Ed ella, destasi dal sonno, al rimbrunir delle nubi, un podcast ascolta mentre si prepara.
Veste pantaloni comodi, ma curati, maglia semplice, a volte una camicia. Un cappotto lungo, di quelli beige a volte. Uno zaino pratico, semplice ed elegante.
Ella prende l'autobus poco dopo, si dirige così a lavoro. Lei... seduta con le cuffie mentre guarda il mondo nel suo divenire all'esterno.
Passa il tempo in ufficio, un coworking tranquillo. A pranzo tira fuori un panino e l'insalata, un pranzo veloce con il suo pc davanti o il cellulare.
La sera, ella, di ritorno a casa, ascolta della buona musica in autobus immaginando realtà sconfinate. Poi, successivamente, va in palestra, una palestra con musica bassa, tranquilla, con atmosfera ordinata.
Un'ora o 2 ore dopo è di ritorno verso casa, di solito va a piedi fino a casa. A volte si ferma in libreria a vedere un libro che la incuriosisce.
Ritornata a casa, ella, guarda una serie tv, un film. Chiacchiera con qualcuno in cha, magari la sera studia ancora un po' e a volte scrive un diario.
Di rado esce, se non per andare con 2 suoi amici in un bar tranquillo in centro città.
E fu in una di tali sere che, nel quieto bar del centro, ella levò lo sguardo, ed esso incontrò quello di lui.
Un breve istante: entrambi timidi, entrambi protetti da una maschera di finta sicurezza.
Uno sguardo che parve dilatarsi oltre i confini stessi del tempo, e pur durò meno del più esile battito che l’universo possa ospitare.
Entrambi subito distolsero gli occhi, e ciascuno tornò alla propria via…
Ma in quell’infinitesimo assai più piccolo d’ogni misura mortale, fu scritta—nell’aria, nel silenzio, nell’invisibile—
la più bella storia che mai verrà narrata.
@MAHDI