Milano scusa, stavo scherzando
Luci a San Siro non ne accenderanno più

Il Comune di Milano questa notte ha approvato la vendita dello Stadio San Siro.
È l'inizio della fine per lo stadio più grande d'Italia, teatro di sport ma non solo, di tanti grandi concerti. Il primo fu Bob Marley nel 1980, e poi seguirono le grandi star internazionali: Madonna, Bruce Springsteen, Taylor Swift, Depeche Mode, Michael Jackson. Anche gli artisti italiani, per loro San Siro era un punto di arrivo, la consacrazione di una carriera: Vasco Rossi, Edoardo Bennato, Laura Pausini... e tantissimi altri.
San Siro fu il primo stadio visitato da un Papa, fu Giovanni Paolo II, accolto da migliaia di cresimandi da tutta la Lombardia. E come non dimenticare la visita di Papa Francesco.
Ma soprattutto San Siro è sport: la casa del Milan, che costruì questo stadio nel lontano 1925, e la casa dell'Inter che qui vinse la Coppa dei Campioni nel 1965.
Chi ha varcato quei cancelli almeno una volta nella vita, lo ricorda per sempre. Chiunque ha il suo ricordo. Io porto con me tantissimi ricordi: i concerti di Madonna, di Elodie, i Muse. Poi le partite, il mio primo Derby nel 2015, la partita dei 125 anni, e tantissimi altri.
Del vecchio San Siro resterà pochissimo, al suo posto nascerà uno stadio moderno. Lo richiede il meccanismo economico sempre più complicato che sostiene il calcio.
Nelle logiche di mercato il Fair play finanziario, i diritti televisivi in pay per view, gli enormi spazi pubblicitari prima, in mezzo e dopo alle partite, mettono sullo stesso piatto una squadra arrivata per caso in Serie A con le grandi glorie del calcio italiano. Da anni ci si arrabbia con il giocatore di turno che fa le valigie, dimenticando che ormai tutto funziona così.
Nulla è per sempre, e ormai il valore storico non conta più niente. Non c'è da sorprendersi. In una Milano strozzata dal cemento non c'è più posto per uno stadio nuovo altrove. Ma io mi chiedo perché, se il problema è quello degli spazi, non si predispone la prima cintura dei comuni esterni a Milano come nuova Milano. È una bestemmia? Lambrate, San Siro, Baggio... e tanti altri quartieri, dei secoli fa erano Comuni a sé stanti.
Ma piuttosto che allargare il campo, come si è sempre fatto per secoli e secoli, si riscrivono le regole, e questa gente sarebbe disposta a buttare giù persino il Duomo di Milano pur di fare qualcosa di nuovo.
@Duch