccelli sono dinosauri.
Si... proprio lui:
Torniamo a noi:Per anni si è pensato che animali di quelle dimensioni non potessero decollare.
Con muscoli posteriori “normali”, sarebbe stato impossibile.
Il punto chiave è che il Quetzalcoatlus non usava solo le zampe posteriori, ma tutte e quattro le estremità per il decollo. Un esplosivo e forte decollo.
Le sue ali non erano solo superfici di volo, ma erano strutture portanti, muscoli e progettati per sostenere e lanciare l'intero peso. Ali muscolosissime quindi.
Non era fragile quindi, era una macchina biomeccanica (per i gymbro e le gymsis) estremamente ottimizzata.
Insomma... lui sarebbe fortissimo alle croci per il petto.
L'atmosfera era diversa al tempo, la densità dell'aria era leggermente maggiore e c'era molto più ossigeno. Quindi questo crea più portanza, permette a creatore così di rimanere in volo.
C'era più stabilità climatica e quindi potevano crearsi animali giganti.
Non so che stia succedendo, ma ecco qui la collezione "Kai Fukan". Personaggi di un anime che ho inventato, con un personaggio nero come protagonista hahah, così posso fare tranquillamente il protagonista.
Specifico che non c'è Ai con nessuna delle immagini tranne quella della coppia di scienziati tipo.
Ecco i personaggi:
I nomi non sono scelti a caso, indovinate i poteri hahah







E poi ci sarei io hahah:
Specifico che non c'è Ai con nessuna delle immagini tranne quella della coppia di scienziati tipo.
Ecco i personaggi:
I nomi non sono scelti a caso, indovinate i poteri hahah








E poi ci sarei io hahah:
Risposta sui poteri:
1. Controlla le probabilità, il futuro ed in particolare la funzione d'onda di collasso. Quindi sceglie lei, difficilissima da battere.
2. Scienziati a cui il nostro protagonista si rivolge.
3. Controlla l'acqua
4. Controlla tutte le molecole e i loro legami.
5. Controlla la temperatura, quello è un termometro. L' ho creato in 3D personalmente a mano su Photoshop, ci tenevo tanto ad averlo hahah
6. Controlla gli animali.
7. Controlla la tecnologia con il suo cellulare.
8. Controlla i fotoni, quindi la luce. Può fare robe assurde, anche più di quelle di Kizaru in One Piece. Ad esempio lui potrebbe accecarvi.
9. Lei si capisce dal nome "Higgs", beh... Controlla la gravità, la massa delle particelle. Lei è devastante. Potrebbe crearvi un buco nero e spazzare via un pianeta senza troppo sforzo.
10. Beh... Abbiamo visto personaggi che possono spazzare via pianeti ecc... il protagonista può modificare l'entropia, è questo il potere, quindi invertirla, bloccarla, accelerarla ecc... Risultato? Gli mandi contro un buco nero, lui lo rimanda indietro con assorbimento, oppure lo accelera fino a farlo evaporare.
1. Controlla le probabilità, il futuro ed in particolare la funzione d'onda di collasso. Quindi sceglie lei, difficilissima da battere.
2. Scienziati a cui il nostro protagonista si rivolge.
3. Controlla l'acqua
4. Controlla tutte le molecole e i loro legami.
5. Controlla la temperatura, quello è un termometro. L' ho creato in 3D personalmente a mano su Photoshop, ci tenevo tanto ad averlo hahah
6. Controlla gli animali.
7. Controlla la tecnologia con il suo cellulare.
8. Controlla i fotoni, quindi la luce. Può fare robe assurde, anche più di quelle di Kizaru in One Piece. Ad esempio lui potrebbe accecarvi.
9. Lei si capisce dal nome "Higgs", beh... Controlla la gravità, la massa delle particelle. Lei è devastante. Potrebbe crearvi un buco nero e spazzare via un pianeta senza troppo sforzo.
10. Beh... Abbiamo visto personaggi che possono spazzare via pianeti ecc... il protagonista può modificare l'entropia, è questo il potere, quindi invertirla, bloccarla, accelerarla ecc... Risultato? Gli mandi contro un buco nero, lui lo rimanda indietro con assorbimento, oppure lo accelera fino a farlo evaporare.
Non so che stia succedendo, ma ecco qui la collezione "Kai Fukan". Personaggi di un anime che ho inventato, con un personaggio nero come protagonista hahah, così posso fare tranquillamente il protagonista.
Specifico che non c'è Ai con nessuna delle immagini tranne quella della coppia di scienziati tipo.
Ecco i personaggi:
I nomi non sono scelti a caso, indovinate i poteri hahah







E poi ci sarei io hahah:
Specifico che non c'è Ai con nessuna delle immagini tranne quella della coppia di scienziati tipo.
Ecco i personaggi:
I nomi non sono scelti a caso, indovinate i poteri hahah








E poi ci sarei io hahah:
Beh... mi sa che da ora in poi smetterò purtroppo di ridere qui su Hint.
Io amo ridere con il mio "hahaha".
All'inizio, quando entrai, la cosa che mi piacque di più erano in realtà i tremila post di @Eos hahah, si... mi è venuto da ridere solo a ripensarci.
Mi faceva ridere @ice che ci stava dietro. Era molto ironico in realtà.
Amavo vedere i post culturali di @benzodiazepine . Il primo post sullo spazio che ho visto suo mi ha fatto pensare "questo è il posto che posso chiamare casa online". Poi c'erano i gruppi. Quanto amavo il gruppo del libro. Ho letto un libro che non avrei mai letto. Per questo ringrazio chi c'era, ma soprattutto @Protagora che ha spinto per la sua creazione.
Pensate che Hint, almeno fino a fine agosto, era così avanti che aveva superato tutte le mie aspettative. Ho conosciuto una ragazza simile, anzi... identica nel modo di pensare, a me.
Amavo vedere i post di @cinnamon su Lana. Ora, ogni tanto mi riascolto Salvatore.
Ah si... @monki metteva like basilare a tutti, cosa incredibile. Ora lo fa @ghost.
Amavo parlare con @dienw, raccontava di quando andava a lavoro, oppure la paglia tra una pausa ed un'altra.
@Wrld999, invece, vi può dire lei di cosa parlava prima. È stato dicile risolvere il problema d'amore. Poi @Abendrot che in momenti davvero devastanti mi ha sorretto.
@ultrazero_ che era un bro davvero gentile, anche qui può parlarvene @Wrld999.
@jester che è jester... nulla, un meme tra di noi hahah.
Ah si... ogni tanto mi ricordavo dell'esistenza di @afore solo perché lo nominava @Eos, se no sarebbe rimasto segreto.
@Pali dovrebbe avere il badge sulla cultura secondo me.
@Belial aveva, invece, un bicipite assurdo.
@SakuraLeaf è tra le persone più mature qui, non vi dico altro.
@Moop ... ma dov'è?
@Stopazzo invece è una delle persone più gentili che abbia mai conosciuto.
@Gl0finn è un amore poi.
@Keros3ne sa troppe cose su di me hahahahaha
E così via... mi ricorderò sempre di ognuno di voi, e non me ne vado, ma vorrei tanto ritornare a giugno e luglio.
Vorrei tanto ritornare a parlare di libri, filosofia, cavolate varie, vedere post intelligenti e culturali.
Sono nostalgico, ma non di quel tipo.
Io amo ridere con il mio "hahaha".
All'inizio, quando entrai, la cosa che mi piacque di più erano in realtà i tremila post di @Eos hahah, si... mi è venuto da ridere solo a ripensarci.
Mi faceva ridere @ice che ci stava dietro. Era molto ironico in realtà.
Amavo vedere i post culturali di @benzodiazepine . Il primo post sullo spazio che ho visto suo mi ha fatto pensare "questo è il posto che posso chiamare casa online". Poi c'erano i gruppi. Quanto amavo il gruppo del libro. Ho letto un libro che non avrei mai letto. Per questo ringrazio chi c'era, ma soprattutto @Protagora che ha spinto per la sua creazione.
Pensate che Hint, almeno fino a fine agosto, era così avanti che aveva superato tutte le mie aspettative. Ho conosciuto una ragazza simile, anzi... identica nel modo di pensare, a me.
Amavo vedere i post di @cinnamon su Lana. Ora, ogni tanto mi riascolto Salvatore.
Ah si... @monki metteva like basilare a tutti, cosa incredibile. Ora lo fa @ghost.
Amavo parlare con @dienw, raccontava di quando andava a lavoro, oppure la paglia tra una pausa ed un'altra.
@Wrld999, invece, vi può dire lei di cosa parlava prima. È stato dicile risolvere il problema d'amore. Poi @Abendrot che in momenti davvero devastanti mi ha sorretto.
@ultrazero_ che era un bro davvero gentile, anche qui può parlarvene @Wrld999.
@jester che è jester... nulla, un meme tra di noi hahah.
Ah si... ogni tanto mi ricordavo dell'esistenza di @afore solo perché lo nominava @Eos, se no sarebbe rimasto segreto.
@Pali dovrebbe avere il badge sulla cultura secondo me.
@Belial aveva, invece, un bicipite assurdo.
@SakuraLeaf è tra le persone più mature qui, non vi dico altro.
@Moop ... ma dov'è?
@Stopazzo invece è una delle persone più gentili che abbia mai conosciuto.
@Gl0finn è un amore poi.
@Keros3ne sa troppe cose su di me hahahahaha
E così via... mi ricorderò sempre di ognuno di voi, e non me ne vado, ma vorrei tanto ritornare a giugno e luglio.
Vorrei tanto ritornare a parlare di libri, filosofia, cavolate varie, vedere post intelligenti e culturali.
Sono nostalgico, ma non di quel tipo.
Beh... mi sa che da ora in poi smetterò purtroppo di ridere qui su Hint.
Io amo ridere con il mio "hahaha".
All'inizio, quando entrai, la cosa che mi piacque di più erano in realtà i tremila post di @Eos hahah, si... mi è venuto da ridere solo a ripensarci.
Mi faceva ridere @ice che ci stava dietro. Era molto ironico in realtà.
Amavo vedere i post culturali di @benzodiazepine . Il primo post sullo spazio che ho visto suo mi ha fatto pensare "questo è il posto che posso chiamare casa online". Poi c'erano i gruppi. Quanto amavo il gruppo del libro. Ho letto un libro che non avrei mai letto. Per questo ringrazio chi c'era, ma soprattutto @Protagora che ha spinto per la sua creazione.
Pensate che Hint, almeno fino a fine agosto, era così avanti che aveva superato tutte le mie aspettative. Ho conosciuto una ragazza simile, anzi... identica nel modo di pensare, a me.
Amavo vedere i post di @cinnamon su Lana. Ora, ogni tanto mi riascolto Salvatore.
Ah si... @monki metteva like basilare a tutti, cosa incredibile. Ora lo fa @ghost.
Amavo parlare con @dienw, raccontava di quando andava a lavoro, oppure la paglia tra una pausa ed un'altra.
@Wrld999, invece, vi può dire lei di cosa parlava prima. È stato dicile risolvere il problema d'amore. Poi @Abendrot che in momenti davvero devastanti mi ha sorretto.
@ultrazero_ che era un bro davvero gentile, anche qui può parlarvene @Wrld999.
@jester che è jester... nulla, un meme tra di noi hahah.
Ah si... ogni tanto mi ricordavo dell'esistenza di @afore solo perché lo nominava @Eos, se no sarebbe rimasto segreto.
@Pali dovrebbe avere il badge sulla cultura secondo me.
@Belial aveva, invece, un bicipite assurdo.
@SakuraLeaf è tra le persone più mature qui, non vi dico altro.
@Moop ... ma dov'è?
@Stopazzo invece è una delle persone più gentili che abbia mai conosciuto.
@Gl0finn è un amore poi.
@Keros3ne sa troppe cose su di me hahahahaha
E così via... mi ricorderò sempre di ognuno di voi, e non me ne vado, ma vorrei tanto ritornare a giugno e luglio.
Vorrei tanto ritornare a parlare di libri, filosofia, cavolate varie, vedere post intelligenti e culturali.
Sono nostalgico, ma non di quel tipo.
Io amo ridere con il mio "hahaha".
All'inizio, quando entrai, la cosa che mi piacque di più erano in realtà i tremila post di @Eos hahah, si... mi è venuto da ridere solo a ripensarci.
Mi faceva ridere @ice che ci stava dietro. Era molto ironico in realtà.
Amavo vedere i post culturali di @benzodiazepine . Il primo post sullo spazio che ho visto suo mi ha fatto pensare "questo è il posto che posso chiamare casa online". Poi c'erano i gruppi. Quanto amavo il gruppo del libro. Ho letto un libro che non avrei mai letto. Per questo ringrazio chi c'era, ma soprattutto @Protagora che ha spinto per la sua creazione.
Pensate che Hint, almeno fino a fine agosto, era così avanti che aveva superato tutte le mie aspettative. Ho conosciuto una ragazza simile, anzi... identica nel modo di pensare, a me.
Amavo vedere i post di @cinnamon su Lana. Ora, ogni tanto mi riascolto Salvatore.
Ah si... @monki metteva like basilare a tutti, cosa incredibile. Ora lo fa @ghost.
Amavo parlare con @dienw, raccontava di quando andava a lavoro, oppure la paglia tra una pausa ed un'altra.
@Wrld999, invece, vi può dire lei di cosa parlava prima. È stato dicile risolvere il problema d'amore. Poi @Abendrot che in momenti davvero devastanti mi ha sorretto.
@ultrazero_ che era un bro davvero gentile, anche qui può parlarvene @Wrld999.
@jester che è jester... nulla, un meme tra di noi hahah.
Ah si... ogni tanto mi ricordavo dell'esistenza di @afore solo perché lo nominava @Eos, se no sarebbe rimasto segreto.
@Pali dovrebbe avere il badge sulla cultura secondo me.
@Belial aveva, invece, un bicipite assurdo.
@SakuraLeaf è tra le persone più mature qui, non vi dico altro.
@Moop ... ma dov'è?
@Stopazzo invece è una delle persone più gentili che abbia mai conosciuto.
@Gl0finn è un amore poi.
@Keros3ne sa troppe cose su di me hahahahaha
E così via... mi ricorderò sempre di ognuno di voi, e non me ne vado, ma vorrei tanto ritornare a giugno e luglio.
Vorrei tanto ritornare a parlare di libri, filosofia, cavolate varie, vedere post intelligenti e culturali.
Sono nostalgico, ma non di quel tipo.
Un po' di cultura allora
FLIRT:
Il flirt è una delle forme di comunicazione più antiche e universali dell’essere umano.
Esiste in tutte le culture, in tutte le epoche e a tutte le età (non solo tra adolescenti), anche se cambia forma e linguaggio.
Flirtare significa inviare e ricevere segnali di interesse, senza dichiarazioni esplicite e senza obblighi.
È una comunicazione indiretta, fatta di allusioni, gesti, tono di voce, sguardi, pause.
La sua funzione principale non è “conquistare”, ma verificare:
C’è apertura? C’è sicurezza? Posso avvicinarmi senza essere rifiutato o invadente?
Il flirt è comunicazione implicita.
Il flirt non dice le cose chiaramente.
È fatto di:
Alcune persone funzionano meglio con comunicazione diretta e chiara.
Questo non è un difetto: è uno stile cognitivo diverso.
L'intelligenza è intelligere, quindi comprendere, sono quindi più stupido e quindi meno intelligente se non comprendo i segnali vaghi?
No, in realtà no, qui c'è un paradosso evoluzionistico.
Le persone meno riflessive spesso flirtano meglio perché:
Non perché capiscono di più, ma perché pensano di meno in quel momento.
Capire il flirt non significa “decifrare segnali”, ma dare una risposta immediata ad un segnale vago.
Chi non capisce segnali vaghi spesso:
Queste sono qualità cognitive e morali, non limiti.
Il problema nasce solo quando:
Se la persona con cui state l’avete conosciuta tramite il flirt, tenderà a non dare significati certi, a meno che non vengano richiesti in modo esplicito e un po' forzatamente.
In conclusione:
Il flirt non è un linguaggio di verità, ma di possibilità. Non nasce per dare certezze, bensì per creare uno spazio sicuro in cui l’interesse possa emergere senza obblighi. È per questo che è vago, leggero, reversibile. Ed è per questo che mi crea estremo disagio, cosa è sicuro per voi? Come faccio io a sapere che ciò che vi piace piace anche a me e viceversa? Non è forse il flirt la prima ragione di incomprensione? Perché non essere espliciti e chiari?
FLIRT:
Il flirt è una delle forme di comunicazione più antiche e universali dell’essere umano.
Esiste in tutte le culture, in tutte le epoche e a tutte le età (non solo tra adolescenti), anche se cambia forma e linguaggio.
Flirtare significa inviare e ricevere segnali di interesse, senza dichiarazioni esplicite e senza obblighi.
È una comunicazione indiretta, fatta di allusioni, gesti, tono di voce, sguardi, pause.
La sua funzione principale non è “conquistare”, ma verificare:
C’è apertura? C’è sicurezza? Posso avvicinarmi senza essere rifiutato o invadente?
Il flirt è comunicazione implicita.
Il flirt non dice le cose chiaramente.
È fatto di:
- sottintesi
- segnali vaghi
- ambiguità
- “leggere l’aria”
Alcune persone funzionano meglio con comunicazione diretta e chiara.
Questo non è un difetto: è uno stile cognitivo diverso.
L'intelligenza è intelligere, quindi comprendere, sono quindi più stupido e quindi meno intelligente se non comprendo i segnali vaghi?
No, in realtà no, qui c'è un paradosso evoluzionistico.
Le persone meno riflessive spesso flirtano meglio perché:
- non analizzano troppo
- non cercano certezza
- accettano il rischio
Non perché capiscono di più, ma perché pensano di meno in quel momento.
Capire il flirt non significa “decifrare segnali”, ma dare una risposta immediata ad un segnale vago.
Chi non capisce segnali vaghi spesso:
- capisce molto bene contenuti espliciti
- è onesto nella comunicazione
- non manipola
- preferisce chiarezza
Queste sono qualità cognitive e morali, non limiti.
Il problema nasce solo quando:
- il mondo usa ambiguità
- il soggetto cerca significati certi
Se la persona con cui state l’avete conosciuta tramite il flirt, tenderà a non dare significati certi, a meno che non vengano richiesti in modo esplicito e un po' forzatamente.
In conclusione:
Il flirt non è un linguaggio di verità, ma di possibilità. Non nasce per dare certezze, bensì per creare uno spazio sicuro in cui l’interesse possa emergere senza obblighi. È per questo che è vago, leggero, reversibile. Ed è per questo che mi crea estremo disagio, cosa è sicuro per voi? Come faccio io a sapere che ciò che vi piace piace anche a me e viceversa? Non è forse il flirt la prima ragione di incomprensione? Perché non essere espliciti e chiari?
bene bene, ritorno con i miei memini hahah

Riflessione davvero triste:
Maybe in another life
Forse in un’altra vita.
Forse è lì che ci siamo incontrati, sì — chissà come, chissà dove, chissà perché.
Eppure lo sento: è accaduto.
A separarci vi sono duecento chilometri; ma anche con trecento, cinquecento.
Qui non è la distanza a dividerci: è la storia stessa che si mette in mezzo, con il suo peso muto.
L’hai sentito il calore? Quel calore fugace ca ci ha attraversati mentre imparavamo a riconoscerci? Un attimo soltanto, eppure sufficiente a lasciare traccia... nell'eterno silenzio e vuoto universo.
E allora dimmi: perché non aggrapparci a quel calore?
Non è forse lui il rimasuglio ostinato di un’altra vita già vissuta, una brace che resiste al tempo, alla distanza, persino all’oblio?
Perché sì, potremmo essere gli unici a sentirlo — sì — quel calore unico e immenso.
Potremmo essere stati, potremmo essere, e saremo senza dubbio quel piccolo calore capace di riscaldare il vuoto e l’infinito freddo dell’universo.
Ci basterà un solo sguardo, fragile, caduco, per non essere più ego, ma esser... noi.
Forse in un’altra vita.
Forse è lì che ci siamo incontrati, sì — chissà come, chissà dove, chissà perché.
Eppure lo sento: è accaduto.
A separarci vi sono duecento chilometri; ma anche con trecento, cinquecento.
Qui non è la distanza a dividerci: è la storia stessa che si mette in mezzo, con il suo peso muto.
L’hai sentito il calore? Quel calore fugace ca ci ha attraversati mentre imparavamo a riconoscerci? Un attimo soltanto, eppure sufficiente a lasciare traccia... nell'eterno silenzio e vuoto universo.
E allora dimmi: perché non aggrapparci a quel calore?
Non è forse lui il rimasuglio ostinato di un’altra vita già vissuta, una brace che resiste al tempo, alla distanza, persino all’oblio?
Perché sì, potremmo essere gli unici a sentirlo — sì — quel calore unico e immenso.
Potremmo essere stati, potremmo essere, e saremo senza dubbio quel piccolo calore capace di riscaldare il vuoto e l’infinito freddo dell’universo.
Ci basterà un solo sguardo, fragile, caduco, per non essere più ego, ma esser... noi.

Base meme

Anonimo Meme
OriginaleEcco per colpa tua ora io devo pagare 16gb di ram dal tecnico del computer circa 272826282882 euro
perché questo ha 5 like e non l'ho capito ed il mio 0?
Vado a piangere in un angolino solo soletto.
Vado a piangere in un angolino solo soletto.

Per me alla fin fine ognuno trova il partner che più gli si addice.
Mi è venuta in mente sto pensiero nuovamente leggendo ora la notizia di una coppia di coniugi, un 40enne ed una 38enne con degli esplosivi per capodanno, estremamente forti, portati in auto tra i figli.
Cioè... per ognuno di noi c'è un qualcuno o qualcuna che combacia alla perfezione, bisogna solo conoscere questo qualcuno/qualcuna.
E se in realtà al mondo ci fossero più persone deficienti che persone intelligenti? No, perché d'altronde è una gaussiana.
Quindi, essendo una gaussiana, ciò che mi aspetto è che tutti, in un periodo della propria vita, trovino l'amore della propria vita, ma per un lungo periodo.
Ma questo periodo, a quanto corrisponde?
In media sembra che la dura tipica dell'allinamento profondo (cognitivo + emotivo + progettuale) vari dai 7 ai 12 anni.
Coincide con l'itch dei 7 anni (in inglese seven-year itch).
Il "seven-year itch" non è una legge scientifica, ma un modo di descrivere un fenomeno osservato in molte relazioni:
In altre parole, è quel momento in cui qualcuno può chiedersi:
“Ho fatto la scelta giusta? Sto bene così? E se ci fosse qualcosa di diverso/o migliore là fuori?”
Ma ora... quando arrivano questi 7-12 anni nella vita di una persona?
Tecnicamente io dovrei iniziare i miei 7-12 anni tra i 25 e i 30 anni. In media 20-22 anni.
Quindi potremmo avere una crisi quando avrò 33 anni o 38, ma come la si supera?
La si supera se nella coppia abbiamo creato un'identità dforte, un progetto reale, se abbiamo lo stesso obbiettivo. Non deve essere una relazione usata come stampella, deve proprio piacerci la persona per come è, pensare "con questa persona ci vorrei passare delle belle esperienze".
Un'identità forte è quando togli la tua personaltià (riflessivo, introverso, impulsivo...) e togli il tuo ruolo (studente, lavoratore, partner).
Ciò che rimane è la tua identità, cioè cosa viene prima e dopo e cosa è negoziabile.
Se nella coppia abbiamo entrambi la stessa identità allora va più che bene.
Quindi cosa mettiamo davanti a tutto' Cosa viene dopo? Cosa è negoziabile per noi nella relazione?
Non una relazione per completarsi, ma per arricchirsi, per avere qualcuno al proprio fianco lungo il cammino che è la vita.
Nulla... sono partito con degli esplosivi e sono diventato romantico hahahahaha
Mi è venuta in mente sto pensiero nuovamente leggendo ora la notizia di una coppia di coniugi, un 40enne ed una 38enne con degli esplosivi per capodanno, estremamente forti, portati in auto tra i figli.
Cioè... per ognuno di noi c'è un qualcuno o qualcuna che combacia alla perfezione, bisogna solo conoscere questo qualcuno/qualcuna.
E se in realtà al mondo ci fossero più persone deficienti che persone intelligenti? No, perché d'altronde è una gaussiana.
Quindi, essendo una gaussiana, ciò che mi aspetto è che tutti, in un periodo della propria vita, trovino l'amore della propria vita, ma per un lungo periodo.
Ma questo periodo, a quanto corrisponde?
In media sembra che la dura tipica dell'allinamento profondo (cognitivo + emotivo + progettuale) vari dai 7 ai 12 anni.
Coincide con l'itch dei 7 anni (in inglese seven-year itch).
Il "seven-year itch" non è una legge scientifica, ma un modo di descrivere un fenomeno osservato in molte relazioni:
- dopo anni di relazione, la novità e la passione iniziale diminuiscono;
- si accumulano routine, stress quotidiano, responsabilità (lavoro, figli, mutuo, affitti, spese);
- emergono insoddisfazione, conflitti, noia o fantasie di novità.
In altre parole, è quel momento in cui qualcuno può chiedersi:
“Ho fatto la scelta giusta? Sto bene così? E se ci fosse qualcosa di diverso/o migliore là fuori?”
Ma ora... quando arrivano questi 7-12 anni nella vita di una persona?
Tecnicamente io dovrei iniziare i miei 7-12 anni tra i 25 e i 30 anni. In media 20-22 anni.
Quindi potremmo avere una crisi quando avrò 33 anni o 38, ma come la si supera?
La si supera se nella coppia abbiamo creato un'identità dforte, un progetto reale, se abbiamo lo stesso obbiettivo. Non deve essere una relazione usata come stampella, deve proprio piacerci la persona per come è, pensare "con questa persona ci vorrei passare delle belle esperienze".
Un'identità forte è quando togli la tua personaltià (riflessivo, introverso, impulsivo...) e togli il tuo ruolo (studente, lavoratore, partner).
Ciò che rimane è la tua identità, cioè cosa viene prima e dopo e cosa è negoziabile.
Se nella coppia abbiamo entrambi la stessa identità allora va più che bene.
Quindi cosa mettiamo davanti a tutto' Cosa viene dopo? Cosa è negoziabile per noi nella relazione?
Non una relazione per completarsi, ma per arricchirsi, per avere qualcuno al proprio fianco lungo il cammino che è la vita.
Nulla... sono partito con degli esplosivi e sono diventato romantico hahahahaha
Niente, mio fratello, dopo aver minacciato più volte la sua tipa. Giusto l'altro giorno si sveglia, non vede soldi sulla sua carta (perché non l'hanno pagato) e sbraita contro la sua tipa e anche i suoi amici.
Oggi ritorno dalla manifestazione, dove il mio "sorriso bello" (detto da un recruiter in un colloquio giovedì scorso) non è servito ad un cazzo, entro in casa e mi ritrovo mio fratello con la PS5.
Io ero tipo "ma da dove ha preso i soldi?" e mia madre "gliel'hanno regalata", io allora stranito ero tipo "wow, ma che amici", e lei a quel punto "ma no, è la sua ragazza".
La mia onesta reazione:
La morale della storia?
È la stessa morale ultima che direi mi voglia insegnare la mia vita:
**Essere una brava persona non è la strategia per ottenere amore. È la strategia per esser in pace con se stessi. Che l'amore arrivi o meno tu sarai in pace con te stesso.
Ed un mare in burrasca attira più d'un mare calmo e stabile. Il surfista cerca l'onda, non l'oceano piatto. Io, che di onde non ne ho, non ho alcun surfista realmente interessato.
Certo, posso attirare con il mio aspetto, ma poi non c'è vita. È il mare con onde alte 50 metri ad essere il paradiso del surfista. E non importa se cadi e ti fai male, importa il divertimento e l'emozione nel mentre.
Che emozioni do io?
Qualcuno può suggerire "sicurezza", ma così non è. Perché la sicurezza, che il surfista va a ricercare in questo caso, è l'altezza dell'onda. Quindi la realtà mi sta insegnando che gli esseri umani professano un credo, una loro idea di giusto, ma che quell'idea non la rispettano. Non perché siano cattive persone, ma perché sono umani. La sicurezza non è data dal tipo stabile, né mentalmente né economicamente, ma dal tipo alto, oppure alto, ma anche... alto. E le emozioni non sono date da un viaggio insieme, ma dell'irrequietezza del soggetto con cui sta quella persona. La sua ragazza poteva lasciarlo nell'esatto momento in cui le ha detto "", ma così non è stato. Oggi egli ha una PS5 regalata da lei e ci passa ogni sera insieme.**
E non è il primo, né l'ultimo esempio che vi posso fare.
Ricordo ancora quel ragazzo che anni e anni fa mi disse "si, era meglio quando ero single, almeno potevo farmele tutte, ora devo sorbirmi questa qui".
Oppure un "amico" che l'anno scorso mi disse "ma si, devi trattarle come sceme, se no non ci puoi stare insieme, è così che ho fatto con la mia".
Prima o poi ci scrivo un libro, senza peli sulla lingua e non importa se appaio misogino o nazifemminista, dipende da che punto di vista la vedi. Avrò tutti contro, ma come ho scritto prima essere una brava persona non è la strategia per ottenere amore. È la strategia per esser in pace con se stessi.
Oggi ritorno dalla manifestazione, dove il mio "sorriso bello" (detto da un recruiter in un colloquio giovedì scorso) non è servito ad un cazzo, entro in casa e mi ritrovo mio fratello con la PS5.
Io ero tipo "ma da dove ha preso i soldi?" e mia madre "gliel'hanno regalata", io allora stranito ero tipo "wow, ma che amici", e lei a quel punto "ma no, è la sua ragazza".
La mia onesta reazione:
La morale della storia?È la stessa morale ultima che direi mi voglia insegnare la mia vita:
**Essere una brava persona non è la strategia per ottenere amore. È la strategia per esser in pace con se stessi. Che l'amore arrivi o meno tu sarai in pace con te stesso.
Ed un mare in burrasca attira più d'un mare calmo e stabile. Il surfista cerca l'onda, non l'oceano piatto. Io, che di onde non ne ho, non ho alcun surfista realmente interessato.
Certo, posso attirare con il mio aspetto, ma poi non c'è vita. È il mare con onde alte 50 metri ad essere il paradiso del surfista. E non importa se cadi e ti fai male, importa il divertimento e l'emozione nel mentre.
Che emozioni do io?
Qualcuno può suggerire "sicurezza", ma così non è. Perché la sicurezza, che il surfista va a ricercare in questo caso, è l'altezza dell'onda. Quindi la realtà mi sta insegnando che gli esseri umani professano un credo, una loro idea di giusto, ma che quell'idea non la rispettano. Non perché siano cattive persone, ma perché sono umani. La sicurezza non è data dal tipo stabile, né mentalmente né economicamente, ma dal tipo alto, oppure alto, ma anche... alto. E le emozioni non sono date da un viaggio insieme, ma dell'irrequietezza del soggetto con cui sta quella persona. La sua ragazza poteva lasciarlo nell'esatto momento in cui le ha detto "", ma così non è stato. Oggi egli ha una PS5 regalata da lei e ci passa ogni sera insieme.**
E non è il primo, né l'ultimo esempio che vi posso fare.
Ricordo ancora quel ragazzo che anni e anni fa mi disse "si, era meglio quando ero single, almeno potevo farmele tutte, ora devo sorbirmi questa qui".
Oppure un "amico" che l'anno scorso mi disse "ma si, devi trattarle come sceme, se no non ci puoi stare insieme, è così che ho fatto con la mia".
Prima o poi ci scrivo un libro, senza peli sulla lingua e non importa se appaio misogino o nazifemminista, dipende da che punto di vista la vedi. Avrò tutti contro, ma come ho scritto prima essere una brava persona non è la strategia per ottenere amore. È la strategia per esser in pace con se stessi.

Nuova PfP natalizia aggiunta:

Ed ella, destasi dal sonno, al rimbrunir delle nubi, un podcast ascolta mentre si prepara.
Veste pantaloni comodi, ma curati, maglia semplice, a volte una camicia. Un cappotto lungo, di quelli beige a volte. Uno zaino pratico, semplice ed elegante.
Ella prende l'autobus poco dopo, si dirige così a lavoro. Lei... seduta con le cuffie mentre guarda il mondo nel suo divenire all'esterno.
Passa il tempo in ufficio, un coworking tranquillo. A pranzo tira fuori un panino e l'insalata, un pranzo veloce con il suo pc davanti o il cellulare.
La sera, ella, di ritorno a casa, ascolta della buona musica in autobus immaginando realtà sconfinate. Poi, successivamente, va in palestra, una palestra con musica bassa, tranquilla, con atmosfera ordinata.
Un'ora o 2 ore dopo è di ritorno verso casa, di solito va a piedi fino a casa. A volte si ferma in libreria a vedere un libro che la incuriosisce.
Ritornata a casa, ella, guarda una serie tv, un film. Chiacchiera con qualcuno in cha, magari la sera studia ancora un po' e a volte scrive un diario.
Di rado esce, se non per andare con 2 suoi amici in un bar tranquillo in centro città.
E fu in una di tali sere che, nel quieto bar del centro, ella levò lo sguardo, ed esso incontrò quello di lui.
Un breve istante: entrambi timidi, entrambi protetti da una maschera di finta sicurezza.
Uno sguardo che parve dilatarsi oltre i confini stessi del tempo, e pur durò meno del più esile battito che l’universo possa ospitare.
Entrambi subito distolsero gli occhi, e ciascuno tornò alla propria via…
Ma in quell’infinitesimo assai più piccolo d’ogni misura mortale, fu scritta—nell’aria, nel silenzio, nell’invisibile—
la più bella storia che mai verrà narrata.
Veste pantaloni comodi, ma curati, maglia semplice, a volte una camicia. Un cappotto lungo, di quelli beige a volte. Uno zaino pratico, semplice ed elegante.
Ella prende l'autobus poco dopo, si dirige così a lavoro. Lei... seduta con le cuffie mentre guarda il mondo nel suo divenire all'esterno.
Passa il tempo in ufficio, un coworking tranquillo. A pranzo tira fuori un panino e l'insalata, un pranzo veloce con il suo pc davanti o il cellulare.
La sera, ella, di ritorno a casa, ascolta della buona musica in autobus immaginando realtà sconfinate. Poi, successivamente, va in palestra, una palestra con musica bassa, tranquilla, con atmosfera ordinata.
Un'ora o 2 ore dopo è di ritorno verso casa, di solito va a piedi fino a casa. A volte si ferma in libreria a vedere un libro che la incuriosisce.
Ritornata a casa, ella, guarda una serie tv, un film. Chiacchiera con qualcuno in cha, magari la sera studia ancora un po' e a volte scrive un diario.
Di rado esce, se non per andare con 2 suoi amici in un bar tranquillo in centro città.
E fu in una di tali sere che, nel quieto bar del centro, ella levò lo sguardo, ed esso incontrò quello di lui.
Un breve istante: entrambi timidi, entrambi protetti da una maschera di finta sicurezza.
Uno sguardo che parve dilatarsi oltre i confini stessi del tempo, e pur durò meno del più esile battito che l’universo possa ospitare.
Entrambi subito distolsero gli occhi, e ciascuno tornò alla propria via…
Ma in quell’infinitesimo assai più piccolo d’ogni misura mortale, fu scritta—nell’aria, nel silenzio, nell’invisibile—
la più bella storia che mai verrà narrata.
Eravamo entrambi sull’autobus.
Il solito, quello che prendo ogni giorno per tornare a casa.
Io, con lo sguardo perso nel cellulare… eppure perfettamente consapevole del suo micro sguardo timido, leggero come un soffio.
Lei, poco più in là, con gli occhi sul suo telefono.
L’autobus era pieno, rumoroso, vivo. Entrambi in piedi noi.
A un certo punto una signora si alza dal posto accanto a me.
Io rimango in piedi, anche se quel posto è libero.
E allora la guardo… lei, la ragazza dai capelli castani, dal viso di solare sorriso — un sorriso che, senza nemmeno mostrarsi del tutto, sapea già scaldarmi.
Ci incrociamo gli occhi.
Per un attimo il mondo sembra fermarsi.
E poi… si espone lei, con un piccolo gesto gentile: indica il posto come a dirmi “se vuoi, siediti”.
La sua voce non serve, non la sento, perché immerso nella musica con gli auricolari. Parla il modo in cui inclina la testa, il modo in cui le tremano appena le dita.
Io invece insisto perché si sieda lei.
E alla fine accetta.
Si siede proprio lì, vicino al posto dove ero io in piedi.
Le dico soltanto una parola, morbida: «Prego».
E lei… abbassa la testa timidamente, quasi nascondendosi in quel gesto dolce,
e sussurra un «grazie» comprensibile anche con la musica al massimo.
Rimango in piedi vicino a lei.
La vedo sul cellulare: sta facendo le parole crociate.
Sorrido dentro di me…
Avrei voluto chiederle se le piacciono anche gli scacchi, e magari, chissà, usarlo come pretesto per parlarle.
Ma la mia timidezza — e il timore di invadere il suo spazio — mi zittiscono.
Si libera un posto proprio davanti a lei.
Nessuno si muove, allora mi siedo io.
Un piccolo sguardo velocissimo, quasi rubato.
Una ragazza accanto a lei ci osserva, come se avesse intuito qualcosa.
Lei invece tiene gli occhi bassi, fissi sul suo cruciverba, con quell’aria calma… quasi impassibile.
Nel giro di 5 minuti, lei si alzò, mi passò di fianco e poi scese dall'autobus.
Forse l'infinita gioia era a meno di 1 metro di me?
Chissà... forse...
Il solito, quello che prendo ogni giorno per tornare a casa.
Io, con lo sguardo perso nel cellulare… eppure perfettamente consapevole del suo micro sguardo timido, leggero come un soffio.
Lei, poco più in là, con gli occhi sul suo telefono.
L’autobus era pieno, rumoroso, vivo. Entrambi in piedi noi.
A un certo punto una signora si alza dal posto accanto a me.
Io rimango in piedi, anche se quel posto è libero.
E allora la guardo… lei, la ragazza dai capelli castani, dal viso di solare sorriso — un sorriso che, senza nemmeno mostrarsi del tutto, sapea già scaldarmi.
Ci incrociamo gli occhi.
Per un attimo il mondo sembra fermarsi.
E poi… si espone lei, con un piccolo gesto gentile: indica il posto come a dirmi “se vuoi, siediti”.
La sua voce non serve, non la sento, perché immerso nella musica con gli auricolari. Parla il modo in cui inclina la testa, il modo in cui le tremano appena le dita.
Io invece insisto perché si sieda lei.
E alla fine accetta.
Si siede proprio lì, vicino al posto dove ero io in piedi.
Le dico soltanto una parola, morbida: «Prego».
E lei… abbassa la testa timidamente, quasi nascondendosi in quel gesto dolce,
e sussurra un «grazie» comprensibile anche con la musica al massimo.
Rimango in piedi vicino a lei.
La vedo sul cellulare: sta facendo le parole crociate.
Sorrido dentro di me…
Avrei voluto chiederle se le piacciono anche gli scacchi, e magari, chissà, usarlo come pretesto per parlarle.
Ma la mia timidezza — e il timore di invadere il suo spazio — mi zittiscono.
Si libera un posto proprio davanti a lei.
Nessuno si muove, allora mi siedo io.
Un piccolo sguardo velocissimo, quasi rubato.
Una ragazza accanto a lei ci osserva, come se avesse intuito qualcosa.
Lei invece tiene gli occhi bassi, fissi sul suo cruciverba, con quell’aria calma… quasi impassibile.
Nel giro di 5 minuti, lei si alzò, mi passò di fianco e poi scese dall'autobus.
Forse l'infinita gioia era a meno di 1 metro di me?
Chissà... forse...
Non esiste il libero arbirtrio.
Però questo non importa, perché comunque sentiamo di poter scegliere.
E forse, dico forse... sentirsi liberi è la più alta forma di libertà.
Però questo non importa, perché comunque sentiamo di poter scegliere.
E forse, dico forse... sentirsi liberi è la più alta forma di libertà.