Avatar Protapalle badge Riflessione
Non mi piace parlare di me. A volte ho desiderato di diventare un'ombra, uno spettatore insignificante che guarda e ascolta senza il rischio di essere coinvolto nel trambusto dell'esistenza. Le ombre sono spiriti senza corpo, senza presenza, che vivono a metà. Così mi appariva la mia quotidianità, circondato da corpi senza che io potessi averne uno.
La consistenza, questo spazio che l'individuo presidia con la propria carne, era un concetto che ignoravo totalmente. Per me la presenza fisica, il fatto che occupassi uno spazio, era una questione trascurabile e affatto rilevante.
Peccato che trovassi imbarazzante la mia materialità, se così possiamo chiamarla. Forse non ero degno di possedere il piccolo frammento del cosmo che accoglieva la mia persona. L'esistenza da puro spirito avrebbe risolto il problema, eppure ora credo che non fosse il corpo a causare quel disagio.
Trovo ridicolo il meccanismo di una mente ferita che schiaccia l'individuo provando a illuderlo della sua impotenza. L'uomo dovrebbe andare fiero di occupare uno spazio col proprio corpo, strappato al momento della nascita all'universo con un atto di primitiva ferocia.
Quanto a me difenderò con la vita la presenza che ho conquistato, e la carne che ho ritrovato.
2 mag 2026 alle 4:13