Sera... sono rientrata adesso. Sono andata a cena con il mio ragazzo. Abbiamo mangiato in una pizzeria-ristorante... triste vedere tantissima gente che ha davanti qualcuno, ma in mezzo c'è sempre 'sto coso. Siamo smartphone-dipendenti. È esattamente come qualsiasi altra droga. Crediamo di essere noi a comandare lui, ma è lui che ci comanda. E nell'attesa, tra un piatto e un altro... messaggi, qualche reel, tik tok, eccetera.
Eravamo gli unici lì per stare insieme, per chiacchierare, per avere un momento nostro. È in queste occasioni che capisco... lui mi ama veramente. Che cavolo di amore è se mentre parlo guarda altro? Per questo sono contenta.
Eravamo gli unici lì per stare insieme, per chiacchierare, per avere un momento nostro. È in queste occasioni che capisco... lui mi ama veramente. Che cavolo di amore è se mentre parlo guarda altro? Per questo sono contenta.
Ricordatevi di postare mille video di Lana Del Rey per sembrare vere ragazze... (🙂↔️)
A me invece mi aspetta una serata con il mio boyfriend... Quindi vado a prepararmi... Buona serata a tutti, belli e brutti.
A me invece mi aspetta una serata con il mio boyfriend... Quindi vado a prepararmi... Buona serata a tutti, belli e brutti.
A febbraio vado a vedermi Notre Dame de Paris... per la quarta volta, senza contare le migliaia di volte che mi sono guardata il musical su PC.
Bellissimo il brano La Corte dei Miracoli.
Bellissimo il brano La Corte dei Miracoli.
Considerate che se un vostro diritto lede un'altro diritto, non è più un vostro diritto, ma un sopruso.
Il diritto di manifestare è vincolato da leggi perché non esiste soltanto il diritto di manifestare. E chi non scende in piazza non significa che sia complice del genocidio.
Detto questo, hanno tutta la mia solidarietà gli studenti e studentesse che manifestano contro ogni tipo di guerra.
Non capisco invece che cosa c'entrano i sindacati italiani con il conflitto israelo-palestinese. A me sembra puro sciacallaggio... si sale sul carrozzone mediatico pur di racimolare ogni briciolo di consenso.
Questi sono i tavoli di crisi attualmente aperti. Migliaia di operai e operaie aspettano risposte:
Sono cose piccole di fronte a un dramma come quello in Palestina, certo. Ma in una società civile ci sono diritti, ma soprattutto ci sono doveri. Tanti diritti e tanti doveri, non esiste un diritto più importante di un'altro. Landini vuole difendere la Costituzione? Cominci a studiarla, perché mi sa che non la conosce proprio.
Il diritto di manifestare è vincolato da leggi perché non esiste soltanto il diritto di manifestare. E chi non scende in piazza non significa che sia complice del genocidio.
Detto questo, hanno tutta la mia solidarietà gli studenti e studentesse che manifestano contro ogni tipo di guerra.
Non capisco invece che cosa c'entrano i sindacati italiani con il conflitto israelo-palestinese. A me sembra puro sciacallaggio... si sale sul carrozzone mediatico pur di racimolare ogni briciolo di consenso.
Questi sono i tavoli di crisi attualmente aperti. Migliaia di operai e operaie aspettano risposte:
Sono cose piccole di fronte a un dramma come quello in Palestina, certo. Ma in una società civile ci sono diritti, ma soprattutto ci sono doveri. Tanti diritti e tanti doveri, non esiste un diritto più importante di un'altro. Landini vuole difendere la Costituzione? Cominci a studiarla, perché mi sa che non la conosce proprio.Sarebbe interessante notificare la rimozione di un post, con motivazione del mod sul perché viene rimosso.
Che ne pensate?
Che ne pensate?
Si, è utile
21 No, brutta idea
2Voto Anonimo 23 voti
Tanto mi ha bloccata...

Ne parlai già su insegreto... Ma qui non ne ho mai parlato.
L'importanza di donare il sangue.
Io sono donatrice da quando avevo 18 anni e voglio esserlo (sperando di arrivarci) fino a 60 anni.
Questo non lo dico per vantarmi, ma per sensibilizzare... Il sangue è una risorsa molto preziosa nei pronto soccorso, e non dovrebbe essere così. Anche una sola donazione può fare una differenza gigantesca tra la vita e la morte di qualcuno.
Augurandovi di vivere in salute, sani e salvi, per oltre 100 anni... è una risorsa che può servire a chiunque di noi, pure a te 🫵🏻. Tenete conto che i Pronto Soccorso faticano tantissimo a disporre di sacche di plasma. Ed è un problema enorme in situazioni di emergenza.
Noi ragazze possiamo donare soltanto due volte all'anno, per la tutela della fertilità... ma i ragazzi (e le donne che superano la menopausa) possono donare 4 volte all'anno. Vi consiglio di farlo sempre, perché è importantissimo.
Tenete conto che se siete lavoratori e lavoratrici dipendenti, il giorno della donazione, potete astenervi da lavoro percependo comunque lo stipendio, attraverso il rimborso INPS.
Per universitari invece basta il certificato di donazione per giustificare l'assenza in facoltà.
Altra cosa importante, c'è un falso mito che i fumatori non possono donare... FALSO. È sconsigliatissimo fumare il giorno della donazione, ma potete donare anche voi, e non morite mica un giorno senza sigarette.
Pensate a quanto vi ho detto. Donare sangue è importantissimo, non è un obbligo, non avrete una medaglia, ma avrete la soddisfazione di aver contribuito a salvare vite umane.
L'importanza di donare il sangue.
Io sono donatrice da quando avevo 18 anni e voglio esserlo (sperando di arrivarci) fino a 60 anni.
Questo non lo dico per vantarmi, ma per sensibilizzare... Il sangue è una risorsa molto preziosa nei pronto soccorso, e non dovrebbe essere così. Anche una sola donazione può fare una differenza gigantesca tra la vita e la morte di qualcuno.
Augurandovi di vivere in salute, sani e salvi, per oltre 100 anni... è una risorsa che può servire a chiunque di noi, pure a te 🫵🏻. Tenete conto che i Pronto Soccorso faticano tantissimo a disporre di sacche di plasma. Ed è un problema enorme in situazioni di emergenza.
Noi ragazze possiamo donare soltanto due volte all'anno, per la tutela della fertilità... ma i ragazzi (e le donne che superano la menopausa) possono donare 4 volte all'anno. Vi consiglio di farlo sempre, perché è importantissimo.
Tenete conto che se siete lavoratori e lavoratrici dipendenti, il giorno della donazione, potete astenervi da lavoro percependo comunque lo stipendio, attraverso il rimborso INPS.
Per universitari invece basta il certificato di donazione per giustificare l'assenza in facoltà.
Altra cosa importante, c'è un falso mito che i fumatori non possono donare... FALSO. È sconsigliatissimo fumare il giorno della donazione, ma potete donare anche voi, e non morite mica un giorno senza sigarette.
Pensate a quanto vi ho detto. Donare sangue è importantissimo, non è un obbligo, non avrete una medaglia, ma avrete la soddisfazione di aver contribuito a salvare vite umane.
Fatemi entrare! 😡

- Io difesi Qwerty perché, come molte altre RAGAZZE sono stata presa in giro da lui.
- Non ho altri account e non ne avrò mai altri, attualmente non sono su insegreto (c'è il profilo attivo, ma non entro da giugno)
- La questione delle foto mi sembrava già chiarita, ma se non volete sentire ragione, cazzi vostri
- La Formula 1 è anche uno sport femminile, capisco che in Italia è difficile da accettare, specialmente per chi non ha il rispetto di chiamare una ragazza con pronomi femminili (comportamento molto infantile e da bigotte).
- Non mi piacciono i treni, mi piace viaggiare in treno, è molto diverso.
Eeeee che dire... infantile? immaturo? Irrispettoso? Arrogante?

Salgono a quota 2 i miei bloccati
🪦🪦
Mentre io sono in 4 dei vostri cimiteri (cinnamon non conta, perché non me ne frega niente)
🪦🪦
Mentre io sono in 4 dei vostri cimiteri (cinnamon non conta, perché non me ne frega niente)
Prova, prova
Pali Dito Sito
Poli Dato Mito
Peli Nato Moto
Peri Lato Moro
Pera Loto Mora
Mera Loro
Mela Lobo
Mala Lobi
Male
Vale
Vile
Se sicuro che ciò che bevi è acqua?
Ora alzati e fai una giravolta
Questo festival è truccato, e lo vince Fausto Leali
Pali Dito Sito
Poli Dato Mito
Peli Nato Moto
Peri Lato Moro
Pera Loto Mora
Mera Loro
Mela Lobo
Mala Lobi
Male
Vale
Vile
Se sicuro che ciò che bevi è acqua?
Ora alzati e fai una giravolta
Questo festival è truccato, e lo vince Fausto Leali
Ecco la Guerra: monumento ai piccoli martiri di Gorla
Gorla è un piccolo quartiere di Milano che si affaccia sul Naviglio della Martesana. Al confine nord verso Sesto San Giovanni.
Negli anni '40 Sesto San Giovanni era invece una vera e propria cittadella industriale. A dominare il paesaggio c'erano le grandi ciminiere della Falck e della Breda. Ma nel 1944 siamo in piena seconda guerra mondiale, e l'industria è orientata verso la produzione bellica.
Il 20 ottobre 1944 la 15ª Air Force USAAF si involò verso Milano; obbiettivo: mettere in ginocchio l'industria nazifascista... Alfa Romeo, Pirelli, Breda e la Falck di Sesto San Giovanni. Il bombardiere che doveva colpire la Breda sbagliò rotta, e il pilota decise di scaricare le bombe in aperta campagna. Lì sotto però c'era Gorla.
Le sirene suonarono in tutta Milano. Nella Scuola elementare "Francesco Crispi" le maestre iniziarono l'evacuazione verso il rifugio antiaereo. E proprio mentre i piccoli erano sulle scale di uscita un ordigno centrò in pieno la tromba delle scale.
La Strage di Gorla ebbe come tragico bilancio: 184 bambini, 14 insegnanti, la direttrice della scuola, 4 bidelli e un'assistente sanitaria.
Sul luogo dove sorgeva la scuola oggi sorge un monumento, con un messaggio molto forte: una madre, velata in segno di lutto, porge verso chi guarda un bambino esanime. Alle sue spalle il messaggio eloquente: ECCO LA GUERRA.
I 184 piccoli martiri di Gorla riposano al di sotto della scultura. Nella cripta campeggia un altro messaggio molto forte: "E VI AVEVO DETTO DI AMARVI COME FRATELLI".
Questa strage fu taciuta per anni, i piloti anglo-americani tornarono a casa, vantandosi dell'impresa "eroica" in molte scuole. Soltanto 80 anni dopo, l'ambasciatore statunitense partecipò alla commemorazione, che si svolge davanti al monumento ogni 20 ottobre, chiedendo scusa a nome del popolo americano. Nella stessa occasione la cripta fu visitata anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Chi ha il coraggio di premere un bottone, scaricando tonnellate di esplosivo su cittadini innocenti, sa bene che sta facendo. Non si può quindi parlare di errore. Questa è la Strage di Gorla. Una strage dimenticata ingiustamente, che dovrebbe essere in ogni libro di storia.
Gorla è un piccolo quartiere di Milano che si affaccia sul Naviglio della Martesana. Al confine nord verso Sesto San Giovanni.Negli anni '40 Sesto San Giovanni era invece una vera e propria cittadella industriale. A dominare il paesaggio c'erano le grandi ciminiere della Falck e della Breda. Ma nel 1944 siamo in piena seconda guerra mondiale, e l'industria è orientata verso la produzione bellica.
Il 20 ottobre 1944 la 15ª Air Force USAAF si involò verso Milano; obbiettivo: mettere in ginocchio l'industria nazifascista... Alfa Romeo, Pirelli, Breda e la Falck di Sesto San Giovanni. Il bombardiere che doveva colpire la Breda sbagliò rotta, e il pilota decise di scaricare le bombe in aperta campagna. Lì sotto però c'era Gorla.
Le sirene suonarono in tutta Milano. Nella Scuola elementare "Francesco Crispi" le maestre iniziarono l'evacuazione verso il rifugio antiaereo. E proprio mentre i piccoli erano sulle scale di uscita un ordigno centrò in pieno la tromba delle scale.
La Strage di Gorla ebbe come tragico bilancio: 184 bambini, 14 insegnanti, la direttrice della scuola, 4 bidelli e un'assistente sanitaria.
Sul luogo dove sorgeva la scuola oggi sorge un monumento, con un messaggio molto forte: una madre, velata in segno di lutto, porge verso chi guarda un bambino esanime. Alle sue spalle il messaggio eloquente: ECCO LA GUERRA.
I 184 piccoli martiri di Gorla riposano al di sotto della scultura. Nella cripta campeggia un altro messaggio molto forte: "E VI AVEVO DETTO DI AMARVI COME FRATELLI".
Questa strage fu taciuta per anni, i piloti anglo-americani tornarono a casa, vantandosi dell'impresa "eroica" in molte scuole. Soltanto 80 anni dopo, l'ambasciatore statunitense partecipò alla commemorazione, che si svolge davanti al monumento ogni 20 ottobre, chiedendo scusa a nome del popolo americano. Nella stessa occasione la cripta fu visitata anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Chi ha il coraggio di premere un bottone, scaricando tonnellate di esplosivo su cittadini innocenti, sa bene che sta facendo. Non si può quindi parlare di errore. Questa è la Strage di Gorla. Una strage dimenticata ingiustamente, che dovrebbe essere in ogni libro di storia.
Questa è la storia
di uno di noi
anche lui nato per caso in via Gluck
In una casa
Fuori città
Gente tranquilla, che lavorava
La dove c'era l'erba ora c'è
Una città
E quella casa in mezzo al verde ormai
Dove sarà
Via Cristoforo Gluck è dove è cresciuto Adriano Celentano. Un tempo aperta campagna, da ormai tanti anni fiancheggiata dalla Stazione di Milano Centrale.
di uno di noi
anche lui nato per caso in via Gluck
In una casa
Fuori città
Gente tranquilla, che lavorava
La dove c'era l'erba ora c'è
Una città
E quella casa in mezzo al verde ormai
Dove sarà
Via Cristoforo Gluck è dove è cresciuto Adriano Celentano. Un tempo aperta campagna, da ormai tanti anni fiancheggiata dalla Stazione di Milano Centrale.Ringraziate sempre di essere nati nella parte giusta del mondo: negli USA se i politici litigano sulla legge di bilancio si ferma tutto. In Italia se i politici litigano sulla legge di bilancio non frega un cazzo a nessuno, perché subentra il regime provvisorio, che garantisce le spese già programmate nelle vecchie leggi di bilancio.
È controproducente? No, perché nel momento in cui non fai quadrare i bilanci l'Unione Europea taglia automaticamente le spese sugli investimenti, ma garantisce la copertura minima per i servizi essenziali... in parole povere i politici italiani pagano caro se si sgarra sul bilancio, mentre negli Usa a pagare sono i dipendenti statali.
È controproducente? No, perché nel momento in cui non fai quadrare i bilanci l'Unione Europea taglia automaticamente le spese sugli investimenti, ma garantisce la copertura minima per i servizi essenziali... in parole povere i politici italiani pagano caro se si sgarra sul bilancio, mentre negli Usa a pagare sono i dipendenti statali.
🎵mamboooo italianoooooo🎵


La Quarta Convenzione di Ginevra, agli articoli 23 e 55, stabilisce che le parti in conflitto devono garantire il passaggio di viveri e medicinali per civili in territori occupati. Il blocco navale di Israele è posto in acque territoriali palestinesi, occupate da Israele.
La Quarta Convenzione di Ginevra è chiara anche sul blocco navale... un qualsiasi blocco navale che abbia come finalità, o anche solo come effetto, quello di affamare la popolazione è non solo illegittimo, ma integra un crimine di guerra e un crimine contro l’umanità.
Tempi e modalità di invio di viveri e medicinali non sono vincolate da alcuna legge internazionale. Se io voglio soccorrere un paese che soffre la fame, posso farlo anche in deltaplano, facendo prima il giro del mondo. Basta bugie...
La Quarta Convenzione di Ginevra è chiara anche sul blocco navale... un qualsiasi blocco navale che abbia come finalità, o anche solo come effetto, quello di affamare la popolazione è non solo illegittimo, ma integra un crimine di guerra e un crimine contro l’umanità.
Tempi e modalità di invio di viveri e medicinali non sono vincolate da alcuna legge internazionale. Se io voglio soccorrere un paese che soffre la fame, posso farlo anche in deltaplano, facendo prima il giro del mondo. Basta bugie...
Milano scusa, stavo scherzando
Luci a San Siro non ne accenderanno più
Il Comune di Milano questa notte ha approvato la vendita dello Stadio San Siro.
È l'inizio della fine per lo stadio più grande d'Italia, teatro di sport ma non solo, di tanti grandi concerti. Il primo fu Bob Marley nel 1980, e poi seguirono le grandi star internazionali: Madonna, Bruce Springsteen, Taylor Swift, Depeche Mode, Michael Jackson. Anche gli artisti italiani, per loro San Siro era un punto di arrivo, la consacrazione di una carriera: Vasco Rossi, Edoardo Bennato, Laura Pausini... e tantissimi altri.
San Siro fu il primo stadio visitato da un Papa, fu Giovanni Paolo II, accolto da migliaia di cresimandi da tutta la Lombardia. E come non dimenticare la visita di Papa Francesco.
Ma soprattutto San Siro è sport: la casa del Milan, che costruì questo stadio nel lontano 1925, e la casa dell'Inter che qui vinse la Coppa dei Campioni nel 1965.
Chi ha varcato quei cancelli almeno una volta nella vita, lo ricorda per sempre. Chiunque ha il suo ricordo. Io porto con me tantissimi ricordi: i concerti di Madonna, di Elodie, i Muse. Poi le partite, il mio primo Derby nel 2015, la partita dei 125 anni, e tantissimi altri.
Del vecchio San Siro resterà pochissimo, al suo posto nascerà uno stadio moderno. Lo richiede il meccanismo economico sempre più complicato che sostiene il calcio.
Nelle logiche di mercato il Fair play finanziario, i diritti televisivi in pay per view, gli enormi spazi pubblicitari prima, in mezzo e dopo alle partite, mettono sullo stesso piatto una squadra arrivata per caso in Serie A con le grandi glorie del calcio italiano. Da anni ci si arrabbia con il giocatore di turno che fa le valigie, dimenticando che ormai tutto funziona così.
Nulla è per sempre, e ormai il valore storico non conta più niente. Non c'è da sorprendersi. In una Milano strozzata dal cemento non c'è più posto per uno stadio nuovo altrove. Ma io mi chiedo perché, se il problema è quello degli spazi, non si predispone la prima cintura dei comuni esterni a Milano come nuova Milano. È una bestemmia? Lambrate, San Siro, Baggio... e tanti altri quartieri, dei secoli fa erano Comuni a sé stanti.
Ma piuttosto che allargare il campo, come si è sempre fatto per secoli e secoli, si riscrivono le regole, e questa gente sarebbe disposta a buttare giù persino il Duomo di Milano pur di fare qualcosa di nuovo.
Luci a San Siro non ne accenderanno più
Il Comune di Milano questa notte ha approvato la vendita dello Stadio San Siro.È l'inizio della fine per lo stadio più grande d'Italia, teatro di sport ma non solo, di tanti grandi concerti. Il primo fu Bob Marley nel 1980, e poi seguirono le grandi star internazionali: Madonna, Bruce Springsteen, Taylor Swift, Depeche Mode, Michael Jackson. Anche gli artisti italiani, per loro San Siro era un punto di arrivo, la consacrazione di una carriera: Vasco Rossi, Edoardo Bennato, Laura Pausini... e tantissimi altri.
San Siro fu il primo stadio visitato da un Papa, fu Giovanni Paolo II, accolto da migliaia di cresimandi da tutta la Lombardia. E come non dimenticare la visita di Papa Francesco.
Ma soprattutto San Siro è sport: la casa del Milan, che costruì questo stadio nel lontano 1925, e la casa dell'Inter che qui vinse la Coppa dei Campioni nel 1965.
Chi ha varcato quei cancelli almeno una volta nella vita, lo ricorda per sempre. Chiunque ha il suo ricordo. Io porto con me tantissimi ricordi: i concerti di Madonna, di Elodie, i Muse. Poi le partite, il mio primo Derby nel 2015, la partita dei 125 anni, e tantissimi altri.
Del vecchio San Siro resterà pochissimo, al suo posto nascerà uno stadio moderno. Lo richiede il meccanismo economico sempre più complicato che sostiene il calcio.
Nelle logiche di mercato il Fair play finanziario, i diritti televisivi in pay per view, gli enormi spazi pubblicitari prima, in mezzo e dopo alle partite, mettono sullo stesso piatto una squadra arrivata per caso in Serie A con le grandi glorie del calcio italiano. Da anni ci si arrabbia con il giocatore di turno che fa le valigie, dimenticando che ormai tutto funziona così.
Nulla è per sempre, e ormai il valore storico non conta più niente. Non c'è da sorprendersi. In una Milano strozzata dal cemento non c'è più posto per uno stadio nuovo altrove. Ma io mi chiedo perché, se il problema è quello degli spazi, non si predispone la prima cintura dei comuni esterni a Milano come nuova Milano. È una bestemmia? Lambrate, San Siro, Baggio... e tanti altri quartieri, dei secoli fa erano Comuni a sé stanti.
Ma piuttosto che allargare il campo, come si è sempre fatto per secoli e secoli, si riscrivono le regole, e questa gente sarebbe disposta a buttare giù persino il Duomo di Milano pur di fare qualcosa di nuovo.
Per chi va a caccia di fantasmi: Io su insegreto non ci sono.
Complimenti per lo spreco del vostro tempo 👍🏻
Complimenti per lo spreco del vostro tempo 👍🏻
Far valere i propri diritti dovrebbe significare mettere in pari i due piatti della bilancia, non raddoppiarne il peso della controparte.
Mi riferisco a quanto successo ad Arcore, in provincia di Monza, in questo weekend, dove è andato in scena il Gay Pride all'insegna dello slogan "Via Frocis".
Sempre sabato e domenica l'autodromo di Monza è stato invaso da da migliaia di runners... una iniziativa benefica, per carità, nulla da dire. Ma spesso chi fa running sa bene degli inconvenienti del praticare sport all'aria aperta in una regione così inquinata come Lombardia... e se i risultati sono cestini tracimanti di bottigliette d'acqua (perlopiù piene), e code interminabili all'uscita con SUV e macchine di ogni genere, dentro uno dei polmoni verdi più importanti della Lombardia, evidentemente qualcosa non va.
Anche in questo caso manca equilibrio. Come manca equilibrio nella gestione della sicurezza. La brillante idea del Governo di applicare delle zone rosse nelle grandi aree urbane non risolve il problema, lo sposta. Risultato? I daspo urbani applicati a Milano stanno praticamente spostando la criminalità a Monza. Ogni mattina non so se devo guardarmi le spalle perché qualche disturbato mi vuole rapinare, o guardare in alto perché in stazione la copertura delle banchine cade a pezzi.
Sono anni che mi muovo nella "pericolosa" Milano. Non ho mai avuto problemi. Sabato invece, a pochi metri da casa mia, un tizio ubriaco ha iniziato a seguirmi per un bel tratto di strada. Monza è cambiata perché non troviamo quell'equilibrio che serve in tutto.
Forse in qualcosa non serve equilibrio, nella politica e nella giustizia. In questo caso le mezze misure non bastano più.
Mi riferisco a quanto successo ad Arcore, in provincia di Monza, in questo weekend, dove è andato in scena il Gay Pride all'insegna dello slogan "Via Frocis".
Sempre sabato e domenica l'autodromo di Monza è stato invaso da da migliaia di runners... una iniziativa benefica, per carità, nulla da dire. Ma spesso chi fa running sa bene degli inconvenienti del praticare sport all'aria aperta in una regione così inquinata come Lombardia... e se i risultati sono cestini tracimanti di bottigliette d'acqua (perlopiù piene), e code interminabili all'uscita con SUV e macchine di ogni genere, dentro uno dei polmoni verdi più importanti della Lombardia, evidentemente qualcosa non va.
Anche in questo caso manca equilibrio. Come manca equilibrio nella gestione della sicurezza. La brillante idea del Governo di applicare delle zone rosse nelle grandi aree urbane non risolve il problema, lo sposta. Risultato? I daspo urbani applicati a Milano stanno praticamente spostando la criminalità a Monza. Ogni mattina non so se devo guardarmi le spalle perché qualche disturbato mi vuole rapinare, o guardare in alto perché in stazione la copertura delle banchine cade a pezzi.
Sono anni che mi muovo nella "pericolosa" Milano. Non ho mai avuto problemi. Sabato invece, a pochi metri da casa mia, un tizio ubriaco ha iniziato a seguirmi per un bel tratto di strada. Monza è cambiata perché non troviamo quell'equilibrio che serve in tutto.
Forse in qualcosa non serve equilibrio, nella politica e nella giustizia. In questo caso le mezze misure non bastano più.