il baby piange un po’, poi gli avevo messo l’acqua ma è un po’ slow quindi se l’è buttata addosso ed ora è bagnaticcio… in più non si fa prendere per essere asciugato, baby io che ti devo fare 😔ti vorrei prenderei, lavare, coccolare, tutto quanto… ma sei un goy stupidino😡 vabbo mio zio mi sta portando un trasportino dove farlo dormire, sennò sto demone si suicida in casa mia, tentando di scappare… poi quando si chilla lo lascio dormire come un cristiano normale, dove gli pare, ma mo non conviene 🧍♂️
Io non so come esprimere questa cosa ma vi dirò non tollwro presenze maschili ho bisogno di 1 mese da sola e di 1 mese in un rifugio paradisiaco sole donne x riconnettermi con me stessa capito
la skincare serale
a volte penso:
perché qualcuno dovrebbe amarmi?
sul serio.
amare una persona significa, secondo me, trarne qualcosa.
non in modo egoistico,
ma un partner deve darti un valore aggiunto nella tua vita,
altrimenti stai meglio da sola.
io cosa potrei dare?
sono una persona instabile, complessata e difficile.
è difficile starmi vicino.
sopportare i miei cambi d’umore, le mie paranoie, le mie paure.
io non augurerei a nessuno di innamorarsi di me.
non perché credo di essere una cattiva persona, anzi: sono gentile, leale e divertente (e modesta).
però penso che il bpd incida troppo sulla mia vita.
com’è normale che sia. le malattie sono invalidanti.
ma come riuscirebbe qualcuno a sopportarmi?
quando amo, amo troppo. concentro tutte le mie energie su quella persona. inizio a farmi piacere quello che piace a lui. inizio a parlare persino come lui.
poi mi annoio. oppure penso che voglia lasciarmi.
e scappo.
poi ritorno.
è tutto un loop.
un loop che non è giusto.
non è giusto per me, figurati obbligare qualcun altro a viverlo solo perché voglio stare con quella persona.
è una cosa folle.
poi, tralasciando il bpd, cosa potrei aggiungere alla vita di una persona?
non sono bella. non sono interessante.
non sono letteralmente nulla.
non so neanche chi sono.
mi sento un guscio vuoto.
un guscio vuoto che, al momento giusto, prende un’emozione e la mette dentro.
a volte penso di stare sprecando solo ossigeno che potrebbe servire a chi lo merita davvero.
a volte, invece, penso che sia giusto che io sia qui.
penso che nessuno riuscirà mai ad amarmi,
ed è giusto così.
dovrei solo accettarlo.
perché qualcuno dovrebbe amarmi?
sul serio.
amare una persona significa, secondo me, trarne qualcosa.
non in modo egoistico,
ma un partner deve darti un valore aggiunto nella tua vita,
altrimenti stai meglio da sola.
io cosa potrei dare?
sono una persona instabile, complessata e difficile.
è difficile starmi vicino.
sopportare i miei cambi d’umore, le mie paranoie, le mie paure.
io non augurerei a nessuno di innamorarsi di me.
non perché credo di essere una cattiva persona, anzi: sono gentile, leale e divertente (e modesta).
però penso che il bpd incida troppo sulla mia vita.
com’è normale che sia. le malattie sono invalidanti.
ma come riuscirebbe qualcuno a sopportarmi?
quando amo, amo troppo. concentro tutte le mie energie su quella persona. inizio a farmi piacere quello che piace a lui. inizio a parlare persino come lui.
poi mi annoio. oppure penso che voglia lasciarmi.
e scappo.
poi ritorno.
è tutto un loop.
un loop che non è giusto.
non è giusto per me, figurati obbligare qualcun altro a viverlo solo perché voglio stare con quella persona.
è una cosa folle.
poi, tralasciando il bpd, cosa potrei aggiungere alla vita di una persona?
non sono bella. non sono interessante.
non sono letteralmente nulla.
non so neanche chi sono.
mi sento un guscio vuoto.
un guscio vuoto che, al momento giusto, prende un’emozione e la mette dentro.
a volte penso di stare sprecando solo ossigeno che potrebbe servire a chi lo merita davvero.
a volte, invece, penso che sia giusto che io sia qui.
penso che nessuno riuscirà mai ad amarmi,
ed è giusto così.
dovrei solo accettarlo.
Stavo per dire ma che cazzo vuoi da me, poi mi sono ricordata che non posso permettermelo pk bich nids moni 😞
che noia
La creatività è contagiosa, trasmettila...
ormai questo nick è storia
sdesso strangolo il gatto
✨INTERVISTA A SINNER✨







Wir Sind des Geyers Schwarzer Haufen
Pablo Cabello González Ascoltato durante la pubblicazione
questa canzone ha un qualcosa di epico, una canzone tedesca remixata in stile western e metal
dopo tre ore sta mangiando il goy, gli ho dovuto lanciare il cibo vicino per fargli capire che era cibo… comunque minchia, pare non mandi da un’eternità
ha preso gli occhi di cucci piango che carina
3 cose da questa mattinata su hint
1) amo l'amor
2) odio hintiani
3) non mi chiamo Luca
1) amo l'amor
2) odio hintiani
3) non mi chiamo Luca
dovrei dormire adess9 x svegliwrmi alle 2 o nienye
"Torno a casa per studiare" mi appresto ad accendere house flipper
Prima sera di pace e silenzio in bagno da quando sono qua quasi piango. Ora però dovrò aspettare altre due ore prima che la musica fuori smetta di sentirsi dalla camera.
che merda lavare i piatti a mano
che schifo il sesso
Basta mi rivedrete tra un mese... forse...
EPIC
EPIC
Comunque siccome durante il giorno non farò praticamente un cazzo sta estate sicuro, ho deciso xhe mi voglio prendere una chitarra(avrei stra voluto imparare a suonare la batteria ma a casa non ho lo spazio per tenerla 💔💔)
Avrei voluto suonare il basso xome Davie504, ma un'amica che lo suona mi ha consigliato di partire dalla chitarra 😔😔
Cosa mi avete fatto
📺 La storia della TV italiana: una risposta che vale oro.
C'è una domanda che nel pieno boom economico ha fermato migliaia di italiani e svuotato cinema e i teatri, cosa del tutto insolita per l'epoca: Lascia o Raddoppia? A pronunciare la fatidica domanda era il papà dei telequiz: Mike Bongiorno, volto che gli italiani hanno imparato a conoscere sin dal primo giorno di trasmissioni. Il successo di Arrivi e Partenze spinse la Rai a confermare l'italo-americano per gli anni successivi, dando il via al format dei game show.
Michael Nicholas Salvatore Bongiorno nasce nel 1924 a New York, da mamma torinese e papà di origini siciliane. Nel 1929 si trasferisce a Torino con sua madre. Mike sognava di fare il giornalista, ma durante l'occupazione tedesca è costretto a lasciare gli studi. Si unisce alla resistenza e nel 1944 arriva a un passo dalla morte, quando la Gestapo lo cattura e ne ordina la fucilazione. Il destino però ha grandi progetti per lui e mentre i soldati tedeschi lo portano sul luogo dell'esecuzione, dalla sua tasca cade il passaporto americano. Viene dunque portato al Carcere di San Vittore a Milano. Viene liberato in seguito a uno scambio di prigionieri poco prima dell'armistizio e nel secondo dopoguerra torna a New York, pur mantenendo contatti con l'Italia. In america completa gli studi e si dedica alla radio. In Italia questa sua passione lo porterà a lavorare più volte per il radiocorriere, la rivista della EIAR, poi divenuta Rai, dedicata ai radioascoltatori.
In Italia torna nel 1953 per raccogliere materiale per la sua trasmissione, Il vostro Paese, che fa conoscere l'Italia a migliaia di americani. In questa occasione incontra un uomo che abbiamo già visto nei precedenti capitoli: Vittorio Veltroni.
Veltroni è un giornalista radiofonico che abbraccia la televisione sin dalle prime trasmissioni sperimentali, prima della seconda guerra mondiale. La sua padronanza con il mezzo spinge la Rai a puntare su di lui per guidare il neonato Telegiornale, lui che ne scrisse la prima edizione sperimentale. Ed è proprio il primo direttore del Telegiornale a convincere Mike a rimanere in Italia, la neonata televisione ha bisogno del suo volto, è lui quello giusto.
Giornalismo e intrattenimento, le due passioni di Mike, si fondono nel suo primo programma televisivo: Arrivi e Partenze. Nel programma si intervistano personaggi famosi in arrivo e in partenza dai porti e gli aeroporti italiani... famosi in Italia però. Divenne iconica l'intervista a Giulio Andreotti, le cui domande di Mike facevano chiaramente capire che il conduttore newyorkese non sapesse chi fosse. Questo ovviamente divertiva e alimentava la curiosità dei telespettatori, che avevano la possibilità di conoscere altri aspetti dei personaggi di politica, cultura e spettacolo.
È però con i quiz in radio che si distingue veramente, attraverso la trasmissione Il motivo in maschera, con Lelio Luttazzi e Isa Bellini. Il successo di questo programma spinge i vertici Rai a replicare in televisione e il 6 novembre 1954 nasce Fortunatissimo.
Alla neonata TV italiana però manca qualcosa, serve un programma che coinvolga attivamente il pubblico, un programma che consenta il salto di qualità. Si trova l'ispirazione dal programma francese Quitte ou double?, a sua volta derivato dal game show statunitense The $64,000 Question.
Nasce dunque Lascia o Raddoppia? una trasmissione che diventa un vero e proprio fenomeno culturale. Aveva un format semplice e coinvolgente: Il concorrente si presentava come esperto di una materia specifica (es. ciclismo, lirica, cinema) e doveva rispondere a una serie di domande preliminari per accumulare un montepremi iniziale. Arrivato alle battute finali, davanti alla domanda cruciale, il concorrente doveva scegliere: "Lascia" (ritirarsi e portarsi a casa la cifra vinta fino a quel momento) o "Raddoppia" (rischiare il tutto per tutto per raddoppiare la vincita). Se decideva di raddoppiare e rispondeva correttamente, vinceva la cifra massima (all'epoca i mitici 5 milioni di lire); se sbagliava anche una sola risposta, perdeva l'intero montepremi accumulato e tornava a casa a mani vuote.
La prima puntata andò in onda il 26 novembre 1955, dopo una puntata di presentazione trasmessa il 19 novembre. Occupando i sabati di tantissimi italiani, questo fece insorgere i proprietari delle sale cinema, che avevano visto assottigliarsi gli incassi, proprio per la serata considerata più lucrativa della settimana. Dal 16 febbraio 1956 al 16 luglio 1959 (data di sospensione del programma), venne dunque spostato al giovedì e le sale cinema dovettero piegarsi al fenomeno culturale, installando televisori per non perdere i clienti.
Lascia o raddoppia? è l'inizio di un lungo percorso, che vedrà svilupparsi nel corso degli anni i più svariati giochi a premi. E in questo percorso rincontreremo Mike ancora diverse volte.
C'è una domanda che nel pieno boom economico ha fermato migliaia di italiani e svuotato cinema e i teatri, cosa del tutto insolita per l'epoca: Lascia o Raddoppia? A pronunciare la fatidica domanda era il papà dei telequiz: Mike Bongiorno, volto che gli italiani hanno imparato a conoscere sin dal primo giorno di trasmissioni. Il successo di Arrivi e Partenze spinse la Rai a confermare l'italo-americano per gli anni successivi, dando il via al format dei game show.
Veltroni è un giornalista radiofonico che abbraccia la televisione sin dalle prime trasmissioni sperimentali, prima della seconda guerra mondiale. La sua padronanza con il mezzo spinge la Rai a puntare su di lui per guidare il neonato Telegiornale, lui che ne scrisse la prima edizione sperimentale. Ed è proprio il primo direttore del Telegiornale a convincere Mike a rimanere in Italia, la neonata televisione ha bisogno del suo volto, è lui quello giusto.
Giornalismo e intrattenimento, le due passioni di Mike, si fondono nel suo primo programma televisivo: Arrivi e Partenze. Nel programma si intervistano personaggi famosi in arrivo e in partenza dai porti e gli aeroporti italiani... famosi in Italia però. Divenne iconica l'intervista a Giulio Andreotti, le cui domande di Mike facevano chiaramente capire che il conduttore newyorkese non sapesse chi fosse. Questo ovviamente divertiva e alimentava la curiosità dei telespettatori, che avevano la possibilità di conoscere altri aspetti dei personaggi di politica, cultura e spettacolo.
È però con i quiz in radio che si distingue veramente, attraverso la trasmissione Il motivo in maschera, con Lelio Luttazzi e Isa Bellini. Il successo di questo programma spinge i vertici Rai a replicare in televisione e il 6 novembre 1954 nasce Fortunatissimo.
Alla neonata TV italiana però manca qualcosa, serve un programma che coinvolga attivamente il pubblico, un programma che consenta il salto di qualità. Si trova l'ispirazione dal programma francese Quitte ou double?, a sua volta derivato dal game show statunitense The $64,000 Question.
Lascia o raddoppia? è l'inizio di un lungo percorso, che vedrà svilupparsi nel corso degli anni i più svariati giochi a premi. E in questo percorso rincontreremo Mike ancora diverse volte.
ho ricevuto la mancia sborro (nella vita reale)
Anonsbura👅👅
Nessuno di noi è stato ingoiato purtroppo
ciao buong shish dov’è
ho trovato il profilo che mi si addice di più, penso che nkn lo cambierò +
Ero in pace totale al mio tavolo con la musica sotto tutto ok, no, ovviamente si devono sedere due francesi del cazzo qua a bersi la birra e parlare ma figa statevene ai tavoli del bar. Cazzo più di 30 secondi di pace è chiedere troppo qua.
mi sento ignorata!!!
Ho gitto fatto con tre zampe sto piangi
Ma come cazzo e venuto in mente agli inglesi di chiamare una rete televisiva big black cock
metto musica a palla perché tanto anche se mi uccidessero io non avrò il pentimento di non aver ascoltato la musica al massimo
Anonimo
How attracattive is homelander
CHE DIAVOLO STA SUCCEDENDO
entro e vedo patriota spammato
entro e vedo patriota spammato