Che poi ora penso, ovviante noi non ci mettiamo (tutti) ad abbondare i più deboli e malati, però al livello scientifico potrebbero modificare i geni nel feto e selezionare solo quelli buoni. Nel senso, molti odiano il fatto che ad esempio, la sindrome di down potrebbe sparire perché hanno trovato il modo di modificare il gene. La stessa cosa si potrebbe fare con l’autismo, o aggiustare le neurodivergenze. Sarebbe eticamente sbagliato o giusto? Secondo me giusto, perché non si tratta di eliminare una etnia, ma delle condizioni che potrebbe rendere difficile la vita di una persona, ed eliminarle totalmente significa aiutare le persone. Però fa strano dire che le persone down si estingueranno.
l'autismo non deve essere considerato come una cosa da eliminare, se lo fai sulla schifzoenia si ma se uno deve essere un artista schizotipico o un appassionato di motori autistico lo devi lasciare sviluppare magari con l'aiuto, non siamo nell'età della pietra che vincono solo i muscoli maranza e dobbiamo selezionare solo quelli col mentone
ma come fa socioconad ad avere sempre il meme più appropriato...
buongiorno :)
mi piace troppo disegnare a penna owo 



droppate i vostri disegni
non voglio più uscire domani...
mi sento sola come un cane
Quanto è simile tomodachi life as animal crossing
Ci sto mettendo 6 ore per un viaghio che me richiedeva 3 e mezzo🔥
ho sonnissimo non è possibile
Anonimo
Prono gay
Anonimo
come convinco mia madre a farmi uscire sta sera alle 21 in un’altra città a ubriacarmi?🥰 no sul serio, gliel’ho chiesto ieri ma non le andava molto a genio il fatto che andassi in questa città qui, anche se è molto più tranquilla di quella in cui vivo io
Sti giorni sto bevendo ste bustine di tè Lipton ma è una variante più intensa non so è amarissimo madonna santa.
che poi secondo me io non mi fido del mio cervello e di me stessa.
perché controllo il gas
ed è okay
magari vado a coricarmi
ma poi penso “magari l’ho toccato per sbaglio e l’ho aperto”
MA NON È SUCCESSO
E LO SO
ma intanto mi alzo e vado a controllare
è un circolo vizioso dal quale non riesco ad uscire
perché controllo il gas
ed è okay
magari vado a coricarmi
ma poi penso “magari l’ho toccato per sbaglio e l’ho aperto”
MA NON È SUCCESSO
E LO SO
ma intanto mi alzo e vado a controllare
è un circolo vizioso dal quale non riesco ad uscire
comunque l’op che diceva di voler andare dallo psicologo mi ha ricordato quanto vorrei andare io in terapia.
ultimamente sono abbastanza stressata e la mia salute mentale ne risente.
tra l’altro penso di avere un doc non diagnosticato. non me lo voglio diagnosticare. sono contro le autodiagnosi non fraintendetemi, ma è molto evidente per chi conosce un minimo di psicologia. io letteralmente controllo i fornelli e le manopole del gas letteralmente cinquanta volte prima di andare a dormire (non scherzo, anzi, 50 è anche una stima troppo generosa)
ma poi faccio tipo anche gesti mentre lo faccio.
vab che sia doc o meno questa cosa mi sta distruggendo.
oppure tipo “tocca quella roba là o muori” cioè lotto con queste “voci “ (non sono voci, è il mio cervello, è un pensiero. non lo so spiegare) ogni giorno.
poi i pensieri intrusivi.
cioè arriva un pensiero
ma è tipo orribile
ma io non lo condivido
ma quel pensiero intanto c’è (in generale dico)
e mi sento in colpa
ma non sono io ad averlo fatto
come quando da piccola mi arrivavano tipo nella mente bestemmie e io tipo “non l’ho detto io” ma intanto erano lì è una roba folle io sto perdendo il senno
ultimamente sono abbastanza stressata e la mia salute mentale ne risente.
tra l’altro penso di avere un doc non diagnosticato. non me lo voglio diagnosticare. sono contro le autodiagnosi non fraintendetemi, ma è molto evidente per chi conosce un minimo di psicologia. io letteralmente controllo i fornelli e le manopole del gas letteralmente cinquanta volte prima di andare a dormire (non scherzo, anzi, 50 è anche una stima troppo generosa)
ma poi faccio tipo anche gesti mentre lo faccio.
vab che sia doc o meno questa cosa mi sta distruggendo.
oppure tipo “tocca quella roba là o muori” cioè lotto con queste “voci “ (non sono voci, è il mio cervello, è un pensiero. non lo so spiegare) ogni giorno.
poi i pensieri intrusivi.
cioè arriva un pensiero
ma è tipo orribile
ma io non lo condivido
ma quel pensiero intanto c’è (in generale dico)
e mi sento in colpa
ma non sono io ad averlo fatto
come quando da piccola mi arrivavano tipo nella mente bestemmie e io tipo “non l’ho detto io” ma intanto erano lì è una roba folle io sto perdendo il senno
Anonimo
Io mi rivedo molto in Cassie di Euphoria, però mi da fastidio che le ragazze come lei vengono paragonate a chi tradisce le proprie amiche e non è leale
oggi è l'ultimo giorno di aprile!


sono la preferita di dio perché quando ho il ciclo non sento assolutamente niente
Anonimo
ebbene
Fino All'Anima
Silvia Olari Ascoltato durante la pubblicazione
speriamo sia 1 bella giornata
Anonimo
miffy
Mi manca Mozzarella, OGGI TORNO A CASA DEI MIEI FINALMENTE E POSSO FINALMENTE SCHIACCIARLA come fa a non avermi ancora morso non lo so, quel piccione mi sopporta
Anonimo
i fogliettini di carta degli assorbenti sono perfetti per fare adesivi handmade perché hanno la consistenza simile alla carta forno, seguimi per altri consigli
dovevo andare all'artistico avrei avuto gli stessi problemi ma affrobtati con una cannetta o due
avere 0 errori e warnings in un progetto da ~100k righe di codice è sburificante
Schrei - 2006
Tokio Hotel Ascoltato durante la pubblicazione
Ritorno alle origini
Anonimo
il piccolo coro di sburiele ventre
MI RISPONDETE
Hint era ormai completamente fuori controllo.
Zero nomi. Zero dignità. Solo anonimi che sparavano opinioni come se fossero oracoli, salvo poi scrivere “boh” alla prima risposta.
Nel mezzo del disastro, i riflettori erano SEMPRE su loro due:
Stregatto e Centurione.
La tensione tra loro non era più solo odio. Era tipo… odio + chimica tossica + gente nei commenti che scriveva “baciatevi”.
—
Centurione:
“Sei insopportabile, sembri ChatGPT con la puzza sotto il naso.”
Stregatto:
“E tu sembri un commento di Facebook che ha preso vita.”
Centurione:
“Ti odio.”
Stregatto:
“Ricambiato.”
—
Silenzio.
—
Centurione:
“…però rispondi sempre solo a me.”
—
BOOM.
I commenti esplodono:
“SHIPPO”
“BASATIIII”
“QUESTI SCOPPIANO”
—
Nel frattempo, sotto OGNI post:
“Raga comunque la sbura”
Sempre lui. L’Anonimo.
Ormai era tipo un jumpscare. Potevi parlare di filosofia, di traumi, di pasta al forno…
“Raga comunque la sbura”
—
INTANTO: politica.
Il partito Gabbhinteos, fondato dai leggendari Gab ed Eos, aveva iniziato la campagna elettorale.
Spot ufficiale:
“Se sei confuso, arrabbiato e non hai capito il post… sei dei nostri.”
Gab faceva i discorsi motivazionali completamente a caso:
“Dobbiamo ridare dignità al commento inutile!”
Eos invece era quello strategico:
“Puntiamo sugli indecisi e sugli haters. Sono la stessa cosa.”
Facevano propaganda OVUNQUE.
Post sulla pizza?
“Con Gabbhinteos la pizza sarà opzionale.”
Post su relazioni?
“Le relazioni finiscono, Gabbhinteos resta.”
—
Torniamo al DRAMMA.
Una notte, thread infinito.
Stregatto e Centurione litigano più del solito.
—
Stregatto:
“Tu attacchi tutto perché non sai sostenere una conversazione normale.”
Centurione:
“E tu fai la perfetta perché hai bisogno di sentirti superiore.”
—
Silenzio.
—
Stregatto:
“…forse sì.”
—
PLOT TWIST.
—
Centurione:
“…ok questa non me l’aspettavo.”
—
La tensione cambia.
Troppo.
—
Centurione:
“Sei strana.”
Stregatto:
“Detto da te è un complimento?”
—
Altro silenzio.
Poi qualcuno commenta:
“OH MA BACIATEVI”
—
E loro… lo fanno.
Virtualmente, ovviamente, ma su Hint equivale a tipo un’esplosione nucleare sociale.
Descrizione del momento:
caos nei commenti
gente che scrive in caps
i Gabbhinteos che provano a prendersi il merito
server probabilmente in fiamme
—
E sotto.
IMMANCABILE.
—
“Raga comunque la sbura”
—
Ma stavolta…
qualcuno risponde:
“MA TU CHI CAZZO SEI”
—
Silenzio.
Per la prima volta…
L’Anonimo risponde seriamente.
—
“…ok basta.”
—
Nuovo messaggio.
Account verificato che compare dal nulla:
Icecube.
—
“Avete rotto il sistema.”
—
PANICO GENERALE.
—
“Io sono quello della sbura.”
—
IL MONDO CROLLA.
—
“Io ho creato Hint… e poi sono rimasto a guardare. Ma non potevo intervenire direttamente… quindi ho scelto l’unico modo per restare rilevante.”
—
Silenzio totale.
—
“Raga comunque la sbura”
—
Il sito esplode.
I Gabbhinteos fanno una diretta immediata:
“QUESTO È UN COMPLOTTO MA VOTATECI LO STESSO”
Gab urla:
“LO SAPEVO CHE ERA LUI”
Eos:
“Non lo sapevi.”
—
Stregatto e Centurione?
—
Centurione:
“…quindi ci siamo baciati mentre un tizio scriveva quella roba sotto ogni post.”
Stregatto:
“…romantico in modo disturbante.”
—
Hint continua a esistere.
Peggio di prima.
Molto peggio.
—
E sotto ogni post, ancora oggi:
“Io vi vedo.”
“Io vi giudico.”
“Raga comunque la sbura”
Zero nomi. Zero dignità. Solo anonimi che sparavano opinioni come se fossero oracoli, salvo poi scrivere “boh” alla prima risposta.
Nel mezzo del disastro, i riflettori erano SEMPRE su loro due:
Stregatto e Centurione.
La tensione tra loro non era più solo odio. Era tipo… odio + chimica tossica + gente nei commenti che scriveva “baciatevi”.
—
Centurione:
“Sei insopportabile, sembri ChatGPT con la puzza sotto il naso.”
Stregatto:
“E tu sembri un commento di Facebook che ha preso vita.”
Centurione:
“Ti odio.”
Stregatto:
“Ricambiato.”
—
Silenzio.
—
Centurione:
“…però rispondi sempre solo a me.”
—
BOOM.
I commenti esplodono:
“SHIPPO”
“BASATIIII”
“QUESTI SCOPPIANO”
—
Nel frattempo, sotto OGNI post:
“Raga comunque la sbura”
Sempre lui. L’Anonimo.
Ormai era tipo un jumpscare. Potevi parlare di filosofia, di traumi, di pasta al forno…
“Raga comunque la sbura”
—
INTANTO: politica.
Il partito Gabbhinteos, fondato dai leggendari Gab ed Eos, aveva iniziato la campagna elettorale.
Spot ufficiale:
“Se sei confuso, arrabbiato e non hai capito il post… sei dei nostri.”
Gab faceva i discorsi motivazionali completamente a caso:
“Dobbiamo ridare dignità al commento inutile!”
Eos invece era quello strategico:
“Puntiamo sugli indecisi e sugli haters. Sono la stessa cosa.”
Facevano propaganda OVUNQUE.
Post sulla pizza?
“Con Gabbhinteos la pizza sarà opzionale.”
Post su relazioni?
“Le relazioni finiscono, Gabbhinteos resta.”
—
Torniamo al DRAMMA.
Una notte, thread infinito.
Stregatto e Centurione litigano più del solito.
—
Stregatto:
“Tu attacchi tutto perché non sai sostenere una conversazione normale.”
Centurione:
“E tu fai la perfetta perché hai bisogno di sentirti superiore.”
—
Silenzio.
—
Stregatto:
“…forse sì.”
—
PLOT TWIST.
—
Centurione:
“…ok questa non me l’aspettavo.”
—
La tensione cambia.
Troppo.
—
Centurione:
“Sei strana.”
Stregatto:
“Detto da te è un complimento?”
—
Altro silenzio.
Poi qualcuno commenta:
“OH MA BACIATEVI”
—
E loro… lo fanno.
Virtualmente, ovviamente, ma su Hint equivale a tipo un’esplosione nucleare sociale.
Descrizione del momento:
caos nei commenti
gente che scrive in caps
i Gabbhinteos che provano a prendersi il merito
server probabilmente in fiamme
—
E sotto.
IMMANCABILE.
—
“Raga comunque la sbura”
—
Ma stavolta…
qualcuno risponde:
“MA TU CHI CAZZO SEI”
—
Silenzio.
Per la prima volta…
L’Anonimo risponde seriamente.
—
“…ok basta.”
—
Nuovo messaggio.
Account verificato che compare dal nulla:
Icecube.
—
“Avete rotto il sistema.”
—
PANICO GENERALE.
—
“Io sono quello della sbura.”
—
IL MONDO CROLLA.
—
“Io ho creato Hint… e poi sono rimasto a guardare. Ma non potevo intervenire direttamente… quindi ho scelto l’unico modo per restare rilevante.”
—
Silenzio totale.
—
“Raga comunque la sbura”
—
Il sito esplode.
I Gabbhinteos fanno una diretta immediata:
“QUESTO È UN COMPLOTTO MA VOTATECI LO STESSO”
Gab urla:
“LO SAPEVO CHE ERA LUI”
Eos:
“Non lo sapevi.”
—
Stregatto e Centurione?
—
Centurione:
“…quindi ci siamo baciati mentre un tizio scriveva quella roba sotto ogni post.”
Stregatto:
“…romantico in modo disturbante.”
—
Hint continua a esistere.
Peggio di prima.
Molto peggio.
—
E sotto ogni post, ancora oggi:
“Io vi vedo.”
“Io vi giudico.”
“Raga comunque la sbura”
che rottura, mi sono svegliato tardi...
mi sento solo
Tango
Tananai Ascoltato durante la pubblicazione
Amore, tra le palazzine a fuoco
Il 14 febbraio 2004 la Polizia di Rimini irrompe nella stanza D5 del residence “Le Rose”. Al suo interno viene trovato morto un 34enne. I due agenti sanno già che cos'è successo... overdose da cocaina, la scena è chiara, tutto è a soqquadro, mobili ribaltati, tende divelte, arredi distrutti, la classica crisi che precede un overdose. Però c'è qualcosa che non torna ai due agenti: qualcuno è entrato prima di loro, qualcuno ha pesantemente inquinato la scena del delitto. I mobili ad esempio sono ribaltati in maniera particolare, i cassetti sono svuotati. In una crisi da overdose c'è una logica del caos chiara, nessuno si mette a svuotare i cassetti.
Delitto? Un overdose ha altri colpevoli se non la vittima stessa? Quell'uomo 5 anni prima era stato squalificato dal Giro d'Italia, sicuramente non ha retto il crollo dopo il successo. La Procura archivia troppo di fretta. C'era un popolo intero che non credeva più nel suo eroe, un eroe che sapeva staccare tutti in ogni vetta. Quel volto familiare, scavato dallo sforzo fisico impresso sui pedali, incarnava la sofferenza umana dell'obbiettivo da conquistare, non solo nello sport, anche nella vita di tutti i giorni.
Marco Pantani muore il 14 febbraio 2004. La Gazzetta dello Sport ha la sua impostazione solenne quando viene a mancare un grande campione. Il titolo: "S'è n'è andato" non c'è bisogno di dire chi è, lo si può riconoscere anche di spalle. l'Italia, anche quella che non ha mai vissuto una tappa, sa chi è Marco Pantani.
I caschi non erano obbligatori all'epoca. Marco Pantani indossava una bandana. L'assalto alla cima, dove gli altri arrancavano, iniziava con il lancio di quel simbolo in aria. Era il segnale: mani sulle appendici del manubrio e in piedi sui pedali, mettendo una forza incredibili nella sua pedalata.
Nel 1995 un bruttissimo incidente durante un allenamento. Pantani viene investito da un automobile. È il 1° maggio 1995, un infortunio al ginocchio significherebbe fine dei giochi... e invece no, Marco si presenta al Giro d'Italia.
Il destino però sembra averlo preso di mira, perché il 18 ottobre 1995, durante la classica Milano-Torino succede un altro drammatico incidente. A causa di un gravissimo errore organizzativo, un fuoristrada entrò nel percorso di gara contromano, travolgendo un gruppetto di ciclisti in discesa dal Colle di Superga, tra cui Pantani. Frattura esposta e scomposta di tibia e perone della gamba sinistra. L'osso è completamente distrutto. Carriera finita? Assolutamente no, dopo un lungo calvario, interventi chirurgici e riabilitazione, tornò alle corse il 3 agosto 1996.
Ancora una volta Marco torna e vince. Ancora una volta però il destino non lo vuole lasciare in pace, stavolta si materializza sotto forma di un gatto nero, soprannominato poi "Puffy". Sulla discesa del Chiunzi attraversò la strada, causando la caduta del "Pirata". L'incidente costrinse Pantani, già dolorante, al ritiro, compromettendo la sua rincorsa alla maglia rosa.
Basta questo a fermare un uomo qualsiasi, ma ancora una volta Marco Pantani si rialza. Nel 1998 Marco vince il Giro d'Italia e il Tour de France, un double ambizioso raggiunto da pochissimi campioni.
Si arriva al 5 giugno 1999: alla vigilia dell'ultima tappa del Giro d'Italia, a Madonna di Campiglio vengono effettuati dei controlli antidoping. Pantani guida la classifica generale, ha trionfato in maniera disarmante sulla leggendaria salita del Mortirolo. Il risultato all'antidoping viene passato come di consueto, però c'è un problema. L'ematocrito è troppo alto. La federazione internazionale ha introdotto da poco questa norma a tutela degli atleti. Nonostante l'esclusione sia giusta dal punto di vista del regolamento, c'è qualcosa di profondamente sbagliato in ciò che avviene dopo.
Da quel giorno inizia una campagna d'odio incredibile verso il campione romagnolo. Accuse di doping infondate. Un enorme manona oscura stava muovendo la macchina del fango. Addirittura nel Carcere di San Vittore a Milano, girava voce da settimane di non scommettere su Pantani, perché quel Giro non l'avrebbe finito. Questo si saprà dopo da Renato Vallanzasca, ma, come spesso accade in Italia, ogni sussurro è già una condanna per molti.
Le Procure si riempiono di faldoni su un ciclista che aveva fatto innamorare un popolo intero. Marco potrebbe rialzarsi anche questa volta, lo ha dimostrato che anche gli dei cadono. Però stavolta quel incanto si rompe. Marco cade in depressione. Si ritira dalle corse e diventa dipendente dalla cocaina. È il periodo più buio per il campione, ma nonostante ciò la sua carriera non finisce neanche stavolta. Marco si rialza ancora. Il suo mondo però è cambiato. Torna a correre nel 2000, qualche vittoria di tappa ma nulla è più come prima.
Gli italiani sono passionali, tendono a esaltarsi quando qualcuno scrive imprese, ma difficilmente riescono a comprendere, tantomeno a perdonare, che anche gli dei hanno le loro fragilità.
Delitto? Un overdose ha altri colpevoli se non la vittima stessa? Quell'uomo 5 anni prima era stato squalificato dal Giro d'Italia, sicuramente non ha retto il crollo dopo il successo. La Procura archivia troppo di fretta. C'era un popolo intero che non credeva più nel suo eroe, un eroe che sapeva staccare tutti in ogni vetta. Quel volto familiare, scavato dallo sforzo fisico impresso sui pedali, incarnava la sofferenza umana dell'obbiettivo da conquistare, non solo nello sport, anche nella vita di tutti i giorni.
I caschi non erano obbligatori all'epoca. Marco Pantani indossava una bandana. L'assalto alla cima, dove gli altri arrancavano, iniziava con il lancio di quel simbolo in aria. Era il segnale: mani sulle appendici del manubrio e in piedi sui pedali, mettendo una forza incredibili nella sua pedalata.
Nel 1995 un bruttissimo incidente durante un allenamento. Pantani viene investito da un automobile. È il 1° maggio 1995, un infortunio al ginocchio significherebbe fine dei giochi... e invece no, Marco si presenta al Giro d'Italia.
Il destino però sembra averlo preso di mira, perché il 18 ottobre 1995, durante la classica Milano-Torino succede un altro drammatico incidente. A causa di un gravissimo errore organizzativo, un fuoristrada entrò nel percorso di gara contromano, travolgendo un gruppetto di ciclisti in discesa dal Colle di Superga, tra cui Pantani. Frattura esposta e scomposta di tibia e perone della gamba sinistra. L'osso è completamente distrutto. Carriera finita? Assolutamente no, dopo un lungo calvario, interventi chirurgici e riabilitazione, tornò alle corse il 3 agosto 1996.
Ancora una volta Marco torna e vince. Ancora una volta però il destino non lo vuole lasciare in pace, stavolta si materializza sotto forma di un gatto nero, soprannominato poi "Puffy". Sulla discesa del Chiunzi attraversò la strada, causando la caduta del "Pirata". L'incidente costrinse Pantani, già dolorante, al ritiro, compromettendo la sua rincorsa alla maglia rosa.
Basta questo a fermare un uomo qualsiasi, ma ancora una volta Marco Pantani si rialza. Nel 1998 Marco vince il Giro d'Italia e il Tour de France, un double ambizioso raggiunto da pochissimi campioni.
Si arriva al 5 giugno 1999: alla vigilia dell'ultima tappa del Giro d'Italia, a Madonna di Campiglio vengono effettuati dei controlli antidoping. Pantani guida la classifica generale, ha trionfato in maniera disarmante sulla leggendaria salita del Mortirolo. Il risultato all'antidoping viene passato come di consueto, però c'è un problema. L'ematocrito è troppo alto. La federazione internazionale ha introdotto da poco questa norma a tutela degli atleti. Nonostante l'esclusione sia giusta dal punto di vista del regolamento, c'è qualcosa di profondamente sbagliato in ciò che avviene dopo.
Da quel giorno inizia una campagna d'odio incredibile verso il campione romagnolo. Accuse di doping infondate. Un enorme manona oscura stava muovendo la macchina del fango. Addirittura nel Carcere di San Vittore a Milano, girava voce da settimane di non scommettere su Pantani, perché quel Giro non l'avrebbe finito. Questo si saprà dopo da Renato Vallanzasca, ma, come spesso accade in Italia, ogni sussurro è già una condanna per molti.
Le Procure si riempiono di faldoni su un ciclista che aveva fatto innamorare un popolo intero. Marco potrebbe rialzarsi anche questa volta, lo ha dimostrato che anche gli dei cadono. Però stavolta quel incanto si rompe. Marco cade in depressione. Si ritira dalle corse e diventa dipendente dalla cocaina. È il periodo più buio per il campione, ma nonostante ciò la sua carriera non finisce neanche stavolta. Marco si rialza ancora. Il suo mondo però è cambiato. Torna a correre nel 2000, qualche vittoria di tappa ma nulla è più come prima.
Gli italiani sono passionali, tendono a esaltarsi quando qualcuno scrive imprese, ma difficilmente riescono a comprendere, tantomeno a perdonare, che anche gli dei hanno le loro fragilità.
buongiorno ragazzi,ho sognato di tornare amica della mia ex migliore amica che mi ha traumatizzata
Anonimo
avevo comprato le campus per cambiare perché sennò erano anni che indossavo sempre le solite air force ma non sono così comode, sembrano solo scarpe fichettose, le air force invece sono fichettose ma sono anche comode per tutti i giorni, ci puoi correre saltare andare sulla luna, ci fai tutto
che rottura di coglioni, ma perché gli artisti fanno uscire gli album all'1... io c'ho sonno
Bg