Rispolveriamo una vecchia usanza di Hint
Quanti on al momento?
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Ioioioio
14 io no
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Non tutti provano le emozioni allo stesso modo. Vi stupirà sentire che i sentimenti non cambiano solo intensità da un individuo a un altro ma a seconda dell'epoca, o del luogo, possono addirittura prendere un nome diverso, persino scomparire. Non è insolito allontanarsi un po' dal proprio contesto e trovarsi davanti emozioni del tutto nuove e sconosciute.
Meglio fare qualche esempio.
Vi sarà capitato di sentir parlare della cosiddetta melanconia, una parola che di tanto in tanto si sente ancora oggi. Il melanconico più famoso di tutti i tempi è stato sicuramente Torquato Tasso. Nel seicento, un periodo segnato dalla censura e dal sospetto (strano visto il clima tranquillo creato dall'Inquisizione), Tasso soffriva di cosiddetto umor nero, leggermente diverso dal nostro black humor. Nel suo caso era una condizione di pessimismo e profonda tristezza, la melancolia appunto, che etimologicamente vuol dire proprio "umore nero". La melancolia moderna apparteneva ai poeti, ai filosofi, agli intellettuali insomma che non si sentivano parte della società ma anzi spesso ne venivano respinti. Oggi quest'emozione ha solamente cambiato nome ed è diventata la depressione: i sintomi sono molto simili in effetti.
Andiamo ancora più indietro, fino al medioevo, dove tra i vizi capitali scopriamo sentimenti pericolosi come l'accidia, simile alla malinconia di prima, e la gola, che oggi chiameremmo avidità. L'accidia indica la trascuratezza e l'indifferenza. Associata anch'essa alla depressione, era un vizio molto pericoloso che rendeva gli uomini troppo pesanti per seguire i doveri di ogni buon cristiano. Sinceramente non capisco cosa avessero Tommaso d'Aquino, Dante e Petrarca contro quattro poltroni ma fatto sta che le pagine dei più grandi autori dell'epoca sono piene di parole durissime contro gli accidiosi.
Aggiungo che nel medioevo le emozioni avevano un legame fortissimo col mondo della religione cristiana. Così le emozioni negative, come l'accidia appunto, diventavano sinonimi di peccato mentre le emozioni positive, come la gioia o l'amore, erano circondate da un'aura di beatitudine, quasi fossero tracce del legame tra l'uomo e il divino.
Infine voglio portarvi nel caro e vecchio mondo antico, dove le emozioni erano un argomento ancora più oscuro. La filosofia da Socrate in poi inventò nuovi stati d'animo, come l'eudaimonia (un equilibrio interiore sinonimo di felicità) o l'atarassia (assenza di turbamenti simile alla serenità). Queste sono per così dire emozioni artificiali, nate dal nulla nella mente degli uomini dotti.
La gente comune poteva avere in mente l'ira di Achille o la follia dionisiaca. In realtà, nell'antichità, le emozioni erano momenti collettivi, non esperienze individuali. Così per esempio il coraggio muoveva l'esercito in battaglia e l'invidia turbava l'equilibrio di un gruppo. Ancora, la hybris, la tracotanza, era il simbolo dell'arroganza che sfida gli dei. Nel mondo romano, invece, la pietas di Enea indicava la devozione agli dei e alla patria.
Insomma, la psicologia non aveva ancora scoperto il peso dell'interiorità. Così il vissuto del singolo era indissolubilmente legato alla comunità e alla natura. La vita emotiva dell'individuo era ridotta all'osso.
Come vedete, non bisogna allontanarsi così tanto per incontrare modi diversi di vivere le emozioni, tra sentimenti nascosti o abbandonati. Alcuni sentimenti li abbiamo scoperti soltanto di recente, altri li abbiamo totalmente dimenticati, o quasi. Ciò che colpisce è la ricerca continua di nomi da dare alle emozioni, per quanto il lavoro possa rivelarsi complicato.
Spero che questo breve viaggio tra le emozioni vi sia piaciuto 😉
Meglio fare qualche esempio.
Vi sarà capitato di sentir parlare della cosiddetta melanconia, una parola che di tanto in tanto si sente ancora oggi. Il melanconico più famoso di tutti i tempi è stato sicuramente Torquato Tasso. Nel seicento, un periodo segnato dalla censura e dal sospetto (strano visto il clima tranquillo creato dall'Inquisizione), Tasso soffriva di cosiddetto umor nero, leggermente diverso dal nostro black humor. Nel suo caso era una condizione di pessimismo e profonda tristezza, la melancolia appunto, che etimologicamente vuol dire proprio "umore nero". La melancolia moderna apparteneva ai poeti, ai filosofi, agli intellettuali insomma che non si sentivano parte della società ma anzi spesso ne venivano respinti. Oggi quest'emozione ha solamente cambiato nome ed è diventata la depressione: i sintomi sono molto simili in effetti.
Andiamo ancora più indietro, fino al medioevo, dove tra i vizi capitali scopriamo sentimenti pericolosi come l'accidia, simile alla malinconia di prima, e la gola, che oggi chiameremmo avidità. L'accidia indica la trascuratezza e l'indifferenza. Associata anch'essa alla depressione, era un vizio molto pericoloso che rendeva gli uomini troppo pesanti per seguire i doveri di ogni buon cristiano. Sinceramente non capisco cosa avessero Tommaso d'Aquino, Dante e Petrarca contro quattro poltroni ma fatto sta che le pagine dei più grandi autori dell'epoca sono piene di parole durissime contro gli accidiosi.
Aggiungo che nel medioevo le emozioni avevano un legame fortissimo col mondo della religione cristiana. Così le emozioni negative, come l'accidia appunto, diventavano sinonimi di peccato mentre le emozioni positive, come la gioia o l'amore, erano circondate da un'aura di beatitudine, quasi fossero tracce del legame tra l'uomo e il divino.
Infine voglio portarvi nel caro e vecchio mondo antico, dove le emozioni erano un argomento ancora più oscuro. La filosofia da Socrate in poi inventò nuovi stati d'animo, come l'eudaimonia (un equilibrio interiore sinonimo di felicità) o l'atarassia (assenza di turbamenti simile alla serenità). Queste sono per così dire emozioni artificiali, nate dal nulla nella mente degli uomini dotti.
La gente comune poteva avere in mente l'ira di Achille o la follia dionisiaca. In realtà, nell'antichità, le emozioni erano momenti collettivi, non esperienze individuali. Così per esempio il coraggio muoveva l'esercito in battaglia e l'invidia turbava l'equilibrio di un gruppo. Ancora, la hybris, la tracotanza, era il simbolo dell'arroganza che sfida gli dei. Nel mondo romano, invece, la pietas di Enea indicava la devozione agli dei e alla patria.
Insomma, la psicologia non aveva ancora scoperto il peso dell'interiorità. Così il vissuto del singolo era indissolubilmente legato alla comunità e alla natura. La vita emotiva dell'individuo era ridotta all'osso.
Come vedete, non bisogna allontanarsi così tanto per incontrare modi diversi di vivere le emozioni, tra sentimenti nascosti o abbandonati. Alcuni sentimenti li abbiamo scoperti soltanto di recente, altri li abbiamo totalmente dimenticati, o quasi. Ciò che colpisce è la ricerca continua di nomi da dare alle emozioni, per quanto il lavoro possa rivelarsi complicato.
Spero che questo breve viaggio tra le emozioni vi sia piaciuto 😉
E io il mio potenziale lo sto usando?
Seriamente bastava chiedere sega di gruppo per far resuscitato il sito?! Vabbè obiettivo raggiunto comunque 😌
‼️ATTENZIONE‼️
Sega di gruppo in riflessioni tra cinque minuti
Sega di gruppo in riflessioni tra cinque minuti
Non mi piace parlare di me. A volte ho desiderato di diventare un'ombra, uno spettatore insignificante che guarda e ascolta senza il rischio di essere coinvolto nel trambusto dell'esistenza. Le ombre sono spiriti senza corpo, senza presenza, che vivono a metà. Così mi appariva la mia quotidianità, circondato da corpi senza che io potessi averne uno.
La consistenza, questo spazio che l'individuo presidia con la propria carne, era un concetto che ignoravo totalmente. Per me la presenza fisica, il fatto che occupassi uno spazio, era una questione trascurabile e affatto rilevante.
Peccato che trovassi imbarazzante la mia materialità, se così possiamo chiamarla. Forse non ero degno di possedere il piccolo frammento del cosmo che accoglieva la mia persona. L'esistenza da puro spirito avrebbe risolto il problema, eppure ora credo che non fosse il corpo a causare quel disagio.
Trovo ridicolo il meccanismo di una mente ferita che schiaccia l'individuo provando a illuderlo della sua impotenza. L'uomo dovrebbe andare fiero di occupare uno spazio col proprio corpo, strappato al momento della nascita all'universo con un atto di primitiva ferocia.
Quanto a me difenderò con la vita la presenza che ho conquistato, e la carne che ho ritrovato.
La consistenza, questo spazio che l'individuo presidia con la propria carne, era un concetto che ignoravo totalmente. Per me la presenza fisica, il fatto che occupassi uno spazio, era una questione trascurabile e affatto rilevante.
Peccato che trovassi imbarazzante la mia materialità, se così possiamo chiamarla. Forse non ero degno di possedere il piccolo frammento del cosmo che accoglieva la mia persona. L'esistenza da puro spirito avrebbe risolto il problema, eppure ora credo che non fosse il corpo a causare quel disagio.
Trovo ridicolo il meccanismo di una mente ferita che schiaccia l'individuo provando a illuderlo della sua impotenza. L'uomo dovrebbe andare fiero di occupare uno spazio col proprio corpo, strappato al momento della nascita all'universo con un atto di primitiva ferocia.
Quanto a me difenderò con la vita la presenza che ho conquistato, e la carne che ho ritrovato.
La mia vita è tipo: "questa settimana ricomincio ad allenarmi"
E la settimana dopo febbre
Ero riuscito a evitare l'influenza per tutto l'anno. Ricomincio l'esercizio e l'organismo decide proprio adesso di sbarazzarsi dei microbi. Stronzo
E la settimana dopo febbre
Ero riuscito a evitare l'influenza per tutto l'anno. Ricomincio l'esercizio e l'organismo decide proprio adesso di sbarazzarsi dei microbi. Stronzo
Appena finito l'ultimo film di Checco Zalone. Posso dire mi è piaciuto, forse non il suo miglior film ma la critica ci sta tutta
Mi ha fatto ripensare all'idea di fare il cammino di Santiago (un giorno magari)
Mi ha fatto ripensare all'idea di fare il cammino di Santiago (un giorno magari)
Buonasera
Anonimo
Originalese fossi una pornostar mi chiamerei menchina belova
Mi ricorda molto la famosa ballerina polacca, Ciolanka Sbilenka
Ieri manifestazione nel corteo comunista conclusa con un pranzo al ristorante cinese. Perché i veri compagni mangiano solo cibo approvato dalla repubblica popolare.
Nulla mi faceva ridere questa cosa
Nulla mi faceva ridere questa cosa
Bene, chiudiamo con una domanda un po' più impegnativa.
Quale di queste informazioni sull'alto medioevo è vera?
Quale di queste informazioni sull'alto medioevo è vera?
Per secoli l'Europa fu devastata da orde barbariche
Vigeva lo ius primae noctis tra signore e contadino
La popolazione aveva lasciato in massa le città per rifugiarsi in campagna
La popolazione aveva lasciato in massa la campagna per rifugiarsi in città
Pensate di essere nella testa di un contadino del settimo secolo che si trova davanti un tempio romano di marmo, con pezzi d'oro e di bronzo.
E allora vi viene in mente che quel capitello ionico starebbe proprio bene nel vostro salotto...però è un tempio pagano costruito dal demonio.
Però quella statua d'oro è così...d'oro. Quei pagani bastardi avevano un ottimo gusto nel design e così lasciate il tempio pronti a piastrellarvi la capanna di marmo
E allora vi viene in mente che quel capitello ionico starebbe proprio bene nel vostro salotto...però è un tempio pagano costruito dal demonio.
Però quella statua d'oro è così...d'oro. Quei pagani bastardi avevano un ottimo gusto nel design e così lasciate il tempio pronti a piastrellarvi la capanna di marmo
Questa mi interessa molto, prossima domanda.
Cosa capitò alle rovine romane dopo il crollo dell'impero?
Cosa capitò alle rovine romane dopo il crollo dell'impero?
Distrutte come edifici pagani
Depredate e riconvertite
Venerate come luoghi sacri
Depredate e abbandonate
Questa era sgamabile, lo ammetto.
Prossima domanda, assieme al Cristianesimo cattolico quale altra religione era molto diffusa nell'Europa del primo medioevo?
Prossima domanda, assieme al Cristianesimo cattolico quale altra religione era molto diffusa nell'Europa del primo medioevo?
Cristianesimo Ariano
Cristianesimo Ortodosso
Paganesimo tradizionale
Islam
Detto ciò andiamo avanti con la seconda domanda
Come si sceglievano abitualmente i cognomi agli inizi del medioevo?
Come si sceglievano abitualmente i cognomi agli inizi del medioevo?
In base al luogo di provenienza
In base al nome del padre
In base al nome dell'antenata più antico
Non esistevano cognomi tra la gente comune
Ovviamente nel mondo altomedievale scordate compleanni e date di nascita. Gli uomini comuni non avevano idea di quanti anni avessero. In un'epoca con una mortalità infantile elevatissima concentrarsi sulle date di nascita sembrava cinicamente superfluo. Quando era necessario stimare un'età se la cavavano con un onesto "circa"
Bene, cominciamo
Prima domanda, come si contavano gli anni nei primi secoli del medioevo?
Prima domanda, come si contavano gli anni nei primi secoli del medioevo?
Dalla nascita di Cristo
Dalla fondazione di Roma
Dai cicli solari
Ognuno a cacchio suo